[Scarlett] "Vediamo un po' cosa possiamo fare..."
«Beh, se vuoi provare ad avvelenare qualcuno, magari un paio di suggerimenti potrei anche darteli», rispose tutto serio Issus.
«L'avvelenamento non è mai stato il mio metodo preferito, se non altro perché non si può mai sapere se a prendere il veleno alla fine sarà proprio la persona designata o piuttosto qualche sfortunato passato per caso nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma a volte ho dovuto farne ricorso. Quindi... se vuoi qualche consiglio...», una breve pausa ad effetto e poi: «...va' a chiederlo a qualcun altro perché io con quella vita ho chiuso per sempre!».
«Molto edificante, la cosa ti fa onore», intervenne Ulna, «ma lascia che la maga faccia i suoi incantesimi culinari, possibilmente in fretta, così poi ci mettiamo tutti a riposare perché domani si parte presto: per domani sera vorrei arrivare a fare il campo , se possibile, più a nord di Torbol e quindi... gambe in spalla che la strada è lunga».
[NdG] Scusate il ritardo: ho avuto un po' di cose da fare e poi avevo anche da mettere a punto tutti i guai che dovrete passare prima di arrivare a Kan-thor...
Scarlett fece una rapida cernita di quel che aveva a disposizione, trovò qualche verdura e della carne, predispose le pentole e afferrò anche un paio di coltelli che si mise a portata, a quel punto però tornò al suo zaino, tolse un paio di cose e alla fine ne estrasse un bastoncino piuttosto lungo e decorato, che usò per sollevare e legare i capelli sulla nuca.
Sorrise ad Issus mentre tornava alla cucina. "No, non voglio proprio avvelenare nessuno. Puoi stare lì tranquillo Issus, Haza si era già offerto e direi che in due siamo più che sufficienti."
La maga si mise al lavoro, ma sebbene fosse concentrata su quel che stava facendo, ascoltava anche i discorsi dei compagni, e così gettò un'occhiata a Ulna da sopra la spalla. "Faccio il prima possibile, ma sempre per il discorso che non voglio avvelenare nessuno, il tempo che ci vuole, ci vuole. Poi una volta mangiato e rassettata la cucina, ci metteremo a riposare così da essere riposati e pronti per il viaggio di domani."
NdG: possiamo pure proseguire per me.
Pur lasciando a Scarlett la responsabilità di badare alla cottura, che in fondo era lei quella in grado di gestire perfino delle palle di fuoco, Haza si diede da fare a ripulire, affettare e sminuzzare tutto quanto servisse a una buona zuppa per tutti.
Accettava consigli, richieste o indicazioni senza fiatare e solo una volta diede voce a un pensiero mentre era assorto.
«Peccato non ci sia Fenryr».
Si rese conto di averlo detto ad alta voce, fece spallucce.
«E' che stavo pensando: con la sua spada, anche senza neve avremmo potuto fare il sorbetto per chiudere la cena».
NDG: nulla osta a proseguire al giorno dopo, per me.
Morgon era seduto vicino a Tabitha, ma il suo sguardo era fisso su Ulna.
La trovava una persona affascinante ed era convinto avrebbe potuto essere una maestra preziosa per uno come lui che aveva fatto sempre tutto da solo, e proprio per questi motivi, ne aveva paura. A pensarci bene forse non era paura, ma un rispettoso timore. Questo timore generava imbarazzo e l'imbarazzo portava silenzio.
Un bardo in silenzio. Assurdo. Ne era cosciente, ma era così.
La guardava in silenzio, per studiarne il modo di porsi, il modo di parlare e di atteggiarsi. La cosa che più lo affascinava era il modo che aveva di dire le cose. Perentorio ed affabile allo stesso tempo. Ne era affascinato.
Quando il suo olfatto ebbe il sopravvento sulla vista, sorrise. Si volse verso Tabitha.
"Ci aggiungiamo agli altri per la cena?"
Una volta accomodatisi ringraziò Scarlett e Haza per la preparazione e maestra Ulna per l'ospitalità, si offrì di sparecchiare e pulire alla fine del pasto, il tutto mentre lo sguardo continuava a tornare su Ulna, di continuo.
NDG
Anche per si può continuare.



