giovedì 8 ottobre 2026

SeTTiMaNe 39 - 40 - 2026

DUNGEON MASTER - 16/09
[Haza] «Se arriviamo in anticipo, cosa potrebbe convincerla che siamo degni di fiducia e meritiamo il rischio di un incontro? Per farci aprire da lei, Maestra, è servita qualche parolina di Filth; ci sarà qualcosa che abbia la stessa importanza per quella persona?».

«Difficile dirlo», rispose Ulna. «Le "paroline" dette da Filth sono un primo segnale di riconoscimento che anche la persona là dentro conosce, anche perché altrimenti non avrebbe mai potuto entrare. Tuttavia, anche se quando le usiamo cerchiamo di non farci sentire da orecchie non autorizzate, non è possibile escludere che "altri" possano conoscerle e tentare di sfruttarle. Di conseguenza dubito che quella persona rinuncerebbe alla protezione di quel luogo solo in virtù di quelle paroline. Beh, a parte il fatto che difficilmente potrebbe perfino sentirle, con noi all'esterno di quel posto e lei chissà dove... perché voi sapete com'è fatto quel posto, vero? Se siete a conoscenza della poesia, immagino che abbiate anche visto il resto che la accompagna… VERO?!?». Quest'ultima parola fu seguita da un accordo tanto stridente che l'arpa apparve a tutti per un istante come un'arma inquietante ed assai pericolosa.

(NdG: eseguo per tutti un TS contro Terrore: Brom, Ghino, Issus, Morgon e Tabitha falliscono, balzano in piedi e si precipitano verso la porta)

«Fermatevi!», esclamò Ulna vedendo l'effetto del suono che aveva tratto dalla sua arpa e tornando subito al precedente arpeggio rilassante. «Volevo solo farvi capire che la scampagnata è finita: non si scherza con il luogo dove volete andare e si scherza ancora meno con il suo custode. Quindi ripeto: dove avevate trovato la poesia c'era anche dell'altro?». 


SCARLETT - 16/09
Scarlett ascoltò con attenzione Ulna, limitandosi ad annuire in segno di approvazione quando Haza chiese se c'era possibilità e modo di far uscire Eudana dal suo luogo sicuro per non dover attendere il prossimo plenilunio. 
La Rossa prese a tamburellare leggermente sulle braccia, segno che stava riflettendo come suo solito: anche se avessero trovato modo di convincere Eudana ad uscire, non era affatto sicura che fosse una buona idea, perchè si era rifugiata là per un motivo ben preciso, non certo per capriccio.
Lo stridio dell'arpa di Ulna le fece aggrottare la fronte e stringere le labbra in un moto di fastidio impossibile da nascondere, le dita si arpionarono alle braccia scoperte, piantando con forza le unghie mentre reprimeva l'istinto di allontanarsi a tutta velocità come avevano fatto altri del gruppo. Scarlett si voltò istintivamente verso Issus, sorridendogli leggermente come a dirgli che capiva la sua reazione e al tempo stesso rassicurarlo, poi tornò a prestare la sua attenzione a Ulna.
"Il disegno di un monte, di preciso è un'isola costituita da un monte che non si vede se non sotto il plenilunio. Sappiamo che il bardo leggerà il libro e sarà la nostra guida per accedere al luogo sacro, che dobbiamo avere fede - e credo si intenda in quello che stiamo facendo, nella nostra missione e che la guida sa quel che fa -, e che l'isola è protetta da un custode, che di base fa passare chi è degno, ferma chi non ha il permesso, ma non è un pericolo salvo si decida di disobbedire, cosa che non faremo." la Rossa cercò di riassumere le loro informazioni, quindi fece una pausa riflettendo ancora per pochi istanti prima di proseguire. "Ormai il plenilunio è passato, quindi a questo punto io opterei per raggiungere il posto o quantomeno le sue vicinanze appena possibile, questo perchè non sappiamo se troveremo intoppi lungo il percorso e non possiamo assolutamente permetterci di perdere un altro plenilunio. Poi: possiamo provare a far uscire la persona prima del tempo? Se ci viene qualche idea il tentativo si può anche fare, ma quella persona è là nascosta per un motivo, se esce rischia di subire un attacco da Raxxla o dai suoi scagnozzi, e non credo di voler rischiare la vita dell'unica persona che può dirci come trovare quello che ci serve per eliminarlo. Se potessimo far prima tanto di guadagnato, ma se per accelerare i tempi perdiamo l'unica che può aiutarci, consideriamo che forse il gioco non vale la candela."
Scarlett accavallò le gambe gettando una rapida occhiata all'esterno. "Una volta nella zona, potremmo anche tener d'occhio il posto, e se arrivasse qualcuno come quella stronza della Confraternita potremmo anche valutare di approntare trappole o qualcosa per liberarcene. Diciamo che se devo star là accampata per giorni, non la vivrei come una felice scampagnata, ma userei il tempo oltre che per valutare un contatto con la persona di nostro interesse, anche per scoprire se qualcuno ci segue o ci sono altri che stan tentando di trovare chi sappiamo. E valutare il da farsi."


MORGON - 16/09
Era sbalordito dalle capacità di Ulna. Stava iniziando a prendere consapevolezza di cosa voleva dire essere un bardo. O forse stava solo scalfendo la superficie della cosa. 
Non stava seguendo molto della discussione, era completamente assorto dalla musica, era concentrato dai movimenti delle dita di Ulna. Era rapito dalla grazia di quelle dita e da quello che producevano con quello strumento. 

La nota stridula lo colse completamente alla sprovvista facendolo sobbalzare sulla sedia di paura. Il suo sguardo si rivolse a Tabitha per assicurarsi che stesse bene. La voce di Ulna di raggiunse sulla porta e la musica calma fece il resto.

Morgon si sedette e si riprese, poi prese la parola e raccontò a Ulna dove aveva trovato il libro ed i risultati dell'analisi magica di Tionisla. Non nominò mai la parola Kan-Thor.

"Conosco il nome di quel luogo, ma non lo pronuncerò ora. Potrebbe essere utile?"


DUNGEON MASTER - 16/09
[Morgon] "Conosco il nome di quel luogo, ma non lo pronuncerò ora. Potrebbe essere utile?"

«Non più che tanto», replicò Ulna. «Dimmi piuttosto che aspetto ha quel luogo: se ne sai il nome, dovresti sapere anche quello. In ogni caso», riprese rivolgendosi verso Scarlett, «sono d'accordo con te: meglio andare sul posto, senza troppo dare nell'occhio, e una volti giunti là vedere il da farsi». Una breve pausa e poi aggiunse: «Suggerirei di passare qui la notte e domani partire appena pronti».

Ulna si soffermò a riflettere per qualche istante e poi rivolgendosi a Filth chiese: «E tu, vecchia puzzola, non è che potresti provare a rivolgerti a quel tuo strano dio senza nome e vedere se sarebbe disposto a darci una mano per entrare in contatto con la persona che abita nel posto dove intendiamo andare?». Si concesse un ghignetto ironico prima di aggiungere: «È il dio più bislacco che si sia mai visto, ma in fondo non possiamo escludere che possa accettare di immischiarsi nelle faccende di quaggiù: a volte lo fa, e ne sia la prova che tu, che eri il peggior contadino mai vissuto, oltre che un ladro, un ubriacone ed anche un assassino, sia finito per diventare il suo chierico preferito».

«Dannata pettegola», bofonchiò Filth agitandosi a disagio sulla sua sedia. «Perché non ti limiti ad usare la tua voce per cantare, invece che spiattellare le faccende altrui?». Sempre più a disagio infine si arrese: «E comunque sì, è vero, una volta uccisi un uomo, ma fu in una rissa ed eravamo tutti sbronzi, compreso il morto». Chinò il capo. «Però devo ammetterlo: ho un omicidio sulla coscienza». 


DUNGEON MASTER - 16/09
[Haza] «Com'è che finiva esattamente quella predizione? Era qualcosa tipo che il terribile custode non farà passare chi ci prova senza meritarselo. Se uccidere da sbronzi ti fa perdere il 'merito', potrebbe non poterci seguire là dentro».

Filth accennò a rispondere alla stoccata di Haza, ma fu prevenuto da Ulna. «Aspetta, vecchio mio, risponderò io al nano, visto che in quel luogo ho avuto varie volte occasione di entrare», intervenne. «Non essere così pronto ad esprimere giudizi, nano, poiché nessuno può dirsi esente da colpe: d'altronde, c'è chi meriterebbe la morte, eppure vive, e chi meriterebbe la vita, eppure muore troppo presto. Tu stesso, dimmi, hai mai ucciso? E i tuoi compagni? E sai tu già a priori se il fatto stesso di uccidere possa o no discriminare chi può o non può entrare? Magari tu pensi "ma io nell'uccidere ero nel giusto", ma chi sei tu per definire il giusto e lo sbagliato? Solo gli dei possono farlo. Non tu. Nemmeno io, sebbene la mia quasi cecità mi dia una sorta di seconda visione. Oltre a quella di Filth, io qui percepisco l'aura di due altre persone che, dopo aver toccato il fondo dell'abisso, si stanno adoperando per risalire: sento il loro impegno, la loro fede nel successo, intuisco il cammino che hanno già percorso. Secondo me, non è affatto scontato che il costude neghi loro l'accesso. E sai perché? Perché credo che ciò che conta per il custode non sia il passato, ma l'intenzione profonda, sincera verso il futuro».

«In effetti non so se la bilancia sulla quale il mio dio sta pesando le mie azioni sia ancora dalla parte del Male o se abbia raggiunto almeno l'equilibrio, ma ho fede nel suo giudizio: sono certo che non sarà indulgente, ma sarà equo», aggiunse Filth a bassa voce. «E comunque non importa che io in particolare possa entrare oppure no ma che almeno uno di voi possa farlo, così da poter conferire con la persona che si trova là». 


HAZA - 16/09
Il nano squadrò Ulna mentre ascoltava il suo intervento, ma ascoltò anche Filth prima di rispondere.
«Mi spiace se è sembrato un giudizio, temo di non essere bravo a parlare quanto voi, Maestra. La mia era solo una ipotesi, e ho espresso le mie preoccupazioni». 
Toccò l'arma che aveva la fianco.
«Ho ucciso, è vero; pesano tutte le vite che ho preso. E qualcuna pesa anche perché non l'ho ancora presa, poiché ci sono responsabilità che vorrei conoscere e portare a incontrare le mie armi. Ma sono certo di non aver mai detto di meritare l'accesso a quel luogo, per il semplice motivo che di questo dubito io stesso, proprio perché la giustizia, e la vendetta, non sono chiaramente distinti nella mia anima. E' vero, forse è sembrato che includessi anche me quando ho detto 'accompagnarci', ma non intendevo me specificamente. Intedevo che, forse, non potrà accompagnare chi del gruppo sarà trovato degno. Chiedo scusa di nuovo per essermi espresso in questa maniera».


SCARLETT - 16/09
Scarlett annuì in risposta a Ulna. "Perfetto, allora per questa giornata riposeremo qui, e domattina partiremo per dirigerci alla nostra meta." un sorriso di soddisfazione le piegò le labbra, quindi spostò la sua attenzione sul discorso che stava avvenendo riguardo il guardiano e Filth. 
Quando Ulna disse che altre due persone tra loro erano state nell'abisso ma si stavano impegnando per risalire, istintivamente la Rossa si voltò cercando prima Issus - a cui regalò uno dei suoi sorrisi più luminosi -, e poi Kel-hatril a cui dispensò un bel sorriso corredato da un cenno di approvazione e uno sguardo che diceva "Stai percorrendo bene la tua strada, arriveremo in fondo insieme."
"Tutti noi abbiamo ucciso, in un modo o nell'altro, non credo appunto che sarà questo il metro di giudizio del guardiano, quanto quello che ci muove, le nostre motivazioni e intenzioni." la maga sospirò alzando leggermente le spalle. "Ma in ogni caso, come ha detto Filth, l'importante è che almeno uno di noi ottenga il permesso. Se qualcuno di noi resterà fuori però dovrà stare ancora più attento, quindi approfitteremo del tempo che ci separerà dal momento di andare anche per predisporre la zona in modo sicuro per chi potenzialmente non andrà."
 

Ed ora non mi resta che salutarvə e darvə appuntamento...

...al prossimo incontro!

giovedì 24 settembre 2026

SeTTiMaNa - 37 - 38 - 2026

SCARLETT - 16/09
Scarlett doveva ammettere che non si sarebbe mai aspettata di essere accolta da quel suono così stridente fuori dalla porta di un bardo famoso come Ulna, però doveva ammettere che poteva essere un buon modo per allontanare possibili scocciatori, che con ogni probabilità era stato proprio l'intento della maestra di Bardell, tant'è che non appena aveva capito chi ci fosse fuori - prima l'allievo e poi qualcuno che conosceva il motto dei Cantori -, il suono fastidioso aveva lasciato il posto all'invito ad entrare.
Scarlett passò la porta a passo deciso e con un ampio sorriso rivolto alla padrona di casa, quindi prese posto su una sedia tra quelle più vicine a quella di Ulna, facendo cenno a Filth di prendere posto al suo fianco in quanto capo della loro missione, nonchè motivo per cui Ulna li aveva fatti entrare senza battere ciglio.
Il bardo recuperò un'arpa diversa da quella che aveva usato poco prima e si accomodò a sua volta iniziando a suonare una melodia rilassante.
"É un piacere incontrarla, Ulna. Io sono Scarlett." si presentò la Rossa sorridendo nuovamente. "Ci dispiace essere piombati qui così all'improvviso e senza alcun preavviso, ma siamo in viaggio per una missione molto importante e, a dire il vero, non abbiamo molto tempo a disposizione. Mi permetterò quindi di fare un rapido riassunto, giusto per spiegarle la situazione." fece una piccola pausa accavallando le gambe, del tutto a suo agio. "Non molto tempo fa siamo stati contattati dal Conte Bryosk che ci ha chiesto di occuparci di un grande male che alberga a nella fortezza di Mayraberd, e che se lasciato agire indisturbato diventerà un problema per tutto il Karameikos. Filth si è unito a noi come capo della nostra missione, e con lui abbiamo affrontato il viaggio fino da Tionisla per avere aiuto da lei, in quanto siamo in possesso di un libro che può condurci da qualcuno che è nascosto su un monte invisibile, e questi è in grado di darci informazioni su Raxxla, il nemico che dovremo affrontare. Una volta giunti da Tionisla lei ci ha aiutato e abbiamo ricevuto una poesia, che conteneva le indicazioni per giungere a questa persona, e queste iniziavano con:  
Con cuore saldo l'eroe la soglia varcherà,
al lago con due isole alfine giungerà.
Nel borgo antico il bardo cieco siede,
sapiente guida per chi in lui ha fede.
Ed eccoci qui."
Scarlett scrollò piano le spalle. "Questa ovviamente è la premessa in breve, la poesia continuava e sono certa che poi Morgon avrà piacere di recitarla per voi. Il sunto comunque è che il passaggio per il sacro monte sarà visibile con il plenilunio, e prima raggiungeremo Eudana, prima potremo andare a Mayraberd, ma per farlo ci serve il vostro aiuto."
La maga lasciò un attimo sedimentare le informazioni che aveva cercato di riassumere al meglio possibile senza perdere tempo, poi però le venne in mente un'altra cosa di fondamentale importanza. "Ah, una cosa: noi non siamo gli unici a voler andare a Mayraberd. A La Soglia abbiamo incontrato gente parte della Confraternita che sembrano disposti a tutto pur di accaparrarsi il titolo di quelli che han salvato il Karameikos." il tono di Scarlett la diceva lunga su cosa pensasse di quei tizi. "Sinceramente credo che non gliene freghi niente del Karameikos e di tutti i suoi abitanti, ma tant'è. Non sono comunque gli unici che magari potrebbero arrivare qui, soprattutto se in qualche modo ci han seguito, almeno per un pezzo, dato che poi abbiamo scambiato un po' di compagnia con un passaggio celere per questo posto. In ogni caso, volevo solo avvertirla di questa possibilità, credo che lei si perfettamente in grado di difendersi, ma avvisare mi sembrava il minimo nonchè doveroso."


DUNGEON MASTER - 16/09
Ulna sorrise e poi rispose: «All'improvviso? Beh, sì, siete arrivati all'improvviso. In effetti, quasi non ci speravo più. Ma senza preavviso? No, non direi proprio». Fece una breve pausa. «In poche parole, stavo aspettando che qualcuno prima o poi arrivasse. Anzi,
meglio prima che poi vista l'urgenza della missione. Della situazione a Mayraberd ero già al corrente, ma speravo che, chiunque fosse arrivato, non sarebbe giunto alla mia porta proprio il giorno dopo il plenilunio: il problema è che per arrivare là dove si trova la persona che hai
nominato... meglio evitare di fare nomi, non si sa mai... ci vuole una decina di giorni di viaggio, come minimo. Io conosco la strada, ovviamente, e vi ci posso condurre anche se è già da parecchio tempo che nessuno ne aveva avuto bisogno. L'ultima persona, guarda caso, fu proprio quella che ancora adesso si trova là e che voi dovreste andare a consultare».

«C'è un problema, però», aggiunse poi, «ed è che anche se io posso farvi raggiungere il posto giusto, fino al prossimo plenilunio non potreste vederlo, né vederne l'accesso più di quanto possa farlo io», e così dicendo fece un rapido cenno in direzione dei suoi occhi, «con la differenza che io alla mancanza di vista ci sono abituata e voi no, il che vuol dire che, una volta arrivati lì, sareste ancora come al punto di partenza. Insomma, mi par di vedere un problema». Si soffermò un attimo prima di riprendere: «A parte aspettare il prossimo plenilunio, l'unica altra via potrebbe essere andare comunque là il prima possibile e, una volta arrivati, comunicare con la persona che cercate e provare a convincerla ad uscire per incontrarvi. Tuttavia, se si è rifugiata proprio là, non è detto che quella persona osi uscirne, anche se solo di pochi passi: potrebbe temere che la sua presenza a quel punto potrebbe
venire rivelata e subire un attacco in qualsiasi momento». Sospirò. «Tuttavia, non vedo che altra soluzione ci possa essere». 


HAZA - 16/09
«Se si arriva in anticipo si è arrivati anche sia in orario che in ritardo. Se si arriva in ritardo non si può arrivare né puntuali né in anticipo».  
Haza citò la tiritera che il nonno gli recitava ogni volta che dovevano incontrarsi per andare a pesca.
«Se arriviamo in anticipo, cosa potrebbe convincerla che siamo degni di fiducia e meritiamo il rischio di un incontro? Per farci aprire da lei, Maestra, è servita qualche parolina di Filth; ci sarà qualcosa che abbia la stessa importanza per quella persona?». 


 
Ed ora non mi resta che salutarvə e darvə appuntamento...

...al prossimo incontro!

giovedì 10 settembre 2026

SeTTiMaNa 35-36 - 2026

HAZA - 16/09
Haza si voltò verso gli incantatori del gruppo, che al risveglio avevano preso a sfogliare i loro libri. Sembravano aver smesso quella attività durante l'assenza di Ghino.
Il nano impugnò la balestra e verificò che avesse i due dardi incoccati.
«Allora si va. Siamo pronti a seguirti». 


SCARLETT - 16/09
Ghino si occupò di controllare i dintorni e, per fortuna, tornò con buone notizie, anche Bardell diede un'occhiata per aver conferma della strada e della loro posizione, e una volta appurato che nel giro di massimo un'ora sarebbero stati a Garada, si apprestarono tutti ad uscire.
"Ottimo, allora andiamo e speriamo che la tua maestra non abbia cambiato residenza." scherzò la Rossa con un ampio sorriso uscendo all'aria aperta.


DUNGEON MASTER - 16/09
[Scarlett] "Ottimo, allora andiamo e speriamo che la tua maestra non abbia cambiato residenza." scherzò la Rossa con un ampio sorriso uscendo all'aria aperta.

Il tragitto fino a Garada fu praticamente una scampagnata: tempo bello, temperatura abbastanza gradevole, una leggera brezza, contadini al lavoro nei campi, il lago sempre in vista con varie barche di pescatori al largo. Una scena decisamente bucolica.

Una volta giunti alla porta del borgo, una guardia riconobbe la loro guida e salutò: «Ehilà, Bardell, tanto che non ti fai vedere da queste parti, nevvero? Ti esibirai alla taverna stasera? Magari insieme alla tua maestra?».

Bardell rispose stringendosi nelle spalle: «Dipenderà da lei, suppongo. Abita sempre nella stessa casa, sì?».

«Sempre là», confermò la guardia, «e sempre da sola: nemmeno un ragazzo ad accompagnarla quando esce. Giusto una brava donna la aiuta di tanto in tanto nelle pulizie. Proprio non capisco come faccia a vivere così, senza vederci per nulla. Ma la sua voce... ah, la sua voce!... è stupenda come sempre. E come tocca le corde del suo liuto, poi... Per fortuna che ha quelle doti, perché se non fosse che ogni tanto arriva qualcuno da fuori apposta per ascoltarla cantare mi sa che dovrebbe vivere della pubblica carità. I gentiluomini che vengono in visita però pagano profumatamente, o almeno così si dice in paese, e questo le risolve il problema della pagnotta. Ma come faccia a stare da sola, senza nemmeno vederci da qui a lì, beh, questo proprio non lo capisco...», concluse l'uomo scrollando la testa con aria di disapprovazione.

«Beh, sai, non è che non ci veda proprio per nulla», precisò Bardell, «è piuttosto come se avesse un fitto velo davanti agli occhi, così riesce a vedere delle vaghe ombre almeno quando qualcosa si muove davanti a lei, soprattutto se in piena luce. Il suo problema è quando la luce è scarsa. Però rimedia con gli altri sensi, specialmente l'udito, che ha finissimo, il tatto e, credimi o no, l'olfatto: riesce a fiutare gli odori e perfino le correnti d'aria meglio di qualsiasi segugio e così più o meno se la cava». Così dicendo accennò ad avanzare aggiungendo: «Ed ora, se non ti dispiace, vorrei andare a salutarla, dopo così tanto tempo».

La guardia si fece da parte ed il gruppo poté inoltrarsi nel borgo, dirigendosi verso la residenza di Ulna, il bardo cieco. 


HAZA - 16/09
Dopo la trappola dei goblin, i combattimenti nella caverna, l'assurda notte passata nel labirinto del mago e l'abbandono di alcuni compagni, un tragitto finalmente senza problemi permise ad Haza di rilassare un po' la tensione. 
Data l'evidente assenza di pericoli imminenti, il nano si concesse di procedere senza le armi spianate. Il timore di qualche imprevisto che complicasse la missione continuava tuttavia a fare capolino di tanto in tanto nella sua testa. Solo la cordialità della guardia nei confronti di Bardell pose fine a quel pensiero.
Ma ne sopraggiunse un altro, perché superare quella soglia significava che presto qualcuno di loro avrebbe dovuto affrontare una prova in cui sarebbe stata scrutata la loro anima... e il nano non si sentiva per niente pronto.

Si ripetè la regola dettata dal bardo.
«Davanti alla maestra, nessun accenno alla sua condizione. Ma come ci rivolgiamo a lei? Dobbiamo chiamarla Maestra anche noi?». 
Haza era incerto se quello fosse un titolo riconosciuto ai grandi bardi, oppure se solo i suoi studenti e discepoli potevano chiamarla così.


SCARLETT - 16/09
La strada fino a Garada si rivelò assolutamente piacevole, cosa che contribuì a rendere Scarlett di ottimo umore. La Rossa procedeva a fianco di Issus, sorrideva e chiacchierava allegramente con tutti parlando del più e del meno; era un momento di tranquillità che avrebbe fatto bene a tutti loro. Anche Boo aveva fatto capolino dalla sua sacca, e dopo aver ottenuto il benestare della padrona, era schizzato a terra, correndo come un matto qualche metro davanti a loro. Inseguiva lucertoline e farfalle, per poi tornare indietro con aria tronfia neanche avesse sconfitto una preda pericolosissima. Le prime volte era corso da Scarlett, poi era andato a salutare anche gli altri, si era fermato leggermente indeciso quando era toccato a Kel-hatril, ma poi aveva deciso che se la sua padrona era tranquilla, poteva esserlo anche lui. Un'ultima corsa, ultimo infarto per un povero passerotto, e poi era tornato trotterellando dalla maga, per poi cambiare idea e andare a piazzarsi sulla spalla di Tabitha, tanto per cambiare un po' il panorama.
"Comportati bene, Boo, intesi? E non darle fastidio!" lo aveva redarguito bonariamente la Rossa con un ampio sorriso all'elfa.
"No, no, nessun fastidio Scarlett!" aveva prontamente assicurato Tabitha, contenta come una bambina che il furetto della maga volesse stare un po' con lei.
Quella giornata era partita bene per l'elfa, che sembrava incapace di smettere di sorridere mentre camminava a fianco di Morgon verso la loro destinazione. Sapeva bene che i pericoli non erano finiti anzi, forse ne avevano affrontati solo una minima parte, ma quando arrivavano quei momenti di pace era pronta a coglierli e goderseli fino alla fine. Era felice. Nonostante la missione, nonostante sapesse che la sua famiglia poteva ancora tornare a chiedere il conto, lei era felice come non si era mai concessa di esserlo.

Arrivati alle porte della città vennero fermati da una guardia che però riconobbe Bardell, e dopo qualche convenevolo, li lasciò passare. 
Scarlett passò salutando con un cenno e un sorriso l'uomo, ancora più intrigata all'idea di conoscere Ulna che, a quanto pareva, oltre ad essere un bardo incredibilmente bravo, aveva anche delle doti decisamente sopra la media per compensare la sua quasi totale cecità. Era sicuramente una donna interessante.


MORGON - 16/09
Il sorriso era il segno distintivo di tutti loro nel procedere lungo il sentiero che dal fienile scendeva più in basso. Morgon mascherava, dietro il sorriso di serenità e della piacevole sensazione di camminare con Tabitha per mano, la tristezza per i compagni lasciati indietro e la preoccupazione di incontrare la maestra di Bardell. Stava cercando di recuperare dalla memoria tutto quello che poteva essergli utile..

"Eudana"
"Kan-Thor"

Seguito dalla parole che gli erano rimaste impresse nella mente come mai prima d'ora era capitato.

Con cuore saldo l'eroe la soglia varcherà,
al lago con due isole alfine giungerà.
Nel borgo antico il bardo cieco siede,
sapiente guida per chi in lui ha fede.
Non sempre chi ha la vista sa vedere,
ma talvolta anche il cieco può vedere:
del Nord il libro il bardo leggerà
e dall'antiche pagine il dovere suo saprà:
con passo sicuro la guida diverrà
di chi al sacro monte accedere dovrà.
Di infinite gocce è la natura del mare,
di granelli di sabbia il deserto appare:
l'occhio inganna e la mente scherma,
il passo è sicuro se la fede è ferma.
Nel plenilunio ciò che esiste è rivelato,
il sacro monte altrimenti è occultato.
Il custode crudele non perdonerà
chi di passar oltre senza merito oserà.

Fece un respiro e passò oltre le guardie.


DUNGEON MASTER - 16/09
[Haza] «Davanti alla maestra, nessun accenno alla sua condizione. Ma come ci rivolgiamo a lei? Dobbiamo chiamarla Maestra anche noi?».

«No, non è necessario: Ulna andrà benissimo», rispose Bardell. «Non che questo vi vieti di chiamarla Maestra, naturalmente, ma scegliete voi. E comunque, non è una persona che ami le formalità».

Detto questo, Bardell si incamminò verso la casa di Ulna, che in effetti, stante le limitate dimensioni del borgo, raggiunsero in pochi minuti. Si trattava di un edificio ad un solo piano, tenuto bene ma senza fronzoli o decorazioni inutili, circondato da una bassa staccionata di legno e con un piccolo giardino che riempiva lo spazio fra la recinzione e la casa vera e propria: curiosamente, non si trattava tanto di un giardino fiorito quanto di una raccolta di piante ed erbe aromatiche, così da riempire l'aria di una piacevole fragranza anche in quel periodo di fine estate.

Varcato il cancelletto, il gruppo si radunò davanti alla porta e Bardell alzò il pugno per bussare ma, prima che potesse farlo, dall'interno della casa provenne un suono di arpa in accordi sgradevolmente discordanti: nel giro di pochi istanti tutti vennero colti da un senso
di inquietudine tale da portarli a desiderare di andarsene il prima possibile.

«Maestra! Sono io, Bardell!», esclamò il bardo con voce turbata. 

Il suono cessò. «Bardell? Che ci fai qui, dopo tanto tempo?», chiese una voce femminile dal timbro di contralto. «Sei finalmente riuscito a padroneggiare la Scala Empatica di Davies, spero! Era per questo che ti avevo cacciato via, a percorrere le strade del mondo, se non ricordo male».

Bardell fece una faccia imbarazzata. «No, Maestra», ammise. «Ora riesco ad eseguirne tutte le note correttamente, ma ancora non riesco ad ottenere l'effetto empatico».

«E allora cosa ci fai qui?», insistette Ulna.

«Sto conducendo da te un gruppo di persone che desidera incontrarti», spiegò Bardell. «Pare che abbiano una missione da compiere». 

«Pfui!», fu tutta la risposta dall'interno della casa.

«Permetti, amico Bardell», disse Filth facendosi largo fra i compagni fino ad arrivare alla porta. «Affinché il Canto non abbia mai fine», disse con la bocca molto vicina al legno della porta in modo di poter tenere la voce abbastanza bassa. 

Un istante dopo la porta si aprì bruscamente. «Entrate», disse la donna facendosi di lato.

Ulna, perché di lei ovviamente si trattava, era una donna alta e magra, di età fra i quaranta ed i cinquanta, dalla carnagione olivastra e con lunghi capelli sciolti sulle spalle, un tempo neri ed ormai brizzolati, pettinati semplicemente con una scriminatura centrale; vestiva in
maniera semplice, con una casacca marrone chiaro ed una lunga gonna di un tono un poco più scuro; in vita portava una striscia di velluto nero decorato con perline colorate ed al collo aveva una collana di grosse pietre tonde di un colore lattiginoso, ma non portava né anelli, né braccialetti. Due cose in particolare colpivano in lei: gli occhi, offuscati al punto che a malapena si riuscivano ad intuire le iridi, e le mani grandi, dalle palme larghe e dalle dita lunghe ed affusolate.

Il Bardo Cieco chiuse la porta dietro l'ultimo entrato, senza la minima incertezza come se avesse visto con precisione il suo passaggio, e poi fece un ampio gesto di invito: «Accomodatevi pure dove preferite, tranne che su quella sedia», disse indicando una sedia imbottita priva di braccioli e con davanti una panchetta per appoggiare il piede mentre
suonava.

Ad una prima occhiata la stanza appariva ampia, ordinata ed in penombra, con un angolo cucina da un lato, una specie di salottino dall'altra e sul fondo due porte, verosimilmente verso una o due stanze da letto. Su una grande scaffalatura si trovavano parecchi strumenti musicali, a corda, a fiato ed anche a percussione. Su un tavolo invece si trovavano
numerosi fogli di pergamena in pile ordinate ed il materiale per scrivere. Varie sedie si trovavano disposte di fronte a quella destinata ad Ulna, creando una specie di platea.

La donna si diresse verso la scaffalatura, posò con cura al suo posto l'arpa che aveva appena usato come strumento di difesa e ne scelse un'altra, poi andò a sedersi al suo posto ed iniziò a pizzicare delicatamente le corde, riempiendo la sala di un'armonia sottilmente
rilassante.

«Vi ascolto», disse finalmente. 


HAZA - 16/09
«Grazie». 
Il nano accolse l'invito a sistemarsi sulle sedie e si diresse verso la più lontana di quelle libere, per non intralciare con l'ingombro che lui e la sua armatura di ankheg rappresentavano. 
Una volta seduto, si tolse i guanti di chitina, poggiandoli a terra sotto la sedia.
 
«Vi ascolto», disse finalmente.

Haza restò in silenzio, guardando a turno Filth e Scarlett, certo che avrebbero preso la parola, com'era per sua fortuna nel ruolo del primo e nel carattere dell'altra.
 

Ed ora non mi resta che salutarvə e darvə appuntamento...

...al prossimo incontro!

giovedì 27 agosto 2026

SeTTiMaNe 32-33-34 - 2026

SCARLETT - 16/09
Alla fine optarono per dormire nella stanza del portale e, visto che l'uso dello stesso aveva fatto loro risparmiare tempo, era stato anche deciso di ritardare un o' la partenza il mattino successivo per permettere agli incantatori di riposare il necessario a memorizzare gli incantesimi. Così Scarlett si era coricata come al solito accanto ad Issus e aveva preso sonno quasi immediatamente.
Il mattino seguente la Rossa studiò come suo solito, e una volta terminato si alzò pronta ad affrontare la giornata.
"Bene, direi che possiamo andare." disse con un sorriso, "forse conviene che esca prima solo qualcuno di noi, giusto per capire se i dintorni sono a posto, e poi possiamo incamminarci per la dimora della tua maestra, Bardell."

NdG: se qualcuno vuole controllare rapidamente l'esterno prima di uscire, se no può farlo Tabitha!


GHINO - 16/09
Ghino si svegliò dopo una notte intera di riposo, che ultimamente era una merce davvero rara.
Il suo umore ne aveva giovato, tanto che mentre facevano colazione aveva fatto battute e chiacchierato come non capitava da tempo.
Al momento di ripartire, si mise davanti agli altri.
"Ragazzi, sapete che le prime esplorazioni toccano a me. Vado io a dare un'occhiata fuori, non vi preoccupate."


MORGON - 16/09
"Ghino..." fece una pausa.
"Confido molto nelle tue abilità di nascondimento, ma se vuoi posso farti diventare invisibile... per un'esplorazione più sicura... potresti rimanere invisibile anche durante il viaggio che abbiano davanti... saresti la nostra vedetta e arma segreta in caso di problemi... che ne pensi?"


NDG
Se a Ghino va bene Morgon lancia invisibilità.


GHINO - 16/09
"Grazie Morgon, ma credo sia meglio attendere ad usare i tuoi incantesimi. Immagino, e spero, che qui fuori non ci siano pericoli.
Ghino si preparò ed uscì in esplorazione, rientrando circa una mezz'ora dopo.
"Il mago è stato di parola: siamo vicini al lago con le due isole, una più grande e l'altra più piccola. C'è anche un villaggio, piccolo ma ben difeso, ha una palizzata attorno."
Mentre parlava, guardava Brom.
"Dove consigli di dirigerci ora? Non ho visto o percepito pericoli: secondo me possiamo uscire tutti senza problemi."


DUNGEON MASTER - 16/09
Il paladino rimase interdetto alle parole di Ghino: «Non saprei proprio», ammise, «io da queste parti non ci sono mai stato e, per di più, non ho nemmeno idea di chi sia e dove abiti il bardo cieco che, mi pare, è la persona che dobbiamo trovare». Esitò un istante e poi,
voltandosi verso Bardell, aggiunse: «Forse, però...».

«Sì, infatti», confermò Bardell, «sono io quello che conosce il bardo cieco. Ma aspettate un attimo, che voglio prima dare un'occhiata di persona a questi posti: dalla descrizione di Ghino ho più o meno idea di dove siamo, ma è meglio se controllo di persona». Così dicendo, il bardo uscì a sua volta, salvo poi rientrare dopo appena un paio di minuti. «Sì, è come pensavo», confermò, «Il borgo visto da Ghino è Garada e la mia maestra vive, o almeno viveva, proprio lì. Da qui sarà una mezz'ora, o al massimo un'ora di cammino. Non dovremmo avere sorprese: questi sono posti tranquilli, specie di giorno, e quindi dovrebbe essere praticamente una scampagnata. Possiamo partire quando volete: io sono
già pronto». 
 

Ed ora non mi resta che salutarvə e darvə appuntamento...

...al prossimo incontro!

sabato 8 agosto 2026

SeTTiMaNa 31 - 2026

DUNGEON MASTER - 16/09
[Haza] «Grazie al portale abbiamo guadagnato tempo, credo che consentire a voi incantatori qualche ora in più di sonno sia a vantaggio di tutti».

Grazie al luogo nascosto nulla e nessuno giunse a turbare il riposo del gruppo e quindi, dopo una sana dose di sonno, il tempo necessario dedicato dagli usufruitori di magia allo studio e quell dedicato da tutti ad una semplice prima colazione, verso la metà mattina tutti
furono pronti per riprendere il viaggio.

«Prima di tutto dovremo controllare dove ci troviamo», osservò Bardell, «così poi potrò condurvi dalla mia maestra. Mi raccomando, quando sarete da lei fate finta di non notare la sua cecità: lei ci tiene molto ad apparire normale o quasi, e d'altronde non so come faccia ma i suoi movimenti sono spesso piuttosto precisi, come se avesse un dono soprannaturale nel percepire la posizione degli oggetti e delle persone».

[NdG] Ovviamente, nel caso qualcuno dei fruitori di magia intendesse ritoccare la lista degli incantesimi, può farlo e poi passarmi la scheda aggiornata. 


HAZA - 16/09
Haza regolò le fibbie dell'armatura; durante il giorno dimenticava di indossare il carapace di un gigantesco insetto, ma ogni volta che la toglieva e la reindossava il pensiero tornava al nano che l'aveva costruita e si augurava che la vita gli portasse sempre buone giornate.
«Pronto al giro esplorativo. E nessun accenno a qualsiasi difetto vedr... ehm... di cui dovessimo accorgerci». 
Decise che, in presenza della maestra di Bardell, avrebbe fatto meglio a parlare solo se interrogato.
 



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giovedì 30 luglio 2026

SeTTiMaNa 30 - 2026

DUNGEON MASTER - 15/09
[Haza] «Voglio dire, se effettivamente ci stiamo, qua dentro, almeno ci risparmiamo l'odore di muffa mentre dormiamo».

«La cosa ha senso», convenne Kel-hatril. «L'unica cosa che ci resta da decidere è se dormire fino alla solita ora, il che però impedirebbe a Scarlett e a me di ricaricare le nostre energie magiche, o di dormire le nostre normali otto ore, più un'ora per rinfrescare gli incantesimi, ed essere poi in grado di fare uso delle nostre capacità se necessario. Nel primo caso, ovviamente, starebbe a voi proteggerci in caso di guai. Cosa preferite?».

[NdG] Lo spazio nella stanza è sufficiente per dormire tutti lì: magari non abbondante, ma sufficiente. Però non potrete accendere un fuoco, a meno che non vogliate rischiare di finire arrosto in un vecchio fienile in fiamme. 


MORGON - 15/09
Morgon aveva approfittato dei pochi istanti da solo con Tabitha per rimanere come sospeso in un lungo abbraccio. Inspirò a piene narici ed il profumo di lei pervase tutta la sua mente.
Si scostò un poco dalla drow, si chinò e le sue labbra si avvicinarono alla sua guancia. La sfiorò appena e poi...

... poi arrivano i loro compagni e li fecero partecipi della novità.

"Andati? Davvero?"

"Dai non scherzate!... Va bene non state scherzando..."

Morgon si fece un poco triste, ma in qualche modo aveva imparato, proprio da Kreena, a non farsi abbattere dalle novità, anche se spiacevoli. 

Seguì i compagni oltre il varco, senza mai lasciare la mano di Tabitha e facendole un cenno prima di procedere per capire se anche lei fosse pronta.

Arrivati dall'altra parte lasciò l'iniziativa a chi era più preparato di lui. 

"Io anche dovrei recuperare gli incantesimi... sarei per dormire... penso ci potrebbero essere utili..."


HAZA - 15/09
Haza si appoggiò con la schiena all'anta della porta, in modo che un eventuale accesso dall'esterno lo avrebbe svegliato.
«Grazie al portale abbiamo guadagnato tempo, credo che consentire a voi incantatori qualche ora in più di sonno sia a vantaggio di tutti». 








Ed ora non mi resta che salutarvə e darvə appuntamento...

...al prossimo incontro!

giovedì 23 luglio 2026

SeTTiMaNa 29 - 2026

SCARLETT - 15/09
Una volta raccolti tutti i bagagli tornarono nella torre per passare il portale. Brom si offrì di andare per primo per precauzione, ma una volta andato, lo seguirono subito tutti uno dopo l'altro.
Una volta dall'altra parte, Scarlett si guardò attorno inclinando la testa: quello non sembrava un fienile abbandonato, ma probabilmente era una stanza creata per contenere il portale all'interno del famoso fienile.
"Forse oltre quella porta c'è il fienile, questa è probabilmente opera di Thargon o del suo amico che gli ha creato il portale. "Ghino, Issus, gentilmente, potete magari fare un controllo rapido così da capire dove sistemarci e che quella porta non si apra su uno spazio pericoloso?" domandò con un ampio sorriso verso il compagno.
Una volta verificato dove fossero avrebbero finalmente potuto riposare.


DUNGEON MASTER - 15/09
[Scarlett] "Ghino, Issus, gentilmente, potete magari fare un controllo rapido così da capire dove sistemarci e che quella porta non si apra su uno spazio pericoloso?" domandò con un ampio sorriso verso il compagno.

«Ogni tuo desiderio è un ordine!» rispose prontamente Issus esibendosi in un esagerato inchino. Poi, tornando serio e professionale, si accostò alla porta, saggiò cautamente il chiavistello e poi lo tirò lentamente: la sbarra di ferro scivolò docilmente e senza quasi rumore nelle sue guide ed a quel punto Issus socchiuse cautamente la porta e sbirciò fuori, poi, facendo cenno agli altri di non far rumore, si mise in ascolto. 

«Nulla, a quanto pare», annunciò riaccostando la porta, «tuttavia, per essere più sicuri... Kel-hatril, cosa ti dicono i tuoi occhi da elfo?».

«Da elfa, vorrai dire», precisò la maga con un ghignetto mentre gli si accostava. «Apri che do un'occhiata». Prima si limitò a sbirciare, poi aprì un poco di più l'uscio ed infine scivolò fuori, restando al di là della porta per qualche istante.

«Nulla», annunciò poi una volta tornata indietro, «o, se non altro, nulla di vivente: caso non lo sappiate, non è che noi elfi siamo gatti e quindi non "vediamo al buio"... magari fosse così... perché quello che noi sappiamo fare è cogliere le differenze di temperatura. Se di là ci
fosse un essere vivente, ne avrei visto la sagoma in un rosso più o meno vivo a seconda di quanto fosse caldo. Di là invece non ho visto praticamente nulla perché le differenze di temperatura fra le varie parti del fienile, sempre che sia un fienile, sono troppo limitate per
essere visibili. Quello che posso dire è che, primo, non pare esserci nessuno, secondo, deve essere una costruzione meno ben costruita di questa stanza perché ho sentito una corrente d'aria scorrermi sulla pelle, terzo, ho sentito odore di legno umido, forse anche marcio, e di
muffa». 


SCARLETT - 15/09
Issus e Kel-hatril controllarono la porta e lo spazio oltre, confermando il sospetto di Scarlett che il fienile abbandonato ci fosse realmente.
"Bhe, a questo punto se ci stiamo possiamo restare anche qui, se no andiamo di là e sistemiamoci come meglio possiamo per il nostro meritato riposo."


NdG: non so se questo spazio è sufficiente per tutti, ma se non lo è per me andiamo nel fienile e accampiamoci là.


HAZA - 15/09
«Meglio dentro che fuori» si lasciò sfuggire il nano, rovesciando un vecchio adagio attribuito ai pelleverde.
 «Voglio dire, se effettivamente ci stiamo, qua dentro, almeno ci risparmiamo l'odore di muffa mentre dormiamo». 

 






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giovedì 16 luglio 2026

SeTTiMaNa 28 - 2026

SCARLETT - 15/09
Scarlett rimase per un attimo...interdetta. Guardava Filth e Brom e poi la strada che dovevano aver preso gli altri, sbattendo gli occhi come se per quel breve attimo stesse facendo fatica a far collimare le cose.
"Alla faccia dei capricci..." le scappò a mezza voce mentre si riprendeva scrollando le spalle. "Giuro di non aver mai incontrato così tanti bambini dell'asilo in un così breve periodo." borbottò riferendosi palesemente anche al povero Vixiar.
"Bhe, la nostra missione è importante e mi pareva chiaro, ma se per loro non lo era abbastanza, allora meglio perderli, perchè io devo sapere su chi posso contare quando dovrò far pentire Raxxla di ogni singola azione che ha fatto." affermò la Rossa con il suo solito cipiglio deciso, "Non posso portarmi dietro gente che se si alza con il piede storto prende e se ne va, magari proprio nel momento peggiore. Le banderuole non sono un aiuto, io devo sapere chi ci copre le spalle per la nostra stessa sicurezza, e dato che tengo alla sicurezza di tutti voi, va benissimo così, facciano come credono."
Scarlett strinse la spalla a Kel-hatril con un bel sorriso a corredo. "Sono certa che Tabitha sa quanto le vuoi bene, e che non la abbandonerai."
Un altro sorriso in direzione dell'elfa, le lasciò la spalla, e tornò a guardare gli altri battendo le mani. "Bene, torniamo a noi. Abbiamo partecipato al gioco del mago -Thargon vuole solo compagnia, non è per nulla pazzo in senso cattivo, anzi -, e abbiamo guadagnato un portale che ci condurrà in un fienile abbandonato poco fuori Garada. Morgon e Tabitha stanno tenendo la porta che ci ha permesso di venire a chiamarvi, io direi di raccogliere tutte le nostre cose, passare il portale e riposare a destinazione in quel fienile."
E detto questo si diresse subito al giaciglio suo e di Issus per radunare tutto quanto. "Prendiamo ovviamente anche tutte le cose di Tabitha e Morgon."


GHINO - 15/09
Per lungo tempo, Ghino si era limitato a seguire il gruppo in silenzio in quella sequenza infinita di porte e stanze colorate.
Dopo i primi due o tre passaggi aveva perso ogni interesse al gioco del mago e si era pentito di essere entrato nella sua dimora, con una punta di ansia per il timore di aver perso un sacco di tempo.
Quando in un modo o nell'altro riuscirono a uscire, trovò di nuovo la voglia di partecipare: raccolse opale e pozione, segui gli altri all'esterno.
Il non trovare Kreena, Jean e Fenryr lo destabilizzò un po': ormai viaggiava da tantissimo con quella ragazza e ne avevano affrontate davvero di ogni colore. Anche se spesso non andavano d'accordo, si era abituato sia alle sue sfuriate che alle sue idee fuori dagli schemi.
"Avranno deciso cosi per il loro bene, non mi sento di giudicarli. Ognuno di noi è libero nelle proprie scelte, spero solo che stiano bene. Asterius, te li affido!" terminò guardando verso il cielo.
"Andiamo ragazzi, siamo stati anche troppo qui dentro. Forza, riprendiamo il cammino..."
Si incamminò con gli altri per andare a recuperare Morgon e Tabitha.


HAZA - 15/09
Il nano non fu sorpreso di non trovare Kreena.
«Quella ragazza è molto abile, sempre piena di iniziative, con un approccio che privilegia la furtività. Stare in gruppo era come mordere il freno. Sono certo che abbia scelto la via più adatta alle sue capacità per contribuire alla missione».

L'assenza degli altri tre invece l'aveva sorpreso molto. E temeva che avrebbero sentito particolarmente l'assenza di Indevar. Per quanto sempre silenzioso, era comunque un chierico, e di quelli non ce n'erano mai troppi, in un gruppo che si aspettava sanguinose battaglie. Per non parlare della loro utilità contro i non morti.

Si consolò pensando che fosse andato via anche Fenryr. 
Per quanto utilissimo al gruppo con la sua spada scaglia ghiaccio, per quanto lo riguardava le sue scelte erano state troppo spesso moralmente inapprovabili.

«Pronto ad andare, ma stanotte non abbiamo ancora riposato. Propongo di farlo dall'altra parte del portale che ci ha aperto il mago». 


DUNGEON MASTER - 15/09
[Haza] «Pronto ad andare, ma stanotte non abbiamo ancora riposato. Propongo di farlo dall'altra parte del portale che ci ha aperto il mago».

«Concordo», commentò Kel-hatril chiudendo la porta esterna dopo che anche l'ultimo del gruppo fu passato. «In effetti potrebbe anche essere un rischio, visto che non sappiamo di preciso cosa troveremo dall'altra parte, ma credo anch'io che sia inutile tergiversare: tanto prima o poi dovremo passare, a meno di non volercela scarpinare giù per tutta la montagna».

Detto questo, l'elfa scura accennò a fare un passo verso la macchia nera del portale. Un istante dopo, però, la mano di Brom, che appariva enorme chiusa attorno al braccio esile della maga, la fermò guadagnandosi così un'occhiata di fuoco da parte di Kel-hatril. «Perdonami la scortesia, mia signora», disse però il paladino senza scomporsi, «ma la tua vita vale assai di più della mia: sarà meglio che passi io per primo per assicurare un minimo di difesa contro eventuali brutte sorprese».

«Non sapevo che ci fosse in giro qualcuno la cui vita valesse meno della mia», replicò Kel-hatril a bassa voce. «Strano, credevo di essere io il membro più disprezzabile del gruppo».

«Almeno dal punto di vista della missione, mia signora, voi contate più di me», fu la replica di Brom nello stesso tono placido ma fermo di prima. «Se questo può compiacervi come spiegazione. Tuttavia, sia voi che io siamo qui per espiare delle colpe, oltre al fatto che la mia vocazione è pormi al servizio della missione e quindi anche di voi. Quindi, mia signora, voi valete assai più di me». Così dicendo si assestò lo scudo sul braccio e sguainò la spada, poi in tono cortese aggiunse: «Ed ora, con permesso...», e con un passo deciso si inoltrò nel portale.

Uno dopo l'altro, tutti i membri del gruppo a quel punto seguirono l'esempio del paladino e, pochi istanti dopo, si ritrovarono tutti dall'altra parte: a parte un po' di nausea passeggera, tutti apparivano ancora in piena forma.

«Questo non mi pare un fienile abbandonato», commentò Issus guardandosi intorno. In effetti il gruppo ora si trovava in una stanza quadrata abbastanza ampia, con il pavimento in terra battuta e le pareti ed il soffitto in robuste tavole di legno ben connesse le une con le altre, così da rendere impossibile vedere cosa c'era fuori, ed ovviamente anche viceversa.

Il portale dal quale erano usciti si trovava a metà di una parete e di fronte ad esso sulla parete opposta si trovava una robusta porta, senza serratura ma chiusa al momento con un paletto di ferro a mo' di chiavistello.

[NdG] Ho pensato di abbreviare un po' le cose e di lasciare da parte eventuali esitazioni da parte vostra davanti al portale di entrata...



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