Scarlett entrò nella stanza rosa e per un attimo sospirò: ci stava capendo sempre meno, ma in ogni caso dubitava che le due statue fossero in qualche modo delle persone reali, come non lo era l'infermiera di prima.
La Rossa si avvicinò ai due, e dopo solo un breve attimo, fece scorrere un dito lungo la colonna vertebrale della donna, partendo dalla nuca fino ad arrivare alla base della schiena.
"Da quanto siete bloccati così?" domandò anche se aveva già un'idea di quale sarebbe stata la risposta, ovvero che non lo sapevano.
NdG: La sensazione è comunque di toccare pietra vera?
Non appena Tabitha mise piede nella stanza rosa ed inquadrò le due statue, avvampò per poi abbassare immediatamente la testa imbarazzata.
Lo sapeva, era una cosa del tutto normale quello che stava vedendo, e neanche qualcosa di così scandaloso, eppure era più forte di lei. Istintivamente si spostò più vicina a Morgon - il che poteva sembrare una contraddizione, ma con lui si sentiva al sicuro e sapeva che la capiva. "Mi sento sciocca... ma non... non mi sento a mio agio a doverli" deglutì sprofondando il viso tra i lunghi capelli, "...toccare."
[Haza] E pose le mani sulla testa delle due statue, in un gesto che imitava una benedizione ai due amanti pietrificati.
Le due statue reagirono in maniera diversa, ma in entrambi i casi leggermente infastidita.
L'uomo disse: «Ma che sei, un qualche cavolo di prete?»
La donna disse: «Non credo proprio che una specie di benedizione possa aumentare granché il nostro piacere...»
E, ovviamente, nella ciotola non accadde niente.
[NdG] Data la statura del nano decisamente inferiore a quella delle due statue di taglia umana, ho assunto che per poter porre le mani sulle loro teste Haza si sia dovuto arrampicare sulla panchina.
[NdG] Le labbra delle due statue non si sono mosse mentre parlavano, cosa non strana per essere due statue...
Alle parole delle due statue, Haza staccò le mani dalle due teste.
«Avete detto: toccateci ed aumentate così il nostro piacere! Non avete richiesto nessun tocco particolare o luogo specifico. Toccateci e aumentate avete detto, non toccateci in modo da...».
Si allontanò un passo dai due e sbuffò.
«Tra l'altro, a me una mano tra i capelli mi fa impazzire, ma voi siete di pietra e quindi non avete capelli in cui immergere le dita».
Osservò Scarlett e il gesto che stava facendo, ci pensò un attimo, si riavvicinò e prese fra due dita il lobo dell'orecchio della statua maschile e cominciò delicatamente a strofinarlo.
NDG @ DM:
io non avevo immaginato una salita sulla panchina perché era specificato che le due statue erano sedute, dunque con altezza ridotta: alzando le braccia immaginavo il nano potesse toccare le teste dei due umani, se non è così poco male, va bene anche la scalata.
:-)
Morgon le si avvicinò con la testa e le sussurrò.
"Non sentirti sciocca, non sei obbligata a fare nulla che non vuoi..."
"Vorrei però provare una cosa io, se me lo permetti".
Si avvicinò alle due statue e dopo che i compagni avevano agito mise loro un braccio su ogni spalla ed iniziò a declamare una poesia in parte sussurrando ed in parte alzando la voce per sottolineare alcune parti.
"Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l’alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.
Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.
Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
il naso sovrano dell’aitante volto,
voglio mangiare l’ombra fugace delle tue ciglia
e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratúe." (Cit Pablo Neruda)
Rimase in attesa. Poi osservò i compagni. Stava cercando di dare un senso a tutto quello che stava loro capitando, ma non riusciva a mettere insieme i singoli eventi.
"Quante colori mancano prima di averli visitati tutti? Ho perso il conto." chiese rivolgendosi a tutti.
[Scarlett] La Rossa si avvicinò ai due, e dopo solo un breve attimo, fece scorrere un dito lungo la colonna vertebrale della donna, partendo dalla nuca fino ad arrivare alla base della schiena.
La statua diede in qualche modo l'impressione di avere una specie di brivido ed emise un risolino deliziato. «Piacevole...» commentò.
[Scarlett] "Da quanto siete bloccati così?" domandò anche se aveva già un'idea di quale sarebbe stata la risposta, ovvero che non lo sapevano.
«Da sempre, naturalmente, perché il nostro amore è eterno» risposero le due statue in coro. «Quello che ci manca non è l'amore, è il piacere: di certo non sarebbe male poterci toccare un po' di più, ma... siamo statue». Un istante e poi: «Non è che voi potreste darci una mano?» aggiunsero in tono speranzoso.
[Haza] "Non avete richiesto nessun tocco particolare o luogo specifico."
«Beh, se alla vostra età non riuscite ancora a capire quali sono i punti più o meno adatti...» risposero in coro le due statue. «O secondo te, per esempio, farci il solletico sotto le piante dei piedi ci avrebbe aumentato il piacere per il solo fatto di essere state toccate? Ci sono
punti giusti e punti sbagliati...»
[Haza] prese fra due dita il lobo dell'orecchio della statua maschile e cominciò delicatamente a strofinarlo.
«Ecco, questo per esempio è un punto sbagliato» commentò impassibile la statua maschile.
[Morgon] mise loro un braccio su ogni spalla ed iniziò a declamare una poesia
«Che noia... che barba... che barba... che noia...» commentarono in coro le due statue.
[NdG] La sensazione è comunque di toccare pietra vera?
Sì, senza alcun dubbio.
[Morgon] "Quante colori mancano prima di averli visitati tutti? Ho perso il conto." chiese rivolgendosi a tutti.
Interpretando la domanda come indirettamente fatta al DM, con riferimento al colore delle porte ne mancano ancora due: la gialla e la verde.
Ed ora non mi resta che salutarvə e darvə appuntamento...







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