"Gatto del Cheshire?" ripetè Scarlett inclinando lievemente la testa mentre avanzava avvicinandosi al tavolino. "No, mai sentito effettivamente. Ed era pericoloso?" domandò incuriosita guardando per un attimo Kel-hatril, quindi posò la chiave nella ciotola sul tavolino spostando l'attenzione alla porta.
NdG: no, niente serratura nella porta...
NdG: immaginavo, ma mi volevo preparare ad ogni evenienza XD
Il nano sospirò di sollievo, sembrava che il giro nella torre fosse prossimo a finire, e non era stato necessario portar battaglia nemmeno in questa occasione.
Scarlett posò la chiave nella ciotola sul tavolino spostando l'attenzione alla porta.
Haza lasciò fare la maga, ma in precedenza avevano toccato una semisfera e ottenuto qualcosa nella ciotola, non posato qualcosa al suo interno.
In attesa che avvenisse qualcosa, diede un'occhiata al tavolino nel punto indicato dall'ormai svanito gigante dalla testa d'insetto.
Su quel tavolino poteva esserci una serratura, sul ripiano accanto alla ciotola, in cui infilare la chiave.
Una volta posata la chiave nella ciotola, tutto o quasi scomparve: rimasero solo una sala vuota, un tavolino con sopra una ciotola con dentro una chiave e la porta già vista in precedenza.
«Bene, miei cari e graditi ospiti» risuonò la voce di Thargon, «direi che ce l'avete fatta brillantemente! Non mi resta che ringraziarvi per la piacevole serata e mantenere la mia parte di impegno: se userete quella chiave per aprire la porta, troverete al di là un breve corridoio che finisce in una stanzetta con due porte: la prima, quella marrone, conduce all'esterno della torre e, volendo, potrebbe anche essere usata dai vostri compagni all'esterno per ricongiungersi con voi, mentre la seconda porta, quella nera, in realtà è un portale realizzato per me da un amico che ha un pallino per quelle cose... un po' come io ho un pallino per le illusioni. Passando per quel portale potrete giungere in un istante all'interno di un fienile abbandonato alle porte di Garada, che immagino sia la vostra meta dal momento che eravate arrivati qui salendo da La Soglia». Un istante di pausa e poi riprese: «Ah, già, a proposito di illusioni... dimenticavo: tutto quello che avete passato finora era solo una serie di illusioni e... beh, anche le cose che avete trovato, pozioni eccetera, erano solo illusioni». Ridacchiò. «Sono bravo in queste cose, che ne dite? A proposito, è anche per questo che vi sto parlando senza stare lì con voi: lo so che è maledettamente scortese, ma
sapete com'è: ho il sospetto che qualcuno di voi, in un attimo di scarsa sportività, potrebbe mettermi le mani addosso se fossi lì presente in carne ed ossa».
«Ebbene, credo che questo sia tutto: vi auguro ogni bene per il prosieguo del vostro viaggio, qualunque sia la vostra meta» continuò Thargon. «Anzi, no, solo una cosa ancora: non vorrei che pensaste che mi sia dimenticato di avervi promesso una ricompensa: nella stanzetta che vi dicevo ho fatto mettere un tavolino con su qualche ricordino per voi: stavolta non saranno illusioni, quindi fatene buon uso!». Una pausa ancora e poi: «Ah, già che ci siete... e se non chiedo troppo: magari, se vi va, non è che potreste dire in giro che Thargon il mago pazzo è magari un vecchio un tantino suonato ma che in fondo non è cattivo e nemmeno proprio pazzo-pazzo: un pelino strambo, diciamo, ma non pericoloso, dopotutto».
«Ed ora, amici miei, vi auguro buona fortuna e magari, quando ripassate di qui, fermatevi un attimo a salutarmi... e magari giocheremo di nuovo insieme!».
Scarlett si trovò a sorridere: Thargon era stato di parola e in cambio di qualche ora del loro tempo, ne avrebbero risparmiate moltissime di più arrivando diretti a Garada. Era stato un scambio più che ottimo, soprattutto tenendo conto che a loro non era successo nulla di male e anzi, avevano a quanto pare pure guadagnato qualche ricompensa.
"Non credo che ti metteremmo le mani addosso, Thargon. Sei stato di parola, oltre che a noi non è accaduto nulla di male, quindi non vedo perchè dovremmo fare una cosa simile." la Rossa sorrise nuovamente, prendendo la chiave che li avrebbe portati nella stanza con le due uscite. "Anzi, ti ringrazio per la tua offerta di farci arrivare direttamente a Garada, ci risparmierai una bella scarpinata."
Diede uno sguardo ai compagni, per capire quando fossero tutti pronti ad andare. "Immagino che una volta di là non avremo più modo di parlare con te, quindi ti ringrazio nuovamente e ti saluto. Se avrò occasione, non mancherò di dire che semplicemente gradisci ogni tanto compagnia, Thargon il mago è un po' burlone, ma non certo pericoloso."
Quindi si spostò alla porta preparandosi ad aprire.
NdG: quando sono tutti pronti, Scarlett apre e andiamo nell'altra stanza!
Haza si limitò a una smorfia.
Non verificò che le ampolle di pozioni messe nello zaino fossero ancora là o meno. Non avrebbe comunque creduto ai suoi occhi... magari c'erano, e l'illusione era di averle perse.
Con Thargon a portata di magia non poteva fidarsi dei propri sensi.
Avrebbe controllato solo una volta lontani... sperando che almeno quella parte si realizzasse davvero e non fosse una nuova illusione.
«Prontissimo. Proseguiamo con le cose serie».
Finito il colloquio con Thargon, il gruppo si rivolse verso la porta, magari con un atteggiamento un poco esitante: che ci potesse forse essere ancora ad attenderli una delle bislacche idee del mago, a mo' di commiato?
Fu Issus a rompere l'indugio: aprì la porta senza alcuna difficoltà, fece un rapido controllo sia dell'apertura stessa che del successivo breve corridoio, che poi imboccò con una certa cautela ma senza realmente aspettarsi sgradite sorprese.
In effetti di sorprese non ce ne furono ed in breve il gruppetto si trovò in una piccola stanza nella quale c'era un tavolino con sopra una piccola borsa di pelle contenente sette opali del valore approssimativo di dieci monete d'oro ciascuna e sette boccette che avevano tutta l'aria di contenere delle pozioni cura ferite. «Magari queste le facciamo esaminare da Filth, quando ci incontriamo fuori di qui», osservò Issus. «Non che mi aspetti davvero dei brutti scherzi, ma giusto per sicurezza...».
«Sette siamo e sette cose per tipo ha lasciato qui il mago: di certo non possiamo rimproverargli la precisione», aggiunse Kel-hatril. «Però, visto che gli altri se ne sono stati fuori a dormire mentre noi facevamo divertire il mio esimio collega, non so voi, ma se non altro per una questione di principio io dico che queste cose ce le teniamo tutte per noi».
Poi la piccola maga rivolse l'attenzione alle due porte che si aprivano sulla parete opposta a quella di ingresso. «Una comune porta di legno ed una specie di buco nero, bello squadrato e rettangolare come una qualsiasi porta, d'accordo, ma mi pare chiaro che debba trattarsi del portale che il buon Thargon ci aveva promesso». Un sorriso storto e poi aggiunse: «Se non altro per Filth, che è un brav'uomo anche se puzza come una fogna, direi che prima di infilarci nel portale faremmo bene a vedere se davvero quella porta di legno ci conduce dai nostri cari compagni dormiglioni. Voi che ne dite?».
[Dungeon Master]
«Sette siamo e sette cose per tipo ha lasciato qui il mago: di certo non possiamo rimproverargli la precisione», aggiunse Kel-hatril. «Però, visto che gli altri se ne sono stati fuori a dormire mentre noi facevamo divertire il mio esimio collega, non so voi, ma se non altro per una questione di principio io dico che queste cose ce le teniamo tutte per noi».
[Haza]
Il nano scosse la testa, in disaccordo.
«Una a testa rende più sicuro il gruppo, ognuno avrebbe di che curarsi se sta rischiando la vita anche se rimane temporaneamente isolato dagli altri. Non lo dico per altruismo, piuttosto per pragmaticità. Più di noi restano vivi e in grado di aiutare gli altri, meno rischia ciascuno di noi».
[Dungeon Master]
Poi la piccola maga rivolse l'attenzione alle due porte che si aprivano sulla parete opposta a quella di ingresso. «Una comune porta di legno ed una specie di buco nero, bello squadrato e rettangolare come una qualsiasi porta, d'accordo, ma mi pare chiaro che debba trattarsi del portale che il buon Thargon ci aveva promesso». Un sorriso storto e poi aggiunse: «Se non altro per Filth, che è un brav'uomo anche se puzza come una fogna, direi che prima di infilarci nel portale faremmo bene a vedere se davvero quella porta di legno ci conduce dai nostri cari compagni dormiglioni. Voi che ne dite?».
Questa volta Haza era d'accordo.
«Come ho detto, più siamo e più siamo forti. Lasciamo decidere a loro se continuare con noi o meno, dopo questa notte. Abbiamo fatto scelte diverse, è vero. Ma la missione del gruppo è rimasta la stessa».
Morgon strinse forte la mano di Tabitha e si fermò a rimirare le due porte.
"Concordo sul recuperare gli altri e usare insieme il passaggio per arrivare a destinazione in breve tempo... coraggio andiamo e speriamo non sia successo loro nulla..."
"Tu che ne pensi?"
Disse rivolto all'elfa scusa.
«Dicendo tutte per noi, intendevo una per ciascuno a me, te, Scarlett, Tabitha, Issus, Morgon e Ghino, che guarda caso siamo in sette» spiegò Kel-hatril prendendo una fiala ed un opale, «e niente a quelli rimasti fuori. D'altronde, non avendone altre trovo difficile poterne dare anche a chi non si è sorbita la serie di giochetti del caro Thargon. Giusto, no?». Detto questo si diresse senza esitazione verso la porta, aggiungendo: «Dai, andiamo a riprendere quei lavativi là fuori e torniamo al portale». Poi, ripensandoci: «Anzi, no, magari potremmo fare
così: uno o due di noi potrebbero restare qui per assicurarci che questa porta non ci si richiuda dietro tagliandoci fuori dal portale. Sorellina, che ne diresti di stare qui con Morgon? Non dovreste fare altro che stare qui all'interno, tenendovi per mano e guardandovi fisso
negli occhi mentre tenete un piede sulla soglia. Magari per ammazzare il tempo potreste anche darvi un bacino o due...».
C'era forse un filo di gelosia nella voce della maga..?
Scarlett osservò la porta che dovevano imboccare, esitando quel poco di tempo che spinse Issus a farsi avanti, facendo prima un rapido controllo della porta stessa e poi affrontando cautamente il successivo corridoio. La Rossa gli sorrise quando furono dall'altra parte, stringendogli brevemente il braccio. "Grazie."
Thargon era stato di parola - non che lo avesse mai dubitato - e fece trovare loro un sacchetto con 7 opali e 7 pozioni che avevano l'aria di essere di cura ma che, giustamente, Issus aveva proposto di far poi analizzare per scrupolo da Filth.
"Fargliele controllare costa poco, almeno saremo certi del loro contenuto."
Poi rivolse la sua attenzione a Kel-hatril e Haza. "Concordo sul fatto che dividere questi oggetti aumenterebbe le probabilità di sopravvivenza di tutti. Direi quindi di chiamare gli altri, sperando siano ancora dove li abbiamo lasciati, e poi di imboccare il portale tutti assieme."
A quel punto Scarlett prese la sua parte, quindi si diresse alla porta che doveva essere quella che conduceva all'esterno, aprendola.
Tabitha, che era stata per tutto il tempo accanto a Morgon, aveva ripreso a sorridere, contenta che quel diversivo avesse fatto guadagnare loro un passaggio per la loro destinazione. Alla fine non era stato nulla di che, quindi dovevano solo che essere grati a Thargon.
Quando Scarlett si diresse alla porta aprendola, l'elfa sorrise al bardo prima di raggiungere la maga.
"Aspetta Scarlett, fammi dare un occhio fuori: ci vedo meglio di te al buio...giusto per scrupolo."
Tabitha si sporse con cautela, osservando l'ambiente circostante e tendendo l'orecchio a possibili pericoli fuori vista, e solo quando fu certa che non ce ne fossero, annuì facendo un cenno ai compagni. "Mi sembra tutto tranquillo."
La Rossa le si affiancò. "Grazie Tabitha." quindi cercò la direzione in cui doveva trovarsi il loro accampamento. "Se qualcuno vuole restare qui, chiamiamo gli altri, e in quelli che andiamo ci occupiamo di raccogliere le cose di tutti."
Attese chi voleva andare, quindi si avviò in quella direzione.
"Rieccoci." annunciò quando raggiunse i compagni. "Alla fine era un giro della sua torre, ci ha dato anche una ricompensa e, come ha promesso, ci ha aperto un portale per un fienile alle porte di Garada. Raccogliamo le nostre cose e andiamo, potremo penso riposare là."
Haza raccolse l'opale e la pozione.
Per un attimo si chiese se anche il tempo trascorso nella torre fosse stato apparente... potevano essere mesi ed essere sembrate poche ore, oppure viceversa essere in realtà pochi minuti.
Con i maghi e le illusioni non si poteva essere certi nemmeno di quello.
Di unì a Scarlett nell'uscire a incontrare gli altri, curioso di constatare eventuali cambiamenti... e prima di tutto di verificare se fossero ancora là.
Morgon ascoltò le parole di Kel-hatril.
Quando stava per voltarsi verso Tabitha per capire come aveva preso quelle parole della sorella, la vide arrivare alla porta e guardare fuori.
Osservò Scarlett sgattaiolare fuori.
Vide Haza seguire la maga.
Si guardò intorno.
Non riuscì a trovare Ghino.
Incrociò lo sguardo di Issus.
Guardò Kel-Hatril e poi Tabitha.
Sorrise imbarazzato alla drow.
Guardò Issus.
Non riusciva a cancellarsi quel sorriso ebete dalla faccia.
Guardò nuovamente Kel-Hatril.
Tornò serio... ed attese il ritorno di chi era uscito.
Tabitha si voltò verso la sorella quando si sentì chiamare, e annuì quando le chiese di restare lì ad assicurarsi che la porta non si richiudesse. "Sì, certo che pos-" ma la voce le morì in gola man mano che Kel-hatril proseguiva il discorso.
Arrossì come al solito, abbassando lo sguardo quando percepì quella sottile sfumatura nel tono della sorella..possibile che fosse gelosa?
L'elfa alzò lo sguardo cercando quello di Scarlett che era ancora al suo fianco. Era imbarazzata e tesa - perchè era innegabile che Kelly avesse toccato un tasto dolente: avrebbe voluto baciare Morgon? Sì, credeva proprio di sì. Ma farlo...farlo era tutto un altro paio di maniche. Non che Scarlett potesse fare un qualche miracolo in merito, ma la Rossa aveva l'indubbia qualità di capire e riuscire ad incoraggiare chiunque. E lei aveva un gran bisogno di quel coraggio.
Probabilmente era anche l'intento di Kelly quello di spronarla, solo che aveva un modo tutto suo sua sorella...e non sempre le riusciva con tutti i crismi.
Proprio come si aspettava, trovò il sorriso di Scarlett ad accoglierla. "Segui quello che ti dice il cuore Tabitha..." le sussurrò dandole una breve stretta al braccio. "Andrà tutto bene." aggiunse muovendo un passo fuori con una piccola strizzatina d'occhio, quindi si voltò facendo un cenno agli altri. "Issus, vieni a darmi una mano? Haza, Kelly, Ghino, andiamo a raccogliere anche lo cose di Morgon e Tabitha che, gentilmente, eviteranno che la nostra serata alternativa possa finire sprecata."
Tabitha si scansò per lasciare uscire tutti, poi si appoggiò allo stipite per fare quello che le era stato chiesto. Prese un respiro profondo e solo quando sentì che il cuore aveva rallentato i battiti, si voltò verso Morgon sorridendogli. Aveva ancora le guance arrossate per quello che aveva detto Kelly, ma non abbassò lo sguardo. Non fu facile, ma non voleva farlo.
Osservò il bardo per qualche istante e poi tese la mano verso di lui, per invitarlo a raggiungerla. Gliela strinse, accarezzandola piano, e quando Morgon fu davanti a lei alzò lo sguardo per guardarlo in viso. Tabitha sorrideva, era felice, e realizzò per l'ennesima volta che era suo agio con lui, con lui non sentiva quella morsa di terrore che le serrava lo stomaco e che per lei era stata a lungo la normalità.
"Mia sorella a volte ha la sensibilità di un mattone." commentò a mezza voce, realizzando che non sapeva bene cosa dire, o fare, e stava solo provando a seppellire l'imbarazzo.
Doveva smetterla di pensare. Pensare non serviva a nulla, non in quel frangente. Doveva solo fare quello che si sentiva, non doveva spiegazioni o giustificazioni a nessuno. Lasciò andare un sospiro e, staccandosi con un colpo di reni dallo stipite, gettò le braccia al collo di Morgon, stringendosi a lui e seppellendo il viso nel suo collo.
Lasciati Tabitha e Morgon a custodire la porta, gli altri fecero il giro della torre fino all'accampamento e una volta giunti sul posto rimasero alquanto sconcertati.
Parecchi secondi passarono in silenzio, mentre le varie persone presenti si guardavano l'un l'altro come a fare la conta di chi c'era.
«Ma che, sono andati tutti a pisciare contemporaneamente?», sbottò infine Issus.
«Temo proprio di no, amico Issus», fu la placida risposta di Filth. «Siamo proprio rimasti solo Argenta, Bardell, Brom ed io. Gli altri se ne sono semplicemente andati: hanno lasciato la compagnia».
«Ma come cavolo può essere successo, così, tutt'a un tratto?», insistette Issus. «Lasciare la compagnia, così, di notte, senza una parola di spiegazione? Non ha alcun senso».
«Un senso in qualche modo ce l'ha», intervenne Brom con la sua voce profonda, che al momento suonava carica di disapprovazione. «Hai presente che tipo è Kreena, vero?».
«Oh... Kreena! Comincio a capire», disse Issus. «Ha tirato fuori uno dei suoi capricci e...».
«...ha tanto detto e tanto fatto che ha convinto gli altri che questa missione non aveva alcun senso, che non avremmo mai avuto successo, che lei aveva tantissimissime... così, letteralmente... cose più importanti da fare e che se le volevamo bene non potevamo lasciarla da sola a fare tutte quelle cose importantissimissime... ancora letteralmente... e bla
bla bla...», completò Brom. Poi fece girare lo sguardo sui presenti e aggiunse: «Per caso qualcuno di voi si stupisce della faccenda?».
«Ma soprattutto, qualcuno di voi vuole correrle dietro?», aggiunse Filth. «Non è da tanto che se ne sono andati via: potreste ancora raggiungerli».
«Quindi, in pratica, hanno mollato la compagnia Kreena, Fenryr, Jean e Indevar, giusto?», riassunse Kel-hatril. «Beh, per quanto mi riguarda possono anche andare nel ghiaccio infernale a testa in giù: io ho una missione da compiere e un giuramento da onorare e o sarà Raxxla a morire, oppure sarò io. E poi», aggiunse guardandosi intorno, «già che non è qui a sentirmi... beh, ho una sorella che amo più di ogni altra cosa e... insomma... cioè...». Finì per impappinarsi, abbassò lo sguardo sulle punte dei piedi e tacque.







