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lunedì 8 maggio 2023

SETTIMANA 18 - 2023

SCARLETT - 13/09
"La barca non è una cattiva idea, ma se ci vedono rischiamo davvero di diventare dei perfetti bersagli senza possibilità di difenderci."
Scarlett tamburellò sul ripiano del tavolo. "Può andarci molto bene, e quindi permetterci di superarli senza che capiscano dove diavolo siamo andati, o andarci molto male. Sicuro è che se dobbiamo andare a prendere delle barche, dobbiamo liberarci di quelli messi qui a controllarci prima che riferiscano il nostro piano. Posto che non abbiano anche un modo per comunicare con Edra a distanza." un mezzo borbottio infastidito le sfuggì dalle labbra. Ci mancava giusto di avere a che fare con quella stramaledetta Confraternita. "Via terra però non credo abbiamo possibilità che non ci vedano, come diceva Bardell, anche andando per campi, oltre al terreno accidentato, saremmo comunque in bella vista."
La Rossa scrollò le spalle. "A titolo informativo: ho pronto l'incantesimo di Invisibilità che mi permette di rendere invisibile chiunque resti nel raggio di tre metri, se qualcuno volesse andare in avanscoperta o fare qualche azione che richieda molta discrezione. Ovviamente non annulla i suoni, nè eventuali impronte o tracce, quindi implica che non possiamo pensare di renderci tutti invisibili o che lo faccia qualcuno di rumoroso. Ma se può tornare utile, sappiate che c'è questa alternativa."


FENRYR - 13/09
[Scarlett]
"A titolo informativo: ho pronto l'incantesimo di Invisibilità che mi permette di rendere invisibile chiunque resti nel raggio di tre metri, se qualcuno volesse andare in avanscoperta o fare qualche azione che richieda molta discrezione. Ovviamente non annulla i suoni, né eventuali impronte o tracce, quindi implica che non possiamo pensare di renderci tutti invisibili o che lo faccia qualcuno di rumoroso. Ma se può tornare utile, sappiate che c'è questa alternativa."

Fenryr la guardò con interesse.
"Si può usare su una barca?" - chiese, evidentemente poco avvezzo alla magia.
"Le spie non sono un problema"


JEAN - 13/09
Jean si grattò pigramente la nuca, rimanendo con il braccio a mezz’aria mentre ragionava sull’idea:
“Una barca… Beh, a me piace di più l’idea di combattere a terra, ma se si può evitare di incrociare le lame inutilmente sono favorevole. Del resto non potrà essere peggio di quel buco di culo di sotterraneo dal quale siamo inspiegabilmente usciti l’ultima volta, perché saremo comunque all’aria aperta. Io dico che possiamo provare.”




GHINO - BOGNUS - 13/09
Ghino aveva ascoltato a lungo, senza replicare. Intanto si era fatto la sua idea e approfittò di un momento di silenzio, o forse di indecisione generale, per esporla.
"Per me lago o terra sono indifferenti. Scegliete un po' voi. Quello che conta è la discrezione, e rendergli la vita difficile. Se andiamo in barca meglio stare sotto costa, magari farla anche lunga, ma senza farsi notare. Se andiamo a piedi partirei di notte, con qualche stratagemma carino per non farci seguire, tipo mascherarci o usare l'invisibilita come ha proposto Scarlett. Potremmo comprare vestiti da gitani, di quelli ce ne sono sempre in giro, io li conosco bene.
E in ogni caso propongo di dividerci in due o forse tre gruppi che si muovano in direzioni diverse, per poi ritrovarci in un posto che decideremo prima.
Sorrise, con un'espressione furba.
"Così gli faremo venire un bel mal di testa..."


Bognus guardò Gymla, le sorrise come in cerca della sua approvazione e poi annuì alle parole di Ghino.
"Il mezz'uomo ha ragione. Il fatto che noi rimarremo qui potrebbe aiutarvi: dovranno metterci alle costole almeno due dei loro sgherri. Li confonderà di sicuro."




DUNGEON MASTER - 13/09
«Quel buco di culo di sotterraneo?» fece eco Kel-hatril. «Vorresti insinuare che casa mia non ti era piaciuta? Potrei anche sentirmi offesa...». Il ghignetto divertito che le aleggiava sulle labbra smentiva però molta parte della sua indignazione.

«L'idea dell'invisibilità a bordo della barca non mi pare male, specie se si somma quella all'oscurità della notte» riprese poi in tono più serio, «solo che credo che siamo troppi per una barca sola, il che vuol dire che su ciascuna barca ci vorrebbe qualcuno in grado di usare
quell'incantesimo: io ce l'avrei avuto, ma l'avevo preparato prima di consegnare il mio bastone alle guardie e quindi per ora non posso usarlo.» Fece girare sui compagni uno sguardo speranzoso, fermandosi infine su Kreena. «Magari potremmo concederci una giornata a fare compere qui in paese, poi dormire, ristudiare gli incantesimi, ovviamente incluso quello dell'invisibilità, e partire non stasera ma domani sera.» Sorrise candidamente. «Voi ragazzi potreste andare alla ricerca di un paio di barcaioli disponibili intanto che noi signore potremmo darci alle spese pazze, che ne dite?»


MORGON - 13/09
"Aggiungo alla lista delle invisibilità disponibili, la mia invisibilità memorizzata e quella sul bastone, appena lo recupereremo dalle guardie".
La voce di Morgon era parsa ferma e decisa.
"A tal proposito... intendo relativamente al bastone ed alle altre cose che abbiamo lasciato alle guardie... potrebbe essere il caso di andare a verificare che ci sia tutto? Non vorrei mai che qualche guardia possa lasciarsi corrompere affinchè qualcuno allunghi le mani sulle nostre cose, ovviamente mi riferisco ai nostri nuovi amici..."




SCARLETT - 13/09
Scarlett annuì in direzione di Fenryr. "Sì, si può. L'invisibilità si  muove con il soggetto punto focale dell'incantesimo, e ha un raggio di tre metri dal centro. Però la barca non diventerà invisibile, come non diventa invisibile il terreno attorno a chi casta. Quindi, se dovessero individuare la barca, vedrebbero una barca che se ne va in giro da sola." Scarlett storse il naso. "Direi che potrebbe risultare molto sospetto se qualcuno la dovesse notare. Però potremmo prendere in considerazione l'idea di far finta di essere dei pescatori, cioè tipo il barcaiolo e qualcuno di noi visibile, e gli altri tutti invisibili. Forse i pescatori non si spostano molto durante la pesca però, insomma, magari devono raggiungere il loro punto preferito, o rientrare... non saranno tutti esperti di pesca quei buzzurri che seguono Edra!"
Anche Kel-hatril sembrava d'accordo con l'idea della barca e poteva occuparsi dell'altra, ma solo se fossero rimasti un giorno in più in città visto che non aveva a disposizione l'incantesimo.
"Visto che non saremo mai a Garada in due giorni, possiamo penso permetterci di rinviare a domani la partenza, se siamo tutti concordi che la barca rimane l'idea migliore. Anche perchè io posso occuparmi di una sola barca, quindi serve per forza anche l'incantesimo di Kelly."
Poi la Rossa scrollò piano le spalle guardando Ghino e Bognus. "Bhe, se ci fermiamo un giorno in più qui, già qualcuno dovrà seguire noi ragazze, e sono certa che gli verrà  un bel mal di testa." il sorrisetto che le si era dipinto in volto la diceva lunga: voleva proprio vedere degli uomini star dietro a un gruppo di donne intente a far compere. "Magari i ragazzi che vanno a cercare le barche potrebbero dividersi in due gruppi, se qualcuno deve fare spese ne approfitti. Possono tenerci d'occhio, ma dividendoci e andando a fare robe assolutamente normali, sicuro li tireremo un po' matti. L'importante è di spostarci sempre almeno in tre direi e che nessuno resti solo, non vorrei mai che ne approfittassero per cercare di rapire qualcuno di noi."
Scarlett si voltò verso Morgon che aveva suggerito di andare a controllare i loro averi dalle guardie. "Possiamo anche farlo, ma se qui le guardie fossero corrompibili sarebbe la fine della pace di La Soglia. Voglio dire: se lascio a deposito la mia roba e poi non la ritrovo, faccio girare la voce. Se capita a me e poi ad altri, la notizia andrebbe in giro e nessuno lascerebbe più le armi in custodia, fine di tutti i loro tentativi di arginare le rotture di scatole. Ma in ogni caso possiamo andare a controllare se pensate sia meglio."


DUNGEON MASTER - 13/05

NDG
Allora, vediamo di ricapitolare...

Mi sembra di capire che siete tutti propensi a tentare di eludere Edra ed i suoi seguaci svignandovela nottetempo su un paio di barche (sì, direi che due possono bastare), sperando in una notte nuvolosa che copra il plenilunio e soprattutto sfruttando gli incantesimi di Invisibilità entro 3 metri prodotti da Scarlett e Kel-hatril (la prima ce l'ha già a disposizione, ma la seconda ce l'aveva grazie al bastone e quindi l'ha perduto: potrà comunque recuperarlo anche a prescindere dal bastone, sostituendolo ad uno degli altri incantesimi di cui dispone grazie al suo livello, ma solo dopo una notte di sonno e potendo studiare il
mattino seguente).

Restano comunque altri due problemi da risolvere: il primo, trovare le due barche con relativi barcaioli; il secondo, trovare il modo di evitare che gli scagnozzi lasciati da Edra a sorvegliarvi possano accorgersi che sta bollendo qualcosa in pentola ed avvisare di
conseguenza la loro padrona (notare anche che con ogni probabilità non saranno sempre gli stessi a stare di piantone per ventiquattr'ore filate al giorno e che quindi ci saranno dei cambi almeno un paio di volte al giorno, ma quando? E come? Neutralizzare quelli del turno sbagliato potrebbe avere un pessimo effetto sui vostri piani di segretezza...).

A proposito di neutralizzare gli scagnozzi: come pensate di fare? Ucciderli? E con che armi? Imprigionarli da qualche parte? 
Credo di non star dimenticando niente, ma nel caso avvisatemi...

P.S.: sempre ammesso che non finiate per optare per un'altra soluzione, tipo uscire belli baldanzosi da La Soglia e sperare di apparire abbastanza determinati agli occhi della gente di Edra da far cambiare loro idea, oppure trovare il modo di indurre le guardie a risolvere il
problema per voi...

DUNGEON MASTER - 13/09
«Avrei anche un altro paio di ideuzze che mi stanno frullando nella mente» insinuò all'improvviso Kel-hatril. «Certo, ci vuole una mente malvagia come la mia anche solo per pensare a soluzioni del genere, ma magari, una volta concepite, basta solo un po' di sano pragmatismo per portarle avanti anche senza essere davvero così cattivi...». Attese un
attimo e poi riprese: «L'idea che mi sta passando per la testa è che potremmo provare a sfruttare proprio le severissime guardie di questo posto per liberarci di Edra e dei suoi: che ne direste se commettessimo un furto, poi nascondessimo la refurtiva nel loro campo e facessimo una soffiata alle guardie su chi potrebbe essere stato? O se ci procurassimo
qualcuno dei loro mantelli grigi, facessimo qualcosa di riprovevole in città, tipo malmenare qualcuno, e poi ce la svignassimo prima di farci beccare dalle guardie? Magari poi loro andrebbero a dare la caccia ai "colpevoli" nel loro campo...».
 

martedì 21 marzo 2023

SETTIMANA 11 - 2023

BOGNUS - 13/09
Bognus rimase impietrito di fronte alle reazioni dei compagni.
Solo in quel momento comprese l'errore che stava per fare. Si era immaginato finalmente tranquillo, a passare le giornate che gli rimanevano costruendo e riparando, al fianco di quella donna che lo faceva sentire giovane.
Invece per un attimo si vide legato e imbavagliato insieme a lei, chiusi in fondo a una cantina umida. Il posto dove probabilmente sarebbe finito se avesse accettato la richiesta di Edra.
"D...dovete...dovete scusarmi. Soprattutto tu, cara Gymla. Non so cosa mi abbia preso, avete ragione. Assolutamente ragione. Non possiamo cedere alle loro richieste senza garanzie. Haza, il sacro martello di Moradin è in buone mani, non ti devi preoccupare. Grazie per avermelo ricordato."
Parlava veloce, in maniera confusa. Quindi guardò Gymla e si rivolse solo a lei, come se gli altri non fossero neanche presenti.
"Non vorrei mai che ti facessero del male, non me lo potrei perdonare. E scusami ancora, quando abbiamo parlato prima avevo in mente questa idea per aiutare loro a ripartire, ma era vaga, troppo semplice. Vedi perché ho bisogno di ritirarmi: faccio errori di valutazione pesanti, pericolosi. Non prenderei mai una decisione di questo tipo senza consultarti e chiedere il tuo parere..." Preso dalla confusione e dallo sforzo di aver parlato cosi a lungo, gli occhi si inumidirono. Tacque, senza sapere che altro dire.


DUNGEON MASTER - 13/09
«Tempo scaduto» annunciò Edra tornando al tavolo con un'espressione piuttosto irritata dipinta sul volto. «Tutti i vostri cincischiamenti mi stanno facendo capire una cosa: non avete capito un accidente del guaio nel quale vi state allegramente cacciando». Scrollò le spalle con aria rassegnata. «E vabbé, peggio per voi: basta che non vi mettiate a frignare quando io e la mia squadra vi faremo a striscioline. Tutti meno due, ovviamente... Ah, già, non vi avevo ancora detto del cambiamento di programma: siete troppo inaffidabili, per non dire cialtroni, per cui ho deciso che nel vostro caso farò meglio ad applicare il "metodo Joel": in
pratica, interrogherò i due superstiti della vostra comitiva separatamente e, se le risposte non coincideranno, entrambi ci lasceranno le penne. Se le risposte saranno identiche, invece, i due fortunati, nonché sinceri, sopravvissuti saranno liberi di andarsene per
i fatti loro. Privati ovviamente di ogni tipo di arma in loro possesso.»

«Comunque, non voglio che possiate dire che non sono generosa» aggiunse, «per cui vi lascerò ancora un filo di possibilità di uscirne bene: adesso conterò fino a dieci, lentamente, ed avrete tempo fino allo zero per cominciare a dirmi ciò che voglio sapere. Però, a conteggio finito, me ne andrò e la parola passerà alle armi... in un luogo e tempo di mia
scelta, ovviamente.»

«Uuno... duue... treee...»


SCARLETT - 13/09
Scarlett fu sollevata nel sentire che Bognus aveva capito quanto fosse pericolosa la sua idea, e in ogni caso Gymla gli avrebbe fatto passare istantaneamente ogni malsana idea a suon di padellate. Un vero peccato non averla più con loro, le sarebbe mancato il suo spirito combattivo... e le sue cene. Ma era davvero molto contenta per lei e Bognus.
La voce irritante di Edra tornò ovviamente a torturarle i sensi: ma perchè i maghi rompicoglioni dovevano sempre arrivare da loro? Pace all'anima di Vixiar, ma due in meno di un mese era davvero troppo!
"E le tue parole mi stanno facendo capire che, come diceva la mia amica, non osservi e non ascolti." ribatté Scarlett bevendo un sorso di sidro. 
"Te l'abbiamo detto e anche piuttosto chiaramente: guardaci. E dovresti capire, o almeno me lo auguro, del perchè serviamo noi. C'è un motivo se gruppi di soldati o individui singoli hanno fallito. Non lo vuoi capire? A una certa non siamo noi a non voler dare le risposte, ma tu a non volerle ascoltare."
La Rossa storse lievemente le labbra. "E non è con un'escalation di grezza violenza che ci convincerai che mantieni la parola, visto che, come hai detto, hai appena fatto un cambio di programma. Chissà quanti altri ne faresti."
Del tipo che Scarlett credeva al fatto che avrebbe liberato i due interrogati, tanto quanto credeva agli asini volanti.
Non era certo una buona cosa avere contro Edra e la sua stramaledetta Confraternita, soprattutto senza sapere quando e come sarebbe andata a rompere loro le scatole, ma con una così non si poteva scendere a patti. Lei non li avrebbe mantenuti, era evidente. Non che Scarlett avesse dubbi in merito.
Ma avevano già avuto alle calcagna qualcuno che voleva far loro la pelle: Artemis. Ed era forse peggio visto che poteva mutare forma, lei invece era Edra e si muoveva con tutto il suo bel seguito, non esattamente qualcosa di silenzioso e poco visibile. Ma dandole anche il beneficio del dubbio che avesse mezzi e capacità per passare inosservata, sarebbero stati pronti. 
E rimaneva un punto fondamentale: loro sapevano dove andare, lei no. Loro erano un gruppo unito, lei e la sua Confraternita? Proprio no. 
Era da vedere chi avrebbe cantato vittoria.


KREENA - 13/09
[Edra]
«Uuno... duue... treee...»


Kreena fece un sorrisetto.
"Non capisco se sei più stupida che arrogante o più arrogante che stupida..." - disse come tra sé, poi sospirò.
"In ogni caso, sei tu che ci perdi. Noi eravamo interessati ai soldi e ad aiutarti, ma non alle tue ridicole condizioni..."
Strinse le spalle.
"Peccato. Vorrà dire che, quando ci rivedremo, prenderemo direttamente l'oro dal tuo cadavere"
Le strizzò l'occhio e si alzò.
"Ah...puoi smettere di contare, peraltro..."


INDEVAR - 13/09
Il chierico fece un rumoroso sospiro...
Poi da sotto il cappuccio disse con tono serio: "Ma che nome stupido è Edra?" fece una pausa per prendere un bel respiro "A volte il nome di una creatura la descrive più di quanto sembri" altra pausa, poi finì portandosi una mano al mento(ovviamente sotto al cappuccio) "Conoscevo una Nanna delle Fosse che si chiamava Edra..."


DUNGEON MASTER - 13/09
[Indevar] "Ma che nome stupido è Edra?"

Edra fece una faccia sinceramente stupita. «Fammi capire» chiese in tono abbastanza sconcertato, «tu su tutta questa faccenda l'unica cosa che hai da dire è che il mio nome suona stupido?» Il suo tono di voce passò al beffardo. «Senza dubbio il nostro comune nemico starà tremando al pensiero di quali menti sopraffine gli stanno dando la caccia...»

«Quanto al guardarvi» aggiunse poi rivolgendosi a Scarlett, «credimi, l'ho fatto, così come vi ho ascoltato con la necessaria attenzione. Il risultato? Ho visto un'accozzaglia di cani sciolti e ho sentito frasi colme di acume come quella sulla bruttezza del mio nome o come il tentativo di fregarmi un po' di soldi spacciandomi panzane più o meno fantasiose. Francamente, devo ammettere che fatico a prendervi sul serio. Una cosa però mi è chiara: dietro di voi ci dev'essere qualcuno che vi guida, altrimenti per come siete messi sarebbe stato già un miracolo essere arrivati fin qui tutti interi. Mi piacerebbe anche scoprire di chi potrebbe trattarsi, ma non sto nemmeno a chiedervelo: finireste solo per tentare di inventarvi chissà quale altra scempiaggine nella speranza di darmela a bere.»

«Beh, detto questo, penso che non rimanga altro da dire», concluse voltandosi e facendo ciao ciao con la mano. «A presto rivedervi, allegra banda di eroi...»

Detto questo, si avviò verso l'uscita, come sempre scortata dai suoi due guardaspalle.
 

martedì 14 marzo 2023

SETTIMANA 10 - 2023

FENRYR - KREENA - 13/09
"Thurs'ael ghamar'lath aelh"
A parole tutti sono giganti del gelo, decifrò chi capiva l'elfico, per gli altri le parole di Fenryr vibrarono solo di disprezzo.

Kreena lo guardò un istante, quindi tornò a rivolgersi a Edra.
"Morirete tuuutti!" - mimò, agitando le mani davanti al volto, le dita aperte ad artiglio.
"Molto d'effetto, certo, anche se dovresti lavorare sull'intonazione: magari coi villici funziona, a noi, come vedi, fa solo venir voglia di buttarti fuori a calci..."
Sorrise.
"La proposta è come te: stupida e arrogante. Parli e non ascolti. Guardi ma non vedi. E per questo, non hai capito niente"
Fissò uno a uno i compagni, così unici, così diversi uno dall'altro. Poi si sporse verso di lei attraverso il tavolo.
"Ti suggerisco di guardarci ancora: magari capirai perchè non puoi andare sola e perché serviamo esattamente noi, invece..."
Sospirò.
"Non ci sono alternative: o mandi noi o vieni con noi oppure ci ammazzi e torni a casa a mani vuote"


NdG
Scusate il ritardo, periodo un po' intenso per lavori a casa, ora dovrei avere finito, per fortuna... ^___-
Per far capire meglio: Kree sottolinea la grande varietà del gruppo (elfi dei ghiacci, drow, nani, hin e classi di ogni sorta) per spacciarla come fondamentale per la missione.


JEAN - 13/09
Jean ascoltò la risposta di Edra. Quella donna non le andava particolarmente a genio… Certo, poteva avere le potenzialità per mettere in atto le proprie minacce, ma la cosa più probabile secondo lui era che qualcuno li avrebbe seguiti. Probabilmente avrebbero voluto spaventarli, ma poi li avrebbero semplicemente seguiti.
Nel frattempo il suo stomaco brontolò rumorosamente, il darokiniano diventò prima rosa, poi decisamente rosso, la sua faccia si contrasse in una smorfia ed infine si rilassò di colpo insieme al suo sfintere, che lasciò partire una poderosa scoreggia.
“Pardon!” Esclamò gioviale.
“Mi hanno spiegato che quest’espressione si utilizza a Glantri… Quei plurifottuti maghi si danno un sacco di arie, ma poi di aria ne fanno un po’ come tutti. La producono in pancia e la buttano fuori dal culo. Nulla di diverso da uno stalliere qualunque, insomma. Per mantenere il proprio tono sopra le righe usano questa parola forbita e pare sia buona per scusare qualunque cosa, nel principato. Perché non anche nel Granducato, dico io?”
Si strinse nelle spalle e sventolò l’aria lontano da sé con nonchalance, quindi si rivolse nuovamente a Edra:
“Non prenderla come una risposta eh? Non avevo intenzione di essere scortese. Mi accodo all’opinione di Kreena, però.”


KREENA - 13/09
Kreena gli mollò uno scappellotto senza neanche guardarlo.
"Maiale" - mormorò, ma i suoi occhi ridevano.


BOGNUS - 13/09
Bognus scese dal piano delle camere all'improvviso, mano nella mano con Gymla.
Aveva un'espressione grave, decisa. Attese un attimo di silenzio nella conversazione fra il gruppo e Edra, quindi si fece avanti.
"Gentile Edra, ho bisogno di parlare con i miei compagni da solo. Ti chiedo la gentilezza di lasciarci qualche minuto, poi riceverai la tua risposta."
Attese che Edra si spostasse a un altro tavolo, poi guardò tutti a uno a uno, fissò Gymla per ultima e parlò.
"Ragazzi, vi devo ringraziare per avermi accettato fra voi, mi avete portato via da quella casa che era diventata anche la mia prigione. Un posto che da solo non avrei mai lasciato, dove sentivo che la follia era proprio dietro l'angolo e bastava allungare una mano per raggiungerla. Mi avete fatto tornare giovane per un po', ma ora è il momento di prendere strade diverse. Io e Gymla abbiamo deciso di restare in questa città. Ci ricostruiremo una vita qui, e io tornerò a fare l'artigiano. Qualcuno mi ha detto che altrimenti il mio talento migliore andrebbe sprecato..."
Su queste parole guardò la nana con gli occhi lucidi.
"Quando Edra tornerà qui, le dirò che sarò l'ostaggio che cerca, così sarete liberi di continuare la vostra missione che ho condiviso per un po', ma di sicuro non è la mia. Non vi dovete preoccupare per noi. Ne abbiamo viste abbastanza per riuscire a gestire questa Confraternita da quattro soldi, e comunque non ho intenzione di muovermi per un po' di tempo."
Guardò ancora Gymla, quindi attese le reazioni dei compagni.


SCARLETT - 13/09
Scarlett aveva osservato in silenzio l'evolversi della discussione tra Edra e i compagni, cercando di mantenere un'espressione il più neutra possibile. Se quella stronza pensava di poter venire lì e dettare legge al loro tavolo si sbagliava di grosso, ma non era esattamente quello il momento di dirle in faccia cosa pensava di lei e della sua proposta, cosa che sarebbe stata tutto fuorché un'affermazione diplomatica.
Così aveva lasciato fare a Kreena e Jean, che doveva ammettere se la stavano cavando alla grande.
Quando aveva parlato Fenryr gli aveva lanciato un'occhiata corredata da un sorrisetto, che poi si era allargato vedendo la risposta di Kreena. Le aveva sorriso con un cenno impercettibile quando l'aveva guardata, quindi alla fine gli occhi di Scarlett si erano posati su Edra. "Io concordo con la mia amica."
L'intervento di Bognus lasciò per un attimo perplessa la maga. Lo guardò in silenzio mentre parlava, poi sorrise, per lui e Gymla, e tornò maledettamente seria alla sua proposta di essere l'ostaggio. "Non se ne parla, Bognus. Non le darei in mano nemmeno un pupazzo." ribattè Scarlett senza mezzi termini. "A loro interessa unicamente denaro e potere, la loro parola vale meno del fango che mi incrosta le suole degli stivali, quindi non sarai il suo ostaggio. Non metto in dubbio il tuo valore o la tua capacità di difenderti, ma no." il tono della voce era basso ma non sembrava per nulla disposta a scendere a compromessi di quel genere. "Nulla le impedirebbe di prendersi le informazioni, tenersi i soldi e far fuori te, a prescindere che noi fossimo sinceri o meno, soprattutto visto che a noi darebbe uno dei suoi di cui palesemente non gliene frega niente. Questa è la considerazione che hanno tra compagni della stessa fazione, figurati che trattamento può riservare a qualcuno che non ne fa parte."


GAME MASTER - 13/09
Durante tutta la prima parte del discorso Gymla, con aria tra l'altro piuttosto soddisfatta, si era lasciata tenere per mano da Bognus ed aveva lasciato il vecchio nano libero di spiegare la situazione a modo suo, ma quando il discorso passò sull'idea di offrirsi come ostaggio
liberò di scatto la mano, rabbiosamente, e si volse verso il compagno per fronteggiarlo alla sua maniera.

«COSA!?!», sbraitò. «Ma ti sei fuso il cervello? E di brutto, anche! Cioè, pensi di decidere le cose per conto tuo, così, senza consultarmi?  Guarda che sei del tutto fuori strada! Davvero pensi che questi stronzi della Confraternita se ne starebbero qui, a fare la guardia a noi, quando è chiaro che non appena avranno avuto le nostre informazioni se ne andranno il prima possibile per dare la caccia a Raxxla. E noi dovremmo andare appresso a loro come ostaggi? Se io ho accettato la tua proposta è stato, primo, per indurti a fermarti in un posto decente per fare la cosa che sai fare meglio, cioè l'artigiano, secondo, perché finora con me ti eri comportato con rispetto, facendomi credere che avrei potuto essere la tua compagna e non un oggetto da tirarsi appresso dietro a decisioni prese solo da te e... terzo... crederci o no, perché ti amo abbastanza da fare una scelta del genere. Però amare qualcuno non vuol dire avere le fette di salame sugli occhi e quindi, come ho accettato, allo stesso modo posso cambiare idea: ora come ora, mi sento piuttosto propensa a farlo. Sta a te farmene passare la voglia». Si fermò a riprendere fiato, poi sbuffò con rabbia e riprese: «Bada bene che io, al contrario di te, non intendo importi nulla: se tu vuoi insistere su questa boiata del fare l'ostaggio, padronissimo; in questo caso io, però, resterò nella compagnia.»

«Ancora una cosa», aggiunse dopo un istante dedicato a sbollire un po' di collera. «Quando dico compagna, io intendo Compagna, con la "c" maiuscola. In tutto e per tutto. Compagna: non serva; non bagaglio al seguito; non giocattolo per la notte. Il che comporta anche che, se vorrai avere accesso al mio letto, dovrai prima avere ottenuto la benedizione dei nostri dei: o mi sposi come si deve, o per me puoi anche andare con quella Edra, o tornartene dai tuoi scarafaggi, o qualsiasi altra cosa che ti vada di fare. Ma ricordati bene che, se sposi me,
sposi anche le mie padelle: un'altra cazzata come questa e ti spadello a dovere, è chiaro?»


HAZA - 13/09
Il nano fu sorpreso dalle parole di Bognus, per qualche istante incapace di credere a quel che avevo udito.
Prima il proposito di fermarsi con Gymla, per il quale a malincuore per sé ma felice per loro avrebbe risposto con i suoi migliori auguri, poi invece l'idea del tutto opposta di concedersi come ostaggio. 
Gymla non si fece mancare la voce, in proposito.
"Penso che bastino le sue padellate, ma se lei non ci fosse sarei io a prenderti a schiaffi!" 
Indicò l'arma posseduta da Bognus e da loro recuperata nelle miniere abitate dalle drow.
"Pensi che facendo l'ostaggio quell'arma riusciresti a riconsegnarla come ti sei impegnato a fare? Vuoi tradire la parola data ai defunti?"


KREENA - FENRYR - 13/09
Kreena fissò Bognus a occhi strabuzzati, guardò Gimla, levò lo sguardo al cielo e scosse la testa, come a trasmetterle grande comprensione: quindi fece un brusco dietro front verso il tavolo di Edra.


Anche Fenryr scosse il capo.
"Non staranno qui, vi porteranno dietro come ostaggi. Poi vi uccideranno"
Si voltò a mezzo.
"Ascolta la cuoca, è meglio. Che il gelo non morda il vostro cuore"
Poi seguì la ladra.

martedì 3 gennaio 2023

SETTIMANA 52 - 2022

DUNGEON MASTER - 12/09
[Haza] "Mi sa che queste resteranno delle belle storie. Non abbiamo mica tempo per gironzolare tra i monti. Abbiamo una meta e non ce ne andremo a caccia di Troll o di ponti o di epidemie. Soprattutto di epidemie."
 
Il loquace avventore rivolse un'occhiata sorpresa verso il nano: «Ma certo che sono delle belle storie», replicò. «E direi anche delle storie interessanti: che c'è di male a chiacchierare un po' attorno a qualche bicchiere, la sera alla taverna? Comunque, credimi, sono storie vere, potessi restarci qui secco all'istante se stessi inventandomi cose tanto per farmi bello. Ma piuttosto, direi che ora tocca a voi: hai detto che tu e i tuoi amici avete una meta, no? Ebbene, che ne direste di dirci qualcosa di più: potrebbe venirne una storia interessante e poi, chissà, magari noialtri, qui, potremmo anche avere qualche buon suggerimento da
darvi su che strada prendere.»
 
«Ecco, sì, giusto!» si intromise prontamente un altro avventore, subito spalleggiato da altri due o tre. «Tocca a voi raccontare adesso: di certo di avventure interessanti ne avrete passate parecchie, dico bene?».
 
[NdG] Tutti i personaggi con i quali state interagendo, a giudicare dall'abbigliamento, dall'accento e dal modo di fare, vi appaiono come persone del posto.
 
 
MORGON - 12/09
Morgon intuì che forse Haza aveva instillato in quegli avventori un pò troppa curiosità sui loro affari. Data la natura della loro missione forse andare in giro a raccontare i loro affari non era buona cosa, soprattutto visto quella che era successo poco prima, con quella tizia piuttosto spocchiosa.
 
Morgon allora si intromise, andando a battere una bella manata sul tavolo a cui erano seduti.
 
"Ehi ehi, ma quanta fretta. Ma allora non interessa a nessuno la ricompensa messa in palio dal sottoscritto, per la migliore storia del luogo? Attendete solo alcuni istanti".
 
Con fare solenne si alzò dal tavolo e si avvicinò al bancone e rivolgendosi al locandiere chiese le due monete d'oro che aveva lasciato in custodia e che erano il premio per la sfida che aveva lanciato poco prima al termine della sua esibizione.
 
Tornò al tavolo e comunicò alla tavolata ed a coloro che stavano ascoltando che il vincitore della sfida che il bardo aveva lanciato poco prima era... chiese il nome all'avventore che aveva raccontato loro la storia del ponte e del troll... lo ringraziò, gli fece i complimenti, lo fece salire sulla panca dove erano seduti e consegnò il premio in denaro. Poi per creare ancora maggiore distrazione invitò il vincitore al bancone per offrirgli da bere.
 
NON GDR
L'intento di Morgon è quello di creare un poco di scompiglio e sviare l'attenzione dalle domande sulla loro missione.


GHINO - BOGNUS - 12/09
Ghino si era limitato a seguire gli altri nella locanda, aveva ordinato da bere e mangiare, poi gli era venuto un colpo di sonno.
Si trovava in un limbo nebbioso fra i fumi della digestione e il piacevole caldo del locale, finché qualcuno non aveva pronunciato una parola: Garada.
All'improvviso si era svegliato ed era diventato attentissimo, seguendo i discorsi dei locali sul ponte del troll e su altri argomenti di poca importanza. 
Per non dare nell'occhio si alzò, ordinò un giro di birre e le portò di persona ai cittadini che stavano parlando con loro, mettendosi vicino alla persona che aveva nominato il lago. Cominciò a parlare come se niente fosse e poi buttò lì una frase.
"E come si fa a raggiungere quel lago di cui parlavi? Garada hai detto, se non sbaglio. Me ne hanno parlato altri, qui a La Soglia, e vorrei davvero andarci. Deve essere un posto molto bello."
 
Bognus sedeva come sempre a fianco di Gymla. Aveva mangiato in modo parco e si era messo zitto: come sempre stare in posti affollati lo rendeva nervoso, ma ciò non gli aveva impedito di godersi lo spettacolo di Morgon. 
Ora ascoltava i discorsi al tavolo senza partecipare.
 

INDEVAR - 12/09
L’immagine del Troll seduto ad interrogarsi sulla mancanza di viandanti da spellare, fece spuntare sulla faccia di Indevar una smorfia, era un bel po’ che non sorrideva.
La loro tattica di procacciarti informazioni, stava portando molte informazioni di ogni genere.
La sua mente analitica stava vagliando quelle storie di ogni genere.
Come al solito si lasciava guidare dalla maggioranza del gruppo, ma iniziava ad avere una sua teoria sul modo migliore per procedere.
 

HAZA - 12/09
Haza era pronto a rispondere con una panzana alle domande sulla missione del gruppo poste dagli avventori curiosi, ma Morgon riprese la parola e riportò il discorso sulla gara che si era inventato per raccogliere informazioni.
Non aver bisogno di proferire altre parole non gli dispiaceva affatto. Lasciò fare ai chiacchieroni e ritornò ad interessarsi del pasto.

martedì 25 ottobre 2022

SETTIMANA 42 - 2022

JEAN - 12/09
Durante il cammino verso La Soglia, l’umore di Jean subì un’impennata positiva. Erano finalmente diretti verso il suo habitat, il posto dove si sentiva realmente a proprio agio, e la sua eccitazione era quasi palpabile mentre allungava il collo in attesa di scorgere i primi profili dell’agglomerato urbano.
All’arrivo, era talmente contento che non si fece pregare neanche un secondo dal corpo di guardia. Slacciò i foderi delle spade e le consegnò insieme all’arco ed al pugnale d’argento.
“Devo lasciare anche questo stuzzicadenti?” Domandò con innocenza mostrando l’altro pugnale in suo possesso.

TABITHA - 12/09
Dopo l'intensa nottata passata a combattere, fortunatamente il giorno seguente si rivelò tranquillo, e anche la notte passò senza problemi. 
Tabitha era sempre più eccitata all'idea di giungere a La Soglia, ma al contempo temeva l'arrivo di quel momento, perché sapeva che il suo aspetto avrebbe potuto essere nuovamente motivo di difficoltà per il gruppo. Così l'ultima ora di cammino in realtà non fu così allegra come avrebbe voluto.
Il morale comunque le si risollevò quando arrivarono in vista della cittadina: non vedeva l'ora di visitarla, di entrare nei negozi e nella locanda... era così diverso quel mondo da quello in cui era cresciuta che tutto le pareva bellissimo.
Le guardie li fermarono all'ingresso per i controlli di routine, e in un istante Tabitha divenne rigida come un bastone. Riuscì a tirare il fiato quando capì che Filth era conosciuto e che, quindi, forse non avrebbero fatto storie per la presenza sua e di Kel-hatril...o almeno lo sperava.
Avrebbe potuto nascondersi nel mantello, ma sarebbe sicuramente risultata sospetta, e forse avrebbe causato ancora più problemi al gruppo che magari sarebbe stato accusato di voler introdurre di nascosto delle drow in città. Era meglio che fosse chiaro cosa fossero, che erano con loro e non erano lì per fare qualcosa di male.
La domanda di Gymla riguardo la sua padella le strappò un sorriso divertito ed ebbe l'effetto di riuscire a calmarle almeno un po' i nervi.
Tabitha si voltò verso Morgon, gli lanciò un sorriso un po' tremulo, e lasciò andare il fiato. "Meglio se mi tolgo subito il pensiero..." mormorò temendo che se avesse atteso a sbrigare quell'operazione avrebbe potuto andare in iperventilazione per l'ansia.
L'elfa fece per raggiungere le guardie, ma poi si fermò, sfilò arco, faretra, pugnale e spada, e tenendo tutto tra le mani in modo che non potesse risultare in nessun modo minacciosa, si fece avanti.
"Queste sono le mie armi..." disse posandole a terra e facendo un passo indietro. Stava imparando a gestire il contatto fisico, ma con degli sconosciuti - uomini per di più - non ce l'avrebbe fatta, neanche se non l'avessero fatto di proposito e si fosse trattato di un semplice tocco sulla mano. E poi le sembrava che fosse meglio fare così.
Aveva guardato per un attimo le guardie, ma poi aveva abbassato lo sguardo ed era tornata a fianco di Morgon, sperando che non le avrebbero impedito di entrare solo per via della sua razza.

SCARLETT - 12/09
La nottata passata a combattere ebbe come effetto che, la mattina seguente, per Scarlett e gli altri incantatori fu impossibile riuscire a studiare, quindi erano tutti con solo gli incantesimi rimasti dal giorno precedente. Fortunatamente però il viaggio fu tranquillo, riuscirono a riposare piuttosto bene e, la sera successiva, arrivarono finalmente a La Soglia dove vennero fermati all'ingresso. dalle guardie.
La Rossa ascoltò lo scambio di battute tra Filth e il sergente, le indicazioni che vennero date riguardo le armi, e osservò Tabitha che consegnava le proprie.
Sperava che non avrebbero posto problemi riguardo la presenza sua e di Kelly, ma sperava vivamente che il fatto che fossero in compagnia di Filth fosse già un segno del fatto che non erano da considerarsi come tutti gli altri drow.
Con un caldo sorriso, Scarlett si fece avanti a sua volta, sganciò i due pugnali che portava alla coscia e consegnò anche il bastone. "Ecco qui."

DUNGEON MASTER - 12/09
[Jean Tannen] “Devo lasciare anche questo stuzzicadenti?” Domandò con innocenza mostrando l’altro pugnale in suo possesso.
Il sergente stava per rispondere a Jean, quando si accorse della manovra di Tabitha per consegnare le armi. «Mi diverte sempre avere a che fare con voialtri avventurieri» commentò in tono piuttosto divertito. «Uno che cerca di spacciarmi per stuzzicadenti un affare che potrebbe bastare per sbudellare un orco, una che pare deporre le proprie armi come se stesse facendo un'offerta agli dei... e poi che altro?» Tornò a guardare Jean dritto negli occhi. «D'accordo, ragazzo, ci hai provato e non è andata: consegna pure quello... ma tanto lo sapevi già, no?» Poi, rivolgendosi a tutto il gruppo, aggiunse: «Lasciatemi solo chiarire una cosa: qui da noi sulla faccenda delle armi vigono due criteri molto semplici, cioè la tolleranza zero ed il pugno di ferro. In altre parole, se appena un passo oltre questa porta qualcuno si fa beccare con una qualsiasi arma addosso, viene preso ed appeso per il collo nella piazza del mercato, il tutto per direttissima, senza nemmeno disturbare il meritato riposo del giudice locale. Spero di essere stato chiaro. Poi, se qualcuno vuol fare il furbo, beh, che poi non si metta a frignare perché se la sarà proprio andata a cercare.» Sogghignò ed aggiunse: «Ma sono certo che siete tutti bravi ragazzi e che adesso metterete giù tutta la vostra mercanzia, così poi potrete andare a farvi viziare dalla birra di Vovelovì.»

[NdG] Per andare avanti assumo che tutti facciano i bravi, depositino tutto senza storie e che poi seguano il consiglio del sergente in merito alla birra di Vovelovì. Se poi qualcuno volesse invece fare il bastian contrario, allora faremo un bel flashback…

DUNGEON MASTER - 12/09
Sistemate tutte le faccende con le guardie cittadine, il gruppo di avventurieri andò alla locanda di Vovelovì, famoso e celebrato ritrovo degli avventurieri di passaggio nella zona. Per prima cosa si fecero assegnare delle stanze (NdG: lascio a voi la scelta su come dividervi fra camerate, stanze singole o doppie, eccetera), poi si sistemarono nella sala comune, ad un tavolo grande abbastanza da dare spazio a tutti (NdG: al solito, tranne chi eventualmente volesse regolarsi diversamente), e si fecero servire una soddisfacente cena.
Alla fine della cena, mentre tutti si stavano ancora dedicando a finire il rispettivo boccale di birra (NdG: o di qualsiasi altro liquido fosse stato scelto), tre personaggi si accostarono al tavolo: una donna, che con la massima disinvoltura si sedette su una sedia libera nello stesso momento in cui chiedeva "Posso?", e due uomini, che rimasero in piedi dietro di lei, uno per parte, a braccia conserte e con un evidente atteggiamento da guardie del corpo. Pur con alcune differenze, comunque sufficienti a non sembrare che stessero indossando una divisa, c'erano vari aspetti comuni fra tutti e tre: l'alta statura, il piglio da avventurieri esperti, perfino i mantelli che indossavano, della stessa foggia e grigi, più chiaro quello della donna, più scuri quelli degli uomini.
«Il mio nome è Edra ed ho un affare da proporvi» esordì senza mezzi termini la donna intanto che con uno schioccare di dita richiamava l'attenzione di una cameriera di passaggio. «Birra» ordinò, «un boccale per me e tre o quattro caraffe sul tavolo, a disposizione di tutti.»
«Un affare molto vantaggioso» riprese con la massima disinvoltura. 
«Cinquemila pezzi d'oro, forse anche trattabili in qualche misura: sapete anche voi che sarebbe già di più di quello che potreste spremere dal Conte Bryosk, ma prendendoli da me vi entrerebbero in tasca senza correre rischi. Rischi che, senza offesa, francamente non credo siate all'altezza di affrontare, ma io ed i miei abbiamo tutt'altre risorse rispetto a voi.» Fece un sorriso accattivante. «Una cosa pulita, insomma, in cui tutti avrebbero da guadagnare: noi, voi ed anche Karameikos. Niente male, vero?»
Detto questo si appoggiò all'indietro contro lo schienale della sedia, allungò una mano per prendere il boccale appena arrivato e ne trasse un sorso in stile non troppo femminile: «Piuttosto buona, la birra di questo posto, devo riconoscerlo» commentò poi con l'aria di sentirsi perfettamente a proprio agio e sicura del buon esito della sua proposta.
«Allora, passiamo ai dettagli?» aggiunse infatti subito dopo.

GHINO - BOGNUS - 12/09
Ghino era rimasto fiducioso, le frecce magiche pronte all'uso in mano. Ma all fine era andata come le altre volte: era rimasto inutile e tremante in un angolo. Per fortuna qualcuno aveva risolto una volta per tutte la faccenda e non ci aveva più pensato.
 
Aveva goduto del buon umore generale mentre si spostavano a La Soglia: non chiedeva altro che un buon pasto, birra fresca, un letto comodo e magari un po' di compagnia per la notte. 
Arrivati ai cancelli della città si mise di buona lena a smontare ogni tipo di arma dallo zaino e i vestiti per lasciarle alle guardie, prendendosi una buona mezz'ora.
Infine si era goduto il pasto, il bis e anche il tris, finché quella tipa sicura di sé non era apparsa a interpellarli.
"Mai sputare su un'opportunità, diceva la mia vecchia madre... sentiamo cosa proponi..." disse guardando Filth come a chiedere un'autorizzazione.
 
Bognus aveva assunto il ruolo di guardiano di porta insieme a Gymla: non avrebbe potuto fare molto altro e almeno erano riusciti a impedire rischiose fughe a portata del Terrore.
Fu felice quando l'essere malefico venne sconfitto, ma questo stato d'animo durò poco: abituato a vivere in solitudine, si sentiva molto nervoso a entrare in una città. 
Rimase in silenzio per tutto il viaggio, quando li fermarono le guardie, a cui consegno senza peoblemi le proprie armi, e nella taverna. Solo la presenza di Gymla gli strappava occasionali sorrisi.

HAZA - 12/09
Senza armi a disposizione, per averle lasciate alle Guardie cittadine, Haza si sentiva spaesato.
Quando salì in camera decise di togliere anche l'armatura, tanto se nessuno in città disponeva di armi più pericolose di un coltello da cucina poteva girare tranquillo anche senza.
Se pausa doveva essere, che fosse. 
 
Chiese cibo e birra, senza esagerare. Riabituare lo stomaco alle comodità, dopo giorni di frugali razioni e cacciagione, sarebbe stata una cosa lunga, e non avevano in programma di fermarsi tanto.
 
L'arrivo della propostanon lo sorprese, gli era capitato altre volte di avere simili proposte mentre sostava in locanda.
Quando era già ingaggiato aveva l'abitudine di rifiutare a priori ulteriori incarichi.
Non essendo solo, questa volta, si limitò a manifestare la propria contrarietà con una smorfia di disappunto. 

JEAN - 12/09
[Flashback guardie]
Alla risposta della guardia, Jean lo osservò con lo sguardo istupidito del bove che rumina la gramigna a fine giornata, pronto per una notte di sonno tranquilla, quasi che sbudellare un orco fosse un’impresa tanto lontana dalle sue corde da non cogliere il riferimento. Aprì la bocca e la richiuse un paio di volte, nella perfetta imitazione di un ingenuotto di paese al suo primo approccio con l’autorità costituita, quindi rinunciò a rispondere e si strinse nelle spalle, lasciando cadere goffamente l’ultima arma a propria disposizione nelle mani dei soldati.
 
[da Vovelovì]
Entrò nella locanda con il sorriso sincero di chi aspettava un momento simile da troppo tempo, molto più di quello che avrebbe ritenuto di poter e volere tollerare. Si sedette al tavolo con i gomiti appoggiati, sorseggiando il miglior vino elfico che la casa potesse servirgli, osservando con calma il resto degli avventori e gustandosi la situazione. Iniziava a sentirsi a proprio agio…
Mentre riprendeva contatto e confidenza con il suo mondo, una donna si sedette su una sedia, non troppo lontana dalla sua e, senza tanti preamboli, fece una proposta.
Jean si abbandonò comodamente allo schienale e fischiò piano:
“Per le palle del Tredicesimo, cinquemila pezzi d’oro a testa! - fece attenzione a calcare bene l’accento su quest’ultima parola - Fanno un bel mucchio di metallo, da domandarsi come portarlo in giro, quasi….”
Si leccò la punta del pollice, lo strofinò sull’indice ed iniziò un breve conto immaginario. Non appena ebbe esaurito le dita della mano destra, riprese:
“Ahhhhh… mi piacerebbe poter essere un valido interlocutore per questa, ehm, trattativa. Purtroppo in questo gruppo non vige la democrazia e, pertanto, io dovrò limitarmi ad ascoltare, ammesso e non concesso che il nostro leader trovi che si debba farlo, ovviamente.”

SCARLETT - 12/09
Passato il controllo delle guardie, si diressero alla famosa locanda di Vovelovì, dove presero le stanze per la notte e poi si sedettero ad un tavolo per godersi una buona cena.
Scarlett si godette ogni istante, a partire dal cibo, passando per l'ottima birra, fino alle chiacchiere con i compagni. Si era seduta come sempre accanto ad Issus, e aveva invitato Kel-hatril a mettersi lì vicino, così da poterle offrire sostegno se l'elfa si fosse sentita un po' sopraffatta da tutto l'andirivieni di gente, e inoltre voleva coinvolgerla nelle chiacchiere, così da darle l'ennesima riprova che avesse fatto una buona scelta.
Boo come al solito si era inizialmente trattenuto nei pressi della padrona e di Issus, attendendo pazientemente che i due gli elargissero qualcosa dai piatti, poi piano piano si era allargato, provando ad elemosinare da Kelly, poi da qualcuno ancora più in là, per poi lanciarsi diretto da Tabitha e piazzarsi là con lei. La Rossa sorrise divertita notando come il furetto chiedeva prima  del cibo e poi provava a giocare con l'elfa.
"Ehi Boo!" lo richiamò sorridendo, "Vedi di non rompere le scatole, intesi?"
L'animaletto la osservò per un istante come a dirle che aveva capito, quindi riprese il suo gioco per ottenere un po' dell'ottimo cibo nei piatti.
Dopo un attimo Scarlett si sporse sul tavolo. "Kreena! Se abbiamo tempo dobbiamo portare Tabitha e Kelly in un negozio qui, sicuro hanno di meglio che a Verge. Ti va?" 
 
[NdG: se Kel-hatril o Kreena non dovessero essere al tavolo, ovviamente ignorate le relative parti ^_^]
 
La cena si concluse, erano ancora lì a finire la birra quando al tavolo si avvicinò una donna scortata da due uomini. Chiese se poteva sedersi quando ormai aveva già posato il didietro su una sedia, ordinò birra per sé e caraffe per loro, quindi avanzò senza mezzi termini una proposta che già solo per il modo in cui era stata posta veniva da rifiutarla.
Ghino chiese delucidazioni, ma non le sfuggì la smorfia di disappunto di Haza, quindi  un sorrisetto divertito le piegò le labbra sentendo la precisazione di Jean riguardo che i cinquemila pezzi erano a testa.
Scarlett si appoggiò allo schienale puntando gli occhi sulla donna. "Stai dando un po' troppe cose per scontate, non credi?" osservò pacatamente, "Tipo che ci interessi esclusivamente il denaro e che abbiamo capacità e risorse inferiori a voi..."
Le labbra della Rossa si piegarono in un breve sorriso di cortesia. "Ma prego, illustraci pure questi dettagli..."

FENRYR - 12/09
Di nuovo quella sensazione, terribile, bloccante: come una morsa di ghiaccio sulle membra, che non veniva però da fuori, ma da dentro, come se il sangue ardente di Maebh si fosse spento, estinto, spazzato via dalla più terribile bufera. Viel'in-dhar. La Paura.
Assoluta, ancestrale, viscerale. Evocata da quella voce, che non era la Sua e allo stesso tempo lo era. La Voce che l'aveva dannato, esiliato e che ora tornava a farsi beffe di lui e del suo mancato coraggio.
Fenryr scosse il capo, fermandosi davanti alle porte della città umana. Il pensiero lo perseguitava dallo scontro con il demone, impossibile da scacciare. Perchè a cosa serviva il rigido addestramento, a cosa le privazioni, se poi una voce bastava a privarlo di ogni volontà?
Digrignò i denti e fu lì lì per rispondere all'arroganza della guardia. Quindi inspirò, slacciò la cinghia e consegnò spadone e asce ai soldati.
"Questa meglio non toccarla" - sussurrò soltanto, accennando alla grande spada.
Seguì gli altri in silenzio, fino alla locanda, sempre in silenzio sorseggiò la birra e sempre in silenzio accolse la femmina sfrontata.
Guardò lei, guardò le guardie alle sue spalle e annusò l'aria. Sorrise appena, stavolta, nascosto dal boccale. C'era un pungente odore di guai.

DUNGEON MASTER - 12/09
Oops... mi sa che stavo dimenticando di darvi i px per il Terrore Notturno…
Facciamo che vi potete segnare tutti 400px per la nottataccia alla fattoria, ok?

KREENA - 12/09
Le cose non erano andate esattamente come previsto: però alla fine il mostro era stato incenerito, anche se Kree non ricordava bene come, nè chi l'avesse fatto.
Rabbrividì, ripensando al terrore di quella notte, che l'aveva catapultata di nuovo ragazzina, in balia di Vorn e del fuoco. Senza volerlo, si sfiorò la guancia, quindi scosse le spalle.
Comunque il suo piano aveva funzionato, quello contava. E se gli altri l'avevano seguita, questo voleva dire che lei era il capo. Sorrise. L'aveva sempre saputo, in fondo. Capessa. Solo gli altri dovevano rendersene conto. Ammiccò alle guardie di LaSoglia e fece per passare, solo per esser fermata un po' ruvidamente.
"Ehi!" - sbottò. Non si parlava così a un capo.
Poi capì che la questione riguardava le armi. Sbuffò.
"Proprio proprio tutto?" - chiese speranzosa alla guardia della porta, ritraendosi piccata alla rispostaccia dell'altro.
"Screanzato..." - sbuffò a mezza voce, per poi alzare nuovamente il tono - "Ci vorrà un po', sappilo--- e non sperare che mi spogli qui, davanti a tutti...e neanche dentro, sai, per i tuoi comodi..."
Quindi iniziò a impilare armi, accompagnando ognuna con un gran sospiro. Erano tante, in modo davvero sorprendente e più aumentavano, più tempo la ladra impiegava a separarsene, quasi fossero amici, fratelli o amanti. Ci volle davvero un po', anche più che un po', considerando che lo stesso stava facendo Ghino, poco distante.
Appena finito, sospirò un'ultima volta e lanciò un'occhiataccia alle guardie.
"E comunque, queste sono armi micidiali" - disse, agitando in aria le mani tese.
Quindi gonfiò il petto ed entrò in città, da conquistatrice.
[Scarlett]
"Kreena! Se abbiamo tempo dobbiamo portare Tabitha e Kelly in un negozio qui, sicuro hanno di meglio che a Verge. Ti va?"
 
La giovane sbattè con foga il boccale sul tavolo, irrorando i presenti di schizzi schiumosi.
"Ombre di mille ombre!" - esclamò, arrochendo la voce in stile piratesco - "Certo, che diamine! Quel buco non aveva neanche una tela di sacco, voglio un cappello con tanto di piume!!"
Si bloccò, però, quando la donna si sedette non invitata al tavolo.
 
[Edra]
«Un affare molto vantaggioso» riprese con la massima disinvoltura. «Cinquemila pezzi d'oro, forse anche trattabili in qualche misura: sapete anche voi che sarebbe già di più di quello che potreste spremere dal Conte Bryosk, ma prendendoli da me vi entrerebbero in tasca senza correre rischi. Rischi che, senza offesa, francamente non credo siate all'altezza di affrontare, ma io ed i miei abbiamo tutt'altre risorse rispetto a voi.» Fece un sorriso accattivante. «Una cosa pulita, insomma, in cui tutti avrebbero da guadagnare: noi, voi ed anche Karameikos. Niente male, vero?»
 
Kreena fece un plateale sbadiglio e incrociò le gambe sopra al tavolo.
"Sì sì, proprio niente male...non so chi sia questo Briosc, dal nome sembra un fornaio, ma se invece è un Conte come dici, tu devi essere Duca o almeno una Barona..."
Sorrise, bevve un gran sorso di birra che, per la posizione allungata, le finì di traverso. Tossì, sputò, si rialzò di scatto, solo per fortuna evitò di cadere.
Fissò il boccale con astio, quasi fosse colpa sua, quindi regalò alla donna un nuovo, luminoso sorriso.
"Troppo avvezza al vino elfico" - disse, sbattendo le ciglia - "La mia gola rifugge queste bevande popolane...anche se il gusto è gradevole, devo dire..."
Rigirò il bicchiere più volte davanti agli occhi, quindi lo posò sul tavolo in modo deciso.
"Principessa Kreena de Sarnath, Ammazzadraghi e Signora delle Ombre" - si presentò formalmente.
"Non badate alle facezie della mia scorta" - proseguì fulminando Jean con lo sguardo - "Sono buzzurri ma fedeli e simpatici a modo loro"
"Il denaro non ci manca" - concluse in tono fermo, tornando a sedersi - "Ma la proposta è così sfacciata da incuriosirmi, per cui, prego, continuate..."

MORGON - 12/09
Morgon sorrise.
"Sei stata molto coraggiosa, ed hai fatto bene!".
Anche Morgon seguì l'esempio dei compagni, posando le armi, per poi dirigersi alla locanda, ambiente che apprezzava maggiormente; anche se era comunque un poco teso a causa di Tabitha. Aveva paura che qualcuno volesse attaccare briga o non accettasse le due drow che erano con loro. La cosa lo stava facendo diventare sospettoso di tutti coloro che passavano vicino al loro tavolo e buttavano un'occhiata. Cercava di intercettare il loro sguardo, ricambiando con un cipiglio serio e cupo, come per far capire che non era proprio aria e che potevano proseguire il loro incedere.
La situazione venne però sdrammatizzata da Kreena. Che forza quella ragazza. O donna? Effettivamente non avrebbe saputo dare un'età alla ladra. Era talmente piena di vita che avrebbe potuto anche avere cinquant'anni e sembrare una venticinquenne. Sorrise a quel pensiero ed alle parole di lei. Fu talmente contento di quelle parole che lo rilassarono all'instante che volle assecondarle.
"Mia signora, chiedo scusa, prima che la nostra ospite prosegua, gradite altro da bene" disse con tono serio ma sommesso. Non guardò Kreena negli occhi, aveva paura di scoppiare a ridere. Guardava verso il tavolo, con faccia seria.

DUNGEON MASTER - 12/09
Kel-hatril scrollò lievemente le spalle all'intimazione di consegnare le armi: «Se proprio dobbiamo...» commentò.
Detto questo porse ad uno dei soldati il bastone, tenendolo orizzontalmente con le braccia distese così da costringere l'uomo a riceverlo nella stessa maniera, poi disse: «Reggilo così per un momento, prego.» Subito dopo fece scorrere le mani per la sua lunghezza, tenendole appena sollevate rispetto alla superficie, ed allo stesso tempo recitando una breve litania in un linguaggio incomprensibile.  «Ecco fatto» annunciò poi. «Ora, chiunque tentasse di fare al mio bastone qualcosa che a me non piacerebbe dovrebbe vedersela con l'effetto del mio incantesimo e, ne sono certa, non troverebbe l'esperienza di suo gradimento.»
Mentre l'uomo, con l'aria di uno che si aspetti di vedere trasformare un pezzo di legno in un serpente velenoso, si affrettava verso il corpo di guardia per andare a riporre il bastone, Kel-hatril si volse verso Scarlett, sorrise e le disse: «Non lo conoscevi questo incantesimo? È molto utile in situazioni del genere. Se vuoi lo faccio anche sul tuo. Poi magari stasera te lo insegno.»

DUNGEON MASTER - 12/09
Edra ascoltò impassibile le varie risposte e poi fissò lo sguardo sulle suole degli stivali di Kreena: «Direi che questa è una posa poco consona ad una... ehm... principessa, ma forse la vita all'aria aperta inquina un poco le maniere di corte» commentò placidamente. «Comunque io non sono né una duchessa, né una baronessa e quindi nulla mi obbliga a non fare lo stesso» aggiunse posando a sua volta i piedi sul tavolo e mettendo così in mostra un paio di costosi stivali di ottima qualità. Sorrise ed aggiunse: «Ecco, questi stivali sono giusto un esempio del fatto che il denaro non basta mai: mi sono costati un occhio, ma sono comodissimi per una persona come me... e come te... con la vita che facciamo. E poi, una vera signora si riconosce dai dettagli, non è vero?» completò fissando  ignificativamente gli stivali di Kreena.
«Bel tentativo, ragazzo mio, ma no, non parlavo di cinquemila pezzi a testa» aggiunse rivolgendosi questa volta a Jean. «Non credere però che non apprezzi un po' di sana sfrontatezza: magari potresti anche considerare l'idea di entrare nella nostra organizzazione.» Fece un gesto noncurante con la mano. «Comunque il denaro è il minore dei problemi: di certo noi non siamo a corto di risorse e sappiamo bene quando è il caso di non tirare troppo sul prezzo.»
«Anzi, a proposito di tirare sul prezzo» continuò fissando uno sguardo penetrante su Issus, «noi due ci conosciamo, non è vero? Sei molto lontano dai tuoi abituali terreni di caccia, dico bene?» Sorrise ironica. «Quanto tempo sarà passato? Un paio d'anni? Su, non fare quella
faccia: tu sai che io so chi sei e qual è il tuo mestiere, no? Te lo leggo in volto che mi hai riconosciuta: mi avevi chiesto una cifra oscena per quel lavoretto... ricordi?... solo che io avevo solo una certa disponibilità per quel progetto, per cui ci eravamo accordati per la cifra che ti avevo offerto io più un pagamento... come dire... in natura. Arrossisci, adesso? Lo credo bene, visto che fu la scopata peggiore della mia vita: breve e per nulla interessante. Eh, già, trombi proprio come ammazzi la gente: alla svelta e senza la minima emozione.
Chissà se magari ora sei cambiato: potrei anche darti una possibilità di riscattarti... che ne dici? Ma ti dovresti impegnare di più. Comunque devo dartene atto: il lavoro l'avevi portato a termine in maniera perfetta, quindi mi sa che se ti avessi pagato quello che chiedevi mi sarei risparmiata la peggior notte di passione... se così avesse potuto chiamarsi... della mia vita... anche se a spese dei miei committenti.»
«Comunque, che ne direste di passare agli affari?», riprese Edra dopo aver dato un istante di stacco dalle schermaglie iniziali. «Il motivo per cui vi sto proponendo questo affare è semplice: noi siamo molto interessati a portare a termine il vostro lavoro e sappiamo di essere più in grado di voi di farlo. Perché?» La domanda retorica era chiaramente in risposta all'obiezione di Scarlett. «Perché voi siete una dozzina o poco più, noi siamo dieci, cento volte tanti e non meno capaci di voi, anzi tutt'altro: possiamo mettere in campo un gruppo piccolo come il vostro oppure, a seconda delle necessità, possiamo decidere di rafforzarlo finché occorre e magari poi tornare ad un piccolo gruppo, con la massima flessibilità: siamo abili, siamo organizzati e siamo determinati. Non meno ed anzi più di voi.»
Con un fluido movimento riportò i piedi al loro posto sul pavimento ed assunse un'aria più professionale. «Ora voi vi starete chiedendo perché, se siamo così bravi, non siamo andati direttamente a Mayraberd a vedercela con Raxxla... ebbene sì, come vedete so tutto... ma un motivo c'è: ci siamo resi conto che tutti gli altri gruppi entrati a vario titolo nella faccenda sono andati dritti a Mayraberd, incluso l'esercito del Generale Dunfield. Tutti, tranne un solo gruppo: il vostro. Anche adesso state andando a nord-est quando invece Mayraberd è a nord-ovest. Non ci vuole un genio per capire che voi, al contrario di tutti gli altri, dovete essere al corrente di qualcosa di importante, forse anche di vitale per la missione: ecco, questo è proprio ciò che ci interessa.»
«Insomma, la nostra proposta è questa: voi ci mettete a parte di ciò che sapete, noi vi paghiamo profumatamente e poi voi vi levate di mezzo e lasciate lavorare i professionisti.»


Ed ora non mi resta che salutarvi e darvi appuntamento...
...al prossimo incontro!
LoShAmAnO