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martedì 8 marzo 2022

SETTIMANA 09 - 2022

DUNGEON MASTER - 05 - 09 / 09
Abbastanza prevedibilmente la scelta del gruppo fu di trascorrere la notte da Scortum, sia in virtù del particolare ascendente che la chierica aveva nei confronti degli abitatori della valle e che avrebbe garantito loro di trascorrere una notte tranquilla, sia per farle un po' di compagnia dal momento che appariva ancora piuttosto scossa dalla brutta esperienza appena trascorsa.

Infatti la notte andò avanti senza spiacevoli sorprese e, pur avendo comunque previsto i soliti turni di guardia, le sentinelle non ebbero nulla di più da fare che ascoltare in lontananza i normali suoni notturni.

La mattina seguente, invece, ebbero una piccola sorpresa: «Il mio dio senza nome mi ha fatto visita in sogno stanotte», annunciò Scortum, «per dirmi che il mio compito qui è esaurito: ora devo scendere la valle fino a Verge ed attendere là un altro sogno, nel quale il dio mi comunicherà il mio prossimo incarico. Sono una cicciona, lo so, e cammino un po'
piano, ma mi piacerebbe andare fino a Verge con voi, se la cosa non vi dispiace. Se non altro, la mia presenza dovrebbe aiutare a tenere lontani i possibili brutti incontri lungo la via».

«Confermo», intervenne Filth. «Il dio ha parlato anche a me e fra le altre cose mi ha anche annunciato che avrebbe affidato alla nostra cara amica Scortum un nuovo incarico».

Dopo aver brevemente soppesato i pro e i contro di viaggiare con Scortum fino a Verge, il gruppo scelse per il sì e quindi, dopo aver aiutato la donna a mettere insieme le proprie poche cose, tutti insieme scesero a valle, preceduti dai due armigeri feriti e dai due mezzorchi. Come preannunciato, la minaccia dell'ormai defunto armigero si rivelò un
semplice bluff e l'accampamento dei coboldi poté essere attraversato senza alcun inconveniente. Una volta giunti oltre la palizzata a valle della fortificazione, i quattro ex tirapiedi di Kel-hatril presero congedo dal gruppo ma, anziché proseguire verso valle, ritornarono sui propri passi. «Ci scommetterei che intendono ritornare nella miniera per
cercare il forziere dove tenevo le loro paghe», commentò Kel-hatril. «Beh, buon per loro, sempre che riescano a cavarsela con il mimic… l'avevate trovato, immagino... e con i ragni rimasti, sempre che voi non li aveste già eliminati tutti». Scrollò le spalle. «Francamente, non me ne può fregare di meno, né di loro, né dei ragni».

Il resto del viaggio verso valle proseguì senza alcun problema, praticamente una scampagnata, incluso il passaggio della piana degli ankheg che, forse per la presenza di Scortum o forse per pura fortuna, se ne stettero alla larga per fatti loro.

Infine, verso la sera del quarto giorno di cammino, il gruppo giunse a Verge dove, con baci, abbracci e qualche lacrima, Scortum si congedò ed andò a chiedere ospitalità presso il primo tempio che le capitò sott'occhio, senza nemmeno curarsi di quale fosse la divinità alla quale era dedicato.

[NdG] A questo punto lascio al gruppo di avventurieri la sera, la notte e la giornata seguente per qualsiasi cosa vogliano fare: riposare, vendere o acquistare oggetti ed equipaggiamento, eccetera. Direi che potrebbero ripartire da Verge la mattina dell'11/09, cosa che penso che
descriverò giovedì pomeriggio (a meno che qualcuno non decida di intraprendere azioni che possano richiedere più tempo).


NDG
Verge è un villaggio prevalentemente agricolo e conta sui 500 abitanti. L'abitato è circondato da una palizzata e le porte sono protette da torri, anch'esse ovviamente in legno. All'interno si trovano due locande, una taverna, la bottega di un fabbro (che però di armi ne capisce poco: il suo pezzo forte sono gli attrezzi agricoli) ed un emporio. L'abitato è dominato da una torre in cima ad una collina adiacente all'abitato, dove vive il signorotto locale.

Per maggiori dettagli ed una mappa del posto potete vedere all'indirizzo
https://eyesoftraldar.obsidianportal.com/wikis/verge (in inglese).


TABITHA - 05 - 09 / 09
Il gruppo infine decise di passare la notte da Scortum, e Tabitha lentamente tornò a rilassarsi, sebbene cercasse di restare sempre ben distante dagli ex-armigeri della sorella. Non era certo l'anima della serata, ma per qualche verso era chiaro che stava cominciando a prendere un po' più confidenza con il gruppo, a sentirsene davvero parte: chiacchierava in modo rilassato con tutte le altre ragazze, e anche con la parte maschile dei compagni - Morgon a parte ovviamente - stava iniziando a sentirsi più a suo agio.  
Quando fu il  momento di coricarsi Tabitha si alzò, si guardò un attimo attorno, sembrò prendere un respiro colossale, e poi raggiunse Morgon, fermandosi ad un metro scarso da lui.
"Ah...ehm... posso mettermi qui?" gli chiese.
Non era la prima volta che si metteva nei suoi pressi, ma era la prima volta che si avvicinava così... non che fosse appiccicata, anzi, ma viste le difficoltà che aveva, soprattutto quando si trattava di letti - o qualcosa di anche solo simile - e la presenza di altri oltre a lei bhe... stava decisamente mettendo alla prova i suoi nervi.
Tabitha rimase ferma ad osservarlo per un lungo istante, torturandosi le dita, poi di colpo abbassò lo sguardo arrossendo e iniziò a sistemare il suo giaciglio.
"Scusa...era una domanda stupida...?" mormorò dopo un po' mentre si sdraiava, lasciando andare il fiato.
Gli occhi dell'elfa si puntarono sul cielo stellato, sembrò rilassarsi e, dopo un po', allungò una mano fino a stringerne una di Morgon. Gli sorrise. "Buonanotte Morgon."
Sorrise ancora: le piaceva quella sensazione, il saluto prima di cedere al sonno...

La mattina dopo si prepararono a partire e, a sorpresa, Scortum si unì a loro. La cosa contribuì al buon umore di Tabitha che fu felice di sentire che la chierica non sarebbe stata più sola, bhe, o almeno non lo sarebbe stata in quei giorni in cui avrebbero viaggiato assieme...ma sperava  per lei che anche il futuro sarebbe stato meno solitario.

Arrivarono a Verge verso la sera del quarto giorno di cammino.
Tabitha iniziò ad essere agitata quando erano ancora a una buona ora di distanza: da un lato non vedeva l'ora di arrivare, di vedere finalmente un villaggio della superficie, di poter andare in una locanda...ma dall'altro sapeva bene che il suo aspetto poteva causarle non pochi problemi. Così sembrava sull'orlo di una crisi di nervi.
"É il caso che tengo il mantello e il cappuccio, vero?" domandò ad un certo punto a Morgon, mentre entravano e già iniziava a guardarsi attorno incuriosita. Dopotutto il mantello non sarebbe stato così terribile da tenere...
Tabitha salutò Scortum quando questa si congedò per andare in un tempio, quindi tornò a guardare i compagni e poi di nuovo Morgon. "Io vorrei comprarmi una spada corta ecco... domani magari... mi sento un po' inutile quando non posso usare il mio arco..." spiegò, abbassando lo sguardo. "E magari anche un cambio di vestiti... non posso avere solo questi..." aggiunse con la voce che andava svanendo un po' per l'imbarazzo.
"Qui ci sarà magari un sarto, no? Kreena aveva detto che ci saremmo andate." continuò cercando per un attimo l'amica tra i compagni, però poi sembrò rabbuiarsi. "Sempre che il sarto voglia avere a che fare con una come me...bhe...forse andrà bene anche un emporio con dei vestiti..."
L'elfa scrollò le spalle decidendo di archiviare, almeno per il momento, la questione, e tornò a guardare Morgon con gli occhi che le brillavano. "Ma quindi ora andremo in una locanda?" chiese con entusiasmo. "E se non mi vogliono?" mormorò subito dopo abbassando lo sguardo.


MORGON - 05-09 / 09
Morgon fece un bel respiro di sollievo quando tutto terminò.
Si ritrovò con un sorriso stampato sul volto.

[Tabitha]
"Scusa...era una domanda stupida...?" mormorò dopo un po' mentre si sdraiava, lasciando andare il fiato.

In risposta alla drow Morgon si sollevò da terra e si spostò un poco verso di lei.
"Ho letto una volta un libro in cui c'era scritto questo: non esistono domande stupide... e poi continuava in qualche modo che ora non ricordo. Per cui, non era una domanda stupida." Le disse sorridendo.
"Buona notte a te!" aggiunse stringendole la mano.
"Buona notte..."

Attraversarono l'accampamento e Morgon cercò di memorizzare ogni cosa di quel momento, i volti, la sensazione di sentirsi estranei, i profumi, le abitazioni, i vestiti, etc.
Il resto del viaggio fu abbastanza tranquillo e Morgon iniziò a rilassarsi davvero. Arrivò anche a canticchiare sottovoce una canzoncina che parlava di un viaggio inaspettato di un piccolo gnomo che senza che lo volesse divenne l'eroe di una grande avventura; avventura che parlava di un anello magico che doveva essere distrutto.

[Tabitha]
"É il caso che tengo il mantello e il cappuccio, vero?" domandò ad un certo punto a Morgon, mentre entravano e già iniziava a guardarsi attorno incuriosita. Dopotutto il mantello non sarebbe stato così terribile da tenere..

"Almeno inizialmente penso di sì, anche se... mi piaci di più senza..." le sorrise per farle capire che non doveva temere nulla.

"La spada non comprarla... prendi questa!" le disse sfilando la cintura e la fodera ad essa collegata che conteneva la sua spada corta.
"Non è per nulla un' arma leggendaria" sorrise. "Ma è come nuova... penso di averla sfoderata solo per pulirla ed affilarla un paio di volte". Si portò una mano dietro la testa imbarazzato come a scusarsi della sua poca propensione al combattimento.

"Mi devi però promettere che ci starai attenta... non nel senso che non penso tu la sappia usare, ma nel senso che non la sfodererai senza motivo, non ti butterai nella mischia senza motivo... insomma... volevo dire che... non so se riesco a spiegarmi..."
Si fermò e sorrise con la spada ed il suo fodero in mano, protesi verso la drow.

"Per il resto direi che dovresti proprio andare con Kreena e Scarlett... potranno darti supporto migliore di quello che potrei fare io".

[Tabitha]
"Ma quindi ora andremo in una locanda?" chiese con entusiasmo. "E se non mi vogliono?" mormorò subito dopo abbassando lo sguardo.

Non rispose subito. Le prese la mano con la sua mano destra e con la sinistra le sollevò la testa appoggiandola dolcemente sotto il mento.

"Secondo me andrà tutto bene... e se proprio dovesse succedere qualcosa... sai cosa faremo?
Dormiremo insieme sotto le stelle" Le sorrise.

TABITHA - 05-09 / 09
[Morgon]
"Almeno inizialmente penso di sì, anche se... mi piaci di più senza..." le sorrise per farle capire che non doveva temere nulla.
 
Le parole di Morgon la fecero avvampare, ma riuscì a sorridere in risposta nonostante l'imbarazzo.
A Tabitha non era mai interessata più di tanto l'opinione degli altri sul suo aspetto..almeno fino a qualche giorno prima, perchè ora, incredibilmente, si era resa conto che ci teneva ad essere considerata carina da un certo qualcuno. Quel qualcuno che in quel momento le aveva detto che gli piaceva di più senza mantello.
*E se invece intendeva semplicemente che gli piaci senza cappuccio, nel senso che ti accetta per quel che sei?*
Quell'idea improvvisa quasi riuscì a cancellarle il sorriso dal viso, ma non appena si rese conto della piega che stavano prendendo i suoi pensieri, si affrettò a spazzarli via. Niente paturnie, niente pensieri cupi, non lì e non adesso. E se poi ci teneva tanto a sapere in che senso Morgon le aveva detto che gli piaceva bhe, non doveva fare altro che chiederglielo... ah-ah, già, come no.
*Facciamo che lo prendiamo per il bel complimento che è, e va bene così eh...*

Quando Tabitha parlò di quello che voleva comprare, il bardo la fermò dicendole che poteva prendere la sua spada, senza andare a comprarne una. L'elfa spalancò per un istante la bocca sinceramente sorpresa, poi lo guardò negli occhi. "Ma sei sicuro? Voglio dire, e se poi invece dovesse servirti?" domandò avvicinandosi. Posò una sua mano sopra quella di lui che reggeva la spada, stringendogliela piano. "Ti sei spiegato, ho capito quel che intendevi... ma anche io voglio che tu stia attento, e che tu abbia tutte le possibilità di proteggerti se mai dovesse servire...Se dai a me questa, tu hai un'altra arma nel caso dovessi difenderti in uno scontro ravvicinato?"
Tabitha inclinò un poco la testa, osservandolo in attesa di una risposta mentre gli accarezzava lentamente il dorso delle dita. "Se hai modo di farlo, la accetto molto volentieri, e ti prometto che non la userò a sproposito e me ne prenderò cura..."
Gli sorrise e poi lasciò andare una lievissima risata. "Sì, per i vestiti chiederò a Kreena e Scarlett, sono certa che sanno come aiutarmi... mi piacerebbe avere un abito anche più....femminile magari, non solo da viaggio, ma vabbè...direi che non è il momento di pensarci." arrossì lievemente e scrollò piano i capelli, come a dirgli di non stare ad ascoltare i suoi vaneggiamenti.

L'idea che potessero non accettarla nella locanda era riuscita dove prima non ce l'avevano fatta altri pensieri: toglierle il sorriso dalle labbra. Tabitha lasciò andare il fiato e provò ad allontanare le sue preoccupazioni, ma si rese conto che faticava a farlo, perchè si rendeva perfettamente conto che se i padroni della locanda non l'avessero voluta non poteva certo pretendere che anche gli altri rinunciassero a quella comodità, quindi avrebbe dovuto trovare qualcosa per sè, e probabilmente anche per Kelly, fuori da Verge. E tanti saluti ai suoi sogni di taverne e acquisti con le amiche.
Stava per dire a Morgon che forse era meglio se stava direttamente fuori, che li avrebbe aspettati da qualche parte per non causare problemi con il suo aspetto, quando sentì la mano di lui afferrarle la sua e poi delle dita gentili posarsi sotto il suo mento, obbligandola dolcemente ad alzare lo sguardo fino ad incrociare gli occhi del bardo.
Ascoltò le parole di Morgon quasi trattenendo il fiato, e quando lui disse che, se proprio, avrebbero dormito assieme sotto le stelle, gli occhi viola di Tabitha divennero lucidi. L'elfa sbatté furiosamente le palpebre, cercando di non mettersi a piangere come una bambina, e poi fece quello che per lei era impensabile: lo abbracciò.
Probabilmente ci riuscì perchè semplicemente non aveva pensato, lo aveva fatto e basta, prima che il suo cervello o il suo istinto potessero bloccarla.
Fu un contatto a dir poco rapido, e non appena realizzò quel che stava facendo, Tabitha si staccò sebbene non lo fece bruscamente e lei stessa si accorse che, nonostante si fosse leggermente irrigidita, era riuscita anche poi a rilassare parte dei muscoli quel tanto da non sembrare una statua di marmo. Era arrossita violentemente, ma anche se aveva abbassato lo sguardo per un attimo, lo aveva poi nuovamente sollevato su di lui. Si vedeva che era imbarazzata, sia per il gesto in sé, ma anche per essersi poi subito staccata, ma non c'era pentimento in quegli occhi, nemmeno una traccia.
"Grazie..." mormorò dopo un istante, passandosi un dito all'angolo dell'occhio per evitare che quella lacrima traditrice sfuggisse al suo controllo.
Tabitha strinse la mano di Morgon, intrecciando le dita alle sue. "Scusa... è che... sei così gentile e quello che hai detto è...grazie." stava sorridendo, con le labbra, con gli occhi e con il cuore, e si vedeva. L'elfa annuì piano, senza smettere di guardarlo. "Va bene... speriamo il mio aspetto non sia un problema, altrimenti avrò comunque una bella notte."

DUNGEON MASTER - 09/09
Dopo qualche esitazione il gruppo decise di provare una delle due locande del villaggio, quella che almeno dall'apparenza esterna pareva la meglio messa delle due.

Mentre si accostavano al bancone di mescita della sala comune il padrone della locanda li squadrò tutti, uno per uno, con occhio professionale e senza dare a vedere ciò che stesse passando per la sua testa. «Bella banda, mica niente da dire», commentò infine. «Pure bella assortita, dico io. Umani... nani... elfi alti... elfi bassi... pure un halfling… ci mancherebbe solo un orco e poi ci avremmo l'assortimento completo».
Scrollò le spalle. «Pfft... a me mi basta che ci avete di che pagare: state cercando per la cena e pure per la notte, dico bene? Presto detto: una moneta d'oro per ciascuno per la notte in stanze a due letti... già, perché qui non siamo in uno di quei posti dove ai viaggiatori ci tocca di stare in camerate da dieci... e cinque d'argento per cena e prima colazione... ma birra a parte, un pezzo d'argento a pinta». Poi fissò uno sguardo ostile sulle due elfe scure. «Ma quelle due no, facce grigie fra i piedi non ce le voglio: sempre piantagrane sono, dico bene? Specie le femmine. Inutile che vi nascondete la faccia, con me: io ci ho gli occhi buoni ed è il mio mestiere scovare i rompipalle. Quindi fuori dalla mia locanda». Gettò uno sguardo più o meno in direzione delle montagne. «Ma ce lo sapete voi, gente, che gira voce che là su, nella vecchia miniera, ci sta una di quelle streghe dalla faccia grigia con la sua banda di scagnozzi? Solo gli dei sanno che razza di magie nere ci sta facendo, là sotto. Però nessuno ci va a dare un'occhiata perché nessuno si fida... e lo credo bene: chi vorrebbe vedersela con una strega che ci basta schioccare le dita e te vai giù secco come un chiodo? Quindi voi potete restare ma quelle due vadano pure a dormire nei boschi».

Detto questo, il locandiere piantò i pugni sui fianchi con aria decisa e si mise a scrutare uno per uno il gruppo degli avventurieri in attesa della loro reazione: accettare prezzo e condizioni o andarsene altrove.

martedì 1 marzo 2022

SETTIMANA 08 - 2022

DUNGEON MASTER - 05/09
[Scarlett] La scostò solo un poco, per poterla guardare e sorriderle. "Va un pochino meglio?" le chiese abbracciandola comunque di nuovo, "Se hai bisogno, sappi che non ti sto cacciando e posso restare così ancora."

«Non va un pochino meglio, va molto meglio», rispose Kel-hatril. «Sai, è importante per me sentirmi accettata e sostenuta». Le sfuggì un mezzo sorriso storto. «Non che non mi renda conto che, con il mio passato, non per tutti possa essere facile riuscirci: proprio per questo per me è tanto più prezioso sentirti così vicina». Sospirò. «Vorrei solo riuscire a ricambiare ciò che fai per me, prima o poi».

[Kreena] "Dalle questo" - disse a Ghino, lanciandogli una fiaschetta. Emanava un odore pungente, di ginepro, calendula e liquore.

Scortum prese con un sorriso pieno di gratitudine la fiaschetta dalle mani di Ghino e ne bevve un piccolo sorso: non era che ne avesse più davvero bisogno, ma le pareva giusto dare risalto all'offerta accettandola, seppure con moderazione.

«Ti ringrazio... cioè, vi ringrazio tutti per esservi preso a cuore il destino di una vecchia, grassa ed inutile chierica», disse poi. «Sapete, ora mi vergogno di me stessa: avevo sempre pensato che il mio dio mi avrebbe riservato una fine che avesse un senso... che so, morire durante una pestilenza per aver contratto la malattia dopo aver alleviato le sofferenze di tanti infelici, o cose del genere... ed il vedermi in procinto di morire in maniera così... stupida, ecco, ed anche inutile… stava facendo vacillare la mia fede...». Le parole le vennero a mancare ed infine scrollò la testa e tacque.

FENRYR - 05/09
L'elfo dei ghiacci si fermò a qualche passo di distanza, studiando i due con sguardo impietoso.
Ignorò i loro piagnistei, andando dritto al punto.
"Non giurate, provatelo" - sibilò, gelido.
"Ci sono davvero esplosivi al campo dei coboldi o il vostro capo mentiva?"
E puntò dritto la spada, che scintillò al sole come letale cristallo.

DUNGEON MASTER - 05/09
[Fenryr] "Ci sono davvero esplosivi al campo dei coboldi o il vostrocapo mentiva?"

«Secondo te?», replicò uno dei due armigeri con una smorfia ironica. «Certo che mentiva: non so se davvero sapesse trafficare con roba del genere, ma di certo non l'abbiamo visto fare cose strane dentro al campo dei coboldi».

«Facciamo così», intervenne l'altro. «Noi veniamo giù con voi e vi precediamo mentre si attraversa il campo: dopo che ne siamo usciti tutti sani e salvi, voi ci fate fare un rappezzo dai vostri chierici e poi ciascuno per la sua strada. Mi pare una proposta onesta, non credi?».

«Tanto per capirci», riprese il primo, «noi siamo professionisti: ci pagano e noi facciamo il giusto a seconda di quel che ci pagano». Accennò con la mano nella direzione del punto in cui giacevano i resti del loro "capo". «Lui pensava che Faccia Grigia ci avesse fregati e si
era incazzato. Lui era fatto così: permaloso e incazzoso a morte. Noi siamo diversi: c'era Braciola che ci dava da mangiare e Faccia Grigia che ce la dava spesso e volentieri, quindi già questo faceva un po' da pagamento, in fondo. Magari Faccia Grigia è un po' cessa, ma a saper usare la patonza e tutto il resto è una dea. E poi, magari è un po' matta, ma non credo che sia una che ruba: secondo me, a cercare in giro per la miniera, le nostre paghe messe da parte salterebbero pure fuori. Quindi per noi è pari e patta e non ci interessa di piantar altre grane. Capito? Voi per la vostra strada e noi per la nostra».

FENRYR - 05/09
Fenryr continuò a fissare i due con lo stesso sguardo inespressivo.
"La guaritrice è quella che volevate sgozzare" - disse infine con noncuranza - "Deciderà lei"
Quindi alzò il tono, per rivolgersi ai mezz'orchi in arrivo.
"Legateli"


SCARLETT - 05/09
Scarlett sorrise a sua volta. "Non serve che ricambi, sento che è la cosa giusta da fare." le disse scrollando lievemente le spalle. "Vedere e sentire che la mia vicinanza ti è d'aiuto è già un bellissimo ringraziamento così, perchè sono felice di sentirti stare meglio. E poi sono certa che se mai un domani sarò io ad aver bisogno di sostegno, tu ci sarai..." la Rossa sorrise guardandola negli occhi. "Credo proprio che io e te rimarremo amiche molto a lungo Kel-hatril..."
Scarlett spostò l'attenzione sul resto del gruppo e poi tornò a guardare Kelly. "Tutta questa situazione con Raxxla non è certo bella, ma sai... io voglio vederci anche delle note positive: ho trovato Issus, e poi mi ha permesso di conoscere delle amiche come te, Kreena, Argenta e tua sorella, e anche tutti gli altri. Questo forse non basta a salvare il mondo, ma è pur sempre una luce nel mezzo dell'oscurità."
Le sorrise di nuovo, con l'entusiasmo e la decisione che la animava quasi costantemente. "Bene, a quanto pare Fenryr ha deciso di fermarsi e parlare con quei due... che dici, intanto capiamo se faremo sosta qui come avevamo deciso o vogliono proseguire?"

NdG: avevamo deciso di fare una delle soste qui da Scortum, giusto? A che punto della giornata siamo, master? ^__^

DUNGEON MASTER - 05/09

NDG
È pomeriggio. Volendo avreste ancora un po' di tempo per discendere un tratto di valle, ma non sarebbe comunque sufficiente per raggiungere né lo sbocco della miniera da cui eravate usciti, né l'accampamento dei coboldi.

In pratica potete scegliere se rimanere da Scortum per la notte o fermarvi lungo il cammino: in ogni caso sareste all'aperto, e la differenza sarebbe fra guadagnare qualche ora di marcia o godere della protezione che la presenza di Scortum vi darebbe contro gli abitatori della valle (tranne gli umani, come si è visto...).
Quindi che volete fare?
 

DUNGEON MASTER - 05/09
«Precauzione inutile», commentò uno dei due umani protendendo verso imezzorchi le mani con i polsi accostati per farsele legare. «Non cerchiamo altre rogne, che ne abbiamo già avute abbastanza, ma se legarci ti fa sentire più tranquillo...».

Una volta legati i due armigeri e lasciato che Kreena recuperasse la sua pietra, tutti insieme tornarono all'accampamento di Scortum.

La grassa chierica gettò un'occhiata sui polsi legati dei due uomini senza fare alcun commento, poi si alzò in piedi sbuffando per lo sforzo e senza una parola si accostò ai prigionieri, osservò per qualche istante le ferite provocate dalla sventagliata di ghiaccioli che li
aveva investiti, si concentrò ed impose le mani prima sull'uno e poi sull'altro alleviandone in parte le sofferenze.

[NdG] I due armigeri ora stanno meglio ma non sono guariti del tutto: sono più o meno a metà dei loro PF totali, ossia abbastanza perché possano discendere la valle con il gruppo senza rallentarne la marcia (se vorrete portarveli appresso per farli passare per primi attraverso il campo dei coboldi, ovviamente) ma non abbastanza per poter pensare di crearvi problemi, qualora volessero farsi venire un'idea del genere (a parte il fatto di essere disarmati e di avere i polsi legati).

martedì 22 febbraio 2022

SETTIMANA 07 - 2022

FENRYR - KREENA - 05/09
"Bum" - mormorò Fenryr con una smorfia feroce, osservando la scena tra il pulviscolo ghiacciato.
Un colpo fortunato. Il dardo di ghiaccio aveva colpito l'intera mischia, facendone strage. I coboldi erano a terra, gettati come pupazzi persi tra la neve. Gli umani resistevano, uno in piedi, l'altro accosciato, incrostati di brina, storditi dall'esplosione.
L'elfo dei ghiacci non attese. Sollevò l'arma e corse giù lungo il pendio, un implacabile demone del Nord ammantanto di gelo.

Kreena stava frugando nello zaino quando sobbalzò per il fragore.
"Ombra!" - esclamò, vedendo i nemici svanire in un turbine di neve.
Lanciò un'occhiata a Fenryr, un'altra ai mezz'orchi, quindi scattò in piedi.
"Dalle questo" - disse a Ghino, lanciandogli una fiaschetta.
Emanava un odore pungente, di ginepro, calendula e liquore.
"Non finirmelo" - precisò, quindi estrasse anche l'altra spada e corse giù per la collina.

NdG
La fiaschetta contiene del cordiale per Scortum, ormai Kree ha visto che serve e ne aveva fatto scorta ^_____^

HAZA - 05/09
Haza trasali' per l'inattesa istantanea strage di litiganti e si rivolse a Bognus.
"A quanto pare mi sbagliavo ancora. Non avro' nemmeno il tempo di trovare una seduta comoda che la battaglia sarà finita."

 

 

 

 

GHINO - BOGNUS - 05/09
Ghino aiutò Scortum ad alzarsi, un po' sollevato nel vederla riprendersi.
Fece un salto quando il dardo di ghiaccio colpì coboldi e banditi, ma non ebbe neanche il tempo di realizzare che Kreena gli aveva già gettato qualcosa che riuscì ad afferrare al volo.
Annusò il contenuto della bottiglia resistendo alla tentazione di assaggiare. La passò subito a Scortum: "Bevi questo, credo che ti farà bene."

Bognus trattenne Haza quando accennò a lanciarsi verso il gruppo dei banditi.
"Non farlo, sarebbe un'inutile crudeltà. Non c'era alcun bisogno che Fenryr lì colpisse, men che meno di infierire su di loro. Dimostra che sei saggio come hai chiesto di esserlo a Kel-athril."

 

 

 

 

MORGON - 05/09
Morgon che stava portando la mano al bastone dello sciamano per usare la pietra per bloccare l'ex servitore di Kel-Hatril, abbandonò la sua intenzione, quando la drow si fece avanti.
Un occhio a Tabitha e poi tornò a seguire lo svilupparsi degli eventi.
Se per certi versi si ritrovò ad ammirare Kel-Hatril per la maestria con cui aveva elaborato l'incantesimo e la fantasia nel suo utilizzo, dall'altra si ritrovò a pensarsi al posto del malcapitato... un brivido gli corse lungo la spina dorsale. E fu così che Morgon si scoprì a soffrire di vertigini. Strinse la mano a Tabitha e poi scoppiò una lite.
Haza e Kelly iniziarono a battibeccare, con tono anche violento, almeno questa fu l'impressione di Morgon. Non se le mandarono a dire.
Morgon avrebbe voluto urlare "BASTAAAA... MA SIETE IMPAZZITI? MA CHE DIAVOLO VI PRENDE?", ma non proferì parola. Nella sua testa mille voci iniziarono a mettergli il dubbio che non erano affari suoi, che non aveva il diritto di intervenire, che non era sufficientemente carismatico per far smettere i due...dubbi. Mille dubbi.
La sfuriata terminò quando Kreena offrì un simpatico siparietto nella sua relazione con i due mezz'orchi. La cosa alleggerì un poco il cuore del bardo che fece un respiro di sollievo.
Passo lo sguardo da Haza a Kel-Hatrill per accorgersi in quel momento che stava stringendo forte la mano di Tabitha. Rilasciò la presa immediatamente.
"Scusami..." disse imbarazzato.

Poi l'esplosione...
Si voltò verso quello che rimaneva di quel gruppo.
"Ma perchè?" domandò sottovoce a nessuno in particolare.

TABITHA - 05/09
Tabitha era rimasta per tutto il tempo ferma ed immobile, senza osare nemmeno sollevare lo sguardo sugli uomini e i coboldi. Solo quando aveva sentito la voce di sua sorella farsi avanti era sobbalzata leggermente, combattuta tra il terrore che quegli uomini la toccassero e la paura per Kelly. Si sentiva una codarda, ma i ricordi di quello che le avevano fatto erano ancora troppo freschi per riuscire ad ignorarli e andare a dare una mano a Scortum...
Sentì l'urlo dell'uomo improvvisamente più distante e a quel punto sollevò lo sguardo, mentre Morgon le stringeva la mano.
Tabitha non capì esattamente come quel tizio fosse piombato al suolo, ma sicuramente doveva essere opera di Kel-hatril che, per come la vedeva lei, era riuscita a risolvere la situazione senza che nessuno - a parte quell'uomo - si facesse male. Non una bella scena, non certo una bella morte...ma quale morte era bella?
A quel punto Kelly iniziò a discutere con Haza per come aveva agito, e l'unica cosa che Tabitha riuscì a fare fu di ricambiare la stretta di Morgon, concentrandosi poi su Kreena che parlava con i due mezzorchi e Scarlett e Ghino che si occupavano di Scortum... almeno fino a che Morgon non si scusò rilasciando la presa sulla sua mano.
Gli occhi violetti di Tabitha lo guardarono per un istante senza davvero capire perchè si stesse scusando, poi l'elfa gli prese nuovamente la mano. "Non avevamo detto che non dovevamo scusarci per queste cose?" gli disse con un ampio sorriso luminoso. L'aveva detto con sicurezza, ma non era riuscita ad evitare che le guance le si imporporassero.
Poi all'improvviso ci fu un botto e Tabitha fece letteralmente un salto, emettendo un piccolo grido di sorpresa mentre si schiacciava contro il braccio di Morgon, cercando con gli occhi sbarrati la causa e trovandola nello scontro che stava avvenendo tra umani e coboldi.
Sentì la domanda del bardo, e si trovò a scuotere lievissimamente la testa guardando i corpi riversi a terra dei coboldi e gli umani feriti. "Io... io non..." balbettò per un attimo con il cuore che andava rallentando i battiti. Le aveva preso un colpo, cavolo!
"Forse... forse pensava che sarebbero tornati a pretendere altro?" mormorò debolmente, come se la cosa non la convincesse a pieno. "Cioè, non credo... siamo di più... e bhe... non lo so..."
Prese un respiro più a fondo. "Cielo, che spavento ho preso con quel botto..." brontolò imbarazzata per la sua stessa reazione.

HAZA - 05/09
Haza si sorprese quando si vide trattenuto dall'altro nano; le parole dell'amico chiarirono che erano in sintonia di pensiero ma non si erano compresi.
"Ma certo, Bognus. Non ho nessuna intenzione di intervenire. Abbiamo una missione più importante, per la quale vale davvero la pena di rischiare la vita, che non recuperare una semplice gemma."

 

 

 

DUNGEON MASTER - 05/09
[Fenryr] L'elfo dei ghiacci non attese. Sollevò l'arma e corse giù lungo il pendio, un implacabile demone del Nord ammantanto di gelo.

«Ehi, amico, calma!», fece uno dei due uomini lasciando cadere la spada, che chissà come gli era rimasta ancora in pugno, e sollevando le mani per mostrare che erano vuote. «Non ci tengo a rimetterci la pelle per una stupida pietra. Ma... come cazzo hai fatto? Non ho mai visto niente del genere...».

Anche l'altro armigero si mostrò ben disposto ad arrendersi ed a sua volta sollevò le mani per mostrare che non aveva niente in pugno. «E poi, se anche fossimo in vena di batterci per quella pietra, conciati come siamo non potremmo certo sperare di cavarcela», aggiunse.

«Il mio compare ha ragione», riprese il primo, «messi come siamo non riusciremmo nemmeno ad uscire vivi da questa valle. Anzi, a proposito… cioè... non è che... magari, se giuriamo di non fare nulla contro di voi... né ora, né mai... di certo un chierico guaritore ce l'avete con voi... ehm... voglio dire... potremmo farci dare un'aggiustatina, magari? Eh?».

«Sì! Sì! Giuriamo su tutto ciò che volete!», rincarò l'altro. «Messi come siamo faremmo una brutta fine anche a vedercela con una marmotta: giuriamo su qualsiasi cosa! Sicuro come l'oro!».

giovedì 17 febbraio 2022

SETTIMANA 06 - 2022

HAZA - 05/09
La questione era stata gestita magistralmente dal gruppo, sebbene l'intervento di Kel-hatril fosse stato molto 'teatrale' e poco gradevole a vedersi.
Il nano si avvicino' alla drow, gli occhi puntati sull'ammasso di ossa e sangue che era il bandito precipitato al suolo "Era davvero l'unico modo di fermarlo che conoscesse una grande maga come te?"
Scosse la testa. Le ragioni per uccidere quell'individuo non mancavano, se fosse stata l'unica opzione lui stesso gli avrebbe dato battaglia, ma quello sfoggio di potenza aveva non solo privato il bandito di ogni chance, gli aveva anche inflitto il terrore di sapersi ormai morto per i lunghi momenti che era durato il volo.
"Ne hai di strada, prima di cambiare davvero."
Guardo' in basso, la rissa che si annunciava mortale era davanti ai loro occhi.
"Quella? Riusciresti a fermerla senza ammazzare nessuno?"
 Una piccola sfida, che probabilmente l'incantatrice non avrebbe accolto. Ma ad Haza importava solo che lei considerasse l'esistenza di soluzioni meno cruente per la soluzione dei problemi.

KREENA - FENRYR - 05/09
Kreena fissò la mano sinistra con aria perplessa.
Prima aveva fatto scappare la gemma, poi anche l'anello non aveva funzionato.
L'aprì. La chiuse. Agitò le dita. Strano, non sembrava malata e neanche posseduta.
"Ti tengo d'occhio" - le sussurrò, socchiudendo le palpebre con aria minacciosa.
Quindi guardò i coboldi in fuga, gli umani dietro e sospirò.
"Perso un rubino, se ne fa un altro" - sentenziò, stringendo le spalle.
Quindi si voltò verso i mezz'orchi.

[Mezzorchi]
«Ora noi liberi: lui fatto noi giurare di aiutare lui in sua vendetta. Lui compagno d'armi, noi accettato. Se noi sapere che era per potente maga, noi dire no. Ma noi non sapere. Lui non dice questo. Così, lui vivo, noi obbligati. Lui morto, obbligo finito. Voi combatte noi, noi difende. Voi lascia andare, noi va senza guardare indietro. Cosa fa voi?».


"Voi andare" - scandì, accompagnando le parole con ampi gesti del tutto incomprensibili - "Voi in debito. Voi ricordare mio nome. Kreena Ammazzadraghi. Se incontrare ancora, voi ricordare, voi aiutare"
Agitò la spada come fosse una bacchetta magica, ben attenta a che non le sfuggisse anch'essa dal pugno.
"Avere accordo?"

[DM]
Nel frattempo, poco più di un centinaio di metri verso valle, grazie alle loro gambe più lunghe i due guerrieri umani avevano raggiunto il drappello di coboldi ed era scoppiato un combattimento, verosimilmente a causa della pietra di Kreena che uno dei coboldi aveva preso: i due uomini stavano spalle a spalle ed erano circondati dai coboldi, difendendosi con una certa efficiacia grazie al loro superiore allungo, ma i coboldi avevano la forza del numero dalla loro parte e la situazione pareva ancora del tutto in bilico.




La situazione lì sopra era risolta. La drow aveva fatto quel che andava fatto. Gli orchi non volevano battaglia, nè erano interessati alle gemme.
Spostò l'attenzione di sotto, dove invece infuriava una mischia per il rubino lanciato dalla ladra. Il vincitore sarebbe stato ricco, ma forse non si sarebbe accontentato...
Senza una parola, l'elfo dei ghiacci iniziò a scendere il pendio, per dimezzare la distanza con gli avversari...

DUNGEON MASTER - 05/09
[Haza] "Era davvero l'unico modo di fermarlo che conoscesse una grande maga come te?"

«No, era l'unico modo che una grande maga come me ritenesse opportuno usare per uno che aveva apertamente dichiarato di volerla violentare, torturare ed infine uccidere», replicò secca Kel-hatril. «E comunque non credere di essere meglio di me, quando pesti la gente con quel tuo mazzafrusto. O credi forse di non procurare anche tu sofferenza e terrore, quando il tuo avversario vede quell'arnese che sta per piombargli sulla testa per l'ultima mazzata che lo spedirà nel regno dei morti?»

[Haza] "Ne hai di strada, prima di cambiare davvero."

«Siamo partiti dal palazzo di Tionisla appena qualche ora fa: credevi forse che mi fossi già miracolosamente trasformata in una dama di carità?», ribatté l'elfa scura con una certa irritazione nella voce. «E comunque, non aspettarti che provi anche solo un'ombra di rincrescimento per ciò che ho fatto a quel tipo là: ha usato la povera Scortum come
ostaggio per arrvare a me e, se solo si fosse accorto che con noi c'era anche Tabitha, senza il minimo dubbio avrebbe preteso di prendersi anche lei: bella com'è, figurarsi se avrebbe rinunciato. Credimi, mi spiace davvero tanto deluderti, ma lo rifarei senza la minima esitazione.»

[Haza] "Quella? Riusciresti a fermerla senza ammazzare nessuno?"

«Mi sai dare un qualche motivo per cui dovrei immischiarmi in quella che di fatto è una lite per prendersi una gemma che non appartiene a nessuno dei litiganti?», ribatté Kel-hatril. «Vacci tu a fare da paciere, se proprio ci tieni a fare il fenomeno... ovviamente però lasciando qui il tuo mazzafrusto, altrimenti sarebbe troppo facile, e poi potresti anche rischiare di ammazzare qualcuno, cosa che invece chiaramente non vuoi che accada... o mi sbaglio?»

SCARLETT - 05/09
Scarlett, ancora chinata davanti a Scortum, udì le parole di Haza e, per un attimo, spostò lo sguardo su di lui soppesandolo. Ascoltò anche la risposta piccata di Kelly e, oggettivamente, non se la sentiva di dar torto all'elfa scura.
"Quel tizio un'alternativa l'ha avuta, e anche il tempo per pensarci ed accettarla. Se prendeva le pietre e andava via, probabilmente sarebbe finita così, ha invece preferito continuare solo a pensare a vendicarsi, tenendo per altro anche in ostaggio Scortum che, sicuro, non gli aveva fatto proprio niente." disse piano la Rossa guardando i due compagni. "Sì, ha avuto una morte violenta, ma forse comunque meno crudele di quella che lui avrebbe riservato a lei se l'avesse avuta tra le mani. E non sempre ci sono alternative percorribili: magari Kelly aveva altri incantesimi utilizzabili, ma magari avrebbero coinvolto altri come i due mezzorchi che non se lo meritavano visto che vogliono andarsene pacificamente, oppure non avrebbe avuto garanzia di poterlo stendere su un colpo e, quindi, mettere in serio pericolo la vita di Scortum."
Scarlett accennò ad un breve sorriso in direzione del nano. "Capisco quel che volevi dire sulla violenza della morte, ma guarda le cose da una prospettiva più ampia, considerando tutto. Sta lavorando su ciò che era e ciò che vuole diventare, ma non può cambiare istantaneamente, e tutto sommato in questa situazione non si è mossa male."
A quel punto la maga tornò a dedicare la sua attenzione alla chierica davanti a lei. "Forza Scortum, vieni..." provò a smuoverla di nuovo accarezzandole piano una mano.

HAZA - 05/09
ll nano rispose a tono alle affermazioni della drow e dell'umana.
"Quando io uso il mio mazzafrusto o la balestra non ho alternative, per evitare di morire o di far morire altri a cui tengo, che uccidere prima di essere ucciso. E ho chiesto a te se avevi alternative, perche' a parti invertite fra me e te, qualsiasi minaccia fosse uscita da quella fogna di bocca, avendone avrei scelto l'alternativa. Dormire, paralizzare, accecare, legacci di tenebra..." quelle erano solo alcune delle cose che aveva visto fare ai suoi compagni, o aveva subito personalmente ad opera di arcanisti restando del tutto in loro merce'.
"Hai scelto questa opzione. Risultato raggiunto. Il come pero' non deve piacermi per forza".


Il nano guardo' Kel, sbagliava ma non dove immaginava.
"Non ho detto che devi farlo, ne' che devo farlo io. Ti ho solo chiesto se ne saresti capace.
Visto che dobbiamo essere alleati, un'idea di quel che sai fare vorrei farmela.
Almeno sapro' quando restare in disparte con l'ascia in mano a lasciar risolvere le cose a voi maghi, come in questa occasione, e quando invece devo menare le mani per tenervi al sicuro. Non posso certo aspettare ogni volta che siate voi a darci il via".
Poi indico' la rissa, anche a Scarlet.
"In teoria siamo alleati dei coboldi della valle, quindi dovremmo prendere le loro difese, ma tra noi ci sono anche molti umani, che tendono ad attribuire alla vita di quelli della loro razza un valore maggiore rispetto alle altre 'provenienze', inclusa la mia e la tua, Kel. Far concludere quella rissa con una 'patta' senza vittime sarebbe la cosa migliore per tutti, a mio modo di vedere. Purtroppo io non sono in grado di ottenere questo. Speravo che tu potessi... e magari volessi. Facendo diventare invisibile l'oggetto conteso, ad esempio. Probabilmente si picchierebbero lo stesso, ma forse no, sarebbe un tentativo. Vedo comunque che non puoi o non vuoi. Peggio per tutti."
Volto' le spalle alla rissa e si avvicino' a coloro che stavano soccorrendo Scortum per capire se avrebbero avuto modo di proseguire presto o dovevano pensare a un bivacco per assistere al meglio la chierica.

GHINO - BOGNUS - 05/09
Ghino aveva approfittato della spinta dell'armigero per mettersi fra lui e Scortum.
Kel-athril terminò la scena nel modo più veloce anche se cruento, seguita da Haza che protestò per i modi.
Ghino si accertò che la chierica stesse bene, aiutandola ad alzarsi per quel po' che poteva fare.
"Mi dispiace, quelli aspettavano noi e ci hai rimesso tu. Almeno siamo riusciti a fermarli prima che succedesse il peggio. Stai bene?" Le chiese un po' preoccupato.

 


Bognus osservò con attenzione tutta la scena senza intervenire. Attese il botta e risposta fra Haza e la drow in silenzio, poi si avvicinò al nano.
"Fratello Haza, ti do ragione, ma secondo me Kel-athril ha agito nel modo più veloce e sicuro, non mo sento di biasimarla. L'importante è che nessuno di noi si sia fatto male, quella feccia non importa. Ora calmati, ci aspetta ancora un lungo viaggio..."
Il vecchio nano gli strinse una spalla in un gesto cameratesco, fissandolo a lungo.

DUNGEON MASTER - 05/09
[Kreena] "Voi andare" - scandì, accompagnando le parole con ampi gesti del tutto incomprensibili - "Voi in debito. Voi ricordare mio nome. Kreena Ammazzadraghi. Se incontrare ancora, voi ricordare, voi aiutare" Agitò la spada come fosse una bacchetta magica, ben attenta a che non le sfuggisse anch'essa dal pugno. "Avere accordo?"

I due mezzorchi si scambiarono un rapido sguardo d'intesa, poi entrambi si inchinarono... un po' goffamente a causa della loro mole ma con un atteggiamento inequivocabilmente sincero.

«Sì, noi ha accordo», rispose quello dei due che aveva già parlato in precedenza. «Noi accetta debito. Noi rispetta Kreena Am... Uhm… Amass... Amassa-draghi... nome no facile, questo... Kriina A-massa-draghi, sì. Noi rispetta. Noi, se incontra ancora, aiuta, ma solo se onore di guerrieri salvo». Fece un cenno verso la massa sanguinolenta del loro ex capo. «Lui no onore. Lui ingannato noi. Noi non sapere, prima. Ora noi sa». Gettò uno sguardo verso la scaramuccia fra i due umani e i coboldi. «Magari noi ritrova onore se noi riprende e riporta tua pietra, sì? Noi aiuta maschio elfo con spadone, va bene?».

Senza attendere risposta, pieni di ritrovato entusiasmo i due mezzorchi partirono in un trotto pesante alla volta della piccola battaglia, con il chiaro intento di dare una mano a Fenryr.

[NdG] Fenryr è ovviamente in vantaggio sui due mezzorchi ed avrà tutto il tempo di attaccare i contendenti, ma se qualcuno vuole unirsi alla scaramuccia ha ancora tempo per farlo: due round di ritardo per chi va in corpo a corpo, un round per chi combatte a distanza. Nota bene: l'uso di fiamme ed equivalenti ptrebbe distruggere la pietra di Kreena…

DUNGEON MASTER - 05/09
[Haza] "Quando io uso il mio mazzafrusto o la balestra non ho alternative, per evitare di morire o di far morire altri a cui tengo, che uccidere prima di essere ucciso. E ho chiesto a te se avevi alternative, perche' a parti invertite fra me e te, qualsiasi minaccia fosse uscita da quella fogna di bocca, avendone avrei scelto l'alternativa. Dormire, paralizzare, accecare, legacci di tenebra..."

«Ma sei scemo o cosa?», ribatté Kel-hatril, stizzita. «Te l'ho già detto chiaramente: ho scelto quella soluzione, pur avendone altre, per ripagare quel bastardo per le sue espresse intenzioni. Ma certo, tu, da maschio, ragioni con i testicoli e, secondo te, una femmina non dovrebbe essere altro che grata a chiunque voglia fare di lei ciò che vuole, indipendentemente dal come. Renditi conto, razza di idiota, che se in passato io facevo certe cose, era perché io, e solo io, sceglievo di farle. Ora non voglio più prestarmi a quelle stesse cose: chi si fa venire anche solo una mezza idea in senso contrario muore. E muore male,
anche». Sbuffò, più che altro per cercare di far defluire la rabbia.
«Quindi, caro il mio moralista, no, l'alternativa di cui vai farneticando non c'era. Dormire? Paralizzare? Cazzate! Morte, crudele e, perché no, anche spettacolare: ecco la sola alternativa possibile. E, se non ti piace, va' a farti fottere».

[Haza] "Non ho detto che devi farlo, ne' che devo farlo io. Ti ho solo chiesto se ne saresti capace. Visto che dobbiamo essere alleati, un'idea di quel che sai fare vorrei farmela. Almeno sapro' quando restare in disparte con l'ascia in mano a lasciar risolvere le cose a voi maghi, come in questa occasione, e quando invece devo menare le mani per tenervi al sicuro. Non posso certo aspettare ogni volta che siate voi a darci il via".

«Me lo faresti un favore? Smettila di nasconderti dietro a un dito», ribatté Kel-hatril, in tono appena più controllato rispetto a prima, ma non di molto. «Dimmi, quand'è che hai iniziato a fare questa vita? Ieri? L'altro ieri? O non piuttosto decenni fa? Quindi non venire a dirmi che
non sai già cosa un mago sia in grado di fare e cosa no: che tu debba conoscere in dettaglio quel che so fare per decidere se e quando agire o stare in disparte è una menzogna bella e buona. Lo sai tu, lo so io, tu sai che io lo so, ma ci provi lo stesso pur sapendo bene che nessun mago degno di questo nome ti direbbe mai quali cose sa realmente fare e quali no. A proposito, quest'oggi hai già provveduto a chiedere a Scarlett, Argenta, Morgon, eccetera che incantesimi hanno preparato per la giornata? O è solo dei miei poteri che ti preoccupi?». Esitò un istante e poi aggiunse: «Comunque, voglio venirti incontro: sono potente, non quanto Tionisla, ma sono potente e, non meno di Tionisla, mi arrabbio facilmente. In più, al contrario di lei, io sono piccola e fisicamente debole e quindi, quando entro in azione, colpisco per uccidere, perché so che potrei non resistere ad un contrattacco. Fa' che questo ti basti, visto che ti ho già detto anche troppo».

Fece per allontanarsi, ma poi ci ripensò, ed aggiunse: «Una cosa ancora. Sappiamo bene entrambi qual è il vero motivo di questi tuoi pretestuosi discorsi: tu hai la ferma convinzione che io sia senza speranza di redenzione e quindi, di fatto, passi il tuo tempo ad esaminare ogni minima cosa che faccio con l'occhio più prevenuto che si possa immaginare. Ora, visto che a suo tempo avevate discusso sulla mia presenza fra di voi e tu non ti eri opposto, cerca almeno di essere coerente: smettila di ammorbarmi con le tue critiche a vanvera. Diventerò un angelo incarnato quando avrò ultimato un cammino lungo e difficile: fa' che non sia ancora più duro a causa tua».

DUNGEON MASTER - 05/09
[Scarlett] "Forza Scortum, vieni..." provò a smuoverla di nuovo accarezzandole piano una mano.

[Ghino] "Mi dispiace, quelli aspettavano noi e ci hai rimesso tu. Almeno siamo riusciti a fermarli prima che succedesse il peggio. Stai bene?"

La grassa chierica mugolò piano, giusto un lamento senza parole, poi pian piano iniziò a reagire alle attenzioni di chi si stava prendendo cura di lei. «Grazie... grazie...», ansimò. «Siete così cari... io… dei onnipotenti, che paura... si fa presto a dire "quando il mio dio lo
vorrà, mi chiamerà a sé, peserà i miei atti e mi giudicherà", ma quando ci si sente ad appena un passo da quel momento... santo cielo... non è così facile...». Un po' puntellandosi sul terreno ed un po' aggrappandosi ai due che la assistevano, con parecchia fatica infine
riuscì a rimettersi in posizione verticale e con passi lenti ed incerti andò a prendere una brocca piena d'acqua e ne bevve parecchie sorsate. «Va meglio, ora, vi ringrazio... ma cosa volevano quei tipi da voi?».

Intanto Kel-hatril, finito il suo scontro verbale con Haza, si era accostata ai tre, rimanendo leggermente in disparte con uno strano atteggiamento timido, un po' sorprendente in lei. Infine, quando vide che Scarlett era ormai libera dalle cure rivolte a Scortum, le si accostò a testa china, chiese sottovoce "Posso?" e le si strinse contro, passandole le braccia attorno alla vita e posando la testa sulla sua spalla. «Scusami, solo un attimo», disse piano in tono dimesso, «ma ho bisogno di sentire un cuore che batte, dopo aver dovuto subire gli attacchi di un giudice senza cuore».

DUNGEON MASTER - 05/09
NdG: master, non ricordo se Scortum è ferita! Se ha dei tagli Scarlett prende qualcosa per tamponarli in attesa di cure più serie ^__^'''

Mi stava sfuggendo questa domanda...

Scortum è sostanzialmente illesa: ha solo un piccolo taglio superficiale sulla gola, ricevuto probabilmente quando l'armigero aveva premuto un tantino di più per indurre il gruppo di avventurieri a convincersi che con lui c'era poco da scherzare. Nulla che un allievo guaritore alle prime armi non potrebbe curare all'istante, comunque.

HAZA - 05/09
Haza lascio' che le parole di Kel uscissero dalla sua bocca senza ribattere ulteriormente.
La drow lo stava accusando di avere preconcetti su di lui, mentre dimostrava il contrario, poiche' interpretava a senso unico le sue domande.
Lascio' che si allontanasse avendo avuto l'ultima parola, continuando a seguirla con lo sguardo anche quando cerco' l'abbraccio di Scarlet.

Bognus osservò con attenzione tutta la scena senza intervenire. Attese il botta e risposta fra Haza e la drow in silenzio, poi si avvicinò al nano.
"Fratello Haza, ti do ragione, ma secondo me Kel-athril ha agito nel modo più veloce e sicuro, non mo sento di biasimarla. L'importante è che nessuno di noi si sia fatto male, quella feccia non importa. Ora calmati, ci aspetta ancora un lungo viaggio..."
Il vecchio nano gli strinse una spalla in un gesto cameratesco, fissandolo a lungo.

Il nano non si scosto' al gesto di Bognus, apprezzandolo al pari delle sue parole.
"Sara' un lungo viaggio. E sara' bene che il mio sia ancor piu' silenzioso."
Sposto' gli occhi dalla drow al suolo davanti ai propri piedi, infine a quanto avveniva a distanza, con i due mezzorchi che correvano dietro Fenryr a ingrandire la rissa.
Allora si morse le labbra.
"Qua va per le lunghe, mi mettero' a sedere. Tu va pure."

SCARLETT - 05/09
Pian piano Scortum si riprese dallo stato di shock, ricominciò a parlare e, lentamente, Scarlett e Ghino riuscirono a farla risollevare per condurla a bere un po' d'acqua.
La Rossa rimase al suo fianco, sostenendola ed elargendole sorrisi gentili, mentre annuiva alle sue osservazioni.
Quando Scortum chiese cosa volessero quei tipi da loro, Scarlett fece un cenno ad indicare Kel-hatril. "Lei. Volevano che gliela consegnassimo come sorta di pagamento per il loro lavoro presso di lei. Ma in realtà era più che altro quel che voleva il tizio che ti teneva in ostaggio, a tutti gli altri sarebbe bastato effettivamente il compenso monetario, lui invece aveva in mente ben altro..." le labbra della maga si piegarono in una smorfia che lasciava bene intendere cosa pensasse dei tipi come quello. "L'importante è che la questione si è risolta senza che nessuno di noi si facesse male. Per quel che riguarda quello stronzo, gli abbiamo offerto un'alternativa" e Scarlett scambiò uno sguardo con Ghino sorridendogli e facendogli un cenno per dirgli che, per come la vedeva lei, lui e Kreena erano stati impeccabili. "ma ha preferito rimanere con i suoi propositi e bhe... direi che è stata una pessima idea."
La Rossa le sorrise di nuovo, cercò un pezzo di stoffa nella sua borsa, lo bagnò con un poco di acqua e lo mostrò a Scortum prima di ripulirle il sangue dal collo. "Hai solo un piccolo taglio superficiale...ecco, ora sei pulita... non mi pare nulla di grave, ma se ti serve uno specchio per controllare, dato che l'arte della guarigione non è il mio campo, ne ho uno da prestarti."
Scarlett si assicurò che la donna stesse bene e che il suo aiuto non fosse più necessario prima di rialzarsi, e solo in quel momento notò Kel-hatril a qualche passo di distanza. La osservò quasi studiandola, mentre l'elfa le si accostava a testa china, senza più alcuna traccia della rabbia che l'aveva animata mentre affrontava l'armigero e la discussione con Haza.
Un istante dopo Kel-hatril la abbracciò, chiedendole quasi al contempo se poteva e scusandosi per quel bisogno di avere un contatto con una persona amica.
Se Scarlett ne fu sorpresa quasi non si notò, perchè subito ricambiò l'abbraccio passandole un braccio attorno alle spalle e accarezzandole piano i capelli, con un lieve sorriso ad incurvarle le labbra. "Non ti preoccupare Kelly, non c'è nulla di cui scusarsi." le mormorò piano, "Sono tua amica, no? E le amiche fanno anche questo." la strinse un po' di più, quasi a volerla rincuorare. "Prima sarei voluta intervenire anche io, ma purtroppo non avevo nulla a disposizione che fosse risolutivo senza coinvolgere anche noi o Scortum, e vista come era messa la situazione, credo che tu abbia fatto la cosa migliore: hai tolto di mezzo quello stronzo senza torcere un capello ad altri, cosa che qualcuno che, ahimè, ci ha lasciato, non era in grado di fare. O, meglio, secondo me se ne fregava proprio degli effetti sugli altri di quel che faceva e diceva. Cosa evidentemente che tu invece hai pensato, altrimenti perchè non incenerire tutti e saluti?"
La voce di Scarlett era bassa, ma si riusciva a percepire ii suo tono gentile e al contempo deciso. "Io vedo una ragazza che ci sta davvero provando ad essere migliore e ci sta anche riuscendo. Se poi un giorno ti vedrò fare qualcosa di davvero sbagliato, sarò lì per dirtelo ed aiutarti a farti capire perchè non va bene, per quanto sicuramente io non possiedo la verità assoluta su bene e male... diciamo che faccio del mio meglio."
La scostò solo un poco, per poterla guardare e sorriderle. "Va un pochino meglio?" le chiese abbracciandola comunque di nuovo, "Se hai bisogno, sappi che non ti sto cacciando e posso restare così ancora."

DUNGEON MASTER - 05/09
[NdG] Qui abbandono la modalità narrazione e passo a quella descrittiva per lasciare modo ad Alex, se vuole e ha tempo, di ruolare lui l'accaduto. Idem per gli altri, ovviamente.

Fenryr avanza verso la scaramuccia fra i due umani ed i coboldi, si arresta quando mancano poco meno di cinquanta metri dal centro dello scontro, dove i due umani schiena contro schiena si stanno difendendo dall'accerchiamento dei coboldi (due dei quali sono già a terra,
verosimilmente morti), prende la mira su un grosso sasso che si trova proprio accanto ai piedi dei due umani e lascia partire il dardo di ghiaccio. (N.B.: la terra è troppo morbida per far deflagrare efficacemente il dardo di ghiaccio, ma per fortuna su tutto il pendio di sassi più o meno grandi ce ne sono a volontà)

Esito: tutti i partecipanti allo scontro sono entro il raggio d'azione del dardo di ghiaccio e quindi vengono investiti dai frammenti; tutti i coboldi muoiono, indipendentemente dall'esito dei loro TS, a causa dei loro scarsi PF totali; entrambi gli umani falliscono il TS e subiscono
ciascuno 20pf, quindi restano molto malconci ma ancora vivi.

Nota 1: nel caso Fenryr volesse riprendere la corsa per raggiungere i due superstiti, arriverà a portata durante il secondo round da adesso; nel prossimo round gli eventuali arcieri (ed equivalenti) saranno a portata di tiro (diciamo sui 50 metri); nel terzo round da adesso eventuali altri combattenti in corpo a corpo arriveranno a loro volta a portata; anche i mezzorchi arriveranno nel luogo dello scontro nel terzo round (anche se hanno le gambe lunghe la velocità non è la loro dote migliore).

Nota 2: agli occhi di tutti i presenti (umani o no che siano) tutti i coboldi sembrano uguali, per cui non c'è modo di individuare quale si trova in possesso della pietra appartenente a Kreena se non perquisendoli tutti fino a trovare quello giusto (il che ovviamente richiede del tempo).



giovedì 10 febbraio 2022

SETTIMANA 05 - 2022


INDEVAR - 05/09
Indevar vide Kel andare leggera e decisa verso il nemico che la stava bramando. Si guardo la scena come se fosse incantato, la Drow era veramente risoluta, non aveva mai pensato che quella manda di raccattati fosse una serio pericolo ne per Scortum, ne, tantomeno, per Kel.
Comunque si senti in dovere di meriterei in allerta.

DUNGEON MASTER - 05/09
Visto che l'ex dipendente di Kel-hatril pareva impegnato con la sua ex datrice di lavoro, Ghino ne approfittò per raggiungere Scortum, sia per difenderla da possibili attacchi che per provare a condurla via: cosa questa, tuttavia, praticamente impossibile da farsi perché la
monumentale donna era in preda allo shock e del tutto passiva ed era decisamente troppo pesante perché l'halfling potesse portarla via con le sue sole forze.

[armigero] «Facci ridere di te, puttana!».

Kel-hatril gli elargì un sorriso seducente in risposta e commentò: «Beh, se ti accontenti di così poco...». Detto questo si chinò per posare a terra il suo bastone; sentendosi così più al sicuro, l'uomo di fronte a lei emise un sospiro di sollievo e poi, umettandosi le labbra con la
punta della lingua, concentrò uno sguardo ingordo sui piccoli seni dell'elfa scura, certo che di lì a poco si sarebbero trovati in piena vista e, facendo appena un passo verso di lei, anche a portata di mano.

Rialzatasi, Kel-hatril iniziò ad ancheggiare lievemente mentre sul suo viso si dipingeva un'espressione vogliosa, poi prese a muovere le mani come per accarezzarsi il corpo prima di sfilarsi la tunica, ma ad un occhio attento non sarebbero sfuggiti i leggeri movimenti delle sue dita. Solo che il suo ex armigero non era nato per prestare attenzione a dettagli così sottili...

Improvvisamente i lievi gesti delle dita della maga si fecero più rapidi e decisi ed allo stesso tempo dalle sue labbra uscì una breve frase di comando in un linguaggio arcano: all'istante l'aria attorno all'uomo cambiò aspetto e consistenza, praticamente inghiottendolo dentro di sé.

Tempo un solo istante, un urlo di terrore risuonò in alto e chi volse la testa nella giusta direzione poté vedere richiudersi, ad un centinaio di metri di altezza dal suolo ed un poco spostata verso valle, una discontinuità dell'aria del tutto simile a quella che aveva catturato
l'armigero, mentre il malcapitato in caduta libera decideva di spendere i pochi secondi che gli restavano da vivere urlando prima un improperio all'indirizzo di Kel-hatril ed in rapida successione una rabbiosa bestemmia agli dei.

«Porta Dimensionale», commentò placida la maga dopo che l'inquietante suono di un corpo che si sfracellava sulle rocce sottostanti ebbe annunciato il ritorno a terra del malvivente. «Un simpatico incantesimo molto utile», aggiunse guardando in direzione di Scarlett. «Impara, ragazza mia, impara...», concluse con un piccolo sogghigno compiaciuto.

A quel punto i due mezzorchi si scambiarono un'occhiata e poi uno dei due disse in uno stentato comune: «Ora noi liberi: lui fatto noi giurare di aiutare lui in sua vendetta. Lui compagno d'armi, noi accettato. Se noi sapere che era per potente maga, noi dire no. Ma noi non sapere. Lui non dice questo. Così, lui vivo, noi obbligati. Lui morto, obbligo finito. Voi combatte noi, noi difende. Voi lascia andare, noi va senza guardare indietro. Cosa fa voi?».

Nel frattempo, poco più di un centinaio di metri verso valle, grazie alle loro gambe più lunghe i due guerrieri umani avevano raggiunto il drappello di coboldi ed era scoppiato un combattimento, verosimilmente a causa della pietra di Kreena che uno dei coboldi aveva preso: i due uomini stavano spalle a spalle ed erano circondati dai coboldi, difendendosi con una certa efficiacia grazie al loro superiore allungo, ma i coboldi avevano la forza del numero dalla loro parte e la situazione pareva ancora del tutto in bilico.

SCARLETT - 05/09
Kel-hatril si era fatta avanti per fronteggiare il tizio che, evidentemente, faticava a comprendere quanto l'offerta di Ghino e Kreena fosse più che buona. A quel punto l'uomo era concentrato sull'elfa scura, ma non i due mezzorchi che guardavano il gruppo.
Scarlett notò con la coda dell'occhio Ghino che si spostava per cercare di spostare Scortum, e si trovò a stirare le labbra in una linea dura, perchè si era resa conto che non aveva modo di spedire l'armigero nel mondo dei sogni senza farci finire anche Kelly. Aveva anche valutato di portare Issus e magari qualcun altro alle spalle dell'uomo grazie all'invisibilità, ma era in mezzo ai compagni e ne avrebbe coinvolti altri nell'incantesimo, rendendolo così evidente. Quindi niente da fare anche quello.
L'elfa scura però non era certo una novellina, e mentre simulava più che bene l'intenzione di accontentare le richieste dell'armigero, aveva iniziato a tessere il suo incantesimo, che concluse troppo rapidamente perchè quel bestione potesse rendersi conto di quello che stava accadendo.
Finì vomitato ad un centinaio di metri d'altezza per poi, ovviamente, ricadere al suolo senza possibilità di salvarsi.
Sulle labbra della Rossa si dipinse un leggero sorriso mentre ricambiava lo sguardo di Kel-hatril. "Direi che questo devo impararlo assolutamente... ha decisamente dei validi utilizzi alternativi." commentò strizzandole l'occhio. "Bella mossa ragazza."
A quel punto gli occhi della maga si posarono sui due mezzorchi mentre si spostava leggermente per raggiungere poi Scortum.
"Per quel che mi riguarda potete andare. Non voltatevi indietro e non andate a nord se non volete incrociare di nuovo la nostra strada." era sottinteso che farlo non avrebbe giovato alla loro salute, ma visto che al momento non volevano combattere se non per difendersi, per Scarlett potevano anche andarsene.
Muovendosi lentamente per non sembrare una minaccia e tenendo le mani in vista e ferme, la Rossa raggiunse Scortum, chinandosi poi davanti a lei. "Scortum, ehi, mi senti?" le disse piano scostandole le ciocche di capelli delicatamente, "è finita, forza... riesci ad alzarti? Vieni con me..." le diceva piano, cercando di essere rassicurante per tirarla fuori dal palese stato di shock in cui era caduta.

NdG: master, non ricordo se Scortum è ferita! Se ha dei tagli Scarlett prende qualcosa per tamponarli in attesa di cure più serie ^__^'''

martedì 1 febbraio 2022

SETTIMANA 04 - 2022

JEAN - 05/09
Jean sorrise in tralice. La situazione lo divertiva. Molto. E doveva ammettere a sé stesso che Kreena gli ricordava almeno vagamente - nei suoi modi di fare - una vecchia e cara conoscenza… Rilassò leggermente i muscoli. Dopo tutto, forse, non ci sarebbe stato da combattere:
“Amico - esordì rivolgendosi al coboldo - noialtri l’abbiamo già visto succedere. La ragazza potrebbe sembrare indifesa, ma sa il fatto suo: le sue pietre e gli altri averi che tiene nella borsa sono tutti incantati con quel sortilegio di merda. Ancora ricordo la scena, quando quel goblin decise di sfidare la sorte… Pum! Secco. Sul colpo. Senza neanche la possibilità di fare un’ultima scorreggia di commiato.” Scosse la testa, con espressione contrita.
“Sempre detestata la magia. Personalmente preferirei crepare passato a fil di spada, almeno uno sa che cosa troverà nel regno dei cieli. Con la stregoneria nera, invece…"
D’altra parte, Kreena aveva detto la verità. Se il coboldo avesse toccato la pietra senza dare nulla in cambio, sarebbe veramente morto.

DUNGEON MASTER - 05/09
Il coboldo incaricato di raccogliere la pietra parve ignorare completamente sia Kreena che Jean e si chinò per raccogliere il prezioso oggetto.

«Tarhaz! Aspetta!», sbottò uno dei suoi compagni, evidentemente uno dei pochi che capiva almeno qualcosa di linguaggio comune.

Troppo tardi: Tarhaz ormai aveva la pietra stretta in pugno.

«Filiamo!», esclamò allora un altro coboldo, forse l'unico altro che avesse capito qualcosa delle parole di Kreena e Jean. «Magari riusciamo ad arrivare abbastanza lontano prima che Tarhaz faccia *Pum!*, come ha detto quell'umano».

«Come sarebbe, *Pum!*», chiese Tarhaz, sospettoso.

«Niente, niente: te lo spiego dopo», rispose il primo coboldo sospingendo frettolosamente Tarhaz davanti a sé.

A questo punto tutti i coboldi, Tarhaz compreso, si lanciarono a rotta di collo in direzione del loro vecchio accampamento.


[NdG] Ovviamente il dialogo si è svolto in "coboldese", ma per semplicità l'ho riportato in lista per tutti, fermo restando che i PG che non capiscono il draconico e relativi derivati non hanno capito niente di ciò che i mostriciattoli hanno detto: sanno solo che per qualche motivo sono scattati tutti a correre verso valle.

DUNGEON MASTER - 05/09
Il gruppo di banditi rimase basito nell'assistere al nuovo sviluppo della situazione: tutti si voltarono esterrefatti a guardare il drappello di coboldi in fuga; l'umano che stava tenendo in ostaggio Scortum non pareva intenzionato a lasciarla andare, ma si era distratto e stava fissando a bocca aperta la fuga dei piccoli esseri; pur ancora tenendo la spada di traverso davanti alla gola della chierica, l'arma non era più a contatto con la pelle dell'ostaggio; gli altri due umani, ormai ingolositi dall'idea di arraffare la pietra, si erano a loro volta lanciati dietro ai coboldi; i due mezzorchi, invece, ben sapendo di non poter competere in velocità con gli altri, parevano combattuti sul da  farsi e così, tanto per non sbagliare, avevano assunto una posizione di guardia in attesa di un possibile attacco.

DUNGEON MASTER - 05/09
La piega presa dalla situazione pareva aver preso tutti alla sprovvista: i coboldi stavano cercando di filarsela con tutta la velocità consentita dalle loro corte gambette, i due umani che li stavano seguendo erano impegnati a recuperare terreno sui piccoli draconici, i due mezzorchi parevano intenti a squadrare tutti con aria minacciosa ma non sembravano avere le idee molto chiare sul da farsi, il brigante che stava minacciando Scortum non pareva essere più troppo convinto della genialità della sua iniziativa e continuava a spostare lo sguardo di qua e di là, come fosse in cerca di un'ispirazione. Per di più, nemmeno il gruppo di avventurieri pareva avere ancora scelto una linea d'azione ben definita.

Fu a quel punto che un'esile figura in grigio si fece avanti zigzagando fra i compagni, muovendosi a passi misurati ma privi di incertezza verso Scortum e l'uomo che la stava tenendo in ostaggio. «Era me che volevi?», chiese tranquillamente Kel-hatril avvicinandosi ai due e fermandosi a tre o quattro passi di distanza. Ancora fermo con un ginocchio a terra
dietro Scortum, il malfattore stirò le labbra in un sorriso cattivo: «Proprio te», confermò con una voce che tradiva il senso di trionfo che l'aveva subito assalito. «È ora che paghi tutto, dannata drow, per averci ingannati, per averci derubati e, come se non fosse bastato, per
averci anche piantati in asso».

«Non hai torto per tutto il resto», ammise Kel-hatril, «ma tengo a precisare di non aver derubato nessuno: la tua paga è là che ti aspetta, nella stanza dei forzieri, insieme a quella di tutti gli altri: tutta fino all'ultima monetina. Va' e serviti pure». Poi accennò con la mano verso Scortum ed aggiunse: «Ma ora puoi anche liberare quella poveretta: ora che io mi sono fatta avanti non ti occorre più, non credi?». L'uomo gettò un'occhiata sulla chierica e poi la spinse via con un gesto quasi sprezzante: la grassa donna ruzzolò goffamente un passo o due lontano da lui e si fermò distesa al suolo a sussultare penosamente.

Prima ancora di rialzarsi completamente in piedi l'uomo rivolse la punta della spada verso Kel-hatril, sogghignò e poi ordinò: «Su, comincia con lo spogliarti: mostrati nuda davanti a tutti. Tanto il pudore non sai nemmeno cosa sia, no? Umiliati davanti ai tuoi nuovi amici, mostra loro le tue minuscole, patetiche chiappette: facci ridere di te, puttana!».

[NdG] Ora Kel-hatril si trova fra il gruppo ed il suo ex armigero: l'uso di armi da lancio di qualunque tipo potrebbe andare a colpire lei anziché l'uomo o i due mezzorchi (tiro di probabilità, se del caso). Data la distanza fra lei e i cattivi, anche l'uso di incantesimi ad area
molto probabilmente la coinvolgerebbe.