«Perfetto!», replicò subito Ulna. «Non ho che un paio di stanze ospiti, purtroppo, ma se volete usarle, fate pure come preferite. Oppure potete piazzarvi qui: basta spostare un po' di sedie. Oppure, se volete le vostre comodità, potete sempre andare alla locanda. Però ovviamente dovrete pagare. In ogni caso, domani mattina si parte per tempo: otto ore di riposo e poi studio per maghi e affini, poi preparativi alla svelta e in marcia: prima è, meglio è».
Haza non aveva bisogno di molto per riposare, se non di un posto dove togliere l'armatura senza doversi preoccupare di subire attacchi mentre era sprotetto.
«Io dormirei qui, se davvero non è un problema. Così eviteremo i tempi morti per andare, tornare, radunarsi...».
Ma c'erano diverse coppie, nel gruppo, che forse gradivano maggiore discrezione nell'acquartierarsi.
«Però, ecco, mi adeguo alla scelta del gruppo, per rimanere in un unico luogo».
Scarlett sorrise in risposta ad Ulna. "Grazie per l'offerta di ospitalità." quindi spostò lo sguardo sui compagni. "Se preferite dividerci nelle due stanze e qui nella sala, va bene. Ma possiamo anche andare in locanda così da non disturbare Ulna, anche solo perchè così potremo cenare e fare colazione senza darle pensieri. Ma mi adeguo a quella che ritenete la scelta più opportuna."
Quando Ulna aveva fatto stridere l'arpa, le gambe di Tabitha si erano mosse quasi prima che se ne rendesse conto, e in un attimo era arrivata alla porta, gli occhi viola sbarrati come quelli di una cerva braccata. Poi si era resa conto di quello che aveva fatto, aveva messo a fuoco Morgon e gli altri che a loro volta avevano subito l'effetto di quel suono, e si era costretta a rilassare i muscoli contratti. Non c'era nessun pericolo, non c'era nulla da cui scappare, eppure calmarsi non le stava riuscendo con facilità. Istintivamente si fece più vicina a Morgon, seguendolo quando lui tornò a sedersi e mettendosi un po' più attaccata alla sua sedia, cercando nella sua presenza quello che avrebbe potuto tranquillizzarla. Impiegò qualche minuto, ma alla fine il respiro le tornò più regolare, i muscoli si rilassarono e riuscì a concentrarsi di nuovo sui discorsi dei compagni.
Quindi avrebbero dovuto affrontare un guardiano... la cosa un po' la preoccupava, ma decise che forse era meglio se non ci pensava, perchè oggettivamente da quello che aveva detto Ulna non era nulla di pericoloso. Invece la questione sollevata da Scarlett riguardo l'andare con anticipo sul posto per preparare il terreno ad eventuali scocciatori la attivò, e si trovò ad annuire alla maga offrendo prontamente il suo aiuto in merito, si era anche girata poi verso Ghino. "Noi potremo controllare la zona e scegliere il posto migliore."
Quando toccò scegliere dove riposare, l'elfa scrollò piano le spalle. "Dove preferite e dove diamo meno fastidio." poi però scambiò un'occhiata con Morgon, come a dirgli che aveva proprio bisogno di stare un poco tranquilla con lui.
NDG
Scusate il piccolo flahback
DG
[Master]
«Non più che tanto», replicò Ulna. «Dimmi piuttosto che aspetto ha quel
luogo: se ne sai il nome, dovresti sapere anche quello.
Morgon non si lasciò scoraggiare da quella risposta e proseguì in tono serio.
"Si tratta di un'isola che spunta dal lago come fosse la punta di una montagna, ripida e scoscesa... Questo è quello che so!"
[Morgon] "Si tratta di un'isola che spunta dal lago come fosse la punta di una montagna, ripida e scoscesa... Questo è quello che so!"
«Bene fin qui», commentò Ulna, ma poi aggiunse: «Ma come fai ad affermare che si tratta di un lago e non di un mare? Avevi trovato qualche altro indizio?».
"Maestra..." fece una pausa.
La parola Maestra gli era uscita di bocca tentennando. Quell'ulteriore domanda lo aveva innervosito. Sembrava quasi un'interrogatorio.
"L'incipit delle parole che lessi dicevano così... Con cuore saldo l'eroe la soglia varcherà,
al lago con due isole alfine giungerà... ecco dunque perchè parlo di lago e non di mare, ecco perchè siamo qui da lei..."
Morgon restò in attesa di capire se ci sarebbero state altre domande. Da un lato sperava di no, dall'altra il sapere che Maestra Ulna lo degnava della sua attenzione lo riempiva in qualche modo di orgoglio.
[Morgon] "L'incipit delle parole che lessi dicevano così... al lago con due isole alfine giungerà... ecco dunque perchè parlo di lago e non di mare, ecco perchè siamo qui da lei..."
«Sì, la tua interpretazione ha senso», confermò Ulna. «È sbagliata, ma ha senso: in effetti, quelle rime e l'immagine erano state fatte in quel modo proprio per dissimulare l'ubicazione di quel luogo e, noto con soddisfazione, paiono funzionare». Sorrise e proseguì: «Ma non ti preoccupare, hai fatto un buon lavoro: prova ne sia il fatto che siete qui. Ora però vediamo di nutrirci e poi dormire: domani dovremo partire e, anche se non mi aspetto problemi nella prima parte del percorso, più ci allontaneremo da qui e più sarà possibile fare incontri indesiderati». Alzò un braccio ad indicare lo spazio dove, a giudicare dagli oggetti visibili, doveva essere la cucina. «Ora, se qualcuno avesse voglia di darsi da fare a preparare la cena, potremmo procedere con il programma: cibo e poi nanna. Tranne quelli eventualmente interessati ad usufruire delle delizie della locanda del paese, naturalmente». Ma la parola "delizie" fu detta con un'intonazione che non suonava molto convincente riguardo alla qualità del servizio locale.
Haza valutò il tono di Ulna, che rendeva chiare le scarse qualità del cibo nella locanda, e si voltò a guardare le suppellettili disponibili per la cottura.
«Non posso dirmi un esperto, ma non sia mai che mi arrenda prima di provarci».
Cominciò a svestirsi dell'armatura di carapace d'insetto, per avere maggior agio nel maneggiare pentole e padelle, e ad ammucchiarne i pezzi in un canto.
"Bhe, a prescindere dal dormire, possiamo mangiare qui tutti assieme." disse Scarlett alzandosi dalla sua sedia con una pacca sulle cosce. "Ti do una mano Haza! Non sono la cuoca migliore sulla piazza, ma non ho mai avvelenato nessuno, e non sono mai morta di fame, quindi posso dire di conoscere e saper mettere in pratica almeno le basi per cose commestibili." con un sorriso si diresse nella zona cucina, gettando un'occhiata ad Issus. "Che poi, se Agathe scoprisse che non so sfamarti come si deve, sarebbe capacissima di mettermi in punizione." scherzò con una leggera risata, preparandosi a darsi da fare. "Vediamo un po' cosa possiamo fare..."




























