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venerdì 10 maggio 2024

SeTTiMaNa 17 / 18 - 2024

DUNGEON MASTER - 14-15/04
Il goblin si ritrasse dalla mano di Kreena che cercava di accarezzarlo a mo' di gatto, ma non fece altra reazione e le lasciò continuare la sua tirata limitandosi solo a sbuffare di tanto in tanto, giusto per rendere chiaro il fastidio che provava a venire apostrofato come fosse un
deficiente. Alla fine sbottò in un discorso che si era evidentemente costruito dando fondo a tutte le sue risorse lessicali man mano che Kreena parlava: «Orbene, mia signora, francamente mi avete sbrindellato i genitali con il vostro blaterare da scema: vogliate quindi chiudere il becco e cessare siffatto profluvio di banalità.» Finito questo sforzo lasciò andare un profondo respiro e si deterse la fronte con il braccio da un forse immaginario sudore. Ma di certo per lui lo sforzo mentale era stato ragguardevole.

«Durbuk» rispose poi alla domanda di Scarlett. «Durbuk è mio nome. Ma noi millemila. Io no dice a tutti. Io dice a mio fratello e lui dice a altri millemila.» Emise un fischio mentre faceva un cenno con la mano, così che subito dopo un altro goblin lo raggiunse, i due parlottarono
per un po' fra loro e poi il secondo goblin tornò ad eclissarsi nell'oscurità. «Ecco fatto» annunciò quindi Durbuk. «Ora noi dorme.» Detto questo, si scelse un po' di spazio libero in mezzo ai giacigli del gruppo di avventurieri, si sdraiò e nel giro di trenta secondi fu bello
che addormentato.

[NdG] Passaggio dal 14 al 15 Ambyrmont.

Come promesso dal goblin, la notte passò tranquilla e il giorno seguente, completate le varie funzioni mattutine, il gruppo smontò il campo e si avviò su per la salita guidato da un Durbuk sempre più inquieto ad ogni passo che faceva. Comunque nulla venne a turbare il loro cammino così che, dopo qualche ora di marcia, giunsero ad uno slargo al limitare del quale la loro guida si arrestò bruscamente.

«Io ferma qua» annunciò. «Io no paura, ma meglio se io resta qua a fare guardia, sì.» Sguainò la spada e la usò per indicare gli aspetti di rilievo del luogo. «Voi no va là» disse per prima cosa indicando con la spada verso valle, alla sua sinistra. «No proprio salto giù, ma terra muove facile, voi scivola e ferma dentro fiume a valle.» Poi indicò nella direzione in cui il sentiero proseguiva. «Di là strada continua, sale monte ancora» indicò mimando con il braccio una serie di tornanti «poi va a ponte di orco. Noi va mai da orco: se acchiappa, lui mangia goblin.» Infine indicò un sentiero secondario circondato da fitti cespugli che si inoltrava sulla destra verso il fianco della montagna. «Mama Cap sta in galleria in fondo a sentiero. Voi ora va, fa culo a capanna. Io sta qua e fa guardia.»

[NdG] Che ne direste di cominciare ad inviarmi un AGPG preliminare? ^__-

SCARLETT - 14/15 - 2024
Scarlett annuì con un sorriso. "Piacere Durbuk, io sono Scarlett." le pareva educato presentarsi a sua volta. Quello sarà stato anche un goblin, ma si stava comportando bene, quindi meritava di essere trattato con cortesia e rispetto.
Il goblin a quel punto avvertì il fratello del loro accordo, e come aveva promesso, rimase a dormire con loro come garanzia.

Il resto della notte passò tranquilla, e il mattino seguente dopo che tutti si furono preparati, si incamminarono guidati da Durbuk verso la tana di Mama Cap.
Il goblin arrivò ad uno spiazzo dove diede loro diverse indicazioni sul luogo, dichiarando infine che lui avrebbe fatto la guardia restando lì.
La Rossa annuì, spostando poi lo sguardo sui compagni. "Prestiamo attenzione mentre ci avviciniamo alla galleria. Sono in grado di costruire ragnatele, e finire dentro una non sarebbe piacevole." quindi scrollò le spalle girandosi verso Kel-hatril e Tabitha. "Essendo creature del sottosuolo potrei pensare che qui in superficie siano più attivi la notte magari, ma la mia è solo un'ipotesi, quindi farei conto che possiamo trovarli attivi e vigili."
Scarlett tornò a guardare Durbuk. "Hai idea di quanto è larga o grande la galleria più o meno?" domandò. "Se fossero dentro, possiamo usarla come collo di bottiglia, e potenzialmente arrostirli prima che escano. Ma teniamo presente che sono Mama Cap più i figli, e qualcuno potrebbe essere anche a spasso e arrivarci alle spalle. Vogliamo procedere con qualcuno in avanscoperta?"


JEAN - 14/15 - 2024
La notte trascorse in pace, grazie agli dei. Nessun altro accampamento di goblin venne a richiedere il loro aiuto e, quindi, la mattina poterono semplicemente partire:
“Siamo tutti pronti per liberare dall’oppressore l’ennesimo manipolo di ometti verdi? Se lo siamo, io suggerirei di metterci in marcia… Prima lo facciamo, prima potremo rimetterci sulla nostra strada. L’idea di lasciare margine ad Edra ed il suo gruppo si stronzi grigi non mi fa proprio saltellare per l’euforia.”
Il gruppo avanzò guidato dal goblin che si era infine presentato come Durbuk fino ad una radura. Il loro anfitrione indicò con un buon grado di precisione dove potevano aspettarsi di trovare Mama Cap… una galleria in fondo ad un sentiero. 
“Andiamo a vedere che aspetto e dimensioni ha questa galleria. Se per una volta nella nostra vita avessimo culo, potremmo limitarci a spararci dentro una palla di fuoco, anche se ne dubito. Durbuk, sentiero sicuro fino alla caverna?”
[Attendo una risposta da Durbuk, ma in linea di massima vado a dare un’occhiata. Velocizzo scrivendo prossima parte, in caso annullo]
Jean sguainò le spade e si avviò lungo il sentiero, per capire cosa potesse attenderli…

TABITHA - 14/15 - 2024
Tabitha era tornata a dormire con Morgon tutto sommato contenta per come era andato l'incontro con quel goblin, era solo un po' meno felice all'idea che anche lì fossero arrivati degli ettercap.
Kal-hatril l'aveva rassicurata in merito alla presenza di possibili drow - ed effettivamente aveva gran poco senso che ne fossero arrivati fin lì -, senza contare che forse il goblin l'avrebbe saputo e quindi le avrebbe additate come probabili nemici, cosa che non era avvenuta, quindi almeno da quel punto di vista poteva tirare un sospiro di sollievo. Era conscia che presto o tardi forse altri sarebbero arrivati a dare la caccia a lei e Kelly, ma in cuor suo sperava che quel momento non sarebbe mai arrivato.

Il mattino seguente Durbuk li guidò fino a uno spiazzo e diede loro svariate indicazioni che Tabitha ascoltò con estrema attenzione, annuendo ripetutamente in direzione del piccoletto. 
L'elfa si spostò verso il sentiero a destra con cautela, guardandosi attorno controllando i lati pieni di cespugli, il terreno davanti a lei, alzando anche gli occhi in alto. Cercava segni del passaggio degli ettercap, ma anche altro: presenza e rumori di animali e loro comportamento, eventuali resti di questi, ragnatele, e tutto quello che poteva stonare in quell'ambiente.

Ndg: Tabitha può eventualmente andare in avanscoperta alla ricerca di tracce sia di ettercap che di animali, sta attenta anche ad eventuali cambiamenti nel comportamento della fauna locale.

HAZA - 14/15 - 2024
Guidati dal goblin, si erano portati nelle vicinanze della tana degli Ettercap.
Alcuni dei compagni erano già pronti ad agire, secondo le loro strategie.
Haza provò a cercare un po' di concertazione delle azioni del gruppo.
"Jean è per l'approccio furtivo diretto. Io non posso essere altrettanto silenzioso, nel muovermi. Mi avvicinerò alla galleria per essere pronto a intervenire al primo richiamo o sentore di lotta, se siete d'accordo con questa 'esplorazione' preliminare."




KREENA - 14/15 - 2024
"Sì, noi andare, noi fare culo a capanna e festeggiare insieme da eroi...yuppi!"
La brusca risposta del goblin aveva messo Kreena di cattivo umore e di cattivo umore era rimasta: il sonno era stato agitato, popolato da cose ragnose con millemila occhi e zampe, che ballavano la giga attorno al fuoco, vestite di pizzi e ragnatela.
Guardò il cielo, rischiarato dall'alba, dove tra l'azzurro spiccava ancora il bianco della luna piena. Era quel giorno, era anche per quello: sentiva le ombre agitarsi sulla pelle, sbirciare da sotto ai vestiti, come bramose di ricongiungersi alla Madre Notte.
Sospirò. Succedeva da tempo, ma ancora non si era abituata. Forse non sarebbe successo mai.
Strinse le spalle.
"Jean, aspettami" - sbuffò, avviandosi a sua volta sul sentiero - "Anzi, stammi dietro: fai più rumore di una mandria di goblin ubriachi, stamattina..."
E (se il DM lo permette) lo superò, strizzandogli l'occhio.

MORGON - 14/15 - 2024
Morgon tornò a dormire con il pensiero se quel contrattempo era davvero necessario o meno. Era preoccupato del fatto che i loro potenziali inseguitori potessero avvantaggiarsi di quel loro ritardo. Non osò parlare dopo la figuraccia fatta il giorno prima al mercato.
L’indomani mattina, quando si prepararono all’imbocco del sentiero, Morgon prese la parola.

“Scusatemi, prima di procedere volevo solo ricordarvi alcune cose sugli avversari che potremmo dover affrontare.”

[NDG: vorrei così usare La Muscisa bardica: Se il bardo conosce esattamente la natura di una minaccia incombente può ispirare eroismo cantando, suonando o raccontando avvenimenti. Questo deve avvenire prima dell'inizio dello scontro e non quando è già iniziato. Se canta per almeno 3 round offrirà +1 sui TxC o sui TS (oppure +2 al morale) per la durata di 1 round per livello del bardo (5 round)]

“Sono esseri tipicamente alti, circa due metri e pesano parecchio, oltre il quintale. Sono massicci. Hanno una pelle molto spessa, ma non così resistente come il carapace dei raghi, tanto per intenderci. Tipicamente attacca con due le due zampe anteriori e con il morso, fate attenzione. Soprattutto al morso con il quale è in grado di inoculare del veleno nella ferita inflitta (veleno non istantaneamente letale, ma molto pericoloso perchè iniettato ad ogni morso). Come i ragni è in grado di costruire delle ragnatele.”

Per ispirare eroismo nei compagni continuò.

“Ricordate che li abbiamo già incontrati. Ricordate come li abbiamo sopraffatti e come abbiamo vinto lo scontro in cui anche questi esseri erano coinvolti?”

Per rispondere a questa domanda raccontò quanto avevano tutti vissuto insieme per riportare alla memoria di tutti la loro vittoria.

Mentre raccontava preparò l’arco e le frecce.

Finito il racconto disse “Cercherò di dare supporto da distante”.

GHINO - 15/09
Ghino si era addormentato solo dopo aver visto il goblin insieme a loro, ma non era tranquillo. Aveva passato la notte a rigirarsi inquieto e al risveglio era di pessimo umore.
Non disse una parola mentre faceva una colazione frugale e salivano.
Ascoltò le parole del goblin con attenzione, poi attese che gli altri decidessero il da farsi.
"Io vengo con te, in esplorazione." Rispose a Tabitha.
Quando prese la testa del gruppo sembrò che l'agitazione della notte lo abbandonasse. Si preparò ad avanzare, una mano appoggiata all'elsa della spada.


domenica 28 aprile 2024

SeTTiMaNa 16 - 2024

DUNGEON MASTER - 14/09
Man mano che il tempo passava il goblin sembrava sempre più sulle spine ed allo stesso tempo incerto su cosa fare. Infine parve essere finalmente riuscito ad uscire dall'impasse.

«Ora io capire!» sbottò all'improvviso, trionfante. «Voi pensa: "lui goblin, meglio noi no fida lui. Goblin brutti e cattivi". Io capisce voi: gente no ama noi, dice noi... ehmmm... come dire voi?... ah, sì, noi tutti sibdòli, noi dice cosa e noi fa altra.» Sospirò e si strinse nelle spalle. «Io no dice che voi sbaglia: noi a volte davvero sibdòli. Oggi però tutto diverso: mia tribù vuole va via, ma noi no ha posto dove va. Noi sale montagna, trova orco di ponte e figli di Mama Cap. Noi scende valle, gente di grande tribù vicino a lago fa noi culo come capanna. Noi sta qua. Ma qua Mama Cap. Noi bisogna aiuto. Se voi fa culo come capanna a Mama Cap e figli e anche orco di ponte, gente torna su sentiero: noi promette che noi mangia solo pochi pochi, noi mangia cervi... bleah... caprioli anche... anche loro no buoni, ma meglio che no mangia niente. Gente che passa, solo pochi pochi. Noi giura.»

«Io capo di clan, io promette» aggiunse, «voi dorme bene, riposa, domani fa culo come capanna a Mama Cap, noi goblin fa guardia che voi riposa bene. Io dorme qua, se mia tribù attacca voi, voi fa me culo come capanna. Io ortaggio, sì. Per mia tribù. Per mie femmine. Per miei piccoli. Poi, domani, dopo voi fa culo come capanna a Mama Cap, voi viene qui e tutti insieme fa grande festa goblin con cervi arrosto e caprioli e marmotte e tanta tanta birra goblin. Piace idea, sì?» Poi, improvvisamente, giunse le mani in un evidente atteggiamento supplichevole. «Io prega voi: aiuta noi. Davvero. Noi tanto tanto bisogno. Noi promette, noi diventa tanto tanto bravi goblin, sì!»


KREENA - 14/09
Kreena fulminò innanzitutto Jean con un'occhiataccia.
"Ecco, vedi cosa hai fatto, buzzurro?" - sbuffò inacidita.
Poi si avvicinò al goblin e [NDG: se questo non reagisce] gli diede una prima, timida pacchetta sulla testa, per poi continuare, lisciandolo come avrebbe fatto con un gatto.
"No, no piccolino, no ascoltere quello brutto lì, tu no preoccupare. Voi buoni...io sapere...cioè, no buoni da mangiare...buoni in quell'altro senso, no eroi come noi, ma buoni, a modo goblin...sibdòli ma buoni, ecco..."
Gli sorrise.
"Noi eroi, noi aiutare: eroi ora dormire, poi tu indicare casa di Mama Cap, noi andare, fare culo a capanna a lei, ai suoi cappi e pure a orco di grotta, così strada è libera, voi felici, noi felici, tutti felici e fare grande festa insieme!"
Riflettè un attimo, incerta su come continuare.
"Voi però promettere...mangiare viandanti no, abitanti no, pastori no...cervi, daini, lepri sì, gente no...mangiare gente è Male, voi buoni...se voi mangiare gente, voi diventare Male, eroi combattono Male, noi dover tornare e fare anche a voi culo a capanna..."
Sospirò.
"Io non volere, voi buoni, voi simpatici...io volere fare festa con voi, non a voi...capisc?" - chiese mimando prima una danza e poi un secco fendente dritto al collo.
Sorrise di nuovo.
"Ma se voi buoni, voi no preoccupare...sempre sotto protezione di Kreena Ammazzadraghi" - aggiunse, indicandosi il petto - "Voi fare dipinti a me, statue se volete...raccontare storie a vostri piccoli...io contenta, io tornare e portare cose...regali...oro...funghi...grappa...quel che vi piace e poi fare ancora festa insieme, sì?"
E gli strizzò l'occhio, facendo girare tra le dita una moneta scintillante. Poi gliela allungò.
"Ora noi dormire, domani tanto da fare...sterminio e poi festa...giornata da ricordare!"
Sorrise per la terza volta. Sbadigliò. E attese la sua reazione.


SCARLETT - 14/09
Il goblin non era affatto uno stupido, forse era semplice, ma non sciocco, infatti capì bene quale poteva essere l'ostacolo alla loro collaborazione, cioè che loro potessero non fidarsi della parola di un goblin.
A dirla tutta, Scarlett non credeva che volesse fregarli, perchè era abbastanza chiaro che gli ettercap fossero un problema, però apprezzò molto lo sforzo fatto dal piccoletto per ottenere il loro aiuto. Inoltre si stava offrendo di restare come ostaggio mentre riposavano così da dare una garanzia che la sua tribù non li avrebbe attaccati.
La Rossa annuì ripetutamente mentre Kreena lo rassicurava, precisando poi però che loro avrebbero dovuto smettere di mangiare i viandanti. Sarebbe stato perfetto riuscire davvero a convertirli ad una dieta che escludeva gli umanoidi, ma forse così su due piedi era complicato...però chissà: magari dopo aver ricevuto l'aiuto di cui avevano bisogno, sarebbero stati più propensi a prendere in considerazione la questione. Un passo alla volta.
Si era quasi strozzata con una risata quando la mora aveva detto al goblin che potevano farle statue e quadri, Scarlett aveva tossito una volta tirando poi fuori un sorriso.
"Come ha detto la mia amica, domani vi aiuteremo." quindi fece un cenno in direzione della foresta. "Devi forse avvertire chi era con te del nostro accordo? Così che lo sappiano. Ma soprattutto: come ti chiami? Così lo sappiamo se dobbiamo rivolgerci a te."
 

giovedì 18 aprile 2024

SeTTiMaNa 15 - 2024

DUNGEON MASTER - 14/09
[Tabitha] "Credi ci siano anche drow?" domandò strofinandosi nervosamente le mani. "Non mi sembra un posto che possa piacere alle nostre sorelle, ma... non so, non ce le vedo nemmeno a mangiare creature a caso. Forse sono assieme ad un ragno di qualche genere?"

«Francamente non credo che ce ne siano» rispose Kel-hatril, «semplicemente perché non riesco a vedere una ragione per loro per trovarsi in un posto così: il nostro ex popolo non fa le cose a caso e se sceglie un posto dove stare deve esserci una gran buona ragione per
farlo, specialmente poi se così vicino alla superficie. Lo sappiamo bene, no? Le città drow sono molto in profondità e ci vuole un lungo e pericoloso viaggio per risalire in superficie, il che fa sì che i loro pochi avamposti si trovino solo dove ne venga vista una vera necessità:
ma che necessità potrebbe esserci in un posto così? Insomma, non credo proprio: secondo me qui c'è solo una famiglia di ettercap, con forse qualche ragno come famiglio, che si è stabilita qui perché ha trovato una tribù di goblin comodissima per fare loro da gregge.»

Dopo una breve pausa poi aggiunse: «E... tanto per chiarezza... loro sono drow, noi siamo elfe scure. D'accordo?»


sabato 13 aprile 2024

SeTTiMaNa 14 - 2024

DUNGEON MASTER - 14/09
[Scarlett] "Io disegna, tu poi dire se come figli di Mama Cap, va bene?"

Il goblin fissò per qualche istante Scarlett con aria vagamente irritata: «Perché tu parla come deficiente?» chiese serio serio. «Io forse parla male ma io capisce bene. Io no deficiente. Tu no parla come deficiente. Me questo scoccia tanto.»

[Scarlett] "Essere così figli? Ettercap?"

«Aridaje che tu parla come deficiente» sbuffò il goblin. Poi indicò il disegno e ci picchiettò sopra un dito. «Lui Cap, io dice. Tu disegna da schifo, ma io sicuro... forse... questo come Cap, sì. Io crede...» Poi annuì due o tre volte. «Tu uccide Cap, sì? Tu uccide, noi lascia voi
passa. Tu no uccide, noi fa voi culo come capanna. Poi voi torna indietro... se vivi. Se morti, Mama Cap mangia.»


HAZA - 14/09
«Ottimo, a quanto pare abbiamo avuto a che fare con questo tipo di 'figli', quello che abbiamo affrontato subiva molto le fiamme, se non ricordo male.»
Haza non ne era certo, ma Scarlett avrebbe sicuramente potuto corroborare o smentire questo ricordo.
«Tuttavia quello aveva una 'mamma' che conosciamo ancora meglio..."
lo sguardo passò fugacemente sulle due drow del gruppo
"potremmo trovarci ad avere a che fare con un'altra 'mamma' di quello stesso tipo. Pensate di concedere lo stesso tipo di indulgenza anche in questo caso?»


SCARLETT - 14/09
[Goblin] «Io forse parla male ma io capisce bene. Io no deficiente. Tu no parla come
deficiente. Me questo scoccia tanto.»

Scarlett accennò un sorriso di scuse, effettivamente il piccoletto sembrava capire il comune, e lei era stata stupida a pensare che un discorso sul disegnare potesse risultare complesso.
"Ti chiedo perdono, hai ragione." la maga chinò il capo nuovamente, quindi mostrò il suo disegno al goblin. Non che fosse un'opera d'arte, ma aveva tutto quello che lo avrebbe identificato come un ettercap, e il piccoletto glielo confermò.
Scarlett sorrise, questa volta ampiamente, annuendo subito dopo. "Oh sì, noi lo uccidiamo. Siamo eroi, ne abbiamo già incontrato uno ed è morto."
A quel punto Scarlett udì le parole di Haza e si voltò verso il nano. "Non ricordo particolari debolezze alle fiamme, ma è stato un combattimento piuttosto acceso e c'erano anche molti ragni e drow, quindi potrei anche sbagliarmi in merito." [NdG: scusate ho riletto un po' il combattimento, ma non mi pare di aver trovato che fosse stato colpito da palle di fuoco, quindi lascio il beneficio del dubbio ^_^ ]
Poi lo sguardo di Scarlett si fece un po' più attento ed affilato. "Haza, per quanto io sia una fervente sostenitrice della diplomazia - anche in funzione del fatto che parlando magari si possono salvare delle vite, comprese le nostre -, so capire quando ho davanti qualcuno con cui ha senso parlare. La mamma di quell'ettercap nella miniera ne è un esempio, tant'è che il suo bastone ora è il mio." La Rossa passò lo sguardo sulle due drow e poi fece un cenno in direzione del goblin. "Non si fa tutta l'erba un fascio, nè in un senso, né nell'altro. Non tutti i drow sono malvagi, ma non tutti vogliono cambiare vita. Non tutti i goblin o i coboldi sono per forza nemici, ma non tutti sono ragionevoli e disposti al dialogo. La possibilità la dò, ma non deve essere a senso unico."


TABITHA - 14/09
Tabitha si era leggermente rilassata quando aveva capito che il goblin era davvero disposto al dialogo, ed evidentemente anche quanti lo accompagnavano - forse cinque o qualcuno di più visto che quelli erano già mille mila per il piccoletto.
Quando Scarlett aveva fatto il disegno e avanzato l'idea che i figli e la mamma nominati dal goblin potessero essere ettercap, l'elfa si era leggermente irrigidita e aveva stretto la mano di Morgon. Ettercap significava ragni e, potenzialmente, drow.
Tabitha deglutì, quindi gettò un'occhiata a Morgon e si avvicinò a Scarlett. Il disegno fatto dalla maga era chiaramente di una di quelle creature, di conseguenza la conferma del goblin era praticamente una certezza. Le si chiuse lo stomaco.
Scrollò poi la testa facendo ondeggiare i lunghi capelli quando Haza parlò delle fiamme. "No, non ricordo che abbiano una debolezza di quel genere." tirò fuori cercando di mantenere salda la voce. "Sono creature che vanno d'accordo solo con i ragni, perchè si alleano spesso per cacciare, e con i drow che li catturano e ai quali obbediscono. Hanno la pelle più spessa del normale, ma non dura come quella dei ragni, e attaccano con le zampe davanti e con il morso, che è la cosa peggiore in assoluto perchè tramite quello iniettano sempre del veleno letale. Inoltre sanno anche costruire ragnatele."
A quel punto Tabitha si zittì e cercò con lo sguardo la sorella. "Credi ci siano anche drow?" domandò strofinandosi nervosamente le mani. "Non mi sembra un posto che possa piacere alle nostre sorelle, ma... non so, non ce le vedo nemmeno a mangiare creature a caso. Forse sono assieme ad un ragno di qualche genere?"
Piuttosto che una delle sorelle forse era meglio un ragno... forse.


JEAN - 14/09
“Porca troia, Bardell, questo sì che è materiale per una cazzo canzone! Manipolo di eroi minacciato da mille mila goblin - al momento quantificabili nel numero di due - decide di fottersene della propria missione per andare ad uccidere Mama Cap, presumibilmente un ragno gigante i cui figli ettercap mordono ed iniettano veleno letale. Poi magari ci lamentiamo se qualcuno ci lascia le penne.”
Jean sputò a terra e rinfoderò le spade:
“D’altronde la mia adorata fanciulla, qua, è sensibile alle angherie subite dalle razze oppresse. Mi stupisce che non si definisca anche baronessa dei goblin, oltre che ammazza draghi.”
La guardò in tralice e concluse:
“Forse conoscendola è proprio il suo obiettivo ed ogni volta trascina anche noi in queste situazioni, di solito assimilabili ad un bel bagno in una tinozza piena di merda di cavallo fumante. Hey Kree, almeno convincili a farci dormire prima. Non sto ad entrare personalmente nel discorso perché a quanto pare il mio linguaggio forbito è un po’ troppo complesso per il nostro nuovo amico.”

sabato 6 aprile 2024

SeTTiMaNa 13 - 2024

JEAN - 14/09
Jean osservava il siparietto indeciso se goderselo oppure piantare una spada nella gola di quel pluridannato goblin. Kreena, però, aveva ormai preso in mano la situazione e quindi non c’era molto che si potesse fare per impedirle di portare a termine la sua personale trattativa.
“Per il buco del culo del Tredicesimo, Kree, non potresti comprare uno stramaledetto cane? O un gatto, magari. Li preferisco decisamente.”
Era già successo troppe volte, nulla e nessuno l’avrebbe distolta, anche se quei goblin fossero stati solamente cinque, ormai avrebbe voluto vedere con i proprio occhi Mama Cap ed i suoi beneamati figlioli. Scosse la testa, rassegnato. 
“Non ci arriveremo mai a destinazione, pluridannazione. Che io sia fottuto con una picca se ci arriviamo.”


INDEVAR - 14/09
La scena era insolita, ma non era l’unica accaduta ultimamente, fra guardie al mercato e goblin, non sapeva cosa era più strano a suo parere.


HAZA - 14/09
La descrizione relativa ai figli di Mama Cap aveva suggerito ad Haza una sorta di insetti umanoidi, ma la reazione del goblin gli fece capire di essersi sbagliato. In effetti, probabilmente l'esserino avrebbe parlato di 'millemila artigli' per raccontare delle zampe di un ragno.
Decise di tranquillizzare il loro interlocutore.
«Niente ragni sotto il ponte? Peccato, buono lo spezzatino di ragni. Faremo senza.»


SCARLETT - 14/09
Scarlett sorrise annuendo. "Grazie." disse al goblin. Visto che fino a tre sapeva evidentemente contare, e che un cinque per lui erano mille mila e non erano così tanti, c'era una buona possibilità che fossero davvero tre, magari quattro se proprio.
La testa della Rossa nel frattempo però continuava ad elaborare quanto aveva detto il piccoletto sui figli e su Mama Cap. Aveva preso in considerazione alcune creature scartandole per la questione delle zanne che, a detta del goblin, erano velenose, poi Haza aveva parlato di un ragno - non un'ipotesi poi così assurda -, ma vista la reazione del goblin era da scartare.
Scarlett emise un lieve sbuffo, quasi arrendendosi all'idea che non avrebbe capito con cosa potevano trovarsi ad avere a che fare, a quel punto Haza rassicurò il piccoletto che non c'erano ragni mentre lei tamburellava nervosamente le dita sul legno del suo bastone. 
Passò un secondo e gli occhi della Rossa si spalancarono leggermente spostandosi proprio su quell'arma magica che era stata di Kel-arish: lei era arrivata con drow e ragni...e un'altra creatura che aveva cose in comune con gli aracnidi che piacevano tanto ai drow.
Scarlett frugò rapidamente nello zaino cercando un pezzo di pergamena e qualcosa per scrivere, quindi li indicò al goblin.
"Io disegna, tu poi dire se come figli di Mama Cap, va bene?" domandò al goblin iniziando subito a scarabocchiare una creatura, cercando di farlo il più possibile simile a come lo ricordava lei senza lasciarsi influenzare da quanto detto dal goblin.
Dopo un attimo Scarlett allungò il foglio verso il piccoletto. "Essere così figli? Ettercap?" il che richiamava anche piuttosto chiaramente il nome della presunta madre: Mama Cap.


KREENA - 14/09
Kreena ci rimase un po' male quando il goblin rifiutò la mano.
"Maleducato" - bofonchiò - "E neanche si è presentato...è proprio vero, non esistono più gentiluomini...o gentilgoblin...al giorno d'oggi..."
Sospirò, poi rimase a fissare Scarlett meditabonda, si grattò la testa, infine s'illuminò.
"Ehi! Quel brutto muso c'era nella caverna di Kelly!" - esclamò.
Si voltò di nuovo verso il goblin.
"Essere quello figlio Mama Cap, sì?"- disse indicando a sua volta il disegno finito dall'amica.

giovedì 28 marzo 2024

SeTTiManA 12 - 2024

DUNGEON MASTER - 14/09
[Kreena] "Niente fregature. Noi avventurieri, noi eroi, noi girare il mondo per aiutare piccola gente come voi. Noi uccidere Mama Cap, no problema. Uccidere e prendere tesoro, così tutti contenti"

(NdG: tiro su Carisma per Kreena passato... a stento...) Il goblin fissò Kreena per parecchi secondi, con espressione combattuta, ma infine parve aver preso una decisione: «Io no sicuro che tu no tira fregature» osservò. «Ma tu dice che voi gira mondo per aiutare gente in cambio di tesori e io crede questo, sì. Io pensa che tu forse dice vero. Allora voi uccide Mama Cap e suoi figli, prende tesoro e tutti contenti. Però, voi no riesce a fare questo, voi dà noi uno per Mama Cap per lei mangia. Voi no fa questo, noi fa voi guerra. Noi millemila. Voi pensa bene questo, sì!»

[Kreena] "Figli però non so. Noi eroi, non uccidere piccoli. Come sono? Brutti? Grandi? Cattivi? Anche loro mangia voi?"

«Figli brutti come Mama Cap, io crede» rispose il goblin. «Io mai visto Mama Cap. Goblin che vede Mama Cap poi Mama Cap mangia. Io vivo, io no visto Mama Cap. Io visto figli, però. Io dice loro brutti tanto. E cattivi, anche. Grossi. Pelosi. Zanne. Braccia luuunghe. Artigli. Brutti. Pericolosi, anche. Voi uccide loro.»

[Ghino] "E a cosa assomigliano Mama Cap e i suoi bambini? Dove si trova la loro casa, qui vicino?"

«Già detto, loro grossi» si guardò intorno e poi indicò Brom. «Grossi come soldato grosso. Ma diversi, oh, sì, diversi tanto. Pance grosse. Spalle che va giù. Braccia luuunghe fino a piedi. Artigli lunghi. Teste piccole. Occhi grossi. Zanne fuori di bocca. Zanne tira fuori veleno,
anche. Brutti brutti brutti, sì. Pericolosi. Loro casa in galleria, su su in alto, vicino a ponte di orco. Prima di ponte. Io dice che loro no sa di orco, o prende lui e porta a Mama Cap per lei mangia.»


KREENA - 14/09
"Noi pensa benissimo" - rispose Kree picchiettandosi la tempia con l'indice - "Noi eroi. Eroi andare e uccidere Male, mai fregare. No guerra, no ortaggi. Se fallire, noi morti, Mama Cap mangiare noi. "
Riflettè un istante.
"Ma noi no morire. Noi ucciderei Lei e brutti cosi bambini, così voi liberi, orco libero, ballare su ossa e fare festa insieme, felici e contenti"
E per sottolineare le parole fece una riverenza.
"Io Kreena Ammazzadraghi, Signora delle Ombre"
Si sputò sul palmo della mano e lo tese al goblin.
"Io famosa. Io promettere su sputo. Grandissima promessa. Mai infrangere"
Gli sorrise e i suoi occhi sfavillarono.
"Avere patto, sì?"

NdG
Sapete che ha una passione per le creaturine, non lasciatela a parlamentare... ^________________-


SCARLETT - 14/09
Visto che Kreena era riuscita a conquistare abbastanza la fiducia del goblin per poterci parlare, Scarlett si era portata un po' più vicino alla compagna, mostrandosi al goblin in modo che vedesse che non aveva cattive intenzioni se non solo di ascoltare e parlare.
Quindi, a parte i millemila goblin, i problemi erano sicuramente quella Mama Cap, i figli. C'era pure un orco che, però, forse sarebbe stato contento di levarsi dai piedi quell'ingorda di Mama Cap, e non era detto che sarebbe stato un problema.
La descrizione data dal goblin riguardo i figli, e quindi potenzialmente anche di Mama Cap, fece mettere in moto la testa della Rossa: c'era qualche opzione su cosa fossero, e se lo capivano era meglio, ma anche un'altra cosa poteva essere fondamentale, ovvero quanti erano quei benedetti figli.
Scarlett osservò per un attimo il goblin. "Quanti sono i figli di Mama Cap?" domandò, ma subito tese una mano con due dita alzate. "Così?" domandò toccandosi le punte delle dita con l'altra mano, ad indicare due soggetti. Del resto parlava al plurale, quindi almeno due dovevano essere. Poi aprì totalmente la mano. "Oppure così?" attese un attimo, per dare modo al goblin di capire, quindi mostrò due mani stendendo una alla volta le dita. "O così tanti?"
Aspettò una risposta, non pretendeva che il goblin le desse un numero preciso, ma una stima sarebbe stata meglio che niente.
"Loro abitano in galleria su in alto, ma stanno là o vanno in giro? Vengono anche qui più giù?"


HAZA - 14/09
«Una alla volta, vengono fuori altri problemi. Chissà se l'orco ci lascerà stare dopo aver fatto lo spezzatino di ragno. Forse vale la pena chiedergli come si comporta l'orco verso umani e goblin.»


DUNGEON MASTER - 14/09
[Kreena] "Noi eroi. Eroi andare e uccidere Male, mai fregare. No guerra, no ortaggi. Se fallire, noi morti, Mama Cap mangiare noi. "

Il goblin fissò pensosamente Kreena per qualche istante, poi annuì: «Tu dice giusto, sì» convenne. «Ortaggi forse no serve, allora.» Poi fissò con aria fra il perplesso e lo schifato la mano protesa di Kreena sulla quale lei aveva sputato. «Tu sputazz su mano e vuole che io tocca tua bauscia de schif? Bleah! Noi goblin no piace questo, no davvero.» Ed ostentatamente ignorò la mano.

[Scarlett] "Così?" domandò toccandosi le punte delle dita con l'altra mano, ad indicare due soggetti.

Il goblin osservò attentamente la mano e poi fece: «Uuuno... duuue...»

[Scarlett] Poi aprì totalmente la mano. "Oppure così?"

Il goblin osservò ancora la mano e poi fece: «Millemila? Nooo... no così tanti!»

[Scarlett] quindi mostrò due mani stendendo una alla volta le dita. "O così tanti?"

Il goblin osservò nuovamente le mani, aggrottò la fronte per riflettere sulla differenza fra una e due mani e poi fece: «Millemila? Nooo... no così tanti!»

Poi mostrò un dito alzato e disse: «Uuuno.» Sollevò un altro dito ed aggiunse: «Duuue.» Sollevò ancora un dito e fece: «Treee. No millemila: treee.» Poi fece una specie di sorriso goblinesco, contento di essersi spiegato.

[Haza] "Chissà se l'orco ci lascerà stare dopo aver fatto lo spezzatino di ragno."

«Ragno?!?» fece il goblin in tono allarmato guardandosi rapidamente attorno. «Dove ragno?»
 

martedì 19 marzo 2024

SeTTiMaNa 11 - 2024

GHINO - 14/09
Ghino era sdraiato, nel dormiveglia, sulla terra nuda. Rabbrividiva dal freddo, pensando alle coperte tiepide in cui si era rintanato nei giorni precedenti.
Un rumore gli fece aprire gli occhi: attorno a lui un'armata di piccoli goblin dalle armature spezzate, dalle spade storte e arrugginite. Uno di loro stava in piedi nella luce del fuoco.
"Noi essere millemila..." diceva.

Si svegliò, i brandelli del sogno erano diventati realtà. Il goblin c'era davvero e forse anche l'armata sgangherata dei suoi compagni.
Si alzò lento, impugnando la spada, una voglia maledetta di fare tre passi e sparire nell'oscurità fuori dal limitare della luce.
Invece ascoltò, imponendosi di stare calmo. 
Per una volta Kreena sembrava aver avuto una buona idea.
Attese, stringendo l'elsa, gli occhi che saettavano in cento direzioni diverse.


DUNGEON MASTER - 14/09
[Kreena] "...noi liberato da strega Kelath..." Guardò un attimo in direzione di Kelly, come per assicurarsi che reggesse il gioco. "Lei nera, cattiva..sputava ghiaccio davanti e fuoco dietro...per capirci..."

Al suono della voce del goblin Kel-hatril aprì un occhio, poi, sentendo le parole di Kreena, aprì anche l'altro per fulminare la ladra con un'occhiata gelida. «Cos'è che tirerei fuori da dietro, io? Fuoco?» sibilò, attenta però a non farsi sentire anche dal goblin. «Nemmeno mangiassi peperoncino a pranzo e cena...» Poi si zittì nel notare che il goblin si stava cautamente facendo avanti di nuovo dall'oscurità.

«Voi aiutare?» fece eco il mostriciattolo in tono sospettoso. «Dove sta fregatura?» Emise un suono che poteva essere qualcosa di simile ad uno sbuffo sprezzante. «Voi uccide Mama Cap per noi? Mama Cap e tutti suoi bambini? Io dice che voi paura di noi millemila e dice bugia per salvare culo. Io sa cosa tu pensa: "goblin stupidi, noi spara panzana che noi aiuta, loro fessi crede, noi fa finta di aiutare e invece va via, salva culo e lascia goblin con Mama Cap ancora affamata".» Di colpo il goblin si azzittì, assunse per parecchi secondi un'aria pensosa e poi riprese: «Però bella cosa se voi no dice bugia. Se voi aiuta. Noi fa così: voi lascia noi uno a fare da ortaggio, io viene con voi e indica casa di Mama Cap, voi uccide Mama Cap, io torna da tribù, libera vostro ortaggio, ortaggio torna da voi. Voi felici che salva culo di voi. Voi felici anche che salva culo di ortaggio. Ortaggio molto felice, anche. Noi molto molto felici che Mama Cap morta. Anche bambini di Mama Cap morti: cosa molto buona anche questa, sì. Mama Cap e bambini no felici, ma noi frega niente di questo.» Fece un largo ghigno ed aggiunse: «Bella idea, questa, sì?» Fece per voltarsi e tornare nell'oscurità, ma prima disse: «Voi pensa a idea, poi chiama me e io viene a sentire risposta.» Deto questo, sparì nel buio.

Pochi secondi dopo però la sua voce si fece udire di nuovo: «Una volta qui molti viaggiatori. Mama Cap mangia qualcuno, a volte. Io dice che Mama Cap ha tesoro di viaggiatori mangiati. Voi gente grande piace tesori, sì! Tu pensa a questo...»


KREENA - 14/09
Kreena sbuffò, vedendo il goblin pronto a scappar via di nuovo.
"Aspetta, aspetta, nanetto frettoloso!"
Avanzò di un passo nella sua direzione.
"Niente fregature. Noi avventurieri, noi eroi, noi girare il mondo per aiutare piccola gente come voi. Noi uccidere Mama Cap, no problema. Uccidere e prendere tesoro, così tutti contenti"
Si grattò la testa.
"Figli però non so. Noi eroi, non uccidere piccoli. Come sono? Brutti? Grandi? Cattivi? Anche loro mangia voi?"
Sembrò riflettere a sua volta.
"Perchè se loro mangia voi, allora mostri e noi mostri uccidere: capisc?"
Fece un sorrisetto.
"Però niente ortaggi, ortaggi non lasciare: patate arrosto, semmai. Voi piacere patate?"


GHINO - 14/09
Quando Kreena fece le sue domande al goblin, Ghino si avvicinò e attese il momento buono per parlare.
"E a cosa assomigliano Mama Cap e i suoi bambini? Dove si trova la loro casa, qui vicino?" 
Chiese senza avvicinarsi troppo, per non sembrare minaccioso.


HAZA - 14/09
Ammesso che il goblin non stesse mentendo, rendere più sicura quella strada era qualcosa a cui il gruppo non poteva sottrarsi, sebbene rappresentasse un rallentamento sulla tabella di marcia e, probabilmente, anche una notte di sonno persa.
 
"E a cosa assomigliano Mama Cap e i suoi bambini? Dove si trova la loro casa, qui vicino?" 

Ghino aveva posto un'ottima domanda. 
E la risposta era forse meglio ottenerla prima di promettere qualsiasi cosa.

Ad Haza però impensieriva una delle richieste del goblin. Di fatto, nel giro di due giorni, due potenziali nemici avevano fatto richieste simili.
"Anche loro vogliono in ostaggio un qualche membro del gruppo. Come i Manti Grigi. Che ci sia uno zampino di quegli altri, dietro questa comparsata notturna?"

giovedì 14 marzo 2024

SeTTiMaNa 10 - 2024

MORGON - 14/09
Morgon era stato particolarmente silenzioso all'uscita dalla prigione. Capiva benissimo che tutta quella faccenda in qualche modo si era conclusa grazie ad interventi altrui, nonostante il suo disastroso intervento.
Capiva anche che continuare a rimuginare su quella faccenda non avrebbe fatto bene, per cui si ripromise di smetterla. Ma a volte la mente gioca brutti scherzi ed infatti, quella notte passata abbracciato a Tabitha era trascorsa silenziosa.
La mattina dopo, in qualche modo, non vedeva l'ora di andare via da La Soglia. Era felice di avere Tabitha al fianco. La cosa, come sempre, lo faceva stare bene. 
Fu in quel momento, quando uscivano dalla cittadina, che a Morgon venne in mente la sciarpa che aveva comprato per Tabitha... maledisse la sua testa ed il suo continuo pensare a quanto accaduto il giorno prima.
Pensò a come fare per rimediare.

L'incrocio con i Manti Grigi cercò di dimenticarlo in fretta. Strinse forte la mano alla drow e proseguì. Quando si accamparono, dopo la cena, chiese a Tabitha se poteva accompagnarlo. La prese per mano, la condusse a pochi passi di distanza dal gruppo, dando loro le spalle e mettendosi di fronte a lei, trasse da una borsa appesa alla cintura la sciarpa che aveva preso il giorno prima.
"Per te. Un piccolo regalo. Un piccolo modo per dirti che ti voglio bene. Davvero."

NdG
Morgon non farebbe turni di guardia per non perdere la possibilità di usare incantesimi il giorno dopo


TABITHA - 14/09
Non appena avevano finito di cenare, Morgon le aveva chiesto se poteva andare con lui un attimo. Tabitha l'aveva osservato inclinando la testa con curiosità, chiedendosi il perchè di quella richiesta, ma subito si era alzata e l'aveva seguito con un sorriso, certa che doveva aver un buon motivo.
E se magari voleva dirle che aveva cambiato idea su di lei, loro? Di colpo lo stomaco le si chiuse, minacciando di farle rivedere tutta la cena, ma poi si rese conto che lui la stava tenendo per mano, l'aveva cercata lui, perchè avrebbe dovuto farlo se voleva dirle una cosa del genere? Le avrebbe semplicemente chiesto di seguirlo, senza aggiungere quel gesto sempre così dolce e gentile. Così Tabitha prese un bel respiro e scacciò quei pensieri prima che lui potesse notare il suo improvviso picco di ansia.
Morgon si fermò a poca distanza dall'accampamento, poco oltre il primo cerchio di alberi della radura, abbastanza vicino al gruppo da non correre rischi, ma abbastanza lontano perchè la loro conversazione restasse privata.
Il bardo si posizionò dando le spalle al fuoco, la cui luce filtrava a tratti in quella zona, e Tabitha si fermò, voltandosi per guardarlo in viso. Sorrise, osservandolo mentre cercava qualcosa in una borsa che portava appesa alla cintura, fino a che ne estrasse una sciarpa viola che le porse.

"Per te. Un piccolo regalo. Un piccolo modo per dirti che ti voglio bene. Davvero."

Tabitha sgranò gli occhi, posandoli sul lungo pezzo di stoffa impalpabile che brillava alla luce del fuoco. Non aveva visto Morgon fare quell'acquisto, non aveva la più pallida idea di quando fosse riuscito a comprarla, e forse nemmeno le importava. Riusciva solo a pensare a quanto Morgon fosse stato così gentile da pensare di farle un regalo. A lei.
I grandi occhi viola di Tabitha incrociarono lo sguardo del bardo, e lei si trovò a sbattere ripetutamente le palpebre per controllare le lacrime di felicità che glieli avevano inumiditi. Un secondo dopo, prima ancora di prendere il dono, Tabitha gettò le braccia al collo di Morgon, stringendosi a lui con forza. 
"Oh, grazie! Grazie! É stupenda, non dovevi!"  
Solo dopo un attimo l'elfa allentò la presa quel che le bastava per scostarsi il minimo che le serviva per poter guardare di nuovo il dono. Tabitha teneva ancora un braccio attorno alle spalle di Morgon, mentre l'altro lo aveva abbassato, facendo scorrere delicatamente la mano sulla stoffa viola, perfettamente intonata al colore dei suoi occhi.
L'aveva poi presa quasi con deferenza, lasciando che scorresse prima tra le sue dita e poi lungo il braccio, facendola finire attorno al collo in modo che non le potesse cadere, e infine aveva alzato di nuovo lo sguardo su Morgon.
Un sorriso bellissimo le piegò le labbra  e si espanse su tutto il suo viso, fino ad illuminarle le iridi.
"Grazie." ripeté un secondo prima di alzarsi sulle punte dei piedi per posargli un bacio a poca distanza dall'angolo delle labbra. Arrossì, ma non perse il sorriso né abbassò lo sguardo, poi lo abbracciò di nuovo, sprofondando il viso nell'incavo del suo collo. "Anche io ti voglio bene, Morgon."
Poi di colpo si risollevò guardandolo per un attimo negli occhi prima di abbassarli. "Io però non ho un regalo per te. Mi dispiace tanto... che sciocca, non ci ho pensato, avrei potuto..." iniziò a farfugliare dispiaciuta come non mai.


GHINO - 14/09
I primi giorni era contento di essere tornato alla civiltà. Aveva mangiato e bevuto a sazietà, si era goduto ogni notte passata in un letto caldo e le occasionali visite al bordello locale.
Ma poi erano rimasti invischiati nell'indecisione, intrappolati da quella Edra e dai suoi scagnozzi grigi. Aveva perso interesse a ogni tentativo di risolvere la situazione, limitandosi ad aspettare gli altri nella taverna, bevendo spesso da solo nella sala comune.
Quando gli altri tornarono con la notizia che la situazione si era finalmente sbloccata, si era ripreso e preparato in fretta per la partenza.
Uscire dalla città, riprendere il cammino e incrociare lo sguardo mesto dei Grigi non aveva prezzo, dopo quel periodo di inattività forzata.
Sentiva voglia di infilarsi in qualche sotterraneo pericoloso, nonostante il lungo periodo passato nella miniera di Kel-Athril. Si sorprese anche a fischiettare durante la lunga salita: era di buon umore.
Quando si fermarono per la cena, Scarlett chiese aiuto per cucinare.
Ghino estrasse due padelle dalle profondità della borsa conservante, lasciandole alla rossa.
"Vado in cerca di selvaggina, arrivo." 
Torno dopo una mezz'ora con quattro conigli, dei tuberi che aveva trovato in mezzo a un prato e qualche erba officinale.
"Questi dovrebbero macerare una notte in vino e ginepro, ma per stavolta credo che basti così." Terminò con un sorriso che non appariva sul suo volto da troppo tempo.


DUNGEON MASTER - 14/09
Concordati che furono i turni di guardia, i primi due (NdG: Jean e Indevar) si scelsero i posti dai quali montare la guardia mentre gli altri si sistemarono per la notte.

Non molto tempo dopo che il movimento nel campo si fu placato le due sentinelle iniziarono a percepire che qualcosa di strano stava accadendo: sensazioni, più che certezze, di movimenti al di là del limitare del campo.

Infine, circa a metà del turno di guardia, un goblin si fece avanti guardingo, con una spada corta stretta in pugno e proteggendosi con uno scudo rotondo; arrivato ad un paio di passi all'interno dell'area illuminata dal fuoco, depose la spada al suolo e sollevò la mano nel
gesto universale di chi vuole parlamentare.

Guardandosi intorno ma palesemente prestando attenzione a non fissare direttamente il fuoco disse: «Io vuole parla a voi. Voi grossi ma voi pochi. Noi piccoli ma noi millemila, qui in buio. Io dice voi meglio sta fermi e parla. Voi parla a me?»


JEAN - 14/09
[Flashback]:
Infine, ripartirono da La Soglia… Non era stato proprio il soggiorno che sognava, ma non era andata male dopotutto. Osservò Kreena, accanto a lui, quindi riservò alle porte della città un’eloquente occhiata di rimpianto. Sospirò e si mise al seguito di Bardell, che rientrava per il momento tra le cose buone avvenute nelle ultime ore. 

Non era passato molto quando incrociarono i Manti Grigi. Non destavano più alcuna preoccupazione, sapeva che avrebbe dovuto semplicemente lasciar perdere, ma il suo sguardò vagò attentamente tra le loro fila alla ricerca di un obiettivo preciso che non tardò ad inquadrare. Eccolo lì. Rallentò leggermente l’andatura e lo fissò.

[NDG: in funzione della reazione che il DM sceglierà mi riservo qualche altra riga di flashback]

Alla proposta dei turni di guardia rilanciata da Kreena, il darokiniano la schernì:
“Comprensibile. Non riusciresti a stare all’erta un attimo con me nei paraggi.” Le sorrise in tralice e si dispose per il primo turno con Indevar. A dir la verità non era neppure stanco…

Gli altri quasi non fecero in tempo ad addormentarsi che dei rumori piuttosto evidenti misero le sentinelle sul chi va là... [NDG per DM: si riesce a dare una dimensione ai rumori che si sentono? Non pretendo di capire il numero, solo escludere che possa trattarsi di un esercito. Do per scontato di sì, se così non fosse non tenete conto del proseiguo]
Jean strinse le spade, in posizione di guardia, pronto a praticare vari fori aggiuntivi sulla prima cosa che gli si fosse parata davanti, Manto Grigio o Manticora che fosse, e stava per farlo… Si fermò appena in tempo. Un goblin solitario, piuttosto coraggioso dovette ammettere a sé stesso lo spadaccino, si era fatto avanti con spada e scudo levati, ma prima di provocare la sua reazione li aveva deposti a terra sollevando le mani. 
Jean non si mosse di un millimetro mentre quello parlava in comune stentato, né lo fece quando ebbe terminato e mentre rispondeva:
“Per le palle di Perelandro, possibile che siamo perseguitati da questi plurifottuti umanoidi ovunque andiamo?! Deve essere la puzza di Filth che li attrae, una specie di cazzo di feromone per mostriciattoli verdi. Roba da non credere.”
Con una delle due lame indicò il goblin e subito dopo descrisse un arco che abbracciava l’oscurità subito dietro ad esso:
“Mi piace che tu abbia parlato chiaro. Adesso ascoltami bene perché farò altrettanto. Una sola mossa falsa da parte tua o dei tuoi amici e nei successivi tre secondi succederanno queste cose: prima sveglierò i miei compagni, poi tu morirai. Sarà una cosa molto rapida. Non sono un grande ascoltatore, quindi se hai qualcosa da dire che valga la pena dilla in fretta.”


DUNGEON MASTER - 14/09
[Jean Tannen] Non era passato molto quando incrociarono i Manti Grigi. Non destavano più alcuna preoccupazione, sapeva che avrebbe dovuto semplicemente lasciar perdere, ma il suo sguardò vagò attentamente tra le loro fila alla ricerca di un obiettivo preciso che non tardò ad inquadrare. Eccolo lì. Rallentò leggermente l’andatura e lo fissò.

Il Manto Grigio si accorse dello sguardo fisso su di lui e borbottò infastidito al compagno più vicino: «Ma che ha da fissare quello là?». «Boh...» fu la diplomatica risposta, poi: «Magari gli piaci...» aggiunse ridacchiando. «Fanculo» ribatté scocciato il primo dei due.

Evidentemente per lui la faccenda dell'insulto a Kreena era del tutto dimenticata, ammesso e non concesso che si fosse mai reso conto anche in precedenza dello sdegno di Jean.


DUNGEON MASTER - 14/09
[Jean Tannen] “Per le palle di Perelandro, possibile che siamo perseguitati da questi plurifottuti umanoidi ovunque andiamo?! Deve essere la puzza di Filth che li attrae, una specie di cazzo di feromone per mostriciattoli verdi. Roba da non credere.”
Con una delle due lame indicò il goblin e subito dopo descrisse un arco che abbracciava l’oscurità subito dietro ad esso: “Mi piace che tu abbia parlato chiaro. Adesso ascoltami bene perché farò altrettanto. Una sola mossa falsa da parte tua o dei tuoi amici e nei successivi tre secondi succederanno queste cose: prima sveglierò i miei compagni, poi tu morirai. Sarà una cosa molto rapida. Non sono un grande ascoltatore, quindi se hai qualcosa da dire che valga la pena dilla in fretta.”

Il goblin fissò a bocca aperta Jean: «Tu parla, parla tanto. Io capisce un cazzo di tu parla. Tu uno. Noi millemila. Tu parla bene, noi no fa te culo come capanna. Tu blablabla tanto, noi fa culo come capanna.»

[NdG] I rumori che si erano sentiti erano leggeri: di certo non un esercito, ma è altrettanto certo che chi sia capace di muoversi bene al buio (come ad esempio i goblin...) di rumore non ne fa tanto.

[NdG] Per chiarire: il goblin ha posato solo la spada, ma lo scudo se lo sta tenendo davanti per bene. Mica si fida…


JEAN - 14/09
Jean represse un mezzo sorriso:
“Hai ragione mezza sega. Facciamola facile, che cazzo vuoi?”


DUNGEON MASTER - 14/09
Il goblin fece una faccia perplessa e rispose: «Sega? Cosa è "sega"?»
Poi distese i lineamenti per aggiungere: «Ma io capito "che cazzo vuoi", sì. Allora io spiega. Voi pochi. Noi millemila. Voi dà noi uno di voi. Meglio femmina: più morbida. Noi dà femmina a Mama Cap. Mama Cap mangia. Mama Cap contenta. Mama Cap no mangia noi. Noi contenti. Noi lascia voi va via. Voi contenti. Femmina che Mama Cap mangia no tanto contenta. Ma femmina una sola. Poi, femmina no conta. Altri voi va via vivi. Contenti. Voi no dà femmina, noi fa voi culo come capanna. Voi morti. Voi no contenti. Mama Cap ancora fame. Mama Cap vuole uno di goblin. Lei mangia. Lei contenta. Però noi no tanto contenti che mangia goblin. Goblin mangiato no contento.» Fece una specie di smorfia che per lui
doveva essere un ampio sorriso. «Allora io dice: meglio se voi dà femmina. Femmina no conta. Se no culo come capanna. Voi pochi. Noi millemila. Capito, sì?»

Detto questo, che forse era stato il più lungo e complesso discorso di tutta la sua vita, il goblin raccolse la spada e, rivolgendosi a qualcuno dietro le sue spalle, abbaiò un ordine. Un istante dopo una freccia sibilò dall'oscurità ed andò a conficcarsi nel terreno a due
spanne dai piedi di Jean.

«Noi no scherza, capito, sì?» rincarò il goblin. «Voi pochi. Noi millemila.» Detto questo, si ritirò nell'oscurità.


GHINO - 14/09
NdG
La domanda è molto naturale e ovvia.
I dormienti si svegliano o continuano a cavalcare nelle praterie di Morfeo?


DUNGEON MASTER - 14/09
Mettiamola così: non credo che Jean abbia alcun interesse a parlare sottovoce e d'altronde anche il goblin probabilmente si sente abbastanza al sicuro da non abbassare la voce (piuttosto stridula, come tipico dei goblin) dal momento che loro sono "millemila".

Insomma, lascio a voi la scelta sul fatto che i rispettivi PG si siano svegliati. Tranne Indevar, ovviamente, che essendo di guardia dovrebbe essere sveglio per definizione.


HAZA - 14/09
Il problema con i Manti Grigi si era dissipato come nebbia, ma proprio come la nebbia potevano tornare.
Per Haza, vederli scorrere di fianco a loro ma in direzione opposta era un sollievo effimero. Dava al gruppo un po' di vantaggio, ma ben poco. Il nano era convinto che se li sarebbero trovati dietro, pronti a cogliere un momento buono per attaccarli, oppure in attesa che trovassero quanto cercavano per godere dei frutti senza faticare o rischiare in proprio.

Accolse perciò volentieri la proposta di fare il proprio turno di guardia insieme a Ghino e si addormentò accanto a lui, certo che Fenryr avrebbe usato una punta di stivale infilata nel costato di ciascuno dei due per destarli quando sarebbe stato il loro turno.

A svegliarlo invece fu la voce di Jean... e un'altra ancora più fastidiosa.
Indossò l'elmo e raccattò ascia e scudo, non era il caso di perdere tempo a rimettere l'armatura. Controllò che anche Ghino si fosse svegliato, pronto a scuoterlo nel caso.


FENRYR - KREENA - 14/09
Fenryr aprì gli occhi non appena sentì la vocina acuta del goblin. Si alzò senza fretta, la lama della spada appannata di brina, come prima di uno scontro. Vide la freccia colpire il terreno, fissò il buio in quella direzione e fece un ghigno.

Kreena venne strappata dal primo sonno dalla voce sonora di Jean.
"Oh ma che vuoi?" - borbottò, girandosi tra le coperte - "Non ho sempre voglia di fare quelle cose...lasciami dormire..."
Poi alla coscienza giunse anche una seconda voce, pigolante e sconosciuta. La giovane aprì gli occhi, sbattè le palpebre, si tirò in piedi giusto in tempo per vedere il messaggero goblin fare dietro front e sparire nella notte.
"Millemila...tse..." - sbuffò la ladra, scuotendo la testa.
"Senti tu!" - esclamò poi, in tono così squillante da scuotere chiunque stesse ancora dormendo - "Voi millemila, noi forti: voi venire, noi fare culo a capanna, poi ballare su vostre ossa"
Sorrise.
"Ma noi amici di cose piccole...io sorella di sangue di re Arhar coboldo...noi liberato da strega Kelath..."
Guardò un attimo in direzione di Kelly, come per assicurarsi che reggesse il gioco.
"Lei nera, cattiva..sputava ghiaccio davanti e fuoco dietro...per capirci..."
Scosse le spalle.
"Mama Cap mangia soltanto. Noi aiutare. Voi dire dov'è Mama Cap, noi uccidere. Poi ballare insieme su sue ossa"
Sorrise ancora.
"Capisc?"


MORGON - 14/09
[Tabitha]
 "Io però non ho un regalo per te. Mi dispiace tanto... che sciocca, non ci ho pensato, avrei potuto..." iniziò a farfugliare dispiaciuta come non mai.

"Ehi, un attimo. Non ti ho fatto questo regalo per rattristarti. Non ti ho fatto questo regalo per averne qualcosa in cambio."
Non aggiunse altro.
L'abbracciò forte e rimase così, con lei, per parecchio tempo. Stava bene.

"Rientriamo dagli altri?" le propose.

Quando si svegliò, sentendo la voce di Kreena parlare a qualcuno ad alta voce, si scoprì abbracciato a Tabitha. Sorrise felice e poi si levò per cercare di capire cosa stesse succedendo.
Non capì molto degli scambi verbali che stavano avvenendo, ma per sicurezza, allungò la mano verso l'arco e la faretra e nel mentre svegliò Tabitha con una carezza e abbassandosi su di lei sussurrandole di non fare troppo rumore.


TABITHA - 14/09
Tabitha aveva preso sonno che ancora stava sorridendo felice, aveva augurato la buonanotte a Morgon e poi era letteralmente crollata abbracciata a lui.

Una vocetta stridula era penetrata nella sua coscienza addormentata abbastanza da indurla a stringersi a Morgon. L'elfa si era mossa per pochi secondi, poi era risprofondata nel sonno, almeno fino a che non sentì chiaramente una mano del bardo che la accarezzava fino a svegliarla.
Gli occhi viola si aprirono, pensando che fosse ormai mattina, così rimase sorpresa quando invece incontrarono la piena oscurità della notte. Qualcosa non andava.
Kreena aveva appena finito di dire qualcosa che però non era riuscita ad afferrare, mentre Morgon si era chinato su di lei per sussurrarle di non fare tanto rumore.
Tabitha aveva annuito lentamente, quindi con cautela si era mossa per sollevarsi leggermente, le spalle al fuoco per poter scrutare l'oscurità della foresta. L'arco lo aveva lasciato lì vicino per ogni evenienza, così le bastò allungare la mano tenendola praticamente rasoterra per afferrarlo. 
Non aveva idea di cosa ci fosse di preciso, ma a quel punto si ricordò della vocina stridula che era convinta di aver solo sognato, e realizzò che, forse, si trattava di goblin.


SCARLETT - 14/09
Scarlett si era addormentata da poco appoggiata al petto di Issus, quando la voce di Jean l'aveva strappata dal sonno. Si era immobilizzata, cercando di mantenere il respiro lento di qualcuno che dormiva, aveva poi sbirciato giusto per avere la conferma che quella voce apparteneva ad un goblin come pensava. A quel punto aveva rinsaldato la presa su Issus, sprofondando contro di lui, ricevendo la conferma dalla tensione nei muscoli che anche lui si era svegliato.
"Goblin..." aveva sussurrato pianissimo, allentando le braccia per permettergli di alzarsi se lo avesse voluto.
Una freccia sibilò a poca distanza dai piedi di Jean, quindi nella radura risuonò la voce di Kreena che stava cercando di parlamentare con i goblin.
Scarlett si trovò a sorridere: quella sì che era una bella idea.
Lentamente la Rossa si risollevò afferrando il bastone lì a fianco, gli ultimi strascichi di sonno che lasciavano la sua mente tornata nuovamente in moto.
Ora c'era da vedere se quanto detto da Kreena poteva sortire un buon esito, altrimenti avrebbero dovuto usare le maniere forti. Qualcosa di adatto lo aveva pronto, il più era capire dove fossero nascosti, perchè al buio i goblin avevano l'innegabile vantaggio di vederci a differenza sua.