giovedì 10 settembre 2026

SETTIMANA 35-36 - 2026

HAZA - 16/09
Haza si voltò verso gli incantatori del gruppo, che al risveglio avevano preso a sfogliare i loro libri. Sembravano aver smesso quella attività durante l'assenza di Ghino.
Il nano impugnò la balestra e verificò che avesse i due dardi incoccati.
«Allora si va. Siamo pronti a seguirti». 


SCARLETT - 16/09
Ghino si occupò di controllare i dintorni e, per fortuna, tornò con buone notizie, anche Bardell diede un'occhiata per aver conferma della strada e della loro posizione, e una volta appurato che nel giro di massimo un'ora sarebbero stati a Garada, si apprestarono tutti ad uscire.
"Ottimo, allora andiamo e speriamo che la tua maestra non abbia cambiato residenza." scherzò la Rossa con un ampio sorriso uscendo all'aria aperta.


DUNGEON MASTER - 16/09
[Scarlett] "Ottimo, allora andiamo e speriamo che la tua maestra non abbia cambiato residenza." scherzò la Rossa con un ampio sorriso uscendo all'aria aperta.

Il tragitto fino a Garada fu praticamente una scampagnata: tempo bello, temperatura abbastanza gradevole, una leggera brezza, contadini al lavoro nei campi, il lago sempre in vista con varie barche di pescatori al largo. Una scena decisamente bucolica.

Una volta giunti alla porta del borgo, una guardia riconobbe la loro guida e salutò: «Ehilà, Bardell, tanto che non ti fai vedere da queste parti, nevvero? Ti esibirai alla taverna stasera? Magari insieme alla tua maestra?».

Bardell rispose stringendosi nelle spalle: «Dipenderà da lei, suppongo. Abita sempre nella stessa casa, sì?».

«Sempre là», confermò la guardia, «e sempre da sola: nemmeno un ragazzo ad accompagnarla quando esce. Giusto una brava donna la aiuta di tanto in tanto nelle pulizie. Proprio non capisco come faccia a vivere così, senza vederci per nulla. Ma la sua voce... ah, la sua voce!... è stupenda come sempre. E come tocca le corde del suo liuto, poi... Per fortuna che ha quelle doti, perché se non fosse che ogni tanto arriva qualcuno da fuori apposta per ascoltarla cantare mi sa che dovrebbe vivere della pubblica carità. I gentiluomini che vengono in visita però pagano profumatamente, o almeno così si dice in paese, e questo le risolve il problema della pagnotta. Ma come faccia a stare da sola, senza nemmeno vederci da qui a lì, beh, questo proprio non lo capisco...», concluse l'uomo scrollando la testa con aria di disapprovazione.

«Beh, sai, non è che non ci veda proprio per nulla», precisò Bardell, «è piuttosto come se avesse un fitto velo davanti agli occhi, così riesce a vedere delle vaghe ombre almeno quando qualcosa si muove davanti a lei, soprattutto se in piena luce. Il suo problema è quando la luce è scarsa. Però rimedia con gli altri sensi, specialmente l'udito, che ha finissimo, il tatto e, credimi o no, l'olfatto: riesce a fiutare gli odori e perfino le correnti d'aria meglio di qualsiasi segugio e così più o meno se la cava». Così dicendo accennò ad avanzare aggiungendo: «Ed ora, se non ti dispiace, vorrei andare a salutarla, dopo così tanto tempo».

La guardia si fece da parte ed il gruppo poté inoltrarsi nel borgo, dirigendosi verso la residenza di Ulna, il bardo cieco. 


HAZA - 16/09
Dopo la trappola dei goblin, i combattimenti nella caverna, l'assurda notte passata nel labirinto del mago e l'abbandono di alcuni compagni, un tragitto finalmente senza problemi permise ad Haza di rilassare un po' la tensione. 
Data l'evidente assenza di pericoli imminenti, il nano si concesse di procedere senza le armi spianate. Il timore di qualche imprevisto che complicasse la missione continuava tuttavia a fare capolino di tanto in tanto nella sua testa. Solo la cordialità della guardia nei confronti di Bardell pose fine a quel pensiero.
Ma ne sopraggiunse un altro, perché superare quella soglia significava che presto qualcuno di loro avrebbe dovuto affrontare una prova in cui sarebbe stata scrutata la loro anima... e il nano non si sentiva per niente pronto.

Si ripetè la regola dettata dal bardo.
«Davanti alla maestra, nessun accenno alla sua condizione. Ma come ci rivolgiamo a lei? Dobbiamo chiamarla Maestra anche noi?». 
Haza era incerto se quello fosse un titolo riconosciuto ai grandi bardi, oppure se solo i suoi studenti e discepoli potevano chiamarla così.


SCARLETT - 16/09
La strada fino a Garada si rivelò assolutamente piacevole, cosa che contribuì a rendere Scarlett di ottimo umore. La Rossa procedeva a fianco di Issus, sorrideva e chiacchierava allegramente con tutti parlando del più e del meno; era un momento di tranquillità che avrebbe fatto bene a tutti loro. Anche Boo aveva fatto capolino dalla sua sacca, e dopo aver ottenuto il benestare della padrona, era schizzato a terra, correndo come un matto qualche metro davanti a loro. Inseguiva lucertoline e farfalle, per poi tornare indietro con aria tronfia neanche avesse sconfitto una preda pericolosissima. Le prime volte era corso da Scarlett, poi era andato a salutare anche gli altri, si era fermato leggermente indeciso quando era toccato a Kel-hatril, ma poi aveva deciso che se la sua padrona era tranquilla, poteva esserlo anche lui. Un'ultima corsa, ultimo infarto per un povero passerotto, e poi era tornato trotterellando dalla maga, per poi cambiare idea e andare a piazzarsi sulla spalla di Tabitha, tanto per cambiare un po' il panorama.
"Comportati bene, Boo, intesi? E non darle fastidio!" lo aveva redarguito bonariamente la Rossa con un ampio sorriso all'elfa.
"No, no, nessun fastidio Scarlett!" aveva prontamente assicurato Tabitha, contenta come una bambina che il furetto della maga volesse stare un po' con lei.
Quella giornata era partita bene per l'elfa, che sembrava incapace di smettere di sorridere mentre camminava a fianco di Morgon verso la loro destinazione. Sapeva bene che i pericoli non erano finiti anzi, forse ne avevano affrontati solo una minima parte, ma quando arrivavano quei momenti di pace era pronta a coglierli e goderseli fino alla fine. Era felice. Nonostante la missione, nonostante sapesse che la sua famiglia poteva ancora tornare a chiedere il conto, lei era felice come non si era mai concessa di esserlo.

Arrivati alle porte della città vennero fermati da una guardia che però riconobbe Bardell, e dopo qualche convenevolo, li lasciò passare. 
Scarlett passò salutando con un cenno e un sorriso l'uomo, ancora più intrigata all'idea di conoscere Ulna che, a quanto pareva, oltre ad essere un bardo incredibilmente bravo, aveva anche delle doti decisamente sopra la media per compensare la sua quasi totale cecità. Era sicuramente una donna interessante.


MORGON - 16/09
Il sorriso era il segno distintivo di tutti loro nel procedere lungo il sentiero che dal fienile scendeva più in basso. Morgon mascherava, dietro il sorriso di serenità e della piacevole sensazione di camminare con Tabitha per mano, la tristezza per i compagni lasciati indietro e la preoccupazione di incontrare la maestra di Bardell. Stava cercando di recuperare dalla memoria tutto quello che poteva essergli utile..

"Eudana"
"Kan-Thor"

Seguito dalla parole che gli erano rimaste impresse nella mente come mai prima d'ora era capitato.

Con cuore saldo l'eroe la soglia varcherà,
al lago con due isole alfine giungerà.
Nel borgo antico il bardo cieco siede,
sapiente guida per chi in lui ha fede.
Non sempre chi ha la vista sa vedere,
ma talvolta anche il cieco può vedere:
del Nord il libro il bardo leggerà
e dall'antiche pagine il dovere suo saprà:
con passo sicuro la guida diverrà
di chi al sacro monte accedere dovrà.
Di infinite gocce è la natura del mare,
di granelli di sabbia il deserto appare:
l'occhio inganna e la mente scherma,
il passo è sicuro se la fede è ferma.
Nel plenilunio ciò che esiste è rivelato,
il sacro monte altrimenti è occultato.
Il custode crudele non perdonerà
chi di passar oltre senza merito oserà.

Fece un respiro e passò oltre le guardie.


DUNGEON MASTER - 16/09
[Haza] «Davanti alla maestra, nessun accenno alla sua condizione. Ma come ci rivolgiamo a lei? Dobbiamo chiamarla Maestra anche noi?».

«No, non è necessario: Ulna andrà benissimo», rispose Bardell. «Non che questo vi vieti di chiamarla Maestra, naturalmente, ma scegliete voi. E comunque, non è una persona che ami le formalità».

Detto questo, Bardell si incamminò verso la casa di Ulna, che in effetti, stante le limitate dimensioni del borgo, raggiunsero in pochi minuti. Si trattava di un edificio ad un solo piano, tenuto bene ma senza fronzoli o decorazioni inutili, circondato da una bassa staccionata di legno e con un piccolo giardino che riempiva lo spazio fra la recinzione e la casa vera e propria: curiosamente, non si trattava tanto di un giardino fiorito quanto di una raccolta di piante ed erbe aromatiche, così da riempire l'aria di una piacevole fragranza anche in quel periodo di fine estate.

Varcato il cancelletto, il gruppo si radunò davanti alla porta e Bardell alzò il pugno per bussare ma, prima che potesse farlo, dall'interno della casa provenne un suono di arpa in accordi sgradevolmente discordanti: nel giro di pochi istanti tutti vennero colti da un senso
di inquietudine tale da portarli a desiderare di andarsene il prima possibile.

«Maestra! Sono io, Bardell!», esclamò il bardo con voce turbata. 

Il suono cessò. «Bardell? Che ci fai qui, dopo tanto tempo?», chiese una voce femminile dal timbro di contralto. «Sei finalmente riuscito a padroneggiare la Scala Empatica di Davies, spero! Era per questo che ti avevo cacciato via, a percorrere le strade del mondo, se non ricordo male».

Bardell fece una faccia imbarazzata. «No, Maestra», ammise. «Ora riesco ad eseguirne tutte le note correttamente, ma ancora non riesco ad ottenere l'effetto empatico».

«E allora cosa ci fai qui?», insistette Ulna.

«Sto conducendo da te un gruppo di persone che desidera incontrarti», spiegò Bardell. «Pare che abbiano una missione da compiere». 

«Pfui!», fu tutta la risposta dall'interno della casa.

«Permetti, amico Bardell», disse Filth facendosi largo fra i compagni fino ad arrivare alla porta. «Affinché il Canto non abbia mai fine», disse con la bocca molto vicina al legno della porta in modo di poter tenere la voce abbastanza bassa. 

Un istante dopo la porta si aprì bruscamente. «Entrate», disse la donna facendosi di lato.

Ulna, perché di lei ovviamente si trattava, era una donna alta e magra, di età fra i quaranta ed i cinquanta, dalla carnagione olivastra e con lunghi capelli sciolti sulle spalle, un tempo neri ed ormai brizzolati, pettinati semplicemente con una scriminatura centrale; vestiva in
maniera semplice, con una casacca marrone chiaro ed una lunga gonna di un tono un poco più scuro; in vita portava una striscia di velluto nero decorato con perline colorate ed al collo aveva una collana di grosse pietre tonde di un colore lattiginoso, ma non portava né anelli, né braccialetti. Due cose in particolare colpivano in lei: gli occhi, offuscati al punto che a malapena si riuscivano ad intuire le iridi, e le mani grandi, dalle palme larghe e dalle dita lunghe ed affusolate.

Il Bardo Cieco chiuse la porta dietro l'ultimo entrato, senza la minima incertezza come se avesse visto con precisione il suo passaggio, e poi fece un ampio gesto di invito: «Accomodatevi pure dove preferite, tranne che su quella sedia», disse indicando una sedia imbottita priva di braccioli e con davanti una panchetta per appoggiare il piede mentre
suonava.

Ad una prima occhiata la stanza appariva ampia, ordinata ed in penombra, con un angolo cucina da un lato, una specie di salottino dall'altra e sul fondo due porte, verosimilmente verso una o due stanze da letto. Su una grande scaffalatura si trovavano parecchi strumenti musicali, a corda, a fiato ed anche a percussione. Su un tavolo invece si trovavano
numerosi fogli di pergamena in pile ordinate ed il materiale per scrivere. Varie sedie si trovavano disposte di fronte a quella destinata ad Ulna, creando una specie di platea.

La donna si diresse verso la scaffalatura, posò con cura al suo posto l'arpa che aveva appena usato come strumento di difesa e ne scelse un'altra, poi andò a sedersi al suo posto ed iniziò a pizzicare delicatamente le corde, riempiendo la sala di un'armonia sottilmente
rilassante.

«Vi ascolto», disse finalmente. 


HAZA - 16/09
«Grazie». 
Il nano accolse l'invito a sistemarsi sulle sedie e si diresse verso la più lontana di quelle libere, per non intralciare con l'ingombro che lui e la sua armatura di ankheg rappresentavano. 
Una volta seduto, si tolse i guanti di chitina, poggiandoli a terra sotto la sedia.
 
«Vi ascolto», disse finalmente.

Haza restò in silenzio, guardando a turno Filth e Scarlett, certo che avrebbero preso la parola, com'era per sua fortuna nel ruolo del primo e nel carattere dell'altra.
 

Ed ora non mi resta che salutarvə e darvə appuntamento...

...al prossimo incontro!

giovedì 27 agosto 2026

SeTTiMaNe 32-33-34 - 2026

SCARLETT - 16/09
Alla fine optarono per dormire nella stanza del portale e, visto che l'uso dello stesso aveva fatto loro risparmiare tempo, era stato anche deciso di ritardare un o' la partenza il mattino successivo per permettere agli incantatori di riposare il necessario a memorizzare gli incantesimi. Così Scarlett si era coricata come al solito accanto ad Issus e aveva preso sonno quasi immediatamente.
Il mattino seguente la Rossa studiò come suo solito, e una volta terminato si alzò pronta ad affrontare la giornata.
"Bene, direi che possiamo andare." disse con un sorriso, "forse conviene che esca prima solo qualcuno di noi, giusto per capire se i dintorni sono a posto, e poi possiamo incamminarci per la dimora della tua maestra, Bardell."

NdG: se qualcuno vuole controllare rapidamente l'esterno prima di uscire, se no può farlo Tabitha!


GHINO - 16/09
Ghino si svegliò dopo una notte intera di riposo, che ultimamente era una merce davvero rara.
Il suo umore ne aveva giovato, tanto che mentre facevano colazione aveva fatto battute e chiacchierato come non capitava da tempo.
Al momento di ripartire, si mise davanti agli altri.
"Ragazzi, sapete che le prime esplorazioni toccano a me. Vado io a dare un'occhiata fuori, non vi preoccupate."


MORGON - 16/09
"Ghino..." fece una pausa.
"Confido molto nelle tue abilità di nascondimento, ma se vuoi posso farti diventare invisibile... per un'esplorazione più sicura... potresti rimanere invisibile anche durante il viaggio che abbiano davanti... saresti la nostra vedetta e arma segreta in caso di problemi... che ne pensi?"


NDG
Se a Ghino va bene Morgon lancia invisibilità.


GHINO - 16/09
"Grazie Morgon, ma credo sia meglio attendere ad usare i tuoi incantesimi. Immagino, e spero, che qui fuori non ci siano pericoli.
Ghino si preparò ed uscì in esplorazione, rientrando circa una mezz'ora dopo.
"Il mago è stato di parola: siamo vicini al lago con le due isole, una più grande e l'altra più piccola. C'è anche un villaggio, piccolo ma ben difeso, ha una palizzata attorno."
Mentre parlava, guardava Brom.
"Dove consigli di dirigerci ora? Non ho visto o percepito pericoli: secondo me possiamo uscire tutti senza problemi."


DUNGEON MASTER - 16/09
Il paladino rimase interdetto alle parole di Ghino: «Non saprei proprio», ammise, «io da queste parti non ci sono mai stato e, per di più, non ho nemmeno idea di chi sia e dove abiti il bardo cieco che, mi pare, è la persona che dobbiamo trovare». Esitò un istante e poi,
voltandosi verso Bardell, aggiunse: «Forse, però...».

«Sì, infatti», confermò Bardell, «sono io quello che conosce il bardo cieco. Ma aspettate un attimo, che voglio prima dare un'occhiata di persona a questi posti: dalla descrizione di Ghino ho più o meno idea di dove siamo, ma è meglio se controllo di persona». Così dicendo, il bardo uscì a sua volta, salvo poi rientrare dopo appena un paio di minuti. «Sì, è come pensavo», confermò, «Il borgo visto da Ghino è Garada e la mia maestra vive, o almeno viveva, proprio lì. Da qui sarà una mezz'ora, o al massimo un'ora di cammino. Non dovremmo avere sorprese: questi sono posti tranquilli, specie di giorno, e quindi dovrebbe essere praticamente una scampagnata. Possiamo partire quando volete: io sono
già pronto». 
 

Ed ora non mi resta che salutarvə e darvə appuntamento...

...al prossimo incontro!

sabato 8 agosto 2026

SeTTiMaNa 31 - 2026

DUNGEON MASTER - 16/09
[Haza] «Grazie al portale abbiamo guadagnato tempo, credo che consentire a voi incantatori qualche ora in più di sonno sia a vantaggio di tutti».

Grazie al luogo nascosto nulla e nessuno giunse a turbare il riposo del gruppo e quindi, dopo una sana dose di sonno, il tempo necessario dedicato dagli usufruitori di magia allo studio e quell dedicato da tutti ad una semplice prima colazione, verso la metà mattina tutti
furono pronti per riprendere il viaggio.

«Prima di tutto dovremo controllare dove ci troviamo», osservò Bardell, «così poi potrò condurvi dalla mia maestra. Mi raccomando, quando sarete da lei fate finta di non notare la sua cecità: lei ci tiene molto ad apparire normale o quasi, e d'altronde non so come faccia ma i suoi movimenti sono spesso piuttosto precisi, come se avesse un dono soprannaturale nel percepire la posizione degli oggetti e delle persone».

[NdG] Ovviamente, nel caso qualcuno dei fruitori di magia intendesse ritoccare la lista degli incantesimi, può farlo e poi passarmi la scheda aggiornata. 


HAZA - 16/09
Haza regolò le fibbie dell'armatura; durante il giorno dimenticava di indossare il carapace di un gigantesco insetto, ma ogni volta che la toglieva e la reindossava il pensiero tornava al nano che l'aveva costruita e si augurava che la vita gli portasse sempre buone giornate.
«Pronto al giro esplorativo. E nessun accenno a qualsiasi difetto vedr... ehm... di cui dovessimo accorgerci». 
Decise che, in presenza della maestra di Bardell, avrebbe fatto meglio a parlare solo se interrogato.
 



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giovedì 30 luglio 2026

SeTTiMaNa 30 - 2026

DUNGEON MASTER - 15/09
[Haza] «Voglio dire, se effettivamente ci stiamo, qua dentro, almeno ci risparmiamo l'odore di muffa mentre dormiamo».

«La cosa ha senso», convenne Kel-hatril. «L'unica cosa che ci resta da decidere è se dormire fino alla solita ora, il che però impedirebbe a Scarlett e a me di ricaricare le nostre energie magiche, o di dormire le nostre normali otto ore, più un'ora per rinfrescare gli incantesimi, ed essere poi in grado di fare uso delle nostre capacità se necessario. Nel primo caso, ovviamente, starebbe a voi proteggerci in caso di guai. Cosa preferite?».

[NdG] Lo spazio nella stanza è sufficiente per dormire tutti lì: magari non abbondante, ma sufficiente. Però non potrete accendere un fuoco, a meno che non vogliate rischiare di finire arrosto in un vecchio fienile in fiamme. 


MORGON - 15/09
Morgon aveva approfittato dei pochi istanti da solo con Tabitha per rimanere come sospeso in un lungo abbraccio. Inspirò a piene narici ed il profumo di lei pervase tutta la sua mente.
Si scostò un poco dalla drow, si chinò e le sue labbra si avvicinarono alla sua guancia. La sfiorò appena e poi...

... poi arrivano i loro compagni e li fecero partecipi della novità.

"Andati? Davvero?"

"Dai non scherzate!... Va bene non state scherzando..."

Morgon si fece un poco triste, ma in qualche modo aveva imparato, proprio da Kreena, a non farsi abbattere dalle novità, anche se spiacevoli. 

Seguì i compagni oltre il varco, senza mai lasciare la mano di Tabitha e facendole un cenno prima di procedere per capire se anche lei fosse pronta.

Arrivati dall'altra parte lasciò l'iniziativa a chi era più preparato di lui. 

"Io anche dovrei recuperare gli incantesimi... sarei per dormire... penso ci potrebbero essere utili..."


HAZA - 15/09
Haza si appoggiò con la schiena all'anta della porta, in modo che un eventuale accesso dall'esterno lo avrebbe svegliato.
«Grazie al portale abbiamo guadagnato tempo, credo che consentire a voi incantatori qualche ora in più di sonno sia a vantaggio di tutti». 








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giovedì 23 luglio 2026

SeTTiMaNa 29 - 2026

SCARLETT - 15/09
Una volta raccolti tutti i bagagli tornarono nella torre per passare il portale. Brom si offrì di andare per primo per precauzione, ma una volta andato, lo seguirono subito tutti uno dopo l'altro.
Una volta dall'altra parte, Scarlett si guardò attorno inclinando la testa: quello non sembrava un fienile abbandonato, ma probabilmente era una stanza creata per contenere il portale all'interno del famoso fienile.
"Forse oltre quella porta c'è il fienile, questa è probabilmente opera di Thargon o del suo amico che gli ha creato il portale. "Ghino, Issus, gentilmente, potete magari fare un controllo rapido così da capire dove sistemarci e che quella porta non si apra su uno spazio pericoloso?" domandò con un ampio sorriso verso il compagno.
Una volta verificato dove fossero avrebbero finalmente potuto riposare.


DUNGEON MASTER - 15/09
[Scarlett] "Ghino, Issus, gentilmente, potete magari fare un controllo rapido così da capire dove sistemarci e che quella porta non si apra su uno spazio pericoloso?" domandò con un ampio sorriso verso il compagno.

«Ogni tuo desiderio è un ordine!» rispose prontamente Issus esibendosi in un esagerato inchino. Poi, tornando serio e professionale, si accostò alla porta, saggiò cautamente il chiavistello e poi lo tirò lentamente: la sbarra di ferro scivolò docilmente e senza quasi rumore nelle sue guide ed a quel punto Issus socchiuse cautamente la porta e sbirciò fuori, poi, facendo cenno agli altri di non far rumore, si mise in ascolto. 

«Nulla, a quanto pare», annunciò riaccostando la porta, «tuttavia, per essere più sicuri... Kel-hatril, cosa ti dicono i tuoi occhi da elfo?».

«Da elfa, vorrai dire», precisò la maga con un ghignetto mentre gli si accostava. «Apri che do un'occhiata». Prima si limitò a sbirciare, poi aprì un poco di più l'uscio ed infine scivolò fuori, restando al di là della porta per qualche istante.

«Nulla», annunciò poi una volta tornata indietro, «o, se non altro, nulla di vivente: caso non lo sappiate, non è che noi elfi siamo gatti e quindi non "vediamo al buio"... magari fosse così... perché quello che noi sappiamo fare è cogliere le differenze di temperatura. Se di là ci
fosse un essere vivente, ne avrei visto la sagoma in un rosso più o meno vivo a seconda di quanto fosse caldo. Di là invece non ho visto praticamente nulla perché le differenze di temperatura fra le varie parti del fienile, sempre che sia un fienile, sono troppo limitate per
essere visibili. Quello che posso dire è che, primo, non pare esserci nessuno, secondo, deve essere una costruzione meno ben costruita di questa stanza perché ho sentito una corrente d'aria scorrermi sulla pelle, terzo, ho sentito odore di legno umido, forse anche marcio, e di
muffa». 


SCARLETT - 15/09
Issus e Kel-hatril controllarono la porta e lo spazio oltre, confermando il sospetto di Scarlett che il fienile abbandonato ci fosse realmente.
"Bhe, a questo punto se ci stiamo possiamo restare anche qui, se no andiamo di là e sistemiamoci come meglio possiamo per il nostro meritato riposo."


NdG: non so se questo spazio è sufficiente per tutti, ma se non lo è per me andiamo nel fienile e accampiamoci là.


HAZA - 15/09
«Meglio dentro che fuori» si lasciò sfuggire il nano, rovesciando un vecchio adagio attribuito ai pelleverde.
 «Voglio dire, se effettivamente ci stiamo, qua dentro, almeno ci risparmiamo l'odore di muffa mentre dormiamo». 

 






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giovedì 16 luglio 2026

SeTTiMaNa 28 - 2026

SCARLETT - 15/09
Scarlett rimase per un attimo...interdetta. Guardava Filth e Brom e poi la strada che dovevano aver preso gli altri, sbattendo gli occhi come se per quel breve attimo stesse facendo fatica a far collimare le cose.
"Alla faccia dei capricci..." le scappò a mezza voce mentre si riprendeva scrollando le spalle. "Giuro di non aver mai incontrato così tanti bambini dell'asilo in un così breve periodo." borbottò riferendosi palesemente anche al povero Vixiar.
"Bhe, la nostra missione è importante e mi pareva chiaro, ma se per loro non lo era abbastanza, allora meglio perderli, perchè io devo sapere su chi posso contare quando dovrò far pentire Raxxla di ogni singola azione che ha fatto." affermò la Rossa con il suo solito cipiglio deciso, "Non posso portarmi dietro gente che se si alza con il piede storto prende e se ne va, magari proprio nel momento peggiore. Le banderuole non sono un aiuto, io devo sapere chi ci copre le spalle per la nostra stessa sicurezza, e dato che tengo alla sicurezza di tutti voi, va benissimo così, facciano come credono."
Scarlett strinse la spalla a Kel-hatril con un bel sorriso a corredo. "Sono certa che Tabitha sa quanto le vuoi bene, e che non la abbandonerai."
Un altro sorriso in direzione dell'elfa, le lasciò la spalla, e tornò a guardare gli altri battendo le mani. "Bene, torniamo a noi. Abbiamo partecipato al gioco del mago -Thargon vuole solo compagnia, non è per nulla pazzo in senso cattivo, anzi -, e abbiamo guadagnato un portale che ci condurrà in un fienile abbandonato poco fuori Garada. Morgon e Tabitha stanno tenendo la porta che ci ha permesso di venire a chiamarvi, io direi di raccogliere tutte le nostre cose, passare il portale e riposare a destinazione in quel fienile."
E detto questo si diresse subito al giaciglio suo e di Issus per radunare tutto quanto. "Prendiamo ovviamente anche tutte le cose di Tabitha e Morgon."


GHINO - 15/09
Per lungo tempo, Ghino si era limitato a seguire il gruppo in silenzio in quella sequenza infinita di porte e stanze colorate.
Dopo i primi due o tre passaggi aveva perso ogni interesse al gioco del mago e si era pentito di essere entrato nella sua dimora, con una punta di ansia per il timore di aver perso un sacco di tempo.
Quando in un modo o nell'altro riuscirono a uscire, trovò di nuovo la voglia di partecipare: raccolse opale e pozione, segui gli altri all'esterno.
Il non trovare Kreena, Jean e Fenryr lo destabilizzò un po': ormai viaggiava da tantissimo con quella ragazza e ne avevano affrontate davvero di ogni colore. Anche se spesso non andavano d'accordo, si era abituato sia alle sue sfuriate che alle sue idee fuori dagli schemi.
"Avranno deciso cosi per il loro bene, non mi sento di giudicarli. Ognuno di noi è libero nelle proprie scelte, spero solo che stiano bene. Asterius, te li affido!" terminò guardando verso il cielo.
"Andiamo ragazzi, siamo stati anche troppo qui dentro. Forza, riprendiamo il cammino..."
Si incamminò con gli altri per andare a recuperare Morgon e Tabitha.


HAZA - 15/09
Il nano non fu sorpreso di non trovare Kreena.
«Quella ragazza è molto abile, sempre piena di iniziative, con un approccio che privilegia la furtività. Stare in gruppo era come mordere il freno. Sono certo che abbia scelto la via più adatta alle sue capacità per contribuire alla missione».

L'assenza degli altri tre invece l'aveva sorpreso molto. E temeva che avrebbero sentito particolarmente l'assenza di Indevar. Per quanto sempre silenzioso, era comunque un chierico, e di quelli non ce n'erano mai troppi, in un gruppo che si aspettava sanguinose battaglie. Per non parlare della loro utilità contro i non morti.

Si consolò pensando che fosse andato via anche Fenryr. 
Per quanto utilissimo al gruppo con la sua spada scaglia ghiaccio, per quanto lo riguardava le sue scelte erano state troppo spesso moralmente inapprovabili.

«Pronto ad andare, ma stanotte non abbiamo ancora riposato. Propongo di farlo dall'altra parte del portale che ci ha aperto il mago». 


DUNGEON MASTER - 15/09
[Haza] «Pronto ad andare, ma stanotte non abbiamo ancora riposato. Propongo di farlo dall'altra parte del portale che ci ha aperto il mago».

«Concordo», commentò Kel-hatril chiudendo la porta esterna dopo che anche l'ultimo del gruppo fu passato. «In effetti potrebbe anche essere un rischio, visto che non sappiamo di preciso cosa troveremo dall'altra parte, ma credo anch'io che sia inutile tergiversare: tanto prima o poi dovremo passare, a meno di non volercela scarpinare giù per tutta la montagna».

Detto questo, l'elfa scura accennò a fare un passo verso la macchia nera del portale. Un istante dopo, però, la mano di Brom, che appariva enorme chiusa attorno al braccio esile della maga, la fermò guadagnandosi così un'occhiata di fuoco da parte di Kel-hatril. «Perdonami la scortesia, mia signora», disse però il paladino senza scomporsi, «ma la tua vita vale assai di più della mia: sarà meglio che passi io per primo per assicurare un minimo di difesa contro eventuali brutte sorprese».

«Non sapevo che ci fosse in giro qualcuno la cui vita valesse meno della mia», replicò Kel-hatril a bassa voce. «Strano, credevo di essere io il membro più disprezzabile del gruppo».

«Almeno dal punto di vista della missione, mia signora, voi contate più di me», fu la replica di Brom nello stesso tono placido ma fermo di prima. «Se questo può compiacervi come spiegazione. Tuttavia, sia voi che io siamo qui per espiare delle colpe, oltre al fatto che la mia vocazione è pormi al servizio della missione e quindi anche di voi. Quindi, mia signora, voi valete assai più di me». Così dicendo si assestò lo scudo sul braccio e sguainò la spada, poi in tono cortese aggiunse: «Ed ora, con permesso...», e con un passo deciso si inoltrò nel portale.

Uno dopo l'altro, tutti i membri del gruppo a quel punto seguirono l'esempio del paladino e, pochi istanti dopo, si ritrovarono tutti dall'altra parte: a parte un po' di nausea passeggera, tutti apparivano ancora in piena forma.

«Questo non mi pare un fienile abbandonato», commentò Issus guardandosi intorno. In effetti il gruppo ora si trovava in una stanza quadrata abbastanza ampia, con il pavimento in terra battuta e le pareti ed il soffitto in robuste tavole di legno ben connesse le une con le altre, così da rendere impossibile vedere cosa c'era fuori, ed ovviamente anche viceversa.

Il portale dal quale erano usciti si trovava a metà di una parete e di fronte ad esso sulla parete opposta si trovava una robusta porta, senza serratura ma chiusa al momento con un paletto di ferro a mo' di chiavistello.

[NdG] Ho pensato di abbreviare un po' le cose e di lasciare da parte eventuali esitazioni da parte vostra davanti al portale di entrata...



Ed ora non mi resta che salutarvə e darvə appuntamento...

...al prossimo incontro!

giovedì 9 luglio 2026

SeTTiMaNe 23-24-25-26-27 - 2026

SCARLETT - 15/09
"Gatto del Cheshire?" ripetè Scarlett inclinando lievemente la testa mentre avanzava avvicinandosi al tavolino. "No, mai sentito effettivamente. Ed era pericoloso?" domandò incuriosita guardando per un attimo Kel-hatril, quindi posò la chiave nella ciotola sul tavolino spostando l'attenzione alla porta.


NdG: no, niente serratura nella porta...

NdG: immaginavo, ma mi volevo preparare ad ogni evenienza XD


HAZA - 15/09
Il nano sospirò di sollievo, sembrava che il giro nella torre fosse prossimo a finire, e non era stato necessario portar battaglia nemmeno in questa occasione.

Scarlett posò la chiave nella ciotola sul tavolino spostando l'attenzione alla porta.

Haza lasciò fare la maga, ma in precedenza avevano toccato una semisfera e ottenuto qualcosa nella ciotola, non posato qualcosa al suo interno.
In attesa che avvenisse qualcosa, diede un'occhiata al tavolino nel punto indicato dall'ormai svanito gigante dalla testa d'insetto.
Su quel tavolino poteva esserci una serratura, sul ripiano accanto alla ciotola, in cui infilare la chiave.


DUNGEON MASTER - 15/09
Una volta posata la chiave nella ciotola, tutto o quasi scomparve: rimasero solo una sala vuota, un tavolino con sopra una ciotola con dentro una chiave e la porta già vista in precedenza.

«Bene, miei cari e graditi ospiti» risuonò la voce di Thargon, «direi che ce l'avete fatta brillantemente! Non mi resta che ringraziarvi per la piacevole serata e mantenere la mia parte di impegno: se userete quella chiave per aprire la porta, troverete al di là un breve corridoio che finisce in una stanzetta con due porte: la prima, quella marrone, conduce all'esterno della torre e, volendo, potrebbe anche essere usata dai vostri compagni all'esterno per ricongiungersi con voi, mentre la seconda porta, quella nera, in realtà è un portale realizzato per me da un amico che ha un pallino per quelle cose... un po' come io ho un pallino per le illusioni. Passando per quel portale potrete giungere in un istante all'interno di un fienile abbandonato alle porte di Garada, che immagino sia la vostra meta dal momento che eravate arrivati qui salendo da La Soglia». Un istante di pausa e poi riprese: «Ah, già, a proposito di illusioni... dimenticavo: tutto quello che avete passato finora era solo una serie di illusioni e... beh, anche le cose che avete trovato, pozioni eccetera, erano solo illusioni». Ridacchiò. «Sono bravo in queste cose, che ne dite? A proposito, è anche per questo che vi sto parlando senza stare lì con voi: lo so che è maledettamente scortese, ma
sapete com'è: ho il sospetto che qualcuno di voi, in un attimo di scarsa sportività, potrebbe mettermi le mani addosso se fossi lì presente in carne ed ossa».

«Ebbene, credo che questo sia tutto: vi auguro ogni bene per il prosieguo del vostro viaggio, qualunque sia la vostra meta» continuò Thargon. «Anzi, no, solo una cosa ancora: non vorrei che pensaste che mi sia dimenticato di avervi promesso una ricompensa: nella stanzetta che vi dicevo ho fatto mettere un tavolino con su qualche ricordino per voi: stavolta non saranno illusioni, quindi fatene buon uso!». Una pausa ancora e poi: «Ah, già che ci siete... e se non chiedo troppo: magari, se vi va, non è che potreste dire in giro che Thargon il mago pazzo è magari un vecchio un tantino suonato ma che in fondo non è cattivo e nemmeno proprio pazzo-pazzo: un pelino strambo, diciamo, ma non pericoloso, dopotutto».

«Ed ora, amici miei, vi auguro buona fortuna e magari, quando ripassate di qui, fermatevi un attimo a salutarmi... e magari giocheremo di nuovo insieme!». 


SCARLETT - 15/09
Scarlett si trovò a sorridere: Thargon era stato di parola e in cambio di qualche ora del loro tempo, ne avrebbero risparmiate moltissime di più arrivando diretti a Garada. Era stato un scambio più che ottimo, soprattutto tenendo conto che a loro non era successo nulla di male e anzi, avevano a quanto pare pure guadagnato qualche ricompensa.
"Non credo che ti metteremmo le mani addosso, Thargon. Sei stato di parola, oltre che a noi non è accaduto nulla di male, quindi non vedo perchè dovremmo fare una cosa simile." la Rossa sorrise nuovamente, prendendo la chiave che li avrebbe portati nella stanza con le due uscite. "Anzi, ti ringrazio per la tua offerta di farci arrivare direttamente a Garada, ci risparmierai una bella scarpinata."
Diede uno sguardo ai compagni, per capire quando fossero tutti pronti ad andare. "Immagino che una volta di là non avremo più modo di parlare con te, quindi ti ringrazio nuovamente e ti saluto. Se avrò occasione, non mancherò di dire che semplicemente gradisci ogni tanto compagnia, Thargon il mago è un po' burlone, ma non certo pericoloso."
Quindi si spostò alla porta preparandosi ad aprire.

NdG: quando sono tutti pronti, Scarlett apre e andiamo nell'altra stanza!


HAZA - 15/09
Haza si limitò a una smorfia.
Non verificò che le ampolle di pozioni messe nello zaino fossero ancora là o meno. Non avrebbe comunque creduto ai suoi occhi... magari c'erano, e l'illusione era di averle perse.
Con Thargon a portata di magia non poteva fidarsi dei propri sensi.
Avrebbe controllato solo una volta lontani... sperando che almeno quella parte si realizzasse davvero e non fosse una nuova illusione.

«Prontissimo. Proseguiamo con le cose serie». 


DUNGEON MASTER - 15/09
Finito il colloquio con Thargon, il gruppo si rivolse verso la porta, magari con un atteggiamento un poco esitante: che ci potesse forse essere ancora ad attenderli una delle bislacche idee del mago, a mo' di commiato?

Fu Issus a rompere l'indugio: aprì la porta senza alcuna difficoltà, fece un rapido controllo sia dell'apertura stessa che del successivo breve corridoio, che poi imboccò con una certa cautela ma senza realmente aspettarsi sgradite sorprese.

In effetti di sorprese non ce ne furono ed in  breve il gruppetto si trovò in una piccola stanza nella quale c'era un tavolino con sopra una piccola borsa di pelle contenente sette opali del valore approssimativo di dieci monete d'oro ciascuna e sette boccette che avevano tutta l'aria di contenere delle pozioni cura ferite. «Magari queste le facciamo esaminare da Filth, quando ci incontriamo fuori di qui», osservò Issus. «Non che mi aspetti davvero dei brutti scherzi, ma giusto per sicurezza...».

«Sette siamo e sette cose per tipo ha lasciato qui il mago: di certo non possiamo rimproverargli la precisione», aggiunse Kel-hatril. «Però, visto che gli altri se ne sono stati fuori a dormire mentre noi facevamo divertire il mio esimio collega, non so voi, ma se non altro per una questione di principio io dico che queste cose ce le teniamo tutte per noi».

Poi la piccola maga rivolse l'attenzione alle due porte che si aprivano sulla parete opposta a quella di ingresso. «Una comune porta di legno ed una specie di buco nero, bello squadrato e rettangolare come una qualsiasi porta, d'accordo, ma mi pare chiaro che debba trattarsi del portale che il buon Thargon ci aveva promesso». Un sorriso storto e poi aggiunse: «Se non altro per Filth, che è un brav'uomo anche se puzza come una fogna, direi che prima di infilarci nel portale faremmo bene a vedere se davvero quella porta di legno ci conduce dai nostri cari compagni dormiglioni. Voi che ne dite?». 


HAZA - 15/09
[Dungeon Master]
«Sette siamo e sette cose per tipo ha lasciato qui il mago: di certo non possiamo rimproverargli la precisione», aggiunse Kel-hatril. «Però, visto che gli altri se ne sono stati fuori a dormire mentre noi facevamo divertire il mio esimio collega, non so voi, ma se non altro per una questione di principio io dico che queste cose ce le teniamo tutte per noi».

[Haza]
Il nano scosse la testa, in disaccordo.
«Una a testa rende più sicuro il gruppo, ognuno avrebbe di che curarsi se sta rischiando la vita anche se rimane temporaneamente isolato dagli altri. Non lo dico per altruismo, piuttosto per pragmaticità. Più di noi restano vivi e in grado di aiutare gli altri, meno rischia ciascuno di noi». 
 
[Dungeon Master]
Poi la piccola maga rivolse l'attenzione alle due porte che si aprivano sulla parete opposta a quella di ingresso. «Una comune porta di legno ed una specie di buco nero, bello squadrato e rettangolare come una qualsiasi porta, d'accordo, ma mi pare chiaro che debba trattarsi del portale che il buon Thargon ci aveva promesso». Un sorriso storto e poi aggiunse: «Se non altro per Filth, che è un brav'uomo anche se puzza come una fogna, direi che prima di infilarci nel portale faremmo bene a vedere se davvero quella porta di legno ci conduce dai nostri cari compagni dormiglioni. Voi che ne dite?».

Questa volta Haza era d'accordo.
«Come ho detto, più siamo e più siamo forti. Lasciamo decidere a loro se continuare con noi o meno, dopo questa notte. Abbiamo fatto scelte diverse, è vero. Ma la missione del gruppo è rimasta la stessa».  


MORGON 15/09
Morgon strinse forte la mano di Tabitha e si fermò a rimirare le due porte. 

"Concordo sul recuperare gli altri e usare insieme il passaggio per arrivare a destinazione in breve tempo... coraggio andiamo e speriamo non sia successo loro nulla..."

"Tu che ne pensi?"

Disse rivolto all'elfa scusa.


DUNGEON MASTER - 15/09
«Dicendo tutte per noi, intendevo una per ciascuno a me, te, Scarlett, Tabitha, Issus, Morgon e Ghino, che guarda caso siamo in sette» spiegò Kel-hatril prendendo una fiala ed un opale, «e niente a quelli rimasti fuori. D'altronde, non avendone altre trovo difficile poterne dare anche a chi non si è sorbita la serie di giochetti del caro Thargon. Giusto, no?». Detto questo si diresse senza esitazione verso la porta, aggiungendo: «Dai, andiamo a riprendere quei lavativi là fuori e torniamo al portale». Poi, ripensandoci: «Anzi, no, magari potremmo fare
così: uno o due di noi potrebbero restare qui per assicurarci che questa porta non ci si richiuda dietro tagliandoci fuori dal portale. Sorellina, che ne diresti di stare qui con Morgon? Non dovreste fare altro che stare qui all'interno, tenendovi per mano e guardandovi fisso
negli occhi mentre tenete un piede sulla soglia. Magari per ammazzare il tempo potreste anche darvi un bacino o due...».

C'era forse un filo di gelosia nella voce della maga..? 


SCARLETT - TABITHA - 15/09
Scarlett osservò la porta che dovevano imboccare, esitando quel poco di tempo che spinse Issus a farsi avanti, facendo prima un rapido controllo della porta stessa e poi affrontando cautamente il successivo corridoio. La Rossa gli sorrise quando furono dall'altra parte, stringendogli brevemente il braccio. "Grazie."
Thargon era stato di parola - non che lo avesse mai dubitato - e fece trovare loro un sacchetto con 7 opali e 7 pozioni che avevano l'aria di essere di cura ma che, giustamente, Issus aveva proposto di far poi analizzare per scrupolo da Filth.
"Fargliele controllare costa poco, almeno saremo certi del loro contenuto."
Poi rivolse la sua attenzione a Kel-hatril e Haza. "Concordo sul fatto che dividere questi oggetti aumenterebbe le probabilità di sopravvivenza di tutti. Direi quindi di chiamare gli altri, sperando siano ancora dove li abbiamo lasciati, e poi di imboccare il portale tutti assieme."
A quel punto Scarlett prese la sua parte, quindi si diresse alla porta che doveva essere quella che conduceva all'esterno, aprendola. 

Tabitha, che era stata per tutto il tempo accanto a Morgon, aveva ripreso a sorridere, contenta che quel diversivo avesse fatto guadagnare loro un passaggio per la loro destinazione. Alla fine non era stato nulla di che, quindi dovevano solo che essere grati a Thargon.
Quando Scarlett si diresse alla porta aprendola, l'elfa sorrise al bardo prima di raggiungere la maga.
"Aspetta Scarlett, fammi dare un occhio fuori: ci vedo meglio di te al buio...giusto per scrupolo."
Tabitha si sporse con cautela, osservando l'ambiente circostante e tendendo l'orecchio a possibili pericoli fuori vista, e solo quando fu certa che non ce ne fossero, annuì facendo un cenno ai compagni. "Mi sembra tutto tranquillo."
La Rossa le si affiancò. "Grazie Tabitha." quindi cercò la direzione in cui doveva trovarsi il loro accampamento. "Se qualcuno vuole restare qui, chiamiamo gli altri, e in quelli che andiamo ci occupiamo di raccogliere le cose di tutti."
Attese chi voleva andare, quindi si avviò in quella direzione.
"Rieccoci." annunciò quando raggiunse i compagni. "Alla fine era un giro della sua torre, ci ha dato anche una ricompensa e, come ha promesso, ci ha aperto un portale per un fienile alle porte di Garada. Raccogliamo le nostre cose e andiamo, potremo penso riposare là."


HAZA - 15/09
Haza raccolse l'opale e la pozione.

Per un attimo si chiese se anche il tempo trascorso nella torre fosse stato apparente... potevano essere mesi ed essere sembrate poche ore, oppure viceversa essere in realtà pochi minuti.
Con i maghi e le illusioni non si poteva essere certi nemmeno di quello.

Di unì a Scarlett nell'uscire a incontrare gli altri, curioso di constatare eventuali cambiamenti... e prima di tutto di verificare se fossero ancora là.


MORGON - 15/09
Morgon ascoltò le parole di Kel-hatril.
Quando stava per voltarsi verso Tabitha per capire come aveva preso quelle parole della sorella, la vide arrivare alla porta e guardare fuori.
Osservò Scarlett sgattaiolare fuori.
Vide Haza seguire la maga.
Si guardò intorno.
Non riuscì a trovare Ghino.
Incrociò lo sguardo di Issus.
Guardò Kel-Hatril e poi Tabitha.
Sorrise imbarazzato alla drow.
Guardò Issus.
Non riusciva a cancellarsi quel sorriso ebete dalla faccia.
Guardò nuovamente Kel-Hatril.
Tornò serio... ed attese il ritorno di chi era uscito.


TABITHA - SCARLETT - 15/09
Tabitha si voltò verso la sorella quando si sentì chiamare, e annuì quando le chiese di restare lì ad assicurarsi che la porta non si richiudesse. "Sì, certo che pos-" ma la voce le morì in gola man mano che Kel-hatril proseguiva il discorso. 
Arrossì come al solito, abbassando lo sguardo quando percepì quella sottile sfumatura nel tono della sorella..possibile che fosse gelosa? 
L'elfa alzò lo sguardo cercando quello di Scarlett che era ancora al suo fianco. Era imbarazzata e tesa - perchè era innegabile che Kelly avesse toccato un tasto dolente: avrebbe voluto baciare Morgon? Sì, credeva proprio di sì. Ma farlo...farlo era tutto un altro paio di maniche. Non che Scarlett potesse fare un qualche miracolo in merito, ma la Rossa aveva l'indubbia qualità di capire e riuscire ad incoraggiare chiunque. E lei aveva un gran bisogno di quel coraggio.
Probabilmente era anche l'intento di Kelly quello di spronarla, solo che aveva un modo tutto suo sua sorella...e non sempre le riusciva con tutti i crismi.
Proprio come si aspettava, trovò il sorriso di Scarlett ad accoglierla. "Segui quello che ti dice il cuore Tabitha..." le sussurrò dandole una breve stretta al braccio. "Andrà tutto bene." aggiunse muovendo un passo fuori con una piccola strizzatina d'occhio, quindi si voltò facendo un cenno agli altri. "Issus, vieni a darmi una mano? Haza, Kelly, Ghino, andiamo a raccogliere anche lo cose di Morgon e Tabitha che, gentilmente, eviteranno che la nostra serata alternativa possa finire sprecata."

Tabitha si scansò per lasciare uscire tutti, poi si appoggiò allo stipite per fare quello che le era stato chiesto. Prese un respiro profondo e solo quando sentì che il cuore aveva rallentato i battiti, si voltò verso Morgon sorridendogli. Aveva ancora le guance arrossate per quello che aveva detto Kelly, ma non abbassò lo sguardo. Non fu facile, ma non voleva farlo.
Osservò il bardo per qualche istante e poi tese la mano verso di lui, per invitarlo a raggiungerla. Gliela strinse, accarezzandola piano, e quando Morgon fu davanti a lei alzò lo sguardo per guardarlo in viso. Tabitha sorrideva, era felice, e realizzò per l'ennesima volta che era suo agio con lui, con lui non sentiva quella morsa di terrore che le serrava lo stomaco e che per lei era stata a lungo la normalità. 
"Mia sorella a volte ha la sensibilità di un mattone." commentò a mezza voce, realizzando che non sapeva bene cosa dire, o fare, e stava solo provando a seppellire l'imbarazzo.
Doveva smetterla di pensare. Pensare non serviva a nulla, non in quel frangente. Doveva solo fare quello che si sentiva, non doveva spiegazioni o giustificazioni a nessuno. Lasciò andare un sospiro e, staccandosi con un colpo di reni dallo stipite, gettò le braccia al collo di Morgon, stringendosi a lui e seppellendo il viso nel suo collo.


DUNGEON MASTER - 15/09
Lasciati Tabitha e Morgon a custodire la porta, gli altri fecero il giro della torre fino all'accampamento e una volta giunti sul posto rimasero alquanto sconcertati.

Parecchi secondi passarono in silenzio, mentre le varie persone presenti si guardavano l'un l'altro come a fare la conta di chi c'era. 

«Ma che, sono andati tutti a pisciare contemporaneamente?», sbottò infine Issus.

«Temo proprio di no, amico Issus», fu la placida risposta di Filth. «Siamo proprio rimasti solo Argenta, Bardell, Brom ed io. Gli altri se ne sono semplicemente andati: hanno lasciato la compagnia».

«Ma come cavolo può essere successo, così, tutt'a un tratto?», insistette Issus. «Lasciare la compagnia, così, di notte, senza una parola di spiegazione? Non ha alcun senso».

«Un senso in qualche modo ce l'ha», intervenne Brom con la sua voce profonda, che al momento suonava carica di disapprovazione. «Hai presente che tipo è Kreena, vero?».

«Oh... Kreena! Comincio a capire», disse Issus. «Ha tirato fuori uno dei suoi capricci e...».

«...ha tanto detto e tanto fatto che ha convinto gli altri che questa missione non aveva alcun senso, che non avremmo mai avuto successo, che lei aveva tantissimissime... così, letteralmente... cose più importanti da fare e che se le volevamo bene non potevamo lasciarla da sola a fare tutte quelle cose importantissimissime... ancora letteralmente... e bla
bla bla...», completò Brom. Poi fece girare lo sguardo sui presenti e aggiunse: «Per caso qualcuno di voi si stupisce della faccenda?».

«Ma soprattutto, qualcuno di voi vuole correrle dietro?», aggiunse Filth. «Non è da tanto che se ne sono andati via: potreste ancora raggiungerli».

«Quindi, in pratica, hanno mollato la compagnia Kreena, Fenryr, Jean e Indevar, giusto?», riassunse Kel-hatril.  «Beh, per quanto mi riguarda possono anche andare nel ghiaccio infernale a testa in giù: io ho una missione da compiere e un giuramento da onorare e o sarà Raxxla a morire, oppure sarò io. E poi», aggiunse guardandosi intorno, «già che non è qui a sentirmi... beh, ho una sorella che amo più di ogni altra cosa e... insomma... cioè...». Finì per impappinarsi, abbassò lo sguardo sulle punte dei piedi e tacque.
 

Ed ora non mi resta che salutarvə e darvə appuntamento...

...al prossimo incontro!