Tornarono nella stanza grigia e...non era cambiato nulla.
Scarlett aggrottò la fronte, pensierosa e, forse, vagamente infastidita. Le stava sfuggendo sicuro qualcosa.
Annuì quando Haza si diresse alla porta rosa.
"Ricominciamo. Forse le differenze sono nelle stanze dove abbiamo interagito con la semisfera."
Fece un cenno ai compagni di seguirli e si accodò al nano.
Il gruppo passa quindi nella stanza rosa: la struttura è analoga alle stanze precedenti, con la sola differenza che in questo caso, accanto al solito tavolino con la ciotola, c'è una scultura ad altezza naturale di una donna ed un uomo seduti su una specie di panchina, nudi, abbracciati e sul punto di baciarsi sulle labbra.
Non appena siete entrati tutti, dalla scultura giungono in coro le due voci: «Su, non abbiate paura: toccateci ed aumentate così il nostro piacere!»
Ghino aveva continuato a seguire bovinamente gli altri, in silenzio.
L'ingresso nella stanza rosa sembrò però risvegliare un qualche interesse.
Superò Haza e si avvicinò alle statue, esitante, studiandole per un po' a distanza e poi allungando lento una mano verso quella femminile.
Ma sembrò ripensarci all'ultimo momento, quando invece con un movimento brusco sfiorò la ciotola sul tavolo.
Haza vide Ghino superarlo per toccare le statue, ma anche rinunciare all'ultimo momento.
Gli si fece vicino, certo che la ciotola fosse vuota.
«Credo che il pulsante, in questo caso, siano loro».
E pose le mani sulla testa delle due statue, in un gesto che imitava una benedizione ai due amanti pietrificati.





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