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martedì 11 ottobre 2022

SETTIMANA 40 - 2022

HAZA - 10-11/09
Si gratto' la barba.
"Questa mi piace. Molto. Funziona se non esce nessuno. Rinuncio allora a fare da esca."
Guardo' le varie finestre e le porte.
"Ma se stiamo alle finestre lui potra' colpirci a distanza con il uso raggio e non entrera'. Dovremmo lasciargli una sola apertura a cui non si affaccia nessuno, cosi' sara' costretto ad entrare per cercare di vederci e lanciare il suo raggio. Dentro ci saremo noi, tutti quelli non imparauriti, ad affrontarlo."


DUNGEON MASTER - 10-11/09
Qui non mi è chiaro: se nessuno si affaccia ad una sola apertura, vuol dire che a tutte le altre qualcuno si affaccerà, ma allora che bisogno avrà il Terrore Notturno di entrare per vedervi se sarete già visibili affacciati a tutte le finestre tranne una? O non ho capito io il senso dell'idea, o non è stata espressa sufficientemente bene...
Aggiungo ancora un dubbio che ancora ho: dei tre che volevano allontanarsi due hanno cambiato idea (cioè Fenryr e Jean), ma mi manca ancora di capire se il terzo (Ghino) è ancora dell'idea di andare via, anche da solo. Salvo informazioni contrarie, quando elaborerò l'avanzamento lo considererò sulla strada per La Soglia.
Scusate, ma ho bisogno di capire bene per poter andare avanti…

SCARLETT - 10-11/09
"Il problema, facendo come dici, è che noi incantatori non potremo usare le palle di fuoco se aspettiamo che entri qui dentro per attaccarlo." osservò Scarlett guardando il nano. "Magari non stiamo proprio davanti all'apertura ad attenderlo, ma quando comparirà, chi tra noi maghi resisterà al terrore deve potersi affacciare per castare e cercare così di ferirlo il più possibile."
Poi la Rossa si voltò verso Kreena con un sorriso. "Per il resto direi che l'idea di Kreena è ottima."
 
HAZA - 10-11/09
NDG
Non sono stato chiaro nella mia esposizione dell'idea.
La proposta era di chiudere tutte le porte e le finestre, tranne una, lasciata aperta e senza nessuno affacciato.
In questo modo per arrivare da noi e colpire con il raggio doveva entrare in casa per avere qualcuno nel campo visivo.
Le obiezioni sollevate in merito all'area di azione delle 'palle di fuoco' hanno comunque gia' scartato questa proposta, mi sembra.
 
FENRYR - KREENA - 10-11/09
Fenryr squadrò il nano con sguardo gelido.
"Tiriamo e ci nascondiamo, come sugli spalti. Vogliamo ucciderlo, non portarlo dentro: se finiamo frecce e incantesimi, ci ritiriamo dalle aperture. Se poi entra, bene, userai quel mazzafrusto"
Attese un attimo, studiando i varchi con occhio professionale.
"Due per apertura, solo chi attacca a distanza, gli altri dietro, pronti a sostituire chi ha armi da tiro e cade preda del Terrore"
Alzò lo sguardo al soffitto.
"Divisi sui 2 piani. Chi ha frecce magiche le condivida"
 
Kreena lo guardò, sbuffò, quindi tolse dalla spalla la faretra con i dardi arcani.
 
NdG
Il piano sarebbe di dividerci sui due piani, nel modo più bilanciato possibile (tipo: numero pari di maghi, guerrieri, arcieri e chierici/paladini per ogni piano).
Chi sta di riserva interviene se uno dei compagni alle aperture cade vittima del Terrore.
 
Kree mette a disposizione una faretra con 16 frecce +1 (chiunque può notare che ne ha anche un'altra)
Fenryr prova a bloccare Ghino, se si accorge che vuole lasciare la compagnia ^__________________^
 
MORGON - 10-11/09
NDG
Solo per essere tutti allineati (scusate se scrivo veloce, ma sono di corsa)
Morgon userà la sua ispirazione bardica per provare a dare un +1 sui Tiri Salvezza a tutti quanti.
Morgon potrà usare il bastone dello sciamano bugbear per lanciare il fulmine magico
Morgon potrà usare l'incantesimo Palla di Fuoco
 
ARGENTA - 10-11/09
Argenta ascoltò tutti e poi disse mestamente: "Ok aspettiamo e se arriva combattiamo."
" A me sono rimasti un dardo incantato, un 'Volare' e due 'Luce persistente', nessuna freccia magica ma..." < mostrando il pugnale> "...ho questo pugnale magico, non fa molto danno ma ritorna sempre."
"Se non vogliamo tenerlo lontano,  'Luce persistente' non ci è utile, ma...." < girandosi  verso Fenryr > " 'Volare' potrebbe aiutare qualcuno armato di spada magica ad arrivare in corpo a corpo col nemico volante...."

FENRYR - 10-11/09
Fenry annuì alla donna.
"Teniamola come seconda possibilità, se le armi a distanza non funzionassero e il demone non entrasse in casa"
meditò un attimo.
"La Luce arcana potrebbe servire come arma, se è un essere del Buio...al Nord le sacerdotesse di Daana usano la Sua Luce per ferirli..."
 
NdG
Quindi la strategia di gruppo sarebbe, nell'ordine:
 - Attacco a distanza restando in casa + in corpo a corpo se l'essere entra
 - Se le armi a distanza finiscono e l'essere non entra --> Uso di incantesimi/poteri di volo sui guerrieri attivi e attacco in corpo a corpo
 - Se entrambe le cose non funzionano e/o siamo messi male col Terrore (tipo meno di 1/3 del gruppo che può combattere) --> scacciare l'essere (sempre che uno dei paladini sia attivo)
 
Poi tanto improvviseremo quando arriva e ogni benedizione o protezione aiuta ^______________^

DUNGEON MASTER - 10-11/09
Mi manca ancora di sapere riguardo a Ghino!!! Resta o va? O magari se ne è già andato? Magari non vi sembrerà, ma è importante…

GHINO - 10-11/09
Ghino ascoltò piani su piani, congetture e strategie con lo sguardo sempre più sconsolato.
"Io vi dico che per me siete fuori come un balcone." Però poi sorrise. "Almeno con qualche freccia buona potrò dare un piccolo contributo, se non sarò impegnato a scavare in un angolo per sparire." 
Non ringraziò Kreena, ma le fece un cenno benevolo quando gli diede le sue frecce.
"Dai, io sono pronto...spero..."
Ndg: scusate tutti, ero rimasto indietro con le email. Agpg in arrivo!

TABITHA - 10-11/09
Tabitha ascoltò i compagni e infine annuì. "Per me va bene. Proviamoci." si limitò a dire, quindi si avvicinò a Kreena e le sorrise timidamente. "Io prenderei qualcuna delle tue frecce..." la informò guardando la faretra messa a disposizione. "Io non ne ho di magiche, ma se resisto all'impulso di andare a nascondermi, voglio provare ad aiutare..."

FENRYR - 10-11/09
Fenryr scosse il capo con dissenso.
"Le frecce vanno alle postazioni: chi resiste al Terrore le usa"
 
NdG
Per le frecce: è più efficiente se si dividono per postazione, altrimenti restano inutilizzate se chi le prende si Terrorizza.
 
Poi mando AGPG: Kree preferisce comunque stare al piano di sopra, Fenryr di sotto.

TABITHA - 10-11/09
Tabitha spostò lo sguardo su Fenryr, rimase per un attimo in silenzio, quindi arrossì e si affrettò ad annuire con veemenza. "Hai ragione...decisamente." mormorò a mo' di scusa, tirando fuori poi un lieve sorriso andando a recuperare il suo arco. "Io posso mettermi dove preferite."
 
NdG: hai ragione Alex ^__^''' per la postazione Scarlett e Tabitha si mettono dove c'è posto o dove dite loro di andare, non hanno preferenze ^_^

DUNGEON MASTER - 10-11/09
Il gruppo si sistema presso le finestre come d'accordo, facendo attenzione a non rendersi visibili dall'esterno prima che sia il momento di tirare o di castare. Con due sole eccezioni...

[GdR]
Gymla andò a piazzarsi con aria bellicosa davanti alla porta anteriore, con la sua padella minacciosamente in mano: «Se qualcuno se la farà sotto farà bene a scegliersi una via di fuga differente» annunciò in tono minaccioso. Poi, fissando Bognus con la sua migliore aria da sergente maggiore, aggiunse: «Nemmeno tu puoi fare qualcosa contro quella schifezza là fuori, quindi va' alla porta di dietro e fa' come me: se qualcuno cerca di uscire, giù botte. È chiaro?»

[NdG]
Dopo un'opprimente attesa, alla fine nella testa di tutti si fanno di nuovo sentire le ben note parole, "ho fameee", seguite da "tu sarai la mia preda stanotte". Immediatamente tutti subiscono l'attacco di terrore: Argenta, Bognus, Gymla, Haza, Indevar, Kel-hatril, Tabitha e
finalmente anche Filth passano il TS; Aryn, Brom, Elwing, Fenryr, Ghino, Issus, Jean, Kreena, Morgon, Scarlett e Sorcius falliscono il TS e subiscono il Terrore.

ROUND 4
========
Il Terrore Notturno appare nella corte, di nuovo nei pressi del pozzo, ma questa volta pare colto di sorpresa dal non trovare alcun bersaglio in vista: pur nella sua sagoma resa indistinta da quella specie di mantello che indossa, pare voltarsi di qua è di là per cercare di
individuare i corpi viventi di cui riesce solo a percepire la presenza.
Kreena: cerca una via di fuga, ma le uscite sono bloccate da Gymla e Bognus
Gymla: blocca l'uscita anteriore
Bognus: blocca l'uscita posteriore
Tabitha: freccia +1 su Terrore Notturno: colpisce ma non fa danno
Issus: si nasconde
Scarlett: si blocca sul posto
Brom: cerca una via di fuga, ma le uscite sono bloccate da Gymla e Bognus
Fenryr: si blocca sul posto
Morgon: si blocca sul posto
Jean: cerca una via di fuga, ma le uscite sono bloccate da Gymla e Bognus
Haza: TS passato, ma non può far nulla
Aryn: cerca una via di fuga, ma le uscite sono bloccate da Gymla e Bognus
Ghino: cerca una via di fuga, ma le uscite sono bloccate da Gymla e Bognus
Argenta: freccia su Terrore Notturno: manca
Sorcius: cerca una via di fuga, ma le uscite sono bloccate da Gymla e Bognus
Indevar: TS passato, ma non può far nulla
Kel-hatril: casta Palla di Fuoco su Terrore Notturno: causa 37pf dimezzati da TS superato (quindi 18pf effettivi)
Elwing: cerca una via di fuga, ma le uscite sono bloccate da Gymla e Bognus
Filth: casta Scacciare Non Morti sul Terrore Notturno che prende fuoco, brucia per qualche istante e poi precipita fumante al suolo.

Nota sul perché la freccia di Tabitha non ha causato alcun danno: l'arco di Tabitha non è magico e la freccia che ha preso a prestito è una freccia +1, ossia perfetta (danno aumentato) ma non magica: una freccia perfetta ma non magica e non tirata da un arco magico non poteva fargli nulla. Per potergli fare danno avrebbe dovuto o usare un arco magico o usare ad esempio una Freccia di Fuoco (c'era chi ne aveva ma non mi ha detto nulla riguardo al metterle a disposizione del gruppo). 
^_______________^

HAZA - 10-11/09
Le fiamme della palla di fuoco evocata da una delle drow riverberarono attraverso l'apertura, l'attacco era cominciato e Haza si teneva pronto a colpire l'essere, qualora fosse entrato.
Ma la voce di Filth sorprese il nano, che l'aveva visto fino a quel momento inerte contro questo nemico.
Una nuova fiammata si disegnò sui muri, e coloro che avrebbero dovuto attaccare smisero di stare allerta. 
Era tutto finito o l'essere era di nuovo scappato?
Haza attese che la reazione degli incantatori rispondesse alla sua domanda inespressa.
 
DUNGEON MASTER - 10-11/09
Purtroppo ieri sera a causa di un impegno mi ero trovato costretto ad accelerare i tempi per la stesura del round, per cui avevo finito per lasciare alcune cose spiegate in maniera insufficiente.
1) Filth è rimasto preda del Terrore per entrambi gli incontri precedenti e solo nell'ultimo è stato in grado di agire;
2) la Palla di Fuoco di Kel-hatril è stata una normale palla di fuoco, ossia una deflagrazione più o meno sferica del raggio di 6 metri, mentre l'effetto dello Scacciare di Filth è stato parecchio diverso: molto più circoscritto, per cui praticamente solo la sagoma del Terrore Notturno si è incendiata, ma con un effetto visivo tale da far supporre un calore decisamente superiore a quello prodotto dall'elfa scura: considerando che un chierico in pratica fa da tramite fra il proprio dio e l'oggetto delle sue azioni, si potrebbe dire che lo strano dio senza nome di Filth debba aver incanalato attraverso il suo adepto tutta la propria divina collera contro un'aberrazione come il Terrore Notturno;
3) dopo una strinata come quella che si è presa, del Terrore Notturno resta decisamente poco: giusto una massa rinsecchita e carbonizzata nella quale è tuttora riconoscibile a fatica una sagoma che fu umana ma della quale non si può più nemmeno definire quale fosse stato il sesso mentre era in vita;
4) non appena il Terrore Notturno è stato colpito dall'azione di Filth il suo effetto di terrore ha iniziato a dissiparsi, esaurendosi dopo qualche minuto con una rapidità maggiore o minore a seconda dell'indole della persona interessata (ad esempio, personaggi sensibili come Tabitha o Morgon possono metterci più tempo, personaggi più duri come Fenryr o Jean invece possono uscirne in un minuto o due); in ogni caso tutti restano per qualche tempo un po' scossi dall'esperienza (a proposito: px in arrivo...).


Ed ora non mi resta che salutarvi e darvi appuntamento...
...al prossimo incontro!
LoShAmAnO


martedì 13 settembre 2022

SETTIMANA 36 - 2022

GHINO - BOGNUS - 10-11/09
Ghino si era appena ripreso dal secondo terribile incubo. Questa volta aveva un'espressione decisa. Scimmiottò il tono di Argenta, ma dal suo viso si capiva che non aveva alcuna voglia di scherzare.
"Quinto - Non me ne frega un c@#€% se non entra qua dentro quell'affare. Mi ha terrorizzato così tanto che non riuscivo a muovermi e se annusate bene sentirete ancora gli effetti qui nell'aria. Per Asterius, ce ne dobbiamo andare. Ma subito però!"
 

Bognus era rimasto nell'angolo, vicino a Gymla e ancora con l'ascia in mano.
"Io dico che non possiamo affrontarlo se ci riduce a pezzi di fungo molle. Anche lei..." indicando Kel-hatril "...era terrorizzata. Se anche alcuni di noi possono colpirlo ma poi rimangono inermi non ha senso. Sono per partire, in questo modo solo se ci dovesse seguire saremmo costretti ad affrontarlo."
 
SCARLETT - 10-11/09
Scarlett si era messa schiena al muro ed era rimasta paralizzata per tutto il tempo, respirava solo perchè non poteva smettere di farlo, ma se fosse servito a nascondersi da quell'essere...
Poi il terrore pian piano era scemato nuovamente, anche se la Rossa era bianca come un lenzuolo e si passava nervosamente le mani lungo le braccia.
"Odio questa cosa... non riesco a controllarla e non mi permette di essere lucida..." borbottava, evidentemente infastidita. E visto che era una maga, era facile intuire che perdere la capacità di ragionare la spaventava quanto la creatura stessa.
Scarlett ascoltò i compagni ed Argenta, annuendo piano ai ragionamenti della maga, quindi si schiarì la voce che non era sicura di riuscire a tirar fuori in modo saldo come sempre.
"Potremmo anche uscire tutti ad aspettarlo..." disse rivolta ad Haza, "ma ciò non toglie che se la maggior parte di noi viene terrorizzata saremo inutili proprio come dice Bognus, perchè è una cosa completamente fuori dal nostro controllo. Ora che sono lucida e un poco più tranquilla sarei anche d'accordo con la tua idea di affrontarlo...ma poi mi ritrovo a non riuscire a ragionare, non so nemmeno se saprei dire come mi chiamo in quel momento..."
Quindi guardò Argenta. "Forse non può entrare, è un'ipotesi, ma non è una certezza, perchè in entrambi i casi qualcuno di noi è uscito, quindi quell'affare non aveva bisogno di entrare per avere qualcuno di cui cibarsi..." un brivido le corse lungo la schiena, ma la maga cercò di scacciarlo. "Vero, potrebbe entrare direttamente qui prima di insinuarsi nella nostra mente e averci tutti, non sappiamo perchè non l'abbia fatto, forse non può, forse non è così intelligente ed è animato solo da quella sua fame, ma nulla vieta che invece possa farlo..."
Scarlett si passò una mano sul viso tirato, stava iniziando ad accusare le continue interruzioni di sonno e di quel passo il giorno dopo la sua mente non sarebbe riuscita a memorizzare nemmeno mezzo incantesimo. "Stare qui ha comunque poco senso se non riusciamo a dormire, quel coso magari non può entrare, ma quando si è terrorizzati non si ragiona, quindi noi continueremo a lanciarci fuori proprio come vuole, senza contare che la casa può anche proteggerci - forse - ma domani mattina tutti noi maghi saremo inutili se non dormiamo. O almeno lo sarò io." c'era una nota di fastidio in quell'affermazione, come se odiasse in parte quel suo limite, ma del resto era il prezzo da pagare per poter manipolare il suo potere.
"In questo  momento vorrei andarmene da questa casa e mettere la maggior distanza possibile tra noi e quella creatura, ma mi rendo conto che lui è là fuori, e credo tornerà come ha già fatto. Visto però che è passato del tempo tra il primo attacco e il secondo, forse se partiamo subito possiamo mettere tra noi e lui una buona distanza. Probabilmente può percepire i vivi, c'è solo da sperare che saremo fuori dalla sua portata quando ricomparirà...altrimenti faremo quello che potremo."
Scarlett sospirò guardando Argenta. "Forse hai ragione sulla questione che magari di giorno non può agire, anche prima fuori stava nel punto tra gli alberi, dove le tenebre erano fitte...magari delle torce o luci potrebbero aiutare a tenerlo alla larga, anche se ovviamente ci esporrebbero alla vista di altre possibili creature."
 
HAZA - 10-11/09
"Davvero? Davvero vorreste andarvene?"
Il nano guardava i suoi compagni con gli occhi sgranati.
"Abbiamo affrontato un lich, ed eravamo di meno. È vero che avevamo altri strumenti, il Cuore era nelle mani di Ghino e la Spada Nera nelle mie ad esempio, ma non abbiamo mai messo la nostra sorte davanti alla necessità di eliminare quel pericolo per il mondo intero. Lascereste vagare quel non-morto in cerca di una nuova vittima?"
Gli occhi continuavano a saltare da uno all'altro.
"La prima volta mi ha straziato la carne con il suo raggio, la seconda mi ha instillato un terrore per il quale volentieri sarei diventato una parte di quella parete, ma ogni volta alcuni di noi hanno resistito e qualcuno è riuscito a fargli male. Per questo propongo di andare tutti fuori... così che anche chi è impaurito faccia la sua parte, con la stessa funzione delle immagini di Argenta, di 'attirare' il raggio e dare più tempo a chi ha resistito di agire."
Il nano aveva quasi le lacrime agli occhi, il ricordo della fine della sua famiglia si mescolava allo strazio che immaginava avessero subito gli abitanti di quella casa... e tutti coloro che prima o poi sarebbero passati per quella fattoria.
"Quando ci sarà un gruppo di avventurieri così numeroso da queste parti? Pensate che verrà mai qualcuno a risolvere questo problema? Io dico: usiamo le due ore che abbiamo prima che torni per capire cosa lo lega a questo luogo, perché non va in giro per il Ducato a seminare morte. Può darsi che troviamo il suo filatterio o qualsiasi cosa lo trattenga qui e lo renda vulnerabile... come per il lich."
 
ARGENTA - 10-11/09
"Alcuni di noi vogliono restare e combattere, altri andarsene, ma tutti temiamo il terrore che quella creatura può infliggerci...."
 
"Mancano circa 4 ore all'alba...."
 
"Io propongo di fare un tentativo ed aspettare l'arrivo di quella cosa, da dentro questa casa, con le porte sbarrate per impedire a chi di noi venisse preso dal terrore di uscire".
 
"Dovesse entrare, potremmo comunque scacciarla e/o combatterla anche qui dentro."
 
"Se invece non entra aspetteremo l'alba quando, io credo, se ne andrà da sola"
 
"Se credete possa servire, prima di sbarrare le porte potrei uscire e castare "luce perpetua" sul tetto della casa avvolgendola in una bolla di luce...."

MORGON - 10-11/09
Morgon sentì nuovamente quella voce. Sentì nuovamente quella sensazione che gli stava crescendo dentro. Sentì il suo mondo interiore riempirsi fino all'orlo. Si sentì quasi soffocare e dovette spalancare la bocca. Nel farlo, urlò!
Come già fatto in precedenza la cosa più naturale che gli suggerì l'istinto, fu quella di fuggire via, allontanarsi il più possibile da quella voce.
La finestra aperta gli sembrò un buon compromesso ed iniziò a correre. La raggiunse e si tuffò, letteralmente, al di fuori, atterrando (sarebbe meglio dire, cadendo) nel prato umido della notte.
Quando si alzò per iniziare a correre i piedi scivolarono e si trovò faccia a terra.
Il secondo tentativo fu accompagnato da un allentarsi di quella presa mortale e paurosa che sentiva allo stomaco. Istante dopo istante riprese il controllo di sè ed abbacchiato per essersi nuovamente lasciato vincere dalla paura, rientrò dalla porta con sguardo basso.
 
Intercettò con lo sguardo Tabitha. Si sedette accanto a lei e le prese la mano.
 
"Sono scappato di nuovo... che figura barbina..."
 
"Tu che ne pensi di cosa stanno dicendo? ... io non vorrei provare nuovamente quella sensazione, ma al contempo non vorrei lasciare libera quella creatura e pensare che incontri magari qualcun'altro, magari qualche ragazzino..." disse rivolgendosi a Tabitha, ma senza parlare sottovoce.
 
 
TABITHA - 10-11/09
Tabitha era schizzata dietro il primo riparo che aveva visto e lì era rimasta, tenendosi le braccia sopra la testa, fino a che la sensazione di terrore non era scemata nuovamente. I compagni avevano iniziato a discutere tra loro per decidere il da farsi, e l'elfa era scivolata a sedere contro la parete, tenendosi le ginocchia strette al petto. 
Odiava quella sensazione di puro e incontrollabile terrore... sapeva che era tutta colpa di quella creatura, eppure non poteva impedirsi di rannicchiarsi a terra pregando di non essere mangiata.
Morgon la raggiunse in quell'istante e, se possibile, riuscì a sentirsi ancora peggio rendendosi conto che non era riuscita nemmeno a pensare a lui.
Il bardo le prese la mano e Tabitha gli si fece ancora più vicino, aderendo al suo fianco. "E io mi sono nascosta... di nuovo..." mormorò lei in risposta, lanciandogli un debole sorriso come a dirgli che non doveva preoccuparsi di essere scappato.
L'elfa ascoltò la sua domanda e lasciò andare un sospiro. "Anche io vorrei riuscire a fare qualcosa, fermarlo...ma temo che la sua capacità di spaventarci sia un problema abbastanza grosso... cioè, non è che non voglio affrontarlo, come credo che anche gli altri non si tirerebbero affatto indietro, ma come dice Bognus, se una volta tutti davanti a lui la metà o più di noi non riesce a fare altro che scappare o nascondersi, potrebbe diventare difficile..." Tabitha scrollò piano le spalle. "Ma del resto ci son tante cose difficili nella vita, no? Forse vale la pena almeno provare..." affermò spostando lo sguardo anche su Haza e gli altri.
 
 
SCARLETT - 10-11/09
Scarlett ascoltò Haza e, alla fine, lasciò andare un pesante sospiro. Rimase in silenzio ancora per un attimo, poi si alzò da terra con una spinta delle gambe e si avvicinò al nano.
"Hai ragione, va bene, almeno proviamoci, facciamo un tentativo." un sorriso le piegò le labbra per un brevissimo istante. "Posso fare anche io le immagini come Argenta, fermo restando che io riesca a mantenermi lucida, ma nel caso posso farlo per dargli ulteriori bersagli. E giusto perchè lo sappiate: ho ancora a disposizione una palla di fuoco e un dardo incantato. Il resto dei miei incantesimi purtroppo temo non sia efficace contro quell'essere."
Il concentrarsi sul fare qualcosa la stava aiutando a riprendere il pieno controllo. "Come dicevi possiamo nel frattempo cercare informazioni... non abbiamo la certezza che non possa spostarsi da altre parti, alla fin fine può essere arrivato qui per caso e aver trovato cibo di suo gradimento in noi, però la tua è comunque un'ipotesi valida."

FENRYR - KREENA - 10-11/09
Fenryr serrò i denti, prima di riuscire a rispondere ad Argenta e Haza.
"E se il terrore ci colpisse tutti?"
Scosse il capo, con rabbia.
"Un guerriero aelir deve morire combattendo, non piangendo e sbavando nel suo piscio" - sputò fuori e di nuovo la luce di paura trapelò nel suo sguardo.
Una paura diversa, perfino peggiore. Il terrore di un giudizio superiore, freddo e inappellabile. Il giudizio spietato di Maebh.
 
Kreena ascoltò gli scambi senza capirci molto, pur simulando grandissima attenzione.
La colpì però il tono dell'elfo e il timore nei gesti, negli sguardi di quasi tutti i compagni.
"Per caso, oltre alla luce, non è che avreste qualche altra protezione?" - disse, rivolta a maghi e paladini - "Qualcosa magari che ci impedisca di impazzire, ecco...così poi magari fingiamo di esser terrorizzati...urliamo, strilliamo...ho no, ti prego, non venire a mangiarci...cose così, lo attiriamo per bene e szacc...fregato..."
Si grattò la testa, dubbiosa.
"Ma niente palle di fuoco, qui dentro, però..." - aggiunse in fretta, verso l'amica Scarlett.

DUNGEON MASTER - 10-11/09
«Mai provata tanta paura» pigolò inaspettatamente la voce di Trilly.
«Nemmeno io» replicò Kelly, con uno strano tono di voce meditabondo e dopo un istante di esitazione, «ma, se ciò che facevamo provare alle nostre vittime era qualcosa di simile a questo, credo che in fondo una dose della nostra stessa medicina ce la siamo anche meritata.»
«Abbiamo capito la lezione! Lo giuro!» proruppe Trilly in tono accorato. Poi si fece più esitante: «Cioè... l'abbiamo capita tutte e due… voglio dire, anche tu... vero?»
«Ma certo, sciocca!» replicò Kelly. «Però ora dobbiamo guardare avanti. Credo che Haza abbia ragione: dobbiamo fermare quell'essere, qualunque cosa sia.» Esitò, colta da un pensiero. «Ad essere sincera, mi suona un po' strano dire che bisogna fermarlo: è un po' come dire che anche noi andavamo fermate e... ecco, mi suona strano, tutto qua... cioè, non
sbagliato, ma strano...».
«Però nessuno finora ci ha fermate» obiettò Trilly con voce turbata.
«Vuoi dire che poi toccherà anche a noi?». Così dicendo chinò il capo e si mise a piangere in silenzio.
Fu Issus a farsi avanti, prendendo il viso dell'elfa scura fra le mani per costringerla a sollevare lo sguardo verso di lui. «Ti sbagli, Kel-hatril» le disse con il tono che si usa per consolare una bambina che piange «non toccherà anche a te perché in realtà qualcuno ti ha già fermata: tu stessa, quando hai capito i tuoi errori e hai scelto di sottoporti al giudizio di Tionisla.»
«Dici davvero?» chiese Kel-hatril, tirando su col naso e sforzandosi di ricacciare indietro le lacrime.
«Dico davvero» fu la sicura risposta dello spadaccino. «Con questo non sto dicendo che tu non abbia dei debiti da saldare, ma che sei sulla buona strada per farlo.»
«Ma trovo ancora piacevole usare i miei poteri per sconfiggere i miei nemici, piegarli alla mia forza, vederli soffrire» obiettò Kel-hatril. «In me c'è ancora tanta crudeltà: lo sento. Sono ancora malvagia: forse merito ancora di essere fermata.»
«Dimmi, allora: chi sono i tuoi nemici?»
«A parte Kel-hatril, gli stessi che hai tu: Raxxla e i suoi seguaci.»
«E perché li stai combattendo?»
«Perché stanno spargendo il terrore fra la gente comune per perseguire i loro scopi, quali che essi siano, e... oh...» si interruppe di colpo, poi: «Credo di aver capito». Abbassò di nuovo la testa, questa volta per appoggiare brevemente la fronte contro il petto di Issus, e disse piano: «Grazie...». Poi si alzò in punta di piedi per deporre un leggero bacio sulla guancia dello spadaccino e si allontanò da lui per portarsi accanto a Scarlett. Dopo un istante ridacchiò e disse: «Tranquilla, è tutto tuo! E poi, non ho forse giurato di rigare dritto?»
Detto questo cambiò ancora tono, rivolgendosi a tutti i presenti e passando ad un modo di fare molto pratico: «Allora, per come la vedo io, Haza ha ragione: bisogna sfruttare il tempo che abbiamo per prepararci ad affrontare quel coso qui fuori, nell'aia, e dargli il fatto suo una
volta per tutte. Evitiamo di scacciarlo, perché si limiterebbe a tornare dopo un po': questa volta lo massacriamo e basta... e giuro che lo farò con piacere: per me sarà un po' una catarsi. Io per parte mia ho ancora parecchie cosette in serbo per lui: due dardi incantati, un fulmine magico, ancora una palla di fuoco e, se vogliamo provare a bloccarlo, anche un paio di ragnatele. Poi ho anche dell'altro, ma non credo che sia roba che contro quell'affare possa servire.» Fece girare lo sguardo attorno, ad osservare tutti i volti per coglierne le possibili reazioni, e poi riprese: «Potremmo fare così: dividerci in gruppetti, uno nascosto nella stalla, uno dietro il pozzo, uno qui dentro, proprio accanto alla porta, magari anche uno dietro l'angolo della casa ed uno solo di noi in piena vista a fare da esca. Uno solo, così da indurre quel coso a concentrare il suo attacco su un unico bersaglio: magari così finirà per spargere attorno meno terrore. Mi offro volontaria: ho dei conti da mettere a posto con la mia coscienza e questo mi pare un buon modo per iniziare. Voi che ne dite?»
Fu Brom a farsi avanti: «No, Kel-hatril, per te sarà una catarsi più che sufficiente anche solo combattere quel mostro: non occorre che sia tu a fare da esca, sempre ammesso che si scelga questa via. Senza offesa, ma sei troppo gracile: lascia che sia io a fronteggiare da solo in mezzo all'aia quella personificazione del Male.»
«Io sarei più per lo stare chiusi qui in casa con la luce magica di Argenta a proteggerci, ma se la scelta sarà quella di combattere, allora, se permettete, meglio che sia io a fare da esca» intervenne Gymla. «Io non ho vere e proprie armi magiche e sono anche troppo tappa
per riuscire a raggiungere quel coso mentre svolazza per aria. E poi, posso provare a sventolargli davanti il martello di Moradin: se quel chierico fantasma nella miniera aveva ragione non è un'arma magica, ma magari è abbastanza imbevuto della benevolenza del nostro dio per ottenere lo stesso qualche risultato utile.»

NDG
Quasi dimenticavo...
Segnatevi tutti 100px per il compleanno del DM più altri 50px perché quest'anno ha fatto cifra tonda: totale 150px, quindi...

mercoledì 7 settembre 2022

SETTIMANA 35 - 2022

DUNGEON MASTER - 10-11/09

Round 3

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  • Terrore Notturno: attende che qualcuno esca dalla casa...
  • Gymla: TS passato, esce di corsa dalla casa con la padella in pugno
  • Bognus: TS passato, esce di corsa dalla casa con l'ascia in pugno
  • Elwing: TS fallito, bloccata dal terrore in casa
  • Ghino: TS fallito, bloccato dal terrore in casa
  • Scarlett: TS fallito, si addossa ad una parete in cerca di riparo e attende
  • Kreena: TS passato, esce ed attacca con arco e freccia magica: colpisce, 4pf (la freccia magica però si distrugge nel colpire il non morto)
  • Morgon: TS fallito, fugge attraverso una finestra sul retro della casa
  • Jean: TS fallito, bloccato dal terrore in casa
  • Fenryr: TS passato, esce di corsa di casa e scaglia il Dardo Di
  • Ghiaccio, che si frantuma contro il Terrore Notturno: causa 10pf (TS passato dal TN)
  • Sorcius: TS fallito, si nasconde in casa
  • Kel-hatril: TS fallito, bloccata dal terrore in casa
  • Issus: TS fallito, si nasconde in casa
  • Aryn: TS passato, esce e casta Scacciare Non Morti: tiro riuscito, il
  • Terrore Notturno con un ululato rabbioso scompare
  • Brom: TS fallito, bloccato dal terrore in casa
  • Filth: TS fallito, bloccato dal terrore in casa
  • Argenta: TS passato, casta Immagini Illusorie: compaiono 4 copie di Argenta (avrebbe potuto evitarlo se avesse assistito alla sparizione del Terrore Notturno, ma essendo in casa non può aver visto l'esito dello Scacciare di Aryn)
  • Tabitha: TS fallito, si nasconde in casa
  • Indevar: TS fallito, bloccato dal terrore in casa
  • Haza: TS fallito, si nasconde in casa

Ora che il Terrore Notturno è stato scacciato, a poco a poco gli effetti del terrore si esauriscono: potete tornare a dormire, se volete.

Nota: risulta evidente ai PG che si trovano all'esterno che il Terrore Notturno ha subito sia i danni da freddo del Dardo di Fenryr che quelli della freccia magica di Kreena, ma è altrettanto evidente che anche questa volta è stato scacciato ma non distrutto: dal momento che finora si è potuto nutrire di appena pochi PF, sembra verosimile che possa decidere di tornare a finire il pasto.

Sia  che abbiate l'intenzione di rimettervi a dormire oppure no, alla fine del round assumo che siate rientrati tutti nella casa, anche perché la maggioranza dei PG si trova all'interno e alle prese con i postumi dell'attacco di terrore.


HAZA - 10-11/09

"Tornerà."

La voce di Haza non era ancora del tutto libera dal terrore quando il nano trovò la forza per parlare. 

Quando scomparve del tutto, fu la vergogna a prenderne il posto. La voglia di rivalsa montò insieme alla narrazione dei compagni sull'accaduto.

"Quanto tempo è passato fra i due attacchi? Io dico di prepararci al prossimo. Basta scacciarlo, dobbiamo affrontarlo e distruggerlo. A costo di rimetterci il sonno e concedergli qualche 'pasto'."

Personalmente sapeva cosa voleva dire essere fatto oggetto dei raggi dell'essere, ma era disposto a ripetere la dolorosa esperienza pur di avere ragione per sempre di quel pericoloso avversario.

"Aspettiamolo fuori, tutti insieme."


KREENA - FENRYR - 10-11/09

"Certo che tornerà!" - esclamò Kreena, voltandosi verso Aryn, le mani sui fianchi e il petto in fuori.

"Razza di buzzurro, perchè l'hai scacciato di nuovo?!" - proseguì, alzando ancora la voce.

Scosse il capo, aprì e chiuse le braccia, quindi sbuffò con disperazione.

"Senza speranza" - soffiò fuori, davanti all'espressione attonita del compagno - "Ora, grazie a te, dovremo ricominciare tutto di nuovo"

 

"No" - mormorò Fenryr, per poi ripeterlo più forte.

"Ce ne andiamo" - scandì, in apparenza freddo e definitivo come sempre.

Ma c'era un tremito, stavolta, nel suo tono e nel profondo del suo sguardo, oltre il gelo, palpitava una luce di paura.





ARGENTA - 10-11/09

Mentre i compagni parlavano, tutte e 5 le Argenta si girarono prima verso Haza, poi verso Kreena  e infine guardarono a lungo Fenryr.

Poi cosciente dell'effetto che le sue copie avevano sui suoi compagni, la vera Argenta si rivelò nel gruppo dicendo:

"Signori, prima di fare qualunque cosa, vediamo quali elementi abbiamo per capire come si comporta quella creatura là fuori."

Con un rapido sguardo la maga accompagnata dalle sue quattro copie si accertò di avere l'attenzione dei compagni, o almeno di gran parte di essi, poi camminando lentamente avanti e indietro con aria meditabonda in un lento balletto a cinque cominciò a enumerare:

"Primo -  E' tornata sole due ore dopo essere stata scacciata, non sono un'esperta in materia ma a me sembra il comportamento di un essere molto potente...." 

"Secondo - In entrambi gli attacchi, infilandosi nella mia testa ha affermato <<Stanotte sarai la mia preda>>, potremmo dedurne che la luce del giorno limiti la sua possibilità di attacco." 

"Terzo - Ha sentito la nostra presenza anche quando eravamo tutti dentro questa casa, quindi è in grado di sentire le nostre aure vitali anche se non ci può vedere."

"Quarto - In entrambi gli attacchi, non ha messo piede in questa casa, questo ci suggerisce che la casa stessa possa fungere da scudo contro il suo ^contatto succhia energia^."

Argenta si fermò davanti a Scarlett con aria interrogativa....


mercoledì 13 ottobre 2021

SETTIMANA 40 2021 - PRIMO POST

INDEVAR - 04/09
Alzatosi e recepito l’invito dalla padrona di casa, Indevar rifletté ancora un po’ sulle parole che avrebbe detto riguardo al Giudizio sulla Drow.
Una volta che ebbe chiaro cosa pensava e come lo avrebbe messo in parole si diresse verso lo studio di Tionisla.
Il chierico attese il suo turno per entrare.
Una volta dentro prese posto dove la padrona di casa gli offrí di sedersi e comincio ad esporre la sua tesi.
“Ti ringrazio Signora per aver voluto ascoltare tutte le nostre opinioni, ti stai dimostrando degna di essere un giudice.” Si sistemò sulla poltrona e proseguí.
“Il Dio che servo è quello del giudizio, quindi sono totalmente scevro da influenze esterne, mi vanto di poter esaminare le cose senza influenze di alcun tipo, ovviamente, non posso essere sicuro che le informazioni che mi vengono riportate siano esatte, quello è il grande cruccio di ogni giudicante, ma, su ciò che vedo e sento in prima persona, non applico alcun filtro.” Indevar ci teneva a mettere in chiaro il suo metodo di giudizio.
“La nostra vecchia nemica e nuova compagna, è sicuramente da condannare!” Fu secco e deciso nel proferire quelle parole “Non cercherò di negare l’evidenza, alla tua fazione, o quel che siete, ha arrecato danni enormi, quindi merita di essere punita.” Fino a quel punto, la sua espressione facciale era asettica, ma iniziò ad alleggerirsi, con quello che poteva sembrare un sorriso quando continuò.
“È sulla punizione che ho da esprimere i miei parei.” Si sistemó nuovamente sulla poltrona “Kell, ha fatto quello che ha fatto per abitudine, per l’educazione che ha ricevuto, per le usanze assurde che le sono state insegnate…” non aveva mai interrotto il contatto visivo con la Mezzorca “Se tuo padre si fosse dimostrato un essere diverso, accogliendoti con se, insegnandoti a combattere e depredare, convincendoti che quello che aveva fatto a tua madre fosse normale, tu avresti potuto anche crederci mia Signora.” Sapeva che parlare del padre era un enorme rischio, ma la vita della sua Utilissima compagna valeva il rischio, semplice strategia.
“Mia signora, capirai che l’esempio di tuo padre è quanto meno calzante, con questo concludo chiedendoti di tener conto delle mie parole quando deciderai la punizione per la Drow.” Indevar rimase in attesa di una qualsiasi reazione della padrona di casa.
NDG
Non ruolo l’uscita perché ho sicuramente un dado carissima che pende sul mio capo.

SCARLETT - 04/09
Scarlett ascoltò attentamente tutti i compagni, sorridendo constatando che, bene o male, erano tutti più o meno concordi.
Quando Haza ebbe finito di parlare, la Rossa si fece avanti lanciando un sorriso a Kel-hatril.
"Sono d'accordo con quanto già espresso più che bene dai miei compagni: credo anch'io che Kel-hatril abbia dimostrato di meritare una seconda possibilità." esordì spostando lo sguardo su Tionisla. "Ha commesso azioni indicibili, nessuno dice il contrario, nemmeno lei, e né noi né lei le dimenticheremo probabilmente mai. Però da quando abbiamo avuto quel confronto, non ha mai approfittato per andarsene o tradirci, e di occasione ne ha avute, anzi si è data da fare come poteva per darci attivamente una mano senza che glielo chiedessimo, quindi penso che si sia guadagnata la sua possibilità di riscatto, l'occasione di rifarsi una vita."
Gli occhi della maga tornarono alla drow. "Se non si fosse pentita non saremmo nemmeno qui a parlare, ma visto che è così, ritengo che la morte non sarebbe comunque una punizione, perchè la solleverebbe da tutto. Restare con noi per affrontare Raxxla invece, sarebbe un buon modo per aiutare chi soffre, per ripagare attivamente e concretamente con qualcosa di utile per tutti."
Scarlett fece una pausa, poi riprese. "E come han detto altri, noi potremmo esserle di supporto. Vuole cambiare, e ha bisogno di compagni e amici, di qualcuno su cui contare quando si sentirà magari perduta, non di essere lasciata sola. Noi possiamo essere una sorta di famiglia e di guida per lei, aiutandola a non perdere la rotta che si è prefissata."
La Rossa sorrise apertamente. "Ha le carte in regola per farcela e ha già fatto i primi passi, mi piacerebbe vedere fino a dove può spingersi la nuova Kel-hatril."
E con un ultimo sorriso in direzione di Kelly, la Rossa tornò al suo posto accanto ad Issus.

TABITHA - 04/09
Tabitha si era svegliata la mattina seguente quando il cameriere era arrivato ad avvertire lei e Kreena dell'appuntamento con Tionisla e che la colazione le attendeva nella sala comune.
La serata con l'amica le aveva fatto un gran bene, era stato bello - sebbene molto imbarazzante per certi versi - poter parlare liberamente con lei, sentirsi capita e anche rassicurata.
Si era rivestita con i suoi abiti puliti senza indossare l'armatura che lì dentro non riteneva fosse necessario mettere, quindi si era specchiata un paio di volte legando i capelli in una treccia, poi sciogliendoli, provando una coda alta, poi una mezza coda.
"Cosa sto facendo..." aveva borbottato lasciandoli liberi di ricaderle lungo la schiena, scuotendo piano la testa con ancora il sorriso a piegarle le labbra.
Si era controllata un'ultima volta assicurandosi che non avesse nulla fuori posto, quindi era uscita avvertendo Kreena che andava a far colazione nella sala comune.
Tutta la sua spavalderia però si esaurì non appena fu fuori dalla porta: ricordava dove andare, ma il doversi muovere in quel posto da sola, con la possibilità di incontrare gli uomini di Tionisla, l'aveva gelata sul posto.
Prese un paio di respiri e poi si costrinse a muoversi. Non poteva certo rientrare a chiedere a Kreena di accompagnarla, e non perchè la compagna non lo avrebbe fatto, ma perchè era giusto che imparasse a cavarsela un poco da sola, soprattutto in un posto così dove, con ogni probabilità, nessuno avrebbe osato torcerle un capello. Insomma, se aveva paura lì, come avrebbe fatto ad entrare in una locanda come tanto desiderava?
Il percorso si rivelò più semplice del previsto, e giunse alla sala incrociando giusto un paio di camerieri che a malapena la degnarono di uno sguardo.
Entrò e subito notò che Kel-hatril non c'era - bhe, vista la situazione, lei stessa non aveva molta fame, figurarsi sua sorella -, poi prima ancora di pensarlo, stava già cercando una persona ben specifica che trovò poco dopo: Morgon.
Tabitha sorrise istintivamente quando vide che l'aveva notata, e si avvicinò al tavolo corrugando leggermente la fronte quando si accorse che i posti a sedere accanto a lui erano già occupati.
Accidenti a lei e al suo improvviso scoppio di vanità! Se non avesse perso tempo a decidere se raccogliersi o meno i capelli, per poi finire per lasciarli come al solito, sarebbe arrivata prima.
Si accomodò un paio di sedie più in là, versandosi del latte e prendendo qualche biscotto che cominciò a sgranocchiare lentamente, persa nei suoi pensieri. Chissà come aveva passato la serata lui, magari si era trovato a bere a sua volta con qualcuno, o forse era rimasto da solo e si era riposato... poi avrebbe chiesto a Tionisla, se riusciva a trovare il coraggio, di poter tenere la camicia da notte con gli orsetti, era comodissima e sicuramente calda, e non aveva un cambio d'abiti al momento, quindi le avrebbe fatto comodo se avesse dovuto lavare i suoi vestiti...forse lui l'avrebbe trovata un po' infantile però... aveva ragione Kreena a dire che era meglio qualcosa a tinta unita...tipo nero...come i suoi capelli, le piaceva proprio quel colore...
Morgon le fece un cenno e la pelle che quel giorno era luminosa e di un bel grigio perla, divenne istantaneamente bordeaux non appena si rese conto che doveva averla beccata mentre lo osservava da lontano. Istintivamente abbassò lo sguardo con aria colpevole, ma subito dopo lo rialzò, non poteva certo ignorarlo!
Gli occhi viola incrociarono quelli del mezzelfo ed infine Tabitha sorrise con un cenno affermativo e deciso: stava bene, un po' agitata - per Kelly ovviamente - ma andava tutto bene.

Aveva raggiunto lo studio di Tionisla con la morsa allo stomaco che andava intensificandosi, e una volta dentro si era messa leggermente in disparte, lasciando parlare prima di tutto gli altri. Probabilmente Tionisla voleva sentire anche lei, anche se aveva già detto la sua praticamente il giorno prima.
Si trovò con le lacrime agli occhi man mano i compagni esprimevano il loro parere a favore di Kelly, forse Kreena fu proprio la più dura nei suoi confronti ma, si rese conto, era esattamente quello che più si aspettava da lei. Non poteva certo dire di conoscerla bene, ma le chiacchiere della sera prima con la mora le avevano dato un'idea più chiara di come fosse. E quella era Kreena. E comunque non aveva detto che doveva morire, semplicemente lei non poteva perdonarla e pensava si meritasse una punizione.
Tabitha sospirò, lasciò parlare anche gli altri, preparandosi a dire la sua. Si sentiva agitata, per l'esito, non per il dover esprimere il suo voto, alla fine quello l'aveva già fatto e sapeva di potercela fare.
Istintivamente cercò la presenza di Morgon, ma lui era appoggiato al muro con lo sguardo a terra...
Scarlett aveva appena finito, così Tabitha si spostò e raggiunse la sorella fermandosi in piedi davanti a lei. Quando erano così vicine la somiglianza tra loro diventava evidente, anche se Tabitha sembrava aver trasportato nei suoi colori, molto più vividi e luminosi di quelli di Kel-hatril, la sua predisposizione d'animo così diversa da quella dei drow.
"Io ti devo tanto Kel-hatril, ti devo la vita e, per un certo verso, ti devo anche la mia attuale felicità. Mi hai fatto male, e lo sai, te ne sei resa conto, ed è una ferita che ci impiegherà tempo a sanarsi, ma con il tempo passerà. Non lo dimenticherò mai, ma farà meno male...e te l'ho detto: io ho tirato una linea, non voglio più rinfacciarti nulla di quel che è stato, perchè altrimenti le mie sarebbero solo belle parole." le sorrise lievemente, "Non l'avevo pienamente realizzato fino a questa mattina, ma quel che eravamo, che abbiamo fatto, ci ha portato qui, è stato indubbiamente terribile per me e per te, ma ora possiamo ricominciare, io voglio ricominciare anche con te, perchè sei mia sorella, quella più vera, non solo perchè condividiamo lo stesso sangue, ma perchè io e te ci siamo sempre volute bene."
Tabitha fece una pausa, osservandola e cercando di comunicarle tranquillità, nonostante lei stessa non fosse propriamente calma. "Ti chiedo solo una cosa: se ti sarà concessa una seconda possibilità come spero, ti prego di non sprecarla. Resta con noi, e insieme ci costruiremo la vita che davvero desideriamo. Lontane da Al-bairath, lontane da Lolth, lontane dai drow."
Le sorrise un'ultima volta e poi tornò al suo posto.
Era ancora agitata, forse più di prima, perchè il giudizio si avvicinava sempre di più.
Alzò gli occhi e cercò Morgon: era ancora vicino al muro, così lo raggiunse e gli si affiancò lasciando andare un sospiro tremante.
"Ho... ho davvero paura...per lei..." mormorò. Nonostante tutti al momento si fossero espressi a favore per lasciarla in vita, mancavano altri, e lei non riusciva a far finta che non potesse succedere il peggio.
Rimase indecisa per un lungo istante, ma poi allungò timidamente una mano e afferrò quella di Morgon, la strinse piano per un lungo momento prima di lasciarla andare lentamente.

ARGENTA - 04/09
Argenta si svegliò all'alba, chiese la colazione in camera e la consumò al tavolino della finestra. Le piaceva guardare la valle al mattino presto, quando le brume illuminate dal sole si muovono lente sugli alberi e le rocce.

Stava finendo il suo pasto quando un cameriere la informò che mancavano due ore all'incontro con Tionisla.

Visto che aveva molto tempo decise di vestirsi e acconciarsi i capelli con particolare cura.
Quando infine uscì dal suo alloggio nel suo miglior completo blu e argento aveva trovato le parole per esprimere i suoi pensieri e sentimenti nei riguardi di Kel-Hatril.

Arrivò nello studio di Tionisla in leggero anticipo, fece un cenno di saluto alla sua maestra, si sistemò sul fondo della sala e attese.

Piano piano arrivarono tutti, anche Kel-hatril.

Argenta ascoltò tutti i suoi compagni, infine Tionisla posò lo sguardo su di lei.
Accettando il muto invito della sua maestra, si alzò e cominciò a parlare guardandola negli occhi.

«Confesso che ogni volta che poso lo sguardo su Kel-hatril rivedo la drow incappucciata accanto al tavolo di tortura su cui Solcan è morto e rivivo quei momenti.»

Fece una pausa, spostò lo sguardo su Kel-hatril e aggiunse:

«Nonostante ciò, davanti a tutti voi, posso affermare che la maga drow che ha combattuto insieme a noi per uscire dalle caverne e giungere fin qui non è più l'aguzzina incappucciata che ha torturato a morte Solcan e mi ha fatto rinchiudere nella gabbia sul pozzo dei ragni.»

Infine guardò negli occhi Tionisla e attese.

JEAN - 04/09
Dopo il burrascoso episodio della sera precedente fuori dalla camera di Kreena e Tabitha, Jean era riuscito a farsi recapitare del brandy e si era profuso in mille scuse con Higgins, promettendogli che se mai fosse riuscito a rientrare a Darokin gli avrebbe spedito una mezza botte di rum per sdebitarsi dell'involontaria spallata, giacché l’improvvisa nudità dell’ammazzadraghi gli aveva impedito di concentrarsi su questo particolare aspetto nel momento dell’incidente vero e proprio.
Aveva avuto qualche difficoltà a prender sonno. Per una buona mezz’ora la visione del corpo tornito di Kreena con la sola spada in pugno si era ripresentata con fastidiosa insistenza a pungolarlo. D’altronde, da quanto tempo non godeva di intimità con una donna? Neppure contava più i giorni… Una volta escluso dalla mente questo particolare ricordo, comunque, si era goduto diverse ore filate di riposo come non gli succedeva da tempo.
La mattina approfittò nuovamente delle comodità di un bagno in camera - seppure freddo - e si presentò nello studio della padrona di casa. Il suo sguardò indugiò una frazione di secondo sulla forma del seno della spadaccina, ma poi si fece concentrato ed attento: non era il momento delle frivolezze e, come minimo, a Kel-Hatril doveva serietà assoluta.
I suoi compagni sfilarono dinanzi a Tionisla, profondendosi in arringhe più o meno accorate. Stavano offrendo un fronte compatto a favore della drow, forse perfino eccessivamente compatto. Mentre Kel-Hatril incassava pareri favorevoli anche da coloro che l’avevano avversata fino al giorno prima, Jean si sorprese pieno di pensieri critici. Imperturbabile ed imperscrutabile, annotò mentalmente di avere forse mal giudicato alcuni di coloro che si erano espressi, quindi - quando fu il suo turno - si alzò in piedi. Tentennò un istante, prima di iniziare a parlare:

“Sono sorpreso, Tionisla.” Appuntò gli occhi in quelli della drow, in cerca di qualcosa che potesse convincerlo in un senso piuttosto che nell’altro, ma non vi trovò altro che una compita rassegnazione. Strano, per una femmina di quel livello.

“Sono sorpreso dai miei compagni e da me stesso. Da loro, perché non mi aspettavo di trovarli così convinti, uniti e schierati a difesa di quella che è attualmente la tua prigioniera volontaria. Da me stesso perché, forse, il mio essere diffidente di natura ha scelto di acuirsi in un momento così particolare. Trovavo giusto che Khel-Hatril fosse sottoposta al tuo giudizio e credo che se qualcuno avesse tentato di impedirlo mi sarei battuto per questo. Sono contento delle possibilità che le sono state date qua, nella tua casa. Ho visto pendere dalla forca ragazzini con cui avevo diviso mezzo tozzo di pane duro la mattina stessa, per cose un milione di volte meno gravi di quelle commesse da lei. Quella, però, non è giustizia."
Fece una piccola pausa, perdendosi per un istante dentro un ricordo troppo doloroso per essere anche soltanto interiorizzato.

“Abbiamo scelto di non combattere Kel-Hatril nella miniera e lei non ha tradito la nostra fiducia da quel momento fino ad adesso. È tutto quello che posso dirti… Non sono in grado di giudicare le tradizioni del sottosuolo, l’educazione che le è stata impartita, le motivazioni che l’hanno spinta. So poco del posto in cui sono cresciuto io, nulla di quello in cui è cresciuta lei. Per essere onesto, l’unica cosa che mi sento di dirti è che non la invidio. Non la invidio per il suo retaggio, non la invidio per le sue arti magiche, né per alcuna altra ragione, men che meno per il momento che sta vivendo adesso, con la propria vita appesa ad un filo sottile che qualcun altro potrebbe decidere di recidere. Mi dispiace solo per lei, tutto qua. Mi dispiace anche non poter essere maggiormente di aiuto, ma temo che la mia opinione in merito sia destinata a non spostare i piatti della tua personale bilancia neanche di un millimetro."

DUNGEON MASTER - 04/09
[Fenryr] "Il Giudizio di Maebh" - aggiunse poco dopo, come spiegazione - "Una prova. Una missione. Difficile. Pericolosa. Mortale"

«Che prova, elfo? Ne hai in mente una in particolare?», chiese Tionisla. «E non temere di usare qualche parola in più, se vuoi che ciò che dici venga preso in considerazione.»

 

 

KREENA - 04/09
Finito il suo discorso, Kreena si ritrasse, lasciando che la rabbia sbollisse piano.
Ascoltò gli altri parlare e, quando Tabby intervenne le sorrise, strizzandole poi l'occhio, vedendo che prendeva la mano di Morgon.
Forse il suo intervento non sarebbe stato necessario, dopo tutto...
Inspirò, soddisfatta. Quindi il suo sguardo andò al paladino, che ancora, stranamente, non aveva parlato.
Espirò. Guardò l'amica. Quindi si mosse. Come un'ombra si mosse dietro gli altri, fino a raggiungere Aryn.
"Non farmi sfigurare, buzzurro..." - sussurrò, mettendosi al suo fianco, senza guardarlo.
Poi, delicatamente, gli strinse la mano.

NdG
Giak, va che Kree non ha mancato l'occhiata interessata di Jean alle sue forme, aspetta solo il momento buono... ^_______________^


JEAN - 04/09
Ndg: quando il buzzurro non c’è i topi ballano ^_________^

 

 

 

 

MORGON - 04/09
Dapprima fu il profumo di lei.
Poi la pelle morbida della sua mano.
Poi la sensazione di averla vicino.
Insomma: sobbalzò.
Sobbalzò sì, ma non sollevò la testa imbarazzato per vedere se qualcuno lo stava guardando. Rimase così com' era, sorrise, e si godette il momento.

Quando lei lasciò la sua mano non la trattenne, ma subito dopo una sensazione di vuoto lo colse. Alzò la testa. Colse lo sguardo di Jean che guardava Kreena che guardava Tabitha. Non s'interrogò oltre a riguardo e spostò lo sguardo sulla drow. Timidamente allungò la mano in cerca di quella di lei.

TABITHA - 04/09
Mentre le sue dita scivolavano via dalla mano di Morgon, Tabitha si maledisse mille e una volta: perchè doveva essere così timorosa? Perchè voleva rinunciare a quel contatto capace di scaldarle il cuore, solo per paura di... invadenza? Risultare appiccicosa? Rifiuto da parte di lui? Dare l'impressione che lo cercasse solo per avere supporto con sua sorella quando invece sapeva benissimo che non era così?
Già... proprio per tutta quella serie di motivi aveva preferito poi ritrarre la mano, anche se si era resa conto che non era quello che avrebbe voluto.
La drow abbassò lo sguardo, serrando le labbra. Parlandone con Kreena la questione era sembrata nettamente più semplice, accidenti. O probabilmente era lei che si complicava la vita.
Un lievissimo sospiro tremante le scivolò dalle labbra: possibile che quello studio sembrasse più freddo ora?
Poi arrivò quel tocco, delicato, timido, che cercava di nuovo la sua mano.
Ebbe l'impressione che il suo cuore fosse finito più o meno a livello dello stomaco, per poi tornare al suo posto mandando un paio di battiti capaci di sfondarle il petto.
Tabitha sobbalzò lievemente, ma poi si voltò a guardare Morgon incrociando il suo sguardo. Aveva le guance arrossate, gli occhi viola che esprimevano sorpresa ma anche gioia, e rimase immobile ad osservarlo per un lunghissimo istante. Poi, lentamente, la sua mano si mosse, andando incontro a quella di lui, scivolando nel suo palmo fino a trovare l'incastro perfetto.
Tabitha aveva abbassato lo sguardo, appoggiandosi al muro a fianco di Morgon, con il volto in fiamme e un delicato sorriso a piegarle le labbra.
Rimase ferma per diversi minuti, a godersi il calore che pareva sprigionarsi dalle loro mani e che la stava scaldando calmandole i nervi tesi, quasi incapace di fare altro oltre a respirare, poi rialzò gli occhi e vide Jean che guardava Kreena un po' troppo attentamente - anche se, al momento, non diede peso alla cosa - , e poi l'amica che raggiungeva Aryn. Quel movimento le strappò un sorriso involontario...sperava solo che adesso il paladino non si tirasse indietro!
Gli occhi a quel punto le si posarono su Kel-hatril e lo stomaco le si contrasse in un modo decisamente meno piacevole rispetto a poco prima.
Jean alla fine non aveva espresso un vero e proprio voto, però aveva dato una testimonianza del fatto che, fino a quel momento, sua sorella non aveva tradito la loro fiducia, mentre Argenta, che forse più di tutti avrebbe potuto votare per la morte senza tanti se e ma, aveva invece detto che Kel-hatril non era più la stessa drow che aveva ucciso il suo compagno. Non erano parole di perdono, ma nemmeno di condanna.
Ora mancavano davvero in pochi...e poi sarebbe toccato a Tionisla decidere...
Tabitha inspirò ed espirò profondamente, stringendo la mano di Morgon... sentì di nuovo quel calore correrle lungo il braccio, e sorrise di nuovo...
Si poteva essere felici e in ansia al tempo stesso? Sì, assolutamente.

sabato 9 ottobre 2021

SETTIMANA 39 2021 - PRIMO POST

TABITHA - 03/09
Tabitha aveva guardato l'uomo sbattendo gli occhioni viola, cercando di capire quindi, dato che si era presentato come Jeeves, se Battista fosse una specie di soprannome o appellativo della superficie per i maggiordomi, il suo secondo nome o che altro. O forse Jeeves era il secondo nome o come chiamava i maggiordomi Tionisla! Ecco, sì, forse era proprio così: doveva trattarsi di usanze, probabilmente da dove veniva Kreena si chiamavano Battista e qui Jeeves.
A quel punto la drow si concentrò sulla solerte offerta dell'uomo.
"Non ho mai sentito nominare quel...come lo ha chiamato? Pile? Ecco, quello, però se dice che è davvero più morbido della lana, mi fido del suo giudizio Jeeves."
Si era concentrata e aveva usato il nome che, a quanto pareva, era quello corretto.
Il maggiordomo aveva parlato anche che la stoffa poteva avere una fantasia, e la cosa animò letteralmente Tabitha. Non aveva mai avuto abiti con fantasie - se non cose molto, ma molto, sobrie che sua madre non doveva nemmeno avere il sentore che lei potesse avere - figurarsi camicie da notte decorate da disegni! Dovevano essere bellissime!
Ormai il fatto che avesse chiesto coperte per fare un giaciglio e non per un suo effettivo problema con il freddo era passato del tutto in secondo piano.
"Orsetti, Jeeves. Se possibile mi piacerebbe moltissimo averne una con gli orsetti." chiese arrossendo subito dopo.
Forse era un po' eccessivo, o forse era più adatto ad una bambina che a lei ma... voleva davvero vedere com'era quella fantasia ad orsetti! E poi era una serata tra ragazze, no? Quindi era certa che fosse appropriata, eccome se lo era!

DUNGEON MASTER - 03/09
[Morgon] "La prima questione è legata al fatto che volevo dirle che se viene accesa una luce nell'oscurità e questa viene lasciata a se stessa potrebbe venire spenta, ma quando questa luce è custodita ed alimentata è destinata a spazzare via ogni forma di buio, a tal proposito ci sono alcune poemi che mi sono venuti in mente come sostegno a questa mia tesi... ma non credo sia questo il momento di proseguire in tal senso..."

Tionisla si limitò a fissare negli occhi Morgon con espressione alquanto severa, ma non era chiaro se la causa fosse il filosofeggiare del bardo su luce e oscurità o se fosse la prospettiva più o meno prossima di sentirsi propinare poemi a sostegno della tesi.

[Morgon] "La seconda cosa che le voleva chiedere se mi potesse illuminare in merito alla parola Kan-Thor...la sacra isola. Per caso non è mica che conosce una certa Eudana?" La parola Kan-Thor venne pronunciata con un bisbiglio e con la mano a pararsi una lato della bocca.

Lo sguardo di Tionisla da severo si fece minaccioso: «Dove hai sentito questi nomi, ragazzo?», ringhiò. «Spiegati in fretta e vedi di essere convincente».

[Morgon] "E l'ultima cosa le vorrei chiedere se sa dirmi cosa è questo..." disse estraendo da una tasca laterale della cintura un disco metallico (NDG vedi sotto).

Tionisla gettò appena un'occhiata distratta al medaglione: «Di questo ne parleremo domani... come ultima cosa», rispose. Poi aggiunse: «Allora? Cosa sai dirmi su quei nomi che hai fatto?».

MORGON - 03/09
-Oh oh... mi sa che si è arrabbiata!-
-Guarda che faccia seria-
-Questa volta l'hai fatta grossa Morgon-

Pensieri. Pensieri e paranoie.
Provò a sorridere, ma non ci riuscì proprio.
Con la faccia più seria che aveva mai fatto in vita sua, Morgon iniziò a parlare.
"Ho acquistato un libro tempo fa. Questo." disse tirando fuori dallo zaino il libro "Il bardo del nord".
"Me lo ha venduto un certo Humbertus, il vecchio matto dei libri. Mi vendette il libro, anche se ebbi subito l'impressione che in realtà me lo stesse affidando, piuttosto che vendermelo. Vede queste pagine qui al centro." Così dicendo mostro a Tionisla le pagine aggiunte al manoscritto.Effettivamente c'erano alcune pagine che, pur essendo parte integrante del volume, parevano essere state aggiunte successivamente alla prima rilegatura, come se questa fosse stata rifatta apposta per aggiungerle.
"Vede, sono scritte in uno strano alfabeto! Ha notato come non ci sono immagini? Solo il disegno di questa isola..." aggiunse ancora il bardo.
"In sostanza, spinto dalla curiosità ho lanciato Lettura del Magico sul testo e l'unica cosa che ne ho tratto è stato questo nome: Kan-Thor". di nuovo pronunciò quel nome pronunciandolo.
"Poi ho avuto come una visione, come una voce, che mi ha suggerito questo".
Fece un respiro profondo, chiuse gli occhi e ripetè a memoria "Ricorda questa parola. È importante. Non è ancora tempo di conoscere il resto. Se questo tempo verrà, dovrai farti trovare pronto. Solo allora tutto ti sarà chiaro".
"Arrivati qui ho pensato di chiedere a lei, perchè magari il tempo è arrivato."
"Ho ritrovato poi lo stesso nome in uno scritto che ho..." fece una pausa. Non voleva dire a Tionisla che aveva trafugato la pergamena a casa del conte Bryosk. "... che ho avuto modo di leggere a casa del conte Bryosk."
"Diceva grosso modo così...", proseguì bisbigliando "Fratelli, sorelle, le mie ricerche mi stanno portando in una situazione di grave pericolo: pare che il misterioso Raxxla sia dotato di poteri grazie ai quali è stato in grado di percepire le mie indagini sul suo conto. Ora proiettare la mia mente  verso di lui è diventato più pericoloso e superare le barriere protettive più  impegnativo. Lo percepisco, anzi, lo so di essere ormai prossima a visualizzarlo, ma ogni passo avanti che compio mi espone ad un possibile contrattacco. Per di più, sospetto che la mia posizione fisica sia stata individuata e che Raxxla sia sul punto di inviare sicari per porre definitivamente termine alle mie indagini: non è per me che temo, tuttavia, ma è per il successo della missione. Non mi fermerò proprio ora, no di certo, ma ritengo più prudente ritirarmi sulla sacra isola di Kan-Thor: voi sapete come raggiungermi, se necessario. Da lì, protetta dalle difese dell'isola, proseguirò le mie ricerche. Eudana. Affinché il Canto non abbia mai fine"
"Ecco... questo è più o meno tutto. Ah no. L'analisi magica sulla pergamena aveva prodotto solo un luccichio sul sigillo... ma nulla di più... solo che poi la pergamena se l'è tenuta il conte (NDG Spero di ricordare correttamente. La pergamena mi sembra di ricordare fosse stata restituita ad uno dei servitori del conte e non dovrebbe più essere in possesso di Morgon. Nel caso lo fosse Morgon fa vedere la pergamena a Tionisla).

Morgon si rese conto di non aver mai parlato così tanto con nessuno del gruppo. Eppure questa volta, la curiosità di avere risposte lo aveva travolto.

Si fermò. Serio. E nella sua testa iniziarono nuovamente le vocine.
-Ora ti sbrana-
-Preparati è giunta la tua ora-
-Sarai servito domani per colazione-
Poi un pensiero andò a Tabitha. Se la immaginò addormentata nel letto con le coperte rimboccate e con un leggero sorriso sul volto. (NDG povero mezz'elfo illuso! ;) )

Si rese conto di essere quasi sull'attenti. Cercò di rilassarsi un poco in attesa del responso di Tionisla.

DUNGEON MASTER - 03/09
[Fenryr] Lì aspettò che entrasse, si sedette nella stessa posizione e rimase in attesa.

La porta della stanza di Kel-hatril si aprì dopo qualche minuto.

«Avevo avuto come l'impressione che stessi seguendo proprio me», osservò  la maga. «Di' un po', è stata Tionisla a chiederti di tenermi d'occhio, casomai volessi provare a scappare, o è una tua personale iniziativa? Però, dato che la prima alternativa è una vera assurdità, allora perché lo fai?».

 

FENRYR - 03/09
L'elfo dei ghiacci la fissò con intensità, quindi scosse il capo, torcendo le labbra in una specie di sorriso.
"Nessun motivo" - rispose in un sussurro - "Evidentemente sono pazzo"

 

 

 

 

DUNGEON MASTER - 03/09
[Fenryr] "Nessun motivo" - rispose in un sussurro - "Evidentemente sono pazzo"

«In tal caso, peggio per te», replicò senza enfasi Kel-hatril. Detto questo, si ritirò nella sua stanza e richiuse a chiave la porta.

«Che idiota», brontolò mentre si preparava a fare il bagno. «Non azzecca mai una risposta».

Finito il bagno, la maga drow si rivestì, raccolse le sue cose, poi eseguì un incantesimo e, semplicemente, scomparve.

DUNGEON MASTER - 03/09
A seguito di una esplicita richiesta, credo sia meglio dire due parole sulla struttura generale della proprietà di Tionisla.

L'intero palazzo si sviluppa completamente sottoterra, anche se ci sono parti aperte sulla valle con finestre e occasionali balconi, peraltro praticamente inaccessibili dal momento che si trovano affacciati a metà di una parete rocciosa alta un buon centinaio di metri (gente particolarmente abile, come ad esempio Issus, potrebbe scalarla ma sarebbe completamente esposta durante l'intera ascesa, o calata dall'alto che sia). La struttura interna si sviluppa su quattro livelli: quello inferiore è destinato agli alloggi della milizia e della servitù ed ai magazzini; il secondo è quello che si trova al livello del portone di ingresso e vi si trovano la sala da pranzo, la cucina, laboratori e stanze da studio, la biblioteca e lo studio di Tionisla con la relativa biblioteca privata; il terzo livello contiene gli alloggi per gli ospiti
e relativi spazi comuni, incluse le latrine ed il guardaroba; il quarto livello contiene l'appartamento privato di Tionisla ed una serie di mini appartamenti destinati agli assistenti ed agli allievi della maga (oltre che le immancabili latrine comuni: solo Tionisla ne ha a disposizione una personale... ma lei è la padrona...).

DUNGEON MASTER - 03/09
[Morgon] "Ricorda questa parola. È importante. Non è ancora tempo di conoscere il resto. Se questo tempo verrà, dovrai farti trovare pronto. Solo allora tutto ti sarà chiaro".

Tionisla fissò in volto Morgon per parecchi secondi con espressione imperscrutabile, ma infine sorrise compiaciuta: «Bravo ragazzo», disse prendendo il libro dalle mani del bardo. «Molto ben fatto». Picchiettò col dito sulla copertina del volume. «Ci hai visto giusto: la rilegatura del libro venne rifatta parecchi anni fa per inserire quelle pagine. In effetti fui proprio io a farla rifare da uno dei miei artigiani e quelle pagine le scrissi io personalmente, tranne il disegno di Kan-Thor, che feci fare da un mio assistente: purtroppo le mie manacce non sono molto adatte per disegnare. Per il resto, compresa la pergamena che avevi letto a casa di Bryosk, sarà meglio rinviare tutto a domani, dopo che avremo terminato il giudizio su Kel-hatril». Sorrise di nuovo. «In ogni caso hai ragione: il tempo è davvero arrivato. Ne è prova il fatto che quel libro sia giunto nelle tue mani e che tu sia riuscito a superare il primo livello di protezione dell'inserto: arrivare a leggere il nome della sacra isola. Sono quasi certa che tu ed i tuoi compagni, anche se forse non tutti, avrete modo di raggiungerne la vetta».

[Morgon] (NDG Spero di ricordare correttamente. La pergamena mi sembra di ricordare fosse stata restituita ad uno dei servitori del conte e non dovrebbe più essere in possesso di Morgon. Nel caso lo fosse Morgon fa vedere la pergamena a Tionisla).

Ricordi correttamente: il giorno seguente al trafugamento Arkoby, scortato da due guardie del Conte (di quelle serie, non di quelle da operetta), venne alla locanda di Trinkwein per farsi restituire la pergamena.

ARGENTA - 03/09
Durante la cena e poi nello studio di Tionisla Argenta era rimasta in disparte, ascoltando in silenzio. Quando Tionisla li invitò a ritirarsi ne fu sollevata e dopo aver salutato la propria maestra si avviò verso il suo alloggio. Entrando nell'ingresso vide i bagagli che aveva consegnato all'arrivo, non erano passate neppure due settimane da quando lei e Solcan erano partiti ma tante cose erano successe e ora Solcan non c'era più e le sue cose andavano consegnate alla sua compagna..... I lumi erano accesi, si sentiva lo scoppiettio del fuoco che ardeva nei camini e sul tavolo del soggiorno c'era un vassoio con acqua, vino e
biscotti. Argenta ringraziò mentalmente i camerieri degli allievi per questa gentilezza.
Entrò in camera, raggiunse la vasca dietro al paravento e constatato che l'acqua era ancora sufficientemente calda si spogliò e vi si immerse, con gesti lenti cominciò a lavarsi.
Concluso il rito purificatore, avvolta solo in un telo  andò in soggiorno, raggiunse la finestra e sedutasi sui comodi cuscini che coprivano le panchine della strombatura aprì i vetri e cercò conforto nello spettacolo della valle immersa nel buio. I minuti passarono e il freddo della notte ebbe il sopravvento, Argenta chiuse i vetri, si scostò dalla finestra e tornata in camera sostituì il telo con un confortevole abito da casa e uscì per raggiungere le latrine delle donne. Non incontrò nessuno e non se ne dispiacque.
Tornata al suo alloggio, disfò il bagaglio, ripose gli oggetti personali, mise sul tavolo la camicia con il collo ricamato e il bracciale di cuoio di Solcan da un lato, l'anello magico di Solcan e le pozioni rimaste dall'altro. I vestiti sporchi finirono insieme a quelli che si era tolta per fare il bagno nell'apposito cesto dietro il paravento.

Infine cambiò l'abito con una camicia da notte, bevve un bicchiere d'acqua, spense i lumi, tranne quello più vicino la letto, e poi si sdraiò cercando di sgombrare la mente da ogni pensiero per poter dormire.


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N.D.G.
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Gli alloggi degli allievi non sono molto grandi ma asciutti, caldi, puliti e confortevoli. Inoltre uno staff di solerti camerieri è sempre a disposizione.
L'alloggio standard è una grande stanza divisa con pareti di legno in un piccolo ingresso, una zona soggiorno/studio e una stanza da letto. Su sua richiesta, quello di Argenta dà sull'esterno e nel corso degli anni lei lo ha molto personalizzato.
La camera da letto non ha finestre, ma è dotata di un camino, un letto con ai lati due piccoli ripiani e una grossa nicchia con ripiani che funge da armadio, il tutto scavato e modellato nella roccia. Un tendaggio colorato (oggetto personale di Argenta) chiude l'armadio e vivacizza la stanza. Sul letto troneggiano un grande materasso, lenzuola bianche, un morbido piumino e due cuscini. Un grosso paravento nasconde un ripiano con sopra un bacile e una brocca d'acqua e sotto un secchio per l'acqua sporca, una vasca da bagno, un cesto con coperchio per i vestiti sporchi, una nicchia nel muro costantemente rifornita di
asciugamani e sapone, e un pitale con coperchio per le emergenze notturne. Il soggiorno/studio presenta una profonda e larga strombatura che termina in una finestra dotata di vetri apribili, lungo i lati la strombatura ha due panchine di roccia coperte da cuscini e sotto la finestra un piccolo tavolino a scomparsa per poter studiare alla luce del giorno. Sulla sinistra della finestra ci sono un camino, una libreria e un tavolo con due sedie, sulla destra un tappeto con sopra due grossi cuscini una cassa da viaggio dal coperchio piatto, a fare da tavolino. La cassa è in legno dipinto di blu con finiture in metallo lucido, un piccolo lusso che Argenta si è concessa. La libreria è piena di libri e altri oggetti oggetti, alle pareti sono appesi alcuni drappi colorati, molte piccole sottili assi di legno dipinte e piccole sculture in legno e osso, opere personali e ricordi di viaggio.

DUNGEON MASTER - 03/09
La porta dimensionale si aprì e subito si richiuse.

«Ti stavo aspettando», disse Tionisla, sprofondata nella sua poltrona preferita.

«Mi immaginavo di trovarti qui», rispose Kel-hatril prendendo posto in un'altra poltrona, quasi di fronte, ma sedendosi appena sul bordo della seduta, come fosse sulle spine.

«Hai paura?»

«Di te? No. Di morire? Sì.»

«Avevi detto di non temere la morte.»

«Mentivo, forse, o forse mi atteggiavo a più forte di quanto sia realmente.»

«Perché?»

«Una reazione istintiva, credo: mostrarsi deboli non è cosa degna di un elfo scuro. Non di uno di sangue nobile, quanto meno.» Si strinse nelle spalle ed allargò le braccia, come a scusarsi. «Evidentemente non è così facile liberarsi delle tracce dell'educazione ricevuta.»

«Ti aspettavi che lo fosse?»

«No di certo. O forse sono solo orgogliosa per natura.»

«Ma perché temi la morte? Non hai avuto una vita facile: la morte sarebbe la fine di tutti i problemi. Il riposo. La liberazione.»

«Temo gli dei. La loro punizione. E poi temo di dover affrontare la collera di Lolth.»

«Non credi di meritare la punizione degli dei? E la collera di Lolth?»

«La collera di Lolth? No, non credo di meritarla: se fosse in collera con me, la sarebbe per non essere stata abbastanza malvagia per i suoi gusti. La collera degli altri dei? Sì, so di meritarmela fino in fondo: è anche per questo che desidero tanto una possibilità di riscattarmi.»

«Quindi la tua è paura, non vero pentimento.»

«È paura, sì, ma non è solo paura: non sono certa che tu possa capire, credo che dovresti essere dentro di me per poterci riuscire, ma... ecco, è per via di quello che provo quando mi trovo a guardare negli occhi mia sorella, a leggere la sua sofferenza ed allo stesso tempo la pena che prova per me: è Tabitha la chiave di tutto, lo specchio nel quale mi sono trovata a dovermi guardare, scoprendomi brutta, molto più brutta di quanto avrei mai potuto pensare... e completamente sbagliata.»

«Come ci era riuscita?»

«Aveva trovato finalmente la forza di sbattermi in faccia tutto il male che le avevo fatto, mi aveva costretta a lasciare i panni di Kel-hatril per calarmi nei panni della vittima di Kel-hatril. Allo stesso tempo mi aveva mostrato quanto comunque tenesse a me: ero colpevole ma comunque amata, una combinazione micidiale. Partendo da quell'esperienza, poi ero
andata avanti per conto mio: Solcan, morto per le mie sevizie, Argenta, costretta a dividere una gabbia con il suo cadavere in decomposizione, e... tutto il resto». Di colpo Kel-hatril si interruppe, si prese la testa fra le mani ed emise fra le labbra strette un lungo sospiro
esasperato. «Da una parte provo un intenso desiderio di venire punita, di pagare tutto e subito, dall'altra provo un desiderio ancora più forte di venire messa alla prova, di dimostrare di saper essere molto meglio di quella che tutti conoscono... e odiano...»

«Ai drow non importa di essere odiati, importa di essere temuti», obiettò Tionisla.

«Era così anche per me... prima», replicò Kel-hatril. «Ora non più. Pochi lo sanno, ma esistono anche elfi scuri dissidenti, che vivono in superficie e che adorano un dio diverso da Lolth. Forse sto diventando come loro.» Sospirò. «Mi piacerebbe. Strano, no?»

«No, non poi così strano», fu la risposta della mezzorca. «Non direi...»

Per qualche tempo calò il silenzio nello studio di Tionisla.

«Vieni qui», disse infine la mezzorca. Obbediente, Kel-hatril si alzò in piedi e le si avvicinò a passi lenti: messe una di fronte all'altra, le due maghe davano l'impressione di una bambina al cospetto di una donna adulta.

Tionisla mise le grosse mani attorno alla testa di Kel-hatril, che rimase immobile, in docile attesa. «Non so come andrà domani», disse la mezzorca, «ma ora è tempo che riposi, piccola elfa». Una breve formula ed un momento dopo Kel-hatril si accasciò inerte, al che Tionisla la raccolse fra le massicce braccia e la portò con sé via dalla stanza.